domenica 16 giugno 2013

C'E' GRANDE CONFUSIONE SOTTO IL CIELO

C'è grande confusione sotto il cielo.Ma veramente grande confusione: anzi, se voi sapreste darmi interpretazioni, - ovviamente non denuncie di quanto tardivamente i "molti" (forse dovevo mettere una "r") si sveglino oggi-, sarà un "dibbbbattito" certamente utile.
Ovviamente noi abbiamo le coordinate dell'ipotesi frattalica. Ma qui il punto è quale "exit" si sta concretamente preparando, cioè in pratica, quali tendenze si contrapporranno "veramente" non quando ci sarà stato il 25 luglio, ma proprio dopo l'8 settembre.
Personalmente, i modelli contrapposti per me sono quelli indicati in questo post: e su questo rimango fermamente attestato.
Proprio perchè c'è internazionalismo e internazionalismo: "E in fondo la questione dell'euro va vista solo su questo piano: uscirne per rimanere nel dominio incontrastato dei "nipotini di Von Hayek" è un'operazione di facciata. Una beffa. Uscirne per ripristinare la sovranità dei diritti, costituzionale e universalistica, è la vera frontiera della democrazia"
Una lode va ovviamente proprio a voi, che avete animato il post PUD€YRICON  e, senza troppe elucubrazioni, avete iniziato a seppellire il tutto con un risata.
Intanto il materiale umano per dar vita alla rivista satirica pare proprio che non manchi. A Viareggio (con chi ci sarà) parleremo anche di questo: e ovviamente non ne (ri)parleremo solo a Viareggio. E chissà chi ci sarà: magari sarà un summit "resistenziale" del massimo spessore. Anzi, comunque lo sarà con chi verrà, perchè gli appuntamenti importanti, spesso,ci si accorge che sono tali solo "a posteriori", guardando in retrospettiva al dispiegarsi degli eventi.

22 commenti:

  1. Caro 48, mi sono visto qualche giorno fa il video di Bagnai dai monarchici, tutto molto bello, tutto molto intressante, ma, particolrmente interessante è stato il dialogo del prof (verso la fine del video) con un "anonimo" e non inquadrato interlocutore, che, mi pare, centrava al millimetro i termini della questione che si sta sicuramente dibattendo nelle "segrete stanze".
    Mooooolto ma moooolto, -aiutami a dire "molto"-utile, sarebbe un tuo post sull' argomento.
    Il titolo potrebbe essese;

    uscire dall' euro di BuBa, per entrare nell' euro (di "serie B") controllato da BuBa"

    La road map di lor signori è questa:
    Ripetere esattamente quanto fatto nel 1992.
    Mi spiego: Uscire dall' euro (o comunque cambiarne la formulazione attuale, per esempio con uscita della germania), esattamente come uscimmo dallo SME e , contestualmente, predisporre atri accordi "capestro" tipo Maastrcht all' ora.
    Il Pude, come si vede chiaramente dai loro organi di (dis)informazione sta preparando il pubblico alla fine dell' euro (così come lo conosciamo). Il dibattito è ormai aperto e il veccio dogma eurista non esiste ormai piu', SI MANTIENE PERO' IL VECCHIO DOGMA "HAYEKIANO" de: "i conti in ordine", "spesapubblicabrutta", "riduzionedellaspesapubblicaperfinanziareiltegliodelletasse", ecc. ecc. ecc.
    Perchè, ricordiamocelo; l' EURO era solo uno strumento d attuazione di quel piano, resosi conto tutti, che è insostenibile, lo butterano a mare ma continueranno sui loro VERI obiettivi:
    -svalutazione lavoro (e conseguente rivalutazione degli assets, che io preferisco chiamare "cespiti"- almeno questa è la loro visione delle cose)
    -svendita patrimonio pubblico (meglio sarebbe parlare di regalo).

