mercoledì 5 dicembre 2012

PENSIERO AUTONOMO E PENSIERO ETERONOMO: DE "COMPLOTTISMO"- 1

Allora, il fenomeno dei "consapevoli" si sta manifestando così (ditemi voi se è vero): lettura dei giornali limitata al massimo, tivvù solo per films...belli (una rarità). Qualche volta ci si dice: "sentiamo che raccontano al tg e sui giornali, così mi incazzo un pò e mi carico"....Buahahahh!!!
Succede che a informarsi in rete, invece, si diventi talmente informati sui FATTI (altro che "quotidiani"...i fatti) che le lucine dei collegamenti si accendono molto meglio e i neuroni si ossigenano. Ma attenzione: qualcuno potrebbe accusarvi di COMPLOTTISMO...ALL'ARME (per loro)!!!
Si trovano cioè persone (anche stimabili e intelligenti) che di fronte alla fatica di non dover verificare tutti i fatti SOCIALI, STORICI E OGGETTIVI che ci cadono sotto gli occhi, preferiscono attenersi alla semplice sicurezza (anche metodologica) delle proprie convinzioni, senza considerare la possibilità che queste stesse loro convizioni potrebbero mutare se conoscessero "più" fatti.

IL TERMINE COMPLOTTISMO AFFIBBIATO A CHI RICERCA A FONDO E COMPIE OPERAZIONI DI CONNESSIONE INTUITIVA E DEDUTTIVA TRA FATTI CERTI NON MI PIACE: SEMBRA UNA QUASI-CENSURA ALLA LIBERTA' E ALLA CAPACITA' DI OGNUNO DI NOI DI COMPRENDERE E DI ARRICCHIRE LA VITA DEMOCRATICA COL NOSTRO CONTRIBUTO DI PENSIERO AUTONOMO E CRITICAMENTE INFORMATO.

Insomma una forma strisciante di PATERNALISMO riassumibile nel discorsetto: "non puoi fidarti di quello che frulla nella tua testolina. Non ti si può lasciare a pensare da solo se no combini casini e dici chissacchè. Lascia pensare me che la so lunga e fidati che tanto da solo non ci arrivi. Alla fine ci penserò IO che sono tanto bravo a GUIDARTI e ti spiegherò tutto tutto. Intanto dormi (Pierino) che te lo dico io quando e come devi "decidere" di muoverti". Mmmmm....All'arme: però, questa volta per noi...

Vabbè, su questo ci tornerò mostrando i problemi della metodologia di "indagine" disponibile a un cittadino che, giustamente, rivendica i suoi diritti.

Comunque sia, dicevo: mi trovavo in questo "mood" anti-informazione terroristico-irregimentata sulla situazione economica...e però mi piace prendere il cappuccino nel mio bar preferito, dove un giornale "popolare" romano è disponibile in copia per gli "avventori". Sfogliando le pagine, alquanto inorridito dal "taglio" delle notizie sulla "crisi", mi cade l'occhio una dichiarazione di Bonanni: "Produttività. Bisogna estendere l'accordo al "pubblico".
Vado poi sul sito della CISL funzione pubblica e vedo che l'integrale dichiarazione è del seguente tenore:

L'accordo sulla produttivita' va esteso anche al settore pubblico perche' "la scarsa produttivita' della p.a. non dipende da una scarsita' di risorse, ma dalla sua cattiva organizzazione da un lato e da una proliferazione di norme dall'altro". E' quanto ha sostenuto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, intervenendo al convegno “Lavoro pubblico, lavoro sociale”. "Una pubblica amministrazione piu' efficiente – ha affermato - comporterebbe meno costi per la collettivita' e le imprese, finirebbe per essere un gap strutturale per la crescita. E' questa la sfida che ci aspetta e che intendiamo assumere con responsabilita'.
"Vogliamo riformare la p.a. - ha aggiunto Bonanni -, riorganizzare il lavoro pubblico valorizzando professionalita' e partecipazione, vogliamo aumentare la sua produttivita' e per questa via migliorare le retribuzioni". La via da percorrere è quella "della concertazione e della contrattazione", valutando "amministrazione per amministrazione cosi' come abbiamo fatto nel settore privato".

Quanto alla dirigenza pubblica, anche quella "deve profondamente cambiare". E' necessario, ribatte il segretario, abbattere la prevalenza della cultura amministrativa nel settore pubblico per cui oggi il problema principale dei dirigenti e' quello di essere al riparo da sanzioni della giustizia amministrativa e non quello della efficienza economica dei loro uffici". In questo quadro vanno quindi "rivisitati i poteri, stabilita' e retribuzioni dei dirigenti apicali" per passare "dalla cultura delle procedure a quella dei risultati in termini di servizi ai cittadini e alle imprese e di produttivita'".

La Pubblica amministrazione va riformata profondamente, altrimenti l'Italia rischia di "affondare". La politica, continua Bonanni, si è appropriata dei gangli vitali della Pubblica amministrazione senza farla funzionare." Per rilanciare l'Italia è necessaria "una nuova fase costituente", riformando la politica e tagliandone i costi. Per questo "è necessaria una nuova fase costituente che riorganizzi il paese, attraverso processi riformatori della politica e dei suoi costi". Una riforma "delle istituzioni centrali e locali, con una loro riduzione e semplificazione, e della ripartizione dei loro poteri, del Titolo V della Costituzione rivedendo un federalismo oggi pasticciato e ingestibile".

Bonanni annuncia''una forte stagione di sollecitazione nei confronti della politica'' alla quale la Cisl  "darà un contributo aprendo il confronto con le forze politiche su un documento di proposte, fin dalla imminente campagna elettorale".  La Cisl intende chiedere al Parlamento di indicare un comitato di saggi che riscriva le regole e i livelli istituzionali e amministrativi del Paese."
 
Premesso che non ce l'ho con Bonanni ma che la sua apparentemente condivisa (non da voi, ma dai tanti "livorosi" di sicuro) dichiarazione è veramente SINTOMATICA DI UNA CULTURA AL CAPOLINEA...Tanto premesso, lì per lì ho pensato: ora ci faccio un bel post e spiego in dettaglio tutte le magagne di questo ragionamento para o pseudo-logico.
Ma poi mi sono detto:
a) Vuoi vedere che dopo il post sulla corruzzzione (quello del dott.Petiot) i miei lettori riescono a farcela da soli a smontare le "inesattezze" tecnico-concettuali di questo discorso?
 
E poi, a un secondo sguardo, mi sono pure "soggiunto" (ci si può auto-soggiungere? Ah! la parola "creativa"!):
b) "Oh ma sta "costituente" 'un'è (omaggio a Sil-viar) che l'hanno "chiappata" leggendo da queste parti? (In fondo il post di annuncio del blog è del 25 novembre e c'è stato tutto il tempo per una "certa" qual diffusione, nevvero, poffarbacco: essendo un pomposo leguleio talora mi esprimo così).
c) Questa supposizione è "complottismo"?...(ma, ripeto: ci torneremo)
 
Quindi passo a voi la palla.
Ma vi do' alcune dritte:
1. Le "inesattezze" sono in semplice neretto;
2. Le "curiose" assonanze (complottismo?) con i temi qui trattati in precedenza (e già da voi brillantemente commentati) sono in neretto e pure sottolineate.
3. La spesa pubblica italiana/PIL, al netto degli interessi sul debito, non è affatto alta...e da oltre 20 anni (devo mettere i dati o ci pensate voi? :-)...)
4. Siamo in saldo (avanzo) primario del bilancio pubblico dal 1992 e questo in termini di investimenti in organizzazione e personale della pubblica amministrazione vorrà pure dire qualcosa...o qualcuno la pensa come Bonanni?
5. La giustizia amministrativa?...Applica sanzioni? Non è che voleva riferirsi alla giustizia "contabile" della Corte dei conti?
6. Il problema della dirigenza amministrativa starebbe nell'avere un eccesso di cultura..."amministrativa", cioè di "specifica professionalità"?
7. Passare dalla "cultura delle procedure a quella dei risultati in termini di servizi ai cittadini e alle imprese e di produttivita" ci ricorda il meraviglioso concetto dello Stato come impresa di cui al suddetto post "corruzzzione"?
8. La proliferazione di norme...ma guarda un pò: non è che il 90% delle norme emanate negli ultimi 20 anni è di recepimento di fonti UE o adottate in nonme del "lo vuole l'Europa? E dopo 20 ani di questi stessi slogan, ancora stiamo a parla' di "efficienza" e di "risultati" slogan di intestazione di TUTTE le riforme nello stesso periodo?
9. Come mai alla locuzione, un pò tanto generica, "cattiva" organizzazione non si fa mai seguire la parola "controlli preventivi sugli atti"?
10. Abbiamo proprio bisogno di un comitato di saggi se è per farci dire che bisogna tagliare, tagliare, tagliare, non pensare ad alcun piano di investimenti (dato che, ci assicura Bonanni, il "problema non dipende dalla scarsità di risorse"...dopo oltre 20 anni di finanziarie di tagli?).
11. E poi: sti saggi scommettiamo che saranno i "soliti noti" che "spesapubblicaimproduttivadebitopubblicobrutto", presi dai ranghi di un noto partito di "espertologi"?
 
Insomma. Tre quesiti (facili, facili) e undici dritte (interrogativi retorici...) ce l'avete.
Adesso con la calma feroce dei "giusti-che-nun-li reggono-più" lascio a voi un oculato e dettagliato lavoro di demolizione. Ci sentiamo dopo, brothers in arms...

41 commenti:

  1. Continuano a ripetere sempre lo stesso cliché: usare termini a connotazione positiva per descrivere fenomeni totalmente negativi.

    Oggi Bonanni parla di riforma di titolo V e di Costituente non già per ricostruire una forte base formale di riconoscimento e tutela dei diritti, ma per chiedere l'ennesima (brutale) deregolamentazione (rectius devastazione) dei diritti dei lavoratori anche del pubblico impiego, proseguendo nell'opera di annientamento dello Stato (che è fatto di lavoratori pubblici a differenza di quanto pensino le 'anime candide' che si professano difensori delle istituzioni ma Torquemada dei lavoratoripubblicimproduttivi) con la delega all'autonomia contrattuale, ossia all'autonomia privata = privatizzazione come comprende chi abbia sostenuto anche con un 18 il solo esame di diritto privato nella peggior facoltà di legge della periferia di Caracas (si ok è pubblicità occulta).

    Per quanto mi riguarda nulla di nuovo sotto il sole.

    Ricordiamo la famosa 'valorizzazione del patrimonio pubblico', locuzione che al consociato medio evoca automaticamente l'idea positiva di "miglioramento" del patrimonio, non certo quella molto più prosaica di attribuzione di un valore di mercato a fini di dismissione.

    Nel merito la proposta di Bonanni di estendere i contenuti del patto per la produttività (altro nome che evoca sensazioni positive .... che scompaiono leggendone il testo) al pubblico impiego addirittura in ottica di riforma ordinamentale si scontra non solo con l'ormai 'desueto' art. 36 della Costituzione (nella parte in cui svincola la retribuzione dai concetti di quantità e qualità di lavoro prestato per legarla a concetti tipo la 'dinamica degli effetti economici…..coerente con le tendenze generali dell’economia, del mercato del lavoro, del raffronto competitivo internazionale e gli andamenti specifici del settore'), ma anche con un 'articoletto' come il 97 che è 'solo' la base costituzionale di organizzazione dello Stato.
    Con il patto per la produttività, infatti, ABI-ANIA-Confindustria e la nuova triplice UGL-CISL-UIL (notare la somiglianza con la vecchia triplice ... ma, ovviamente, è sempre un caso) si propongono di delegificare orari di lavoro e flessibilità delle prestazioni andando quindi ad incidere su quell'organizzazione degli uffici organizzandi per disposizione legislativa e addirittura di delegare alla contrattazione di secondo livello (quindi non nazionale) la definizione concreta dei vari aspetti del rapporto di lavoro anche in deroga a quella nazionale (e così la nuova formulazione del 3° comma del 360 cpc è bella che svuotata) e solo per "produttività" che nella PAdellaspesapubblicaimproduttivabrutta viene unicamente interpretata come selvaggia riduzione di costi.

    Che aggiungere?
    Che sono un comBlottista?
    Può darsi (ho smesso di leggere i giornali nazionali da tempo ... sostituendoli con quelle pericolose pubblicazioni dove si trova scritto, tra le altre, che "... il Ministro dell'economia e delle finanze, fino al 30 giugno 2012, e' autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passivita' delle banche italiane, con scadenza da tre mesi fino a cinque anni o, a partire dal 1 gennaio 2012, a sette anni per le obbligazioni bancarie garantite di cui all'art. 7-bis della legge 30 aprile 1999, n. 130, e di emissione successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto ...." - roba da complottisti duri e puri ... lo 'Stato garante delle banche' - ; pubblicazioni edite dai Poligrafici dello Stato sotto il nome di Gazzetta Ufficiale), ma mi consolo trovandomi in ottima compagnia.

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    1. Le tue varie "Menti" (logico-lineare, intuitivo-emotiva, rettile-istintituale) hanno dimostrato inoppugnabilmente che sei pronto per il post e che sounds no good at all to furtherly stall ("tergiversare ulteriormente).
      Gian Luca, a Genova siete decisamente attivi e tosti (vero Grumpy1893?) :-) ?
      Comunque hai fatto GOAL appena entrato in campo!

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    2. Grande Luca!
      Un'altro blog che comincia a prendermi... anche qui mi sa che dovrò rassegnarmi a un rapporto più parassitario che simbiotico, visto che prenderò molto di più di quanto potrò dare.

      PS : Stasera secondo goofyraduno, meeting point sotto il mento del cavallo di Garibaldi. Un giorno ci sarà una targa a ricordare che fu da lì che di nuovo si levò il grido "Che l'inse?" (Cfr GB Perasso detto il Balilla) :)

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    3. La bravura di Luca la puoi apprezzare ancora di più sui commenti all'ultimo post. Cui ti rinvio (don't be lazy :-))
      ATTENZIONE! LA VIA DELLA RIMESSIONE ALLA CGE (o come da me suggerito anche, in parallelo, alla corte costituzionale) può essere un potentissimo e effettivo strumento per liberarci dal "vincolo" senza aspettare che i nostri politici si accorgano che "piùeuropa" li trascinerà nel baratro!
      Diffondiamo questa prospettiva. Mi raccomando!!!

      E avvertite grumpy1893 di come fare a contattarvi, visto che la volta scorsa è venuto all'orario e nel luogo stabilito e non ha trovato nessuno, scrivendomi un sms scoraggiato da lì :-)

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    4. Grumpy1893? Non ce l'ho nella mail list dei genogoofies (ma tra nomi, nicknames e indirizzi e-mail mi sto perdendo).

      Qui la mia mail, se puoi mandargliela via sms:
      mauropoggi2508@gmail.com

      PS sono in ritardo sui post, but not because of leaziness. Recupero questo fine settimana contando anche su previsioni meteorologiche pessimiste.

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  2. Ma soprattutto, ancora concertazione? Ancora? Dopo i magnifici risultati raggiunti in 20 anni ancora? Ma con quale coraggio? Ma quali sono i segretari nazionali di categoria che ancora appoggiano questo mediocre?

    Fra quelli che a sinistra sognano di diventare l'IG-Metall e questo che "concilia" (che concertare vuol dire esattamente questo, accettare supinamente le decisioni della controparte) la multa appioppata dal vigile-controparte il sindacato italiano si sta avviando a passi rapidi e triionfali verso la più completa irrilevanza.

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    1. Eccolo qui! Grande!
      Ti trovi a tuo agio in questo mondo medievalizzato della forza bruta neo-feudale, teocratico, coi sindacati-valvassini dei nuovi "grandi elettori" dell'imperatore del Sacro Romano Impero di Cccermania?
      E per citare Gian Luca "si propongono di delegificare orari di lavoro e flessibilità delle prestazioni", specialmente la seconda, direi, per ottenere una rapida "deflazione salariale"...e ci mancherebbe!

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  3. "lettura dei giornali limitata al massimo"

    A pensarci, l'ultima volta che ho comprato un giornale è stato perché mi serviva un po' di carta per accendere il fuoco ("er coriere d'a 'a sera", bello spesso ché tanto pagamo noi...)

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    1. Ed ecco il terzo del "tridente d'attacco" schierato nell'odierna partita.
      Non ti dico "Santo subito" perchè qui "non guardiamo alla classifica, non guardiamo al calendario: dobbiamo cercare i tre punti partita per partita...e alla fine del campionato tireremo le somme". Insomma un impegno: "chhiù "filu"....da torcere per tutti!" (si dirà filu?).
      A bien tot, Eco!

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  4. Che Bonanni e la CISL non sappiano di cosa parlano è un dato di fatto assodato da tempo. Per quanto non straveda neppure per la CGIL basta dare un'occhiata ai siti di entrambi per capire subito la differenza.
    Condivido pienamente le critiche (per meglio dire: la rilevazione delle inesattezze) del discorso di Bonanni. Magnifico quando, caro Quarantotto, rileva che la gran parte della produzione normativa recente è di origine comunitaria e che quindi se c'è troppa "burocrazia" bisogna chiederne la riduzione alla Commissione. A me, ad esempio, girano vorticosamente quando leggo le solite banalità su quanto sia difficile fare impresa in Italia: ma non siamo il paese con uno dei più alti rapporti al mondo tra numero di imprese iscritte alle Camere di commercio e popolazione residente? E allora, di che parlate? Dite che, per aprire una nuova attività (intesa come luogo fisico di produzione) bisogna occuparsi di aspetti urbanistici, igienico-sanitari ed ambientali? Sappiate, cari (rispondo) che gli ultimi due sono presi pari pari dalla normativa comunitaria (es. pacchetto igiene, per chi mastica queste cose) e che quanto agli aspetti urbanistici, se proprio vi rompono, non gridate poi allo scandalo se crollano capannoni costruiti in zone sismiche con certificati di agibilità rilasciati con troppa "disinvoltura" perchè se no si dice che i burocrati frenano la voglia di fare impresa.
    Non che la pubblica amministrazione sia un faro di efficienza, sia chiaro, e della giustizia amministrativa mi taccio per evitarmi altri travasi di bile, ma ne potremmo parlare in altra occasione. Ho già scritto troppo, scusate!

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    1. Amico Saverio, il tuo approccio battagliero mi piace.
      Il punto però (che ho timore, quasi "orore" di approfondire): che dice la CGIL sulla flessibilità-mansionistica in particolare? Questo è nevralgico. E cercherò (tempo permettendo) di spiegarlo in apposito "seguito"...

      Quanto al travaso di bile sulla "giustizia amministrativa", premesso che ognuno ha le sue esperienze (e se perde una causa tende, in Italia, a non accettare la sentenza), sul piano "macro" (volume del contenzioso, tasso di litigiosità comparato, a "disparità" di organici con Francia e Germania, tanto per dire, volume di decisioni rapportato a organici devastati molto più che nella giustizia ordinaria, tagli di bilancio continui..ecc.) sei così sicuro che sia una cosa che "non funzioni"?
      Manda pure le tue obiezioni, magari ti risponderò con dei dati e delle analisi che potranno chiarirti alcuni fondamentali aspetti di cui certo Repubblica o il FQ si guardano bene dall'informarti.
      Perchè la giustizia amministrativa è un baluardo estremo del principio di legalità e dello Stato di diritto, nella situazione odierna. E guarda caso, sotto attacco continuo. Guarda chi l'attacca e inizia a riflettere: i luogocomunisti più accesi. E sistematicamente con notizie sbagliate, infondate proprio nei fatti e, a dir poco, pressapochiste (Report, scandalosamente, incluso)

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    2. Sì però gli importi del contributo unificato per l'iscrizione della causa rendono la giustizia amministrativa un baluardo spesso inaccessibile per il comune cittadino

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    3. Che "Tepozzino"! I contributi ti pare che siano un fatto imputabile alla giustizia amministrativa come plesso di magistratura o piuttosto a un legislatore a caccia di "consolidamento del bilancio"?
      E poi, le iscrizioni a ruolo non stanno diminuendo sensibilmente (temo niente affatto)semplicemente perchè aumentano le cause fatte dalle imprese per appalti e autorizzazioni varie. Cioè le cause dei soggetti "forti" che hanno avvocati "importanti" e li possono pagare (tendenzialmente). Per prendersi soldi e benefici "ampliativi" pubblici...Le vestigia delle erogazioni, su cui ovviamente gli appetiti si scatenano ancor di più

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    4. @tepozzino
      Faccio parte di un comitato genitori e abbiamo dovuto depositare un ricorso al TAR semplicemente per veder riconosciuto un diritto per i nostri figli, diritto talmente evidente che ci sono state restituite le ore scolastiche subito dopo il deposito. E non che prima non avessimo fatto "pressione".
      In effetti é molto costoso, ma credo sia una scelta "politica" ben precisa, come spiega 48: mandare al diavolo la tutela dei semplici cittadini (compresi i dipendenti della P.A.).

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    5. Mepozzino! Volevo solo segnalare che mi piacerebbe tanto ma tanto che i magistrati amministrativi (che riscuotono tutto il mio più profondo rispetto in quanto notevolmente più preparati dei loro colleghi civili e penali) stigmatizzassero questo Legislatore vorace che se ne impipa degli articoli 3 e 24 della Costituzione. Con la deflazione salariale, il comune mortale che magari ha spostato un "tramezzino" in casa e s'è visto recapitare un ordine di sospensione dei lavori palesemente illegittimo, si guarda bene dal chiedere giustizia, una volta che l'avvocato gli ha comunicato il costo fisso per accedere alla tutela (che pure dovrebbe spettare a tutti).
      Tra l'altro tanto più si diminuisce la platea dei soggetti che "possono" permettersi di accedere alla tutela tanto più la magistratura perderà in termini di prestigio ed autorevolezza, con danno diretto anche alla democraticità di questo sciagurato Paese. I giudici civili, ad esempio, che si lagnano del numero delle liti e suggeriscono al Legislatore meccanismi di rottamazione del carico esistente e a venire(conciliazione obbligatoria, cassionanizzazione del giudizio di appello, preclusioni e casi di di inammissibilità ad capocchiam ecc.) alla lunga a mio avviso si autocondanneranno all'irrilevanza.

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    6. Rispetto anche io la giustizia amministrativa, che pare pure a me più preparata di quella civile e penale, e però non posso non notare un certo spirito da azzeccagarbugli nell'attaccarsi alla lettera della norma, specie se questa è antiquata.
      Nel caso di specie, ho seguito un investimento di un imprenditore estero (ahimè, anche io ho contribuito a qualche piccolo IDE, ma non ditelo a Bagnai, mi raccomando :)) in un piccolo comune dove un eroico funzionario che si occupa di tutto (dall'ufficio tecnico al SUAP), insieme ad un altrettanto eroico funzionario della Camera di commercio, riescono a spianare la strada all'investimento. Tutto liscio, finchè un cittadino, per una classico bega di paese, fa ricorso al TAR, il quale riconosce - mi si perdoni l'espressione - che una virgola doveva essere messa tre righe sopra di dove era. Certo, poi tutto si è risolto, ma francamente anche il giudice deve ad un certo punto assumersi la responsabilità di dire: sì, è vero forse la virgola andava messa prima ma si tratta di una tale stupidaggine che non voglio far perder tempo e soldi a chi sta faticando al massimo delle sue capacità.

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  5. Dico solo tre cose:
    1) Negli anni '60, in america, chi pensava fosse impossibile che un uomo solo, con un fucile ad otturatore manuale, sparando tre colpi in meno di sei secondi, potesse uccidere il Presidente era considerato un "complottista". La verità ufficiale era, per contro, rappresentata da decine e decine di volumi di una Commissione politica, la cui sola mole era evidentemente sinonimo di attendibilità.
    Oggi, anche il più feroce luogocomunista reputa "ovvio" mettere in dubbio il contenuto di quei volumi. I "complottisti", pertanto, avevano ragione.....

    2) La CISL è il sidacato del partito di Casini, che dell'eredità della democrazia cristiana porta solo il nome, essendo, nei fatti, un partito ultra-liberista che segue pedissequamente "l'agenda Monti".
    Per carità, in una democrazia ogni opinione è legittima. Forse bisognerebbe spiegare a Casini e a Bonanni che si poteva essere sì liberisti ma in maniera più intelligente. Come gli inglesi, che si sono ben guardati dall'entrare nell'euro e di mettersi sul groppone un'inutile e dannosa spesa per interessi in nome di un'Europa che, al dunque, ti sputa pure in faccia (politicamente e moralmente). Transeat.
    Comunque, è bene sapere -allora- di chi stiamo veramente parlando: un sindacato che fa capo ad un partito ultra-liberista non è un vero sindacato. E' quello che viene chiamato "sindacato giallo", ossia una creazione del padronato con il solo scopo di scompaginare politicamente la parte avversa.

    3)Sindacalista "giallo", è colui che proclama di fare gli interessi di Tizio (il lavoratore salariato), ma in realtà, e di nascosto, fa quelli di Caio (il capitalista). Ossia, è in malafede "a priori". Da una persona in malafede "a priori" posso aspettarmi solo due cose: o che mi menta, o che usi la verità allo scopo di mentirmi. Il succo delle parole di Bonanni, è probabilmente tutto qui.

    Per la presunta efficienza delle municipalizzate in società per azioni,basta vedere lo scandalo di "parentopoli" a Roma (ATAC e AMA). Un fatto, vale più di mille parole......

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    1. Analisi obiettivamente corretta.
      Ho peraltro premesso che esaminavo la dichiarazione di Bonanni non per la sua provenienza di "direzione politica" (e cccerto che c'hai ragione, c'hai), ma perchè è SINTOMATICA.
      Cioè riflette un pensiero diffusissimo in tutti (ma veramente tutti: professori di materie pubblicistiche, espertologi di "scienza dell'amministrazione, economisti e giuristi del lavoro anche "de sinistra"....cioè gli unici che fanno parlare e che non POSSONO essere smentiti).

      Insomma, ripete gli stessi concetti in voga da 20 anni (almeno) e lo fa con la logica della "ragazza impegnata" della Guzzanti: "alla fine, se sa, i concetti so' tre: la pace ner mondo, lo sfruttamento delle popolazioni der terzo mondo e...un terzo che mo' nun me ricordo" :-)

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  6. Buongiorno 48, ho sempre letto con vivo piacere, riconoscendomi del tutto, i tuoi commenti su goofynomics, voci dall'estero, voci dalla germania e tempesta perfetta. Devo pero' fare un appunto. Sono un po' cecato, e faccio fatica a leggere senza affaticarmi i caratteri del tuo blog, sono un po' sfocati, per il momento. Spero sia un peccato di gioventu' del blog! Per me l'ideale sono i caratteri che usa tempesta perfetta, potresti fare altrettanto? Grazie e comunque buon lavoro! marco f.

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    1. Ho cercato di provvedere..ma con scarsi risultati (so' un pò cecato anca mi :-))

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  7. Austerità in Irlanda...

    http://www.france24.com/fr/20121205-irlande-budget-austerite-crise-manifestation-deficit-economie-europe?ns_campaign=editorial&ns_source=twitter&ns_mchannel=reseaux_sociaux&ns_fee=&ns_linkname=20121205_irlande_budget_austerite_crise_manifestation_deficit&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

    ps. per 48... non mi sono arrivati link, nè materiali... ciao mitico fortyeight

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    1. C'hai ragggione. Provvedo nel pomeriggio tardi...il perchè lo sai :-)

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  8. E così (scusate se non metto link : "Ma tu perchè ritorni a tanta noia?") ci siamo giocati anche la Corte Costituzionale (Costituzione della Repubblica Italiana - Sezione I).
    Eravamo già orfani del Presidente della Repubblica (art. 90 - Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione) e dei partiti (Art. 49 : Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale), oltre che dei sindacati (come chiaramente indicato nel post) e anche il lavoro non è un diritto per i ministri del governo in carica e nemmeno per le statistiche della disoccupazione (art. 1 - L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro; art. 35 - La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni).
    Come ben noto potrei continuare. Ma non voglio.
    Ora, seguendo le indicazioni di Freud, mi prendo una consolazione artistica (arte culinaria e cantiniera).
    Eppoi : Aux armes, citoyens ....

    ps mi viene un dubbio : la mia versione è vecchia, ci sono ancora gli articoli che ho citato?

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    1. Certo che sono articoli ancora vigenti. Il problema è che proprio "apertamente" e senza alcun timore di reazione democratica, fanno (loro) come se non esistessero

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  9. Quest post è assolutamente attuale, perchè, posso testimoniare per esperienza personale, quanto auspicato da Bonanni sta già avvenendo, senza alcuna "nuova costituente".

    Gli ingredienti per anticipare il "percorso ideologico"? Semplice: le "disposizioni urgenti per razionalizzare la spesa pubblica" ("spending review" per gli amici) e l'opera zelante di funzionari della pubblica amministrazione che si trovano a livelli intermedi nella scala "trofica" del potere.
    In pratica la "spending review" funge da vero e proprio cavallo di Troia per permettere a chi comanda (ma è a sua volta comandato) di agire in delega (trad: in barba) a numerosi articoli sanciti da CCNL vigenti e senza passare minimamente per la concertazione auspicata da Bonanni, tanto sanno che una copertura dall'alto c'è o arriverà tempestivamente.

    Non vi voglio tediare con argomenti che potrebbero sembrare personalistici e quindi sarò super sintetico: questo sta avvenendo ad esempio all'Università di Padova (dove lavoro).

    In soldoni (è il caso di dirlo), l'amministrazione del personale ha deciso in maniera totalmente unilaterale (cioè saltando a piè pari la concertazione) di effettuare una decurtazione dell'ammontare massimo dei buoni pasto (che sono a tutti gli effetti una decurtazione dello stipendio), ma non si è fermata lì....e no.
    Perchè non approfittare dell'operazione per effettuare anche delle pesanti (e totalmente irrazionali) modifiche all'orario di lavoro che consente di poter usufruire di suddetto buono? Già che ci siamo no?
    Ovviamente, ripeto, senza nemmeno discuterne con le sigle sindacali: le quali, per altro, si sono girate dall'altra parte.
    Solo una si è mossa, con tanto di diffida da parte di avvocati ma, guardacaso, non fa parte delle tre storiche e blasonate sigle di sindacati nazionali. E' giovane e appena nata, quindi non ancora cooptata.

    Mi scuso ancora se il commento può sembrare personalistico, ma mi sembrava utile per far capire che da un bel pò di tempo siamo entrati nell'era delle "deleghe" a tutto, in primis alla Costituzione.

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    1. Macchè personalistico...è una "testimonianza". Ma la deflazione salariale, neanche troppo strisciante del pubblico impiego, nonostante quello che pensano i livorosi "gnoranti", è già cominciata da un pezzo.
      E la vedremo in un prossimo post.
      Naturalmente è controproducente per i cittadini e per i livelli dei servizi erogati. Nonchè per il "moltiplicatore fiscale" della spesa pubblica negativa, e quindi per gli "incassi" del settore commercio...in cui spesso militano i livorosi autolesionisti, dediti alla guerra tra neo-impoveriti che tanto consenso garantisce alle oligarchie.

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  10. Innanzitutto partiamo dalla definizione. Produttività = valore aggiunto/occupati totali. Bene, sfiderei Bonanni a dirmi come fa, in base al rapporti poc'anzi indicato, a trovarmi un infermiere, o un medico, o un impiegato pubblico, un carabiniere o poliziotto "produttivo". Un lavoratore pubblico è più "produttivo" se fa mille cose in una? Oppure aumenta il valore aggiunto se fa le stesse cose con meno stipendio? Forse Bonanni intende la produttività nel senso di voler - in base alla locuzione "valore aggiunto" appunto - dare dei servizi migliori nel binomio tempistiche/soddisfazione cittadino. Ma...se tagliamo la spesa pubblica (al netto degli interessi sempre ben al di sotto del 48,5% con punta del 40% nell'anno 2000), facciamo esattamente il contrario. Vista in quest'ottica quindi, di migliorarne i servizi non se ne parla: bloccando turnover, assunzioni e spesa per miglioramento ed acquisizione materiali (benzina per auto polizia, materiale medico per gli ospedali) ecc...di certo non soddisfiamo il cittadino. Indi per cui la soluzione è il caro e vecchio salario decurtato via flessibilizzazione orario di lavoro...come già accennato da Gianluca Menti. Quindi, a mio avviso, la produttività a cui Bonanni non è la specifica del rapporto sopra-menzionato, bensì in realtà il CLUP, dato da redditi da lavoro dipendente/occupati dipendenti (redditi medi da lavoro) / valore aggiunto/occupati totali (produttività media del lavoro). Cioè ad esempio, se nei primi due dati caliamo il reddito (già in atto con blocco rinnovo contratti P.A. ecc.) vediamo che i CLUP comunque calano, dando alla P.A. la parvenza di migliore "produttività del sistema". E certo: siamo alla pari della proposta fatta ai dipendenti nazionali da più parti Confindustria di regalare alle aziende "un'ora di lavoro" così, per sport...la linea è quella e, come scrisse qualcuno: "Se accettiamo questo metodo, non ci sono limiti a quello che ci potrà essere imposto".

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  11. Bene. Allora, partiamo dal fatto che Bonanni forse ha ragione: non dipende da una scarsità di risorse. Si potrebbero infatti prendere dagli attuali sprechi su Auto blu e consulenze varie per i piani di investimento ed "expertise" della p.a., riformando i parametri di assunzione via concorso che riconosca nel merito le employee skills non via cooptazione politica come accade ora, ma attraverso valutazione competences dei candidati, attraverso un livello di acquisizione dirigenziale che metta in campo un valido sistema sia di valutazione che controllo sia dell'operato del pubblico impiego, sia delle centrali di valutazione costi che, attraverso i vari centri di spesa regionali, permettano di ottimizzarne l'impiego senza incorrere nè nel costo minimo ma neppure nella sua esplosione...Questa sarebbe la vera riorganizzazione, a cui si accompagnerebbe appunto una valutazione "preventiva" dei costi e relativi risultati - cioè prima - e non dopo come avviene ora attraverso denuncia Corte dei Conti. Dire pure un bel taglio a tutti quei posticini di A.D. delle varie controllate pubbliche...create ad hoc per volere del "vincolo esterno europeo" (che fu a proposito, se ce ne fosse il bisogno di esplicitarlo, il primo a voler "privatizzare" come avvenuto il sistema bancario italiano pag. 51 rel. Corte dei Conti 2010 e tutte le possibili aziende pubbliche fra le metà degli anni '90 ed il primo decennio del 2000, con creazione di S.p.A. pubbliche da privatizzare "a pacchetto".). Concludo: come afferma sempre la Corte dei Conti qui a pag. 49 "il vero gap dell’Italia non sia tanto da ricercare nell’eccessivo numero dei dipendenti pubblici o nell’andamento della spesa di personale, rispetto alle principali variabili macroeconomiche di riferimento, ma debba, piuttosto, essere indagato con altri strumenti, che rendano manifesta l’efficacia e l’efficienza, quanto più oggettivamente rilevabili, del settore pubblico e i riflessi che la produttività delle pubbliche amministrazioni apporta e, migliorando, potrebbe apportare al recupero di competitività complessiva del Paese... i reiterati tagli lineari agli organici hanno obbligato ed obbligano le amministrazioni ad una defatigante, costosa, continua attività di revisione degli assetti organizzativi che impedisce il consolidamento di procedure, competenze e professionalità specifiche, con negativi riflessi sulla quantità e qualità dei servizi erogati". Eccola qui la poca produttività, la criticità del sistema!! I tagli che da vent'anni si fanno in nome dell'avanzo primario!!! Leggiamola questa pagina 49, che a mio avviso smonta da sola tutti i discorsi di Bonanni e Monti. Chiosa finale sull'organo finale sul comitato di saggi. Ma de che' stamo a parla’? C'è già ;) ... spero di non aver tediato nè scritto sesquipedali inesattezze. Good evening!

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    1. Flavio sei così bravo che te lo devo dire: siccome le tue analisi meritano di essere divulgate per l'impegno e la puntualità delle osservazioni e delle fonti, mi permetto di consigliarti di suddividere la trattazione per "punti".
      Anche per verificare la consequenzialità dimostrativa e sfruttare al meglio intuizioni ulteriori che si possano ordinatamente aggiungere.

      Utilizzare poi il principio di individuare il sotto-punto coerente con la suddivisione "superiore" del discorso. Contraddistinguere tale periodo (sottopunto) col "punto e a capo" (l'occhio risposa e ci si ragiona meglio).

      Con questo metodo (che spesso non rispetto coerentemente e che quindi rammento anche a me stesso) potrai migliorare l'efficacia espositiva dei tuoi ottimi contenuti.

      Poi, come credo tu sia degno di fare, -una volta applicato questo metodo espositivo- mi invii "il pezzo" e ne faccio un bel post.
      La mia mail la conosci :-)

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    2. No, Flavio non hai tediato, ha ragione 48 sei davvero bravo, sei stato chiarissimo :)

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    3. Thanks 48, Danke Sandra!! Grazie ad entrambi, siete gentilissimi...grazie ancora!

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  12. Risposte
    1. Condizionalità e fretta eversiva (dei principi stessi del trattato) di raggiungerla prima che crolli la grande ca.ga.ta dell'euro

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    2. E comunque ti devo sempre la famosa "pizza": a te, a Oscar e a Sil-viar. Si nun ve mettere d'accordo però me fate passa' pe' un sòla :-)

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    3. Tranqui!!! Guarda, non so se riesco a coordinarmi con l'ottimo Oscar o con la cara Sil-viar...siamo lontani anni luce (si fa per dire)...e venire giù per un pizza è un pochino forzato. Do you understand? (nel senso del dire: "dove vai?" e io: "A Roma?", "A fa' ccche?!?!?" e io: "A magnamme 'na pizza!!". Come dire andare a bere un caffè a Londra, non so se mi spiego) ;). In caso, non appena ho qualche parvenza di discesa nella città eterna con truppe al seguito, te faccio sape' e ce coordinamo pe' andassela a magna'? Ok? In qualche modo combiniamo, don't worry!

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    4. Carissimi,
      appena Flavio è pronto vengo a mangiare la pizza con voi molto volentieri!
      Fino ad allora stringo la cinghia perché devo pagare la 2^ rata imu: 528 € (e sto in un appartamento piuttosto piccolo, poi c'è tutto il resto).
      48 mi ci vorrà la pizza a metro! l'hai fatta la tua...

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    5. Ok, e ricordiamoci sempre di interrompere i termini di prescrizione :)

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    6. “Nei prossimi mesi andremo a toccare il tabù della sovranità e della solidarietà“ Herman Van Rompuy, ottobre 2012:
      http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/10/23/_7677101.html

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  13. LA NAVE DEI FOLLI

    Esilarante come lo Zyclon B il rapporto della commisione economica UE:

    Corrigendum Annule et remplace le document COM(2012) 777 final du 28.11.2012.
    http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/president/news/archives/2012/11/pdf/blueprint_en.pdf

    i.) GIUDIZIO
    Totale fallimento delle politiche economiche UE che non sono state in grado di reagire con coerenza alla crisi salvando, senza vincolo alcuno, il sistema bancario e finanziario UE e permettendo che, in un sistema di economie “quasi identiche”, alcuni Paesi più “identici” di altri guadagnassero sul altri Paesi.

    ii.) LA CAUSA
    La “mancanza di organismi UE per possano agire in modo “indipendente” dalle decisioni prese a livello nazionale sulla base di “interessi esclusivamente nazionali”.

    iii.) LA CURA
    Rafforzare il potere esecutivo UE in materia economica (i “cordoni della borsa” del fondi-bottino ESM, salvataggio, e ERF, redenzione, forzosamente prevelati dalle tasche dei cittadini contribuenti UE, gli “stolti”, “bamboccioni”, “sfigati” e un poco “ciusi” Untermenschen dell’ unione al grido del “piueuropa”) attraverso la sottoscrizione di un “contratto” (VINCOLO ESTERNO) con la clausola del rispetto dei “parametri”.

    iv.) IL PARADOSSO, ovvero il patologico parossismo isterico da terapia psichiatrica criminale
    Manca l'ATTO COSTITUTIVO dell' "unione", la carta di valori condivisi e fondanti una comunità sociale, solo "trattati" ratificati dai parlamenti UE aderenti con il “pragmatismo” del “ce lo chiede l’europa” che conosciamo nelle forme forme del dibattito di "passata doppia" "parlamentare" della preliminare modifica costituzionale del "pareggio in bilancio" (legge costituzionale 20 aprile 2012, n.1) edi gli atti della preliminare revisione costituzionale del “pareggio di bilancio”) con votazione dei 2/3 per "arginare" un possibile referendum e nell'approvazione del ESM/MES "fiscal compact" con 368 voti favorevoli, 65 contrari e 65 astenuti. Un accordo di diritto internazionale che non fa parte del diritto comunitario che "impone" di introdurre nella Costituzione il principio del pareggio di bilancio e la correzione automatica in caso di sforamento.
    E' il neuro-delirio.

    That's all, folks!

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  14. Per capire il pensiero di Bonanni e le sue idee, credo basti questa affermazione : "Ci vuole un governo politico, magari capeggiato da un medico rigoroso come Monti”
    Rigore, austerità e sangue!
    http://www.daw-blog.com/2012/11/15/bonanni-cisl-ci-vuole-un-governo-politico-magari-capeggiato-da-un-medico-rigoroso-come-monti/

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  15. Sono in ritardo sulla lettura del Post e non so se questo commento sia utile...
    La PA non è un azienda. Se si persegue questo scopo il risultato è certo: un bastardo che non è nè un'azienda nè una PA efficiente.
    Ora il problema giusto da cui parte la soluzione sbagliata è: come creare una "controllo" nell'agire autonomo della PA (comunque in tutti quesi settori esclusi, monopolisti etc). Chi fa in modo che il ferroviere farà arrivare efficientemente il treno in orario se il suo operato non è soggetto a nessun reale controllo? Negli ultimi anni in EU si è pensato di farlo con l'apertura alla conocorrenza del mercato ferroviario(soluzione sbagliata). Altre ipotesi, oltre ad una rinnovata etica del lavoro e del servizio pubblico? Io da tempo penso a questo: aggiugere un nuovo potere di controllo (esclusivamente di controllo) di tipo elettivo. Una sorta di "comitato di utenti" con mandato di controllare l'efficienza e l'efficacia dei servizi pubblici autonomo dal potere legislativo ed esecutivo, eletto e rappresentativo.
    Delirio naif? Altre soluzioni?

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