martedì 14 maggio 2013

FRATTALUTTWAK

Era appena accaduto che già se ne parlava su twitter.
E quando leggerete queste righe ne avrete sentito parlare già un bel pò.
Luttwak ha detto che il governo italiano attuale può durare "anche mille anni" se, grosso modo, rinuncia al fiscal compact, al pareggio di bilancio, ricomincia a sostenere la domanda e se, necessario, esce dall'euro. Altrimenti, non ha senso che duri nemmeno una settimana.
Tralascio il contesto (c'era l'imbarazzante Gomes, convinto assertore dell'incrollabilità dello slogan "castacorruzioedebitopubblicobrutto" che faceva il "sufficiente ironico" e non vado oltre).
La cosa che fa piacere è che siamo in piena ipotesi frattalica: Luttwak è uno che non si (ci) risparmia la brutalità e il linguaggio diretto di chi viene per comandare, cosciente della forza che lo sostiene.
Esprime ciò che conviene agli USA senza mediazioni e con perentorietà.
Poco male, perchè, dato che siamo nella conferma frattalica, stavolta è ciò che conviene anche a noi.
Se son rose fioriranno ed allora a Luttwak seguiranno posizioni più ufficiali e concrete, e non è detto che, informalmente, non siano già in corso.
Adesso, con maggior chiarezza, si sta profilando il momento che precede il 25 luglio e l'8 settembre, cioè del rapido dissolvimento del regime del PUD€  e della sussidiarietà dell'Italia alla Germania.
Per riavere la democrazia non basta; occorre anche una sufficiente espressione di Resistenza che legittimi poi una classe di persone legittimata a sedersi in una nuova e vera Costituente, auspicabilmente di restauro della Costituzione del '48. Affinchè vigili, come abbiamo detto fin dall'inizio, perchè "tutto questo non si ripeta più".
Questo è ciò che già avevamo scritto il 3 dicembre 2012, nel post frattalico primigenio.

Ma occorre fare attenzione, perchè nulla è scontato.
Forze enormi, espresse dai recessi più profondi dello strapotere oligarchico del capitalismo che non accetta controlli. E che tenderà sempre a creare dei nuovi "stati di necessità" impadronendosi dell'azione dei governi affinchè impongano ai cittadini la sua volontà programmata.
In questo post avevo avvertito del pericolo: e dobbiamo affrontare la realtà nei termini in cui si prospetta e non in quelli ideali di una "liberazione" utopistica:
""Sto cominciando a maturare la convinzione che, in assenza di stalinismo alle porte, è impossibile replicare la stagione keynesiana-costituzionale post 1943.
Al massimo si potrà recuperare la flessibilità del cambio e una certa limitata cooperazione delle BC (sempre nei limiti dell'interesse bancario nazionale).
E sarebbe già tanto.
La democrazia redistributiva pluriclasse probabilmente è già morta, nel momento in cui è caduto il muro di Berlino (o giù di lì): senza una forza contraria e simmetricamente minacciosa i capitalisti si riprendono tutto il maltolto (secondo loro). E siccome il capitalismo si sviluppa per oligopoli sempre più grandi e transnazionali, non vedo come si possa trovare una forza capace di neutralizzare il loro dominio, in presenza delle loro strategie di manipolazione dell'informazione
."
Per questo, in quello stesso post, avevo mostrato le diversità di condizioni storico-economiche, umane e culturali, rispetto al contesto della II guerrra mondiale e, nel finale, abbozzato le linee pratiche di una democrazia oggi possibile:
Per compatibilità con l'ipotesi frattalica, aggiornata alla situazione mondiale attuale, direi che l'uscita da (questa) depressione-conflitto europeo sarà attuata seguendo il modello USA del momento. In questo sta l'analogia ripetitiva della Storia. Il tempo delle rivendicazioni di democrazia pluriclasse e della eguaglianza sostanziale è finito.
Quindi, è tanto più importante cogliere i segnali e l'evoluzione USA. Dalle nuove politiche Obamiane di sostegno alla ricerca e al reinsediamento manifatturiero, al moderato ritorno alla spesa sociale, al conflitto "finale" coi tea-party/Wall street, con la riedizione della repressione finanziaria e la riseparazione tra merchant e banche commerciali.Più tost che nient l'è megl' più tost.
L'alternativa è Cina=Europa (con meno prospettive). "
A dittatura euro-tedesca, per di più.
"...nell'intento di costruire il più possibile insieme una "mappa" per una nuova Costituente, tracciata nella consapevolezza e nella piena libertà di partecipazione del più grande numero possibile di persone, interessate alla "liberazione" della Costituzione del '48 dalle catene che, tristemente, sembrano, ora più che mai, vincolarla.
E a noi i "vincoli" alla democrazia, specie se "esterni", non piacciono".
Teniamoci in contatto: potremmo avere bisogno di..."noi".

58 commenti:

  1. Ma toh, se ne parlava ieri tra "partigiani":-) effettivamente appena sentite le parole di luttwak ho pensato all'ipotesi frattalica. È un metodo interpretativo che apre e libera la mente, permettete di cogliere l'essenziale e di scaricare immediatamente la fuffa che fa da corollario...thanks! ;-)

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    1. La Storia "in diretta". Ma allora "suona la campana"!
      Molti si devono ancora "risvegliare". E non saranno mai abbastanza

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    2. occorre liberarsi anche, a mio modesto avviso, della supponenza e presunzione tipiche (e qui faccio un mea culpa) degli aderenti alla visione "di sinistra", che avrebbero storto il naso e tappato le orecchie di fronte alle dichiarazioni di Luttwack perchè egli è un falco americano guerrafondaio (e credo ancora che lo sia).

      Si conferma quanto sosteneva Bagnai: è più facile che un debitore (l'Italia) si accordi con un altro debitore (gli USA) che non un debitore si accordi con un creditore (Germania). Se la Germania fosse stata meno superstiziosa sull'inflazione e avesse lasciato aprire i cordoni della borsa, probabilmente questo sarebbe stato peggio per noi perchè a quel punto saremmo diventati i vassalli di un sotto-potere centrale a guida comunque americana, che avrebbe sostenuto l'egemonia tedesca in europa perchè comunque garantiva mercato di sbocco per gli USA, ma le parole di Luttwack del '96 dimostrano che in USA sanno che i tedeschi non cambiano, erano e restano megalomani cioè grandi nei mezzi ma piccoli di mentalità, e che quindi avrebbero creato con l'euro e con la loro follia deflazionistica una depressione dell'economia mondiale e quindi di quella USA, ecco allora l'avvertimento all'Italia. Questo dimostra che non è possibile l'euro senza l'Italia, perchè è uno strumento creato per azzerare la nostra economia.

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    3. Analisi perspicua: e infatti oggi la maggioranza degli italiani si occupa dei riflessi del processo Ruby, non so se mi spiego.
      Con Luttwak che correttamente indentificato il problema nella privazione della sovranità politico-fiscale, sottolinea che il problema giudiziario di B. sia "triviale" (nel senso di scarsamente rilevante).

      La cosa che mi conforta è che a questo post, nonostante questo clima mediatico-puddino, stanno accorrendo veramente in tanti.
      Ma ripeto: non saranno mai abbastanza

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  2. Scusate, cosa vuole dire la parola "frattalica"? sinceramente non trovo il significato.

    Scusate l'OT

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    1. http://digilander.libero.it/fractalia/Cosa_sono_i_Frattali/cosasonoifrattali2.html
      Applicabile alla "ordinazione-strutturazione" di fenomeni altrimenti "caotici". NEl campo della Storia, abbiamo introdotto il concetto di "intensità" del Tempo, divergente dalla misurazione meramente lineare convenzionale. Però lo trovi ricercando nei post passati sul tema, dove groos modo spieghiamo come l'ipotesi frattalica si connetta in modo molto empirico al marxiano "la Storia si manifesta come tragedia e si ripete come farsa", senza alcuna pretesa matematico-scientifica (se non a livello intuitivo e descrittivo)...

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    2. Ha ache fare con i frattali,questi, sono auro simili e ricorsivi, come puoi vedere.Per come è usata la parola da 48, penso abbia a che fare con il fatto che la SStoria anche se non si ripete in maniera sempre uguale, ama fare la rima. Ciao

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    3. Peccato! Non mi si apre il link!

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    4. Non so il perchè, anche su Goofynomics mi hanno segnalato il problema. Ecco: https://it.wikipedia.org/wiki/Frattali

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    5. Ok, grazie, cos'è un frattale lo sapevo, ma non capivo come interpretarlo nel storico-economico. La frase "la Storia si manifesta come tragedia e si ripete come farsa" mi fa capire che è inteso che la storia (il tempo) è composta da "pezzi" tutti uguali con dimensioni diverse che si ripetono...all'infinito. dico male?

      scusate l'OT

      E grazie a Quarantotto per gli approfondimenti che propone.

      Saluti

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  3. Anche oggi, come allora, l'Italia rappresenta l'anello più forte (cioè in grado di far crollare il sistema) e allo stesso tempo il più debole (cioè il più facile da "convincere" a rompere certi accordi).

    Sigarette e barrette di cioccolato per tutti insomma...

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  4. Adesso però, caro 48, ti devi fare anche l'account su twitter.

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    1. L'avrei pure fatto...ma non ti sto a dire i problemi (non dipendenti dalla mia volontà) :-)

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  5. Luttwak in tv negli stessi giorni del G7, parlando contro l'euro e tutti i vincoli BCE U€ e tedeschi, e dicendo molto chiaramente come stanno le cose, anzi, con una chiarezza disarmante, tanto che gli altri non sanno rispondere e si riducono a balbettare i soliti slogan vuoti, perdendo la spocchia.
    Gli USA continuare a premere sulla Germania, perché aumenti la domanda interne e faccia da traino alle altre economie europee, e non faccia affondare tutto il mondo. Come al solito non ci sente, ma ormai è il gioco delle parti, a questo punto il pragmatismo alla Luttwak farà il suo corso.
    http://it.ibtimes.com/articles/48404/20130512/g7-crescita-lavoro-giappone-germania.htm
    E al G7 nessuna critica all'Abenomics.Anzi.
    Ha ragione Carlo P. "sigarette e barrette di cioccolato per tutti"

    Lo stato della Disunione Europea:
    Il nuovo Malato d'Europa è l'Unione Europea"

    Nonostante cerchino disperatamente di far parlare la gente di ruby, mi sembra di sentire sempre più forte un bel chissenefrega. Crisi di rigetto?

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    1. Impressionante lo studio linkato. L'ideologia von Hayek prevale con l'idea che limitando lo Stato si rilanci l'economia. E gli italiani a autoconsiderarsi inaffidabili e colpevoli più di tutti, attribuendo il meglio alla germania.
      E' chiaro che questo ottuso fanatismo si confonde anche con l'idea che lo Stato sarebbe burocrazia, mentre invece il 90% delle regole soffocanti deriva da normativa UE e dal modo "moraleggiante" con cui è stata recepita. E' chiaro che la strada dell'informazione corretta è abbastanza lunga, ma dobbiamo confidare almeno nella sua crescente velocità.

      Il punto è che nulla può funzionare senza il "Potere Costituente" democratico, cioè il popolo titolare della sovrnità che si costituisce come tale. UN processo autoritario che esclude ciò esclude in partenza i diritti umani che sono poi il fondamento dell'intervento pubblico nell'economia. Che, a sua volta, è il fondamento della crescita come VERO VOLANO DELLA REDISTRIBUZIONE, mentre, come dice Kalecky, l'oligarchia preferisce affermare il suo potere di controllo dei govereni anche a costo di rinunciare a parte dei profitti. E quindi OGNI FORMA PROGRAMMATICA DI DECRESCITA E' AVVERSARIA DELLO STATO DEMOCRATICO E DELLA DIGNITA' DEL LAVORO. Questo è lo stigma dell'europa, un irreversibile baraccone di reazione vetero-capitalista, per di più afflitta da moralismo mercantilista tedesco: cioè il massimo dell'ipocrisia e del dannoso per tutti i soggetti coinvolti.
      Che ormai sono...il mondo

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    2. Le forze in campo nella guerra dell'euro tentano il tutto per tutto per il "dopo".
      Lo sanno tutti che l'eurò crollerà e ognuno cerca di salvare prima di tutto se stesso e i suoi interessi, a parte noi, ma siamo governati dagli stranieri, infatti questi non sanno che pesci pigliare per mantenersi "dopo".

      L'oligarchia rapinatrice ha sempre un buon raccolto da fare, in fondo la sua ideologia è sempre la stessa, applicata in scala: tutto mi appartiene, me lo prendo, quando è tutto mio i miserabili potranno solo approvvigionarsi in tutto da me.
      Mi ricorda il modello delle città dei minatori cileni, o delle aziende agricole latinoamericane dove tutto apparteneva alle multinazionali: la miniera o il terreno, le case in cui abitavano i lavoratori che dovevano pagare l'affitto, gli spacci, le farmacie, i servizi... modello servi della gleba (e le forze dell'ordine pagate con le tasse dei lavoratori servivano a sedare le rivolte). Altro che complessità! La fingono, ma la loro idea è semplice...

      Gli piacerebbe vero? Ma non ce la faranno.

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    3. Non ce n'è bisogno, ma mai come oggi l'insegnamento di Kalecky, come ben sottolineato, è quantomai attuale...

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  6. A me preoccupa molto l'ultima uscita di Alternative für Deutschland .

    "Bernd Lucke chiarisce la sua posizione sull'Euro: non vogliamo un ritorno al D-Mark, ma l'uscita degli eurodeboli dalla moneta unica."

    E come avrebbero pensato la nostra uscita? Dotarci innanzitutto di una moneta parallela. Una moneta locale da affiancare all'Euro, elettronica e circolante solo all'interno dello stato.

    I vantaggi sono tanti. Niente corsa agli sportelli, niente attacchi speculatori internazionali. Nel periodo di transizione i pagamenti in contanti in €uro e gli altri (ad oggi sopra i 1.000 €) nella nuova valuta elettronica.

    Bello no? Così potremmo dare un po' di fiato al mercato interno e la pressione sul popolo si alleggerirebbe un po'.

    Ma quando ci sarà l'uscita definitiva dall'€uro, voi pensate che la moneta parallela elettronica sarebbe dotata anche di una sua controparte cartacea per i pagamenti in contanti oppure pensate come sto pensando io che sarebbe una occasione fantastica per far avverare il FOGNO di Milena Gabanelli & soci di eliminare per sempre il contante? (Cito Milena Gabanelli perché è stato il primo Trojan mainstream a lanciare la fantastica idea per contrastare l'evasione fiscale)

    Io temo che la seconda opzione sarà troppo ghiotta perché se la lascino sfuggire.

    E noi, a quel punto, saremo morti&sepolti.

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    1. Ma infatti la loro idea alla fine è di buttare fuori i sudici, ma di farsi ripagare in euro, mica nelle monete nazionali, prima di tutto vogliono salvaguardare i crediti tedeschi dall'inevitabile dissolvimento dell'euro.

      La moneta elettronica è l'ennesimo atto della dittatura...

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    2. Provo a fare delle (profane) riflessioni.......

      La circolazione parallela delle due monete, infatti, come si configurerebbe? E la legge di Gresham (se non ricordo male), dove va a finire? La moneta buona rimarrebbe solo l'euro e tutti vorrebbero in realtà euro......

      Non avrebbe senso prevedere pagamenti in contanti in euro ed elettronici con la nuova moneta. Se il mio stipendio viene corrisposto nella nuova valuta, come posso effettuare un pagamento in contanti in euro? L'unica possibilità affinché il bancomat mi eroghi euro quando prelevo è che il cambio nuova valuta/euro sia fisso ad 1:1.....
      A meno che, con questo sistema, la svalutazione -che normalmente non si traduce tutta in inflazione- lo faccia, in un'eccezione clamorosa, proprio nel momento in cui debbo prelevare contanti (ossia euro), scoraggiandomi per ciò solo a farlo ed inducendomi naturalmente all'utilizzo della moneta elettronica. In sintesi, è come se tutti i bancomat nazionali erogassero solo moneta straniera! Ossia un nuovo tipo di corralito.
      Ma la corsa agli sportelli non sarebbe evitata. Comincerebbe già prima dell'emissione della moneta parallela, costringendo al bank holiday. Tanto più se ci si aspetta che il cambio della stessa cominci a fluttuare. Ma se si deve chiudere le banche comunque, tanto vale farlo qualche giorno in più e prendere il tempo necessario alla stampa delle nuove banconote.....
      Il debito pubblico, poi, non potrebbe rimanere denominato in euro con gli stipendi fossero corrisposti nella nuova moneta, a meno che non si abbia intenzione di dichiarare default. Lasciare 2000 miliardi denominati in euro e al di fuori delle garanzie offerte dalla lex monetae, sarebbe un atto politicamente folle. Nemmeno Monti o Saccomanni penso arriverebbero a tanto......

      Onestamente, non vedo grandi vantaggi in questa "doppia circolazione"......

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    3. Detto molto volgarmente, e me ne scuso con i gentili ospiti, gli Alternativisti mi sembrano ambire a fare i sodomiti con l'ECU degli altri (per chi si ricorda la vicenda ECU-mutui). Insomma, i tedeschi, ha ragione il falcone amerikano, non molleranno mai il vantaggio che gli proviene dal supermarco che AfD ipocritamente nega ("la Germania non ha bisogno dell'euro", seh, ciao core!)
      Occorre rompergli il giocattolino e, se non ho inteso male le parole di Fitoussi ieri sera, quel "la Francia ha bisogno di alleati", parrebbe che i cugini d'oltralpe potrebbero essere interessati anch'essi all'euro exit. Anche se hanno ottenuto il permesso di stampare moneta, il gioco non durerà a lungo e lo sanno. Vedi piano di Sapir.

      Un saluto, ciao Quarantotto.

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    4. Ciao Barbara! Welcome over here...since ever.
      Sai queste sono follie crepuscolari crucche...
      Il punto è che mentre si discute di questa Sagunto assediata, il giocattolino, sistema industriale, ce lo romperanno del tutto, finendo in mani estere. E potendo svolgere il ruolo dell'Irlanda (IDE e deficit CAB partita redditi per sempre) anche senza l'euro (specie se non si rimodificano tutte le leggi messe in piedi da Maastricht, che dico!, dal divorzio, in poi)

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  7. sono curioso di vedere con che faccia i responsabili di questa situazione se ne usciranno!

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    1. Visione umoristica inglese? :-)
      Il problema è con quale faccia ne usciremo noi!
      Se accetteremo, come dice Silvia, persino di uscire dall'euro ma di continuare a pagare i debiti, non regolati contrattualmente in tale valuta, accettando un doppio corso legale esclusivamente a favore dei creditori, per fare piacere ai tedeschi e agli investitori stranieri!

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    2. secondo te esiste concretamente una simile possibilità??? precipiterebbe il paese in rovina con rischi successivi di instabilità enormi. mi sembra troppo anche per la nostra classe politica...tu dici che niente è troppo per questi qui?

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    3. Su questo punto allora comincio a pensare che abbia ragione Moreno Pasquinelli quando dice di non ripagare il debito. Come ad esempio in questo ben noto dibattito con Ecodellarete. Fino ad ora ero stato d'accordo con Fiorenzo, ma comincio a nutrire dei seri dubbi.

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    4. PEr rispondere alle ansie anche di Luca: non si arriverà a tanto, perchè la situazione sarà arrivata a un punto tale che gli italiani si saranno accorti del meccanismo e nessuna forza politica potrà suicidarsi accettando una cosa del genere o ottenere maggioranza elettorali sostenendola. Meglio ancora se scompariranno le forze che potrebbero sostenere questa idea, come potrebbe accadere, tra scissioni e terremoti, una volta che sarà saltato questo governo ....E guarda che non sarà una cosa allegra perchè gli effetti normativi recepiti automatici delle attuali politiche UEM, continueranno ad agire, non si sa quanto e fino a quando, in un clima caotico senza precedenti

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    5. Mah secondo me il dibattito su monete complementari o altro credo sia un pochino superfluo. Basta che uno Stato venga "obbligato" ad emettere titoli sotto legislazione "straniera" (stile Grecia o Argentina, i cui titoli sono stati emessi sotto legislazione inglese ed americana se non erro) ed il gioco è fatto. Già ora c'è l'obbligatorietà per le emissioni dopo 1° gennaio 2013 delle CAC (clausole di Azione collettiva) su tutti i titoli di durata superiore ad un anno. Questo è il nocciolo secondo me. Bisognerebbe capire a cosa portano le CACs. E stare attenti che la legge a cui sottostanno i titoli sia e rimanga in ambito nazionale.

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    6. Esatto Flavio, esattissimo!
      Non avevo dubbi che avresti notato questo fattore fondamentale.

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    7. Flavio, la cosa delle clausole CAC aveva suscitato qualche perplessità anche a me. Mi sono andato a vedere un paio di cose e mi pare di aver capito che furono richieste proprio in base all'esperienza greca e alla minaccia da parte di Papandreu di indire un referendum sulla permanenza nell'area euro. Il rischio di una uscita unilaterale e incondizionata dall'area di un singolo Paese, anche se irrilevante come la Grecia, avrebbe costituito un precedente molto pericoloso se lo avessero deciso altri ben più pesanti (Italia e Spagna). Il pericolo di un "esproprio" dei creditori con ridenominazione e taglio del debito era appunto il pericolo che ha fatto esplodere gli spread nel 2011. Con l'introduzione delle CAC (che nn riguardano da subito tutte le emissioni, ma almeno il 55% del totale) si introducono clausole di diritto internazionale "americano" secondo cui la ristrutturazione (o anche la ridenominazione) deve essere approvata dalla maggioranza qualificata dei possessori dell'emissione. Mi par di aver capito che in questi casi non è applicabile la lex monetae. Allo stesso modo peró, la presenza di CAC impedisce ai creditori, che non acconsentissero alla ristrutturazione, di ricorrere presso tribunali internazionali per far valere la propria contrarietà all'operazione. Inoltre la ristrutturazione del debito emesso con clausole CAC, autorizzato dalla maggioranza qualificata dei creditori, non è qualificabile come default ai fini dei CDS.

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    8. Grazie Marco e grazie Francesco. Ho provato a cercare sul sito Bankitalia, ma c'è solo uno studio tecnico non descrittivo delle implicazioni connesse a tali clausole. Più utile è stata per una volta Repubblica ed a modo suo anche il Sole24Ore. Da quanto ho capito io, sono delle clausole che tentano di evitare default disordinati e/o ricorsi entro soglie prestabilite di accettazione rimborsi, ma non mi pare vadano a toccare la legislazione a cui sono sottoposte le emissioni dei bond. La prima parte dell'articolo del Sole spiega benino cosa accade, Repubblica dice infine che con queste clausole uno Stato può decidere unilateralmente e liberamenete come rimborsare i suoi titoli...chi avrà ragione? Voi che ne pensate?

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    9. Suggerisco anche questo articolo qui...

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    10. Noterai che tra le applicazioni derivanti dalle CAC ci sono proprio le prospettive di rimborso in altra valuta. Ciò:
      a) è assolutamente equivalente alla determinazione di "taglio" di interessi/capitale;
      b) non innova però al regime ordinariamente applicabile e anzi lo conferma, sancendo che NON c'è garanzia di restituzione nella valuta originale ove questa sia soggetta ab origine alla lex monetae del debitore, cioè quella avente corso legale nel momento della restituzione;
      c) stabilisce la contrattualità genetica di tali modifiche della prestazione debitoria, il che esclude che possa verificarsi l'evento "assicurato" coi CDS. E sancisce quindi una misura di favore per la "finanza" che li stipula (determinando un abbattimento del loro valore, dato che il rischio assicurato viene autoritativamente ristretto a evenienze difficili da verificarsi);
      d) conferma anche che la "doppia circolazione" rimane una misura che, come indicato da Lorenzo, favorisce sfacciatamente i creditori eludendo proprio le clausole CAC e che queste rimarebbero ad avere solo la funzione tutoria degli emittenti dei CDS.

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    11. se può interessare qui, qui, qui e qui vi sono i documenti esplicativi validi per tutti gli Stati membri. Di redenomination non se ne parla, mentre si parla di tutte le altre fattispecie di revisione dei termini dei prestiti obbligazionari. Pare logico però che la necessità di emissioni con CACs sia anche destinata a tutelare i creditori (e gli emittenti di CDS) in caso di un'uscita unilaterale o di un completo breakup.
      Da un punto di vista formale la possibilità dello Stato di ridenominare unilateralmente (modificando, secondo la lex monetae, la valuta a corso legale) i propri titoli di debito sembra in questo modo preclusa (ovviamente per le sole emissioni con CACs). Da un punto di vista sostanziale però non ci sono grosse differenze rispetto alla situazione preesistente, assumendo che la maggioranza qualificata delle emissioni rimanga in mani domestiche.

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  8. Un falco come Luttwak non parla mai a caso: hai ragione:)
    Avendo seguito e condiviso l'ipotesi frattalica fin dai primi post, oggi provo una certa emozione. Anche se, come dici tu, bisogna essere consapevoli che nulla cade dal cielo, tutto dovrà essere ricostruito pazientemente dopo l'8 settembre.
    -Per riavere la democrazia non basta; occorre anche una sufficiente espressione di Resistenza che legittimi poi una classe di persone legittimata a sedersi in una nuova e vera Costituente, auspicabilmente di restauro della Costituzione del '48. Affinchè vigili, come abbiamo detto fin dall'inizio, perchè "tutto questo non si ripeta più". -

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  9. Buongiorno,
    grazie del post, é molto interessante leggere le parole di Luttwak. Siccome mi ero perso le sue dichiarazioni e ho cercato un po' su google ho trovato degli articoli sul giornale RivieraOggi scritti da Pier Paolo Flammini, molto in linea con quello che si legge su questo blog e su goofynomics. Non mi era ancora capitato di leggere un giornalista italiano scrivere queste cose in modo così esplicito. Ecco i link:
    su Luttwak,
    sulla BCE.

    Con stima,
    Gian

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  10. Sentendo Luttwak ieri sera anch'io ho pensato immediatamente all'ipotesi frattalica :)

    Come hai notato anche tu nel post, l'irruenza dell'intervento di ieri sera è stata alquanto significativa: ha bollato senza scrupoli come irrilevante il tema centrale della trasmissione (alla quale stava partecipando!) e ha rilanciato deciso sulle dinamiche continentali.

    Surreale l'imbarazzo che è calato in studio alla frase "se necessario uscire dall'EURO". Formigli era in procinto di indossare il naso rosso e roteare i birilli in equilibrio sul monopattino da circense per distogliere l'attenzione.
    Sallusti ha provato ad annuire, ma non ha potuto fare a meno di fuggire lo sguardo in basso a destra tradendo un ghigno nervosetto.
    Gomez invece, stoico, non lasciando trapelare nessun mutamento omeostatico dal suo sguardo blando, ha fatto finta di non sentire e ha tirato dritto per la sua strada, fornendo in sostanza l'assist perfetto per lanciare lo stacco pubblicitario.

    Scena surreale che mi ha ricordato le parole di Tarizzo circa la colpevole lacuna culturale, a mio avviso ancora prima che politica, di dibattito in merito all'abbandono dell'EZ. Ecco, grazie a Luttwak ieri sera abbiamo avuto un'esemplificazione emblematica di questa lacuna nostrana.

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  11. Qui Luttwak qualche giorno prima partecipando a "In Onda", secondo me ancora più significativo. Notare l'abissale differenza argomentativa fra lui e Cofferati. Imperdibile.
    (da L'Orizzonte Degli Eventi - Lameduck):

    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=GpNn0G5wk6o#!

    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=GpNn0G5wk6o#!


    Qui il post del blog citato:
    http://ilblogdilameduck.blogspot.it/2013/05/tutti-da-luttwak-il-sabato-sera.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed:+blogspot/LNHt+(L'Orizzonte+degli+Eventi)

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    1. Il post di oggi sul "L'Orizzonte degli Eventi", il blog dell'interessante Lameduck (che è simpaticissima e su twitter fa delle battute fulminanti), ci è citato "Frattaluttwak".
      ilblogdilameduck.blogspot.it/2013/05/fortezza-bastianich.html

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  12. Finalmente qualcuno entra a gamba tesa nel dibattito sul nulla
    dei vari programmi di disinformazione del PUDE e parla dei veri
    problemi dell'Italia, quindi musica per le mie orecchie le crude
    parole di Luttwak, non ne posso più di vedere i vari "Pirler" sproloquiare su quanto siamo brutti sporchi e improduttivi e su quanto abbiamo bisogno di austerità e riforme (che non vengono mai spiegate al pubblico, chissà perché).
    Comunque condivido la tua ipotesi e vedo che molti cominciano a
    riposizionarsi sull'Euro.
    Segnalo questo articolo, spero di averlo copiato per bene.

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/05/13/krugman-in-chapter-13-lo-scherzo-anti.html?ref=search

    Un saluto a tutti.

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    1. Mah..su "repubblica" potevano solo dare spazio a qualcosa che fa apparire come sofisticato e controintuitivo ciò che è il lineare principio della domanda keynesiana. Rafforzando comunque l'idea che sia "intuitivo" pensarla alla monti-merkel.
      Siamo, se ci pensi, alla "cronaca" compiaciuta di come la contropropaganda neo-classica sia simpaticamente in azione, quasi fosse, in fondo, una dialettica di idee contrapposte e opinabili. Insomma, il PUDE non può aver torto al 100%, andiamoci cauti con le teorie "strane" dei liberal intellettuali (!) e, intanto, per "prudenza" atteniamoci alle regole.
      Questo in fondo il messaggio

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  13. Un ottimo intervento di Daniele Pesco (M5S) fresco fresco di Camera:

    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=UOfn09FdjSo

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    1. Carlo in cuor tuo, "ottimo"? Non c'è "qualcosina" che non va?
      Te ne dico una di impostazione generale: non è fare gli "investimenti" (senza precisare "pubblici" e senza capire che, se "pubblica", è tutta la spesa che agisce in tal modo essendo componente attiva del PIL, tutta) che ci fa uscire dalla recessione (neo-keynesiano Blanchard permettendo).
      Il punto E' NON AVER FATTO GLI INVESTIMENTI PUBBLICI DA 20 ANNI E AVERLI TAGLIATI, COME TUTTA LA SPESA PUBBLICA, CHE CI HA PORTATO IN AVANZO PRIMARIO (outputgap) e ORA HA CAUSATO PROPRIO LA RECESSIONE! una recessione esclusivamente "fiscale"!
      Si finisce per parlare solo di diverse gradazioni, meno invasive, dell'avvelenamento della democrazia e del benessere generale in questo modo!

      Sulla "piena occupazione": a quel punto, se non si ha chiaro che la recessione è causata dalla fiscalità dell'euro (Maastricht), non si comprende quello che qui mi sono tanto sforzato di far capire. La "piena occupazione", (keynesiana) è proprio quello che Maastricht vuole combattere, perchè considerata "inflattiva". Cioè l'euro è concepito per arrivare alla diffusa disoccupazione (cioè la "piena disoccupazione" neo-classica).
      MA L'EURO NON E' STATO NEPPURE MENZIONATO.

      La via d'uscita, come appare in tutto il mondo chiaro (ma non all'emozionato parlamentare, certamente in buona fede), e' FARE PIU' SPESA PUBBLICA E SMETTERLA DI PARLARE DI "SPRECHI" ad inesistente efficacia causale della crisi, perchè menzionandoli ancora una volta, si rilegittima l'arma che hanno usato proprio per imporre questa crisi. L'arma agitata dalla adorata Gabanelli...
      ARMA CHECONTINUERA' A ESSERE PUNTATA FINCHE' C'E' L'EURO, PERCHE' ESSO ESCLUDE DI POTER FARE POLITICHE DI SPESA per pagare gli interessi sul debito ai "mercati")!!!

      Siamo ancora lontanissimi dall'avere segnali di vera comprensione.

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    2. Siamo, amico mio, un poco lontani dalle verità, quelle considerate, analizzate, spulciate .. ora i fulimini del
      Mehr licht! Mehr licht!

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    3. Il mio "ottimo" (forse eccessivo come aggettivo) va contestualizzato. Ci riferiamo ad un esponente del M5S (quindi formato e indottrinato dalla grilliana manfrina della spesapubblicaimproduttivadebitopubblicobrutto) che in parlamento contesta apertamente argomenti quali austerity, fiscale compact, politica monetaria europea, ecc.
      Ora io non dico che abbia bestemmiato in chiesa, ma, in QUEL luogo, discussioni di questo tenore non se ne sentivano da anni. Con un semplice aggettivo non intendevo dichiarare la piena consapevolezza del parlamentare grillino sulle reali cause della crisi, ma solo che questi argomenti, considerati tabù in quel luogo, iniziano ad essere espressi. Tanto più che il "ragazzo", e qui spero di non sbagliarmi, sembrava animato da buona fede.

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    4. Sulla buona fede ne ho dato atto. Ma purtroppo non basta: e non soltanto perchè non legittima gli errori, ma perchè questi errori li paghiamo sempre più sulla nostra pelle.
      Quanto alla "variazione" marginale di impostazione, sarebbe un progresso se, come ho detto e evidenziato in vari post, non servisse oggettivamente a perpetuare il suo nucleo duro implicito, consentendo in definitiva al PUDE di prendere tempo col "falso movimento".
      Ci vuole ben altro e con assoluta urgenza, mentre "suona la campana" (e continuano a parlare di sprechi e a non capire che la recessione è esattamente causata dall'euro e dall'odio verso la spesa pubblica)

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    5. Io sarò anche eccessivamente ottimista, però la buona fede, se animata da vera passione per la ricerca della verità, non è poi così da buttar via. Non sarei qui se un paio di anni fa non ce l'avessi avuta.
      Che poi questa si traduca in un "dare tempo" al PUDE, anche se involontariamente, siamo daccordo tutti. Ma non sottovaluterei il fatto che, se non altro, si inizia a discutere in luoghi "blindati" di argomenti scomodi, lo si fa in modo incompleto ok, ma intanto se ne parla. Sono abbastanza convinto che il PUDE tema molto di più che, ad un'ampia fascia della popolazione, arrivino termini come "fiscal compact", patto di stabilità, moltiplicatore fiscale, separazione tra banche commerciali e banche d'affari (per citarne alcuni), anche se con un impalcatura non perfettamente spiegata, rispetto ad una consapevolezza totale che, però, è nelle disponibilità di alcune centinaia di persone e basta.
      In altre parole, non sottovaluterei l'importanza del fatto che se ne parli, anche se in maniera incompleta, purchè se ne parli.
      Che poi ci voglia ben altro e con assoluta urgenza siamo daccordo tutti, ma è nelle nostre possibilità attuali?
      Oh..poi, non l'ho mica scritto io "Più tost che nient l'è megl' più tost". ;-)




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    6. E poi arriva Luttwak e te lo dice in 30 secondi preciso preciso in prima serata!
      La gente aprirà gli occhi per queste "uscite"; dirette, senza appallamenti e mezzi compromessi dettati da un visione totalmente confusa...e se si iniziano a verificare e si moltiplicheranno queste uscite, ci sarà un motivo.
      E non succederà certo perchè, intanto che continuano a litigare sui "costi della politica" e ribadiscono che ci sono "gli sprechi"...Mentre la Gabanelli fa rastrellamenti e esecuzioni sul posto esattamente per le forze opposte a quelle che "riattiva" un Luttwak...applausi ("loro") alla Gabanelli- stacco-
      -la guerra continua-
      da "Il crepuscolo del PUDE-

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  14. Forse, un'ulteriore tassello frattalico è la confusione al''interno dei Tories in Inghilterrala confusione al''interno dei Tories in Inghilterra. Nigel Farage ha colpito nel segno, con Obama che tende a frenare, per non perdere un "alleato" interno alla UE?

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  15. E' molto ambiguo e potrebbe prestarsi sia alla tua interpretazione che: "all'avevamo detto anche noi che le politiche
    Merkel-Monti erano sbagliate perché trattano il bilancio dello
    Stato come quello di un'azienda e che uno stato deve sostenere la
    domanda con investimenti pubblici come Keines insegna".
    Almeno io la vedo così, ci sono troppi attori(giornali ed economisti nazionali e soprattutto internazionali) che dicono in modo aperto e inequivocabile che l'UEM è un fallimento ed è ormai evidente nei fatti e credo che il PUDE (quello mediatico) per salvarsi stia tentando di stare col piede in due staffe.
    Aspettiamo sviluppi.

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  16. altro tassello: Iter parlamentare per un ulteriore blocco dei salari nel pubblico partito. prima di quello per eliminare l'aumento IVA. questo passerà alla storia come il governo più odiato dell'intera Italia Repubblicana.

    ma davvero sono senza dignità. ci dicono in faccia che vogliono rilanciare la crescita e poi ci riducono il potere d'acquisto 2 giorni dopo. io davvero non ho parole dalla rabbia.

    Letta pensa di poter continuare a fare politica dopo la valanga di merda che sta per tirarci addosso?

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    1. Il blocco dei salari nel pubblico impiego è una misura che si aggiunge al blocco 2010-2014 ed è chiaramente pro-ciclica. Per capire come nulla stia cambiando, bisogna aggiungere che gli effetti delle varie spending review non hanno ancora impattato in pieno per mancanza di decreti attuativi di dettaglio di molte delle previsioni. Ciò significa che l'impatto reccessivo non è ancora pienamente stimabile: e con esso il calodella base imponibile che renderà inevitabile un ulteriore inasprimento fiscale.
      A settembre ciò sarà confluito in un ingorgo finanziario da emergenza apocalittica. E si dovrà ricorrere a una manovrona con lacrime e sangue ormai prosciugati. Allora il berlusca farà saltare il banco, se non vuole suicidarsi. MA non ci sarà nulla per sostituire queste politiche, quand'anche le elezioni dessero al PDL una sostanziosa maggioranza. A regime legislativo-finanziario invariato, infatti, neppure l'uscita dall'euro ci eviterebbe un destino simile e irlanda-UK (mix a scelta in funzione del grado di deindustrializzazione rapida nel frattempo ottenibile e tempi da record mondiale)

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  17. Un saluto a tutti e, soprattutto, a Quarantotto. Leggo sempre, quello che riesco ma intervengo poco. Ma due parole su Luttwak le voglio dire. Non l'ho visto da Formigli, ma in un faccia a faccia diciamo con Cofferati. Impressionante la pochezza, il fideismo PUDE di Cofferati, e la lucidissima analisi di Luttwak. Sembrava un gioco, lo scambio di ruoli. Cofferati ha fatto, senza rispetto, una pessima figura color marrone.

    E in Inghilterra, dove mi trovo ora per lavoro, l'eco della vittoria di Farage alle local elections è ben vivo. Qualcuno sostiene che uno dei due major parties (più i tories che il labour) cercherà di fagocitare l'Ukip facendo proprie le istanze di quest'ultimi. Altri credono che invece Farage durerà. In un sondaggio del Guardian di ieri sulle intenzioni di voto il labour party sarebbe in testa con il 34% (-4%rispetto al precedente sondaggio), i tories al 28% ( -4%) ma Ukip al 18% come terzo partito ( +9%) e i lib dem all' 11% (-4%). Tenuto presente che il 35% è la soglia minima per poter governare da soli in Uk dato il sistema elettorale maggioratorio, bisognerà fare i conti con Farage...

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    2. Il secondo intervento di Luttwak, in risposta a Cofferati che esordisce così: "Vorrei spendere una parola in difesa dell'€uro". Da "In Onda" de La7 del 04/05/13.

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    3. ERRATA CORRIGE.

      Posto nuovamente il link al primo intervento di Luttwak del 04/05/13 perchè quello precedente non funziona.

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