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    1. Analisi perfettamente condivisibile. Ed è proprio ciò su cui insistiamo qui, perchè la "confusione" può esserci solo se prosegue la disinformazione (e l'ambiguità di chi, in astratto avrebbe capito benissimo, ma ritiene di salvare capra e cavoli).
      Ma il post credevo di averlo già fatto:
      http://orizzonte48.blogspot.it/2013/06/chi-non-risica-non-rosica-ma-la.html
      "Ora, la questione è che la Germania, quand'anche accettasse per motivi politici (ideologici) l'uscita dall'euro, vorrebbe evitare il rischio di (hair)cut di questi crediti, conseguente alla loro conversione in euro svalutati rispetto al ripristinato marco, ovvero in monete nazionali ripristinate a seguito di generale ritorno alle valute nazionali.
      La partita è tutta qua: finito il "loro" dividendo per collasso della domanda UEM- provocato dalla loro imposizione di austerity e, in definitiva, dalla loro gretta avidità nell'assumersi un rischio che consegue a strategie di mercantilismo imperialista in violazione dei trattati- l'oligarchia tedesca vorrebbe conservare il malloppo e portarselo a casa intatto.
      Probabilmente, tenteranno di convincere i deboli governi PIGS che i corsi dell'euro siano "ultrattivi": cioè che per i debiti contratti prima dell'eurobreak, si continuino ad applicare i valori, ad es; euro-dollaro, vigenti al momento in cui il debito è stato contratto, o, per semplificare, ad un dato momento anteriore all'euro-break.
      Potrebbero essere i recenti minimi dell'estate scorsa, quando appunto il mondo scontava la oggettiva insostenibilità dell'euro (che permane), con i picchi degli spread. Spread che appunto riflettono l'approssimarsi dei valori monetari conformi ai tassi di cambio reale dei diversi paesi UEM.
      O potrebbero essere gli alti corsi di quest'anno, non solo susseguenti all'OMT di Draghi (che, va rammentato a commentatori disattenti, in sè, non ha portato finora ad un solo acquisto), ma, ancor più, all'indebolimento di altre importanti valute attribuito alle politiche monetarie fortemente espansive.
      E' chiaro che i tedeschi punteranno alla seconda soluzione.
      Cioè, in pratica, a portare avanti una trattativa in cui, di fronte alla fine dei saldi commerciali, dai paesi UEM, che si sta prospettando, non offra alcun compromesso effettivo.
      Ma anche la prima soluzione "compromissoria" pone un interrogativo: perchè si dovrebbe accettare di attenuare il rischio che essi si sono intenzionalmente assunti, stressando la moneta unica per avvantaggiarsi a spese degli altri paesi e eludendo-violando una pluralità di vincoli dei trattati, rispondenti alla "causa" cooperativa degli stessi?
      Perchè farlo quando i paesi in sofferenza crescente - inclusa ormai la Francia- possono lo stesso determinare l'euro break semplicemente coalizzandosi e imponendo un assetto "naturale" dell'euro break con la normale applicazione delle rispettive "lex monetae"?

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    2. Oh, pardon, hai ragione, e lo avevo anche letto, quel post.

      La visione di Bagnai di "fare una trattativa di fine guerra nel ruolo di perdenti" penso sia anche abbastanza corretta, tuttavia, credo, non si debba calare le braghe in tutto e per tutto credo sia anche quello che tu pensi, (o sbaglio?).

      Bagnai, giustamente dice che la germaia non è una signora alta bionda, ecc., certo, ma una signorina di nome Germania esiste, e si chima "interese nazionale" ("catturato" finché si vuole da questa o quella rappresentanza "sociale"), esiste anche una signorina chiamata Francia, per esempio, un tantino rachitica ultimamente, ma esiste, NON esiste una signorina chiamata Italia, MA, bisogna che esista, perché, ci sono tutte le potenzialità che esista, è una signorina che dovrebbe rappresentare la TERZA economia della area euro.
      Certo, la classe politica attuale, supina a quella "diocesi" che si chiama Bankitalia (diocesi della "chiesa di Francoforte"), non ci possiamo aspettare certo grandi cose, ma, se anche chi si oppone a quella "religione" entra in quella ottica di subalternità all' egemonia teutonica.....
      Bisogna proprio ricattare (per quelli del tuo "settore": "fre valere il proprio potere contrattuale"), perché le armi di "ricatto" ci sono tutte e come! (ce lo dicono i bilanci del nostro Stato al netto della propaganda, la solidità finanziaria del ns. settore privato e tanto altro ancora). Tanto piu' se, come ci pare, "zio Sam" entra in "conflitto" coi crucchi e ci fornisce un ulteriore "paracadute".

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    3. La trattativa ha una direzione possibilitsta, che nasce già dal fatto stesso che si apra.
      Il nostro ruolo di perdenti dipende solo dal fatto che nessuno, come sottolinei, ha mai avuto di mira l'interesse nazionale, che gli altri (FRA-GER) hanno rigorosamente perseguito con l'assetto UEM.
      Il solo porsi il problema in chiave di specifico interesse nazionale, modulato sulla nostra effettiva realtà socio-economica, sarebbe una mezza vittoria.
      Sul ruolo di vincitrice di crukkoland, invece, ho i miei dubbi: dipende da circostanza ancora indecifrabili. Se la Francia determinasse una svolta democratica anti-neo-Vichy e se il resto dei med si liberasse delle governance delle banche centrali promiscue a G&S, le cose assumerebbero il tono di quella "restaurazione costituzionale" che noi identifichiamo come vero cambiamento di salvezza.

      Non dico che si debba realizzare istantaneamente; e non dico che su ciò occorra intendersi con gli USA che, come dici, sono essenziali in questo riequilibrio e che, sul punto, sono ancora in mezzo al guado...salvo rammentare che fu proprio la II WW a portare a compimento il disegno di Roosevelt.

      Ho l'impressione che Alberto non abbia ancora considerato bene la forza riespandibile che ha il fatto che permanga la vincolatività suprema della Costituzione: l'unica roccaforte, (non irreversibile), che possa resistere alla revisione dell'impatto dei trattati in funzione del loro corretto intendimento costituzionale è la banca centrale indipendente "pura" come nata dal divorzio e sancita in Maastricht.
      Problema che, a sua volta, dipende da come si volesse rivedere i trattati e il ruolo generale delle BC, una volta che ci si metta mano per necessità.
      Se si rimette in discussione questo punto, alla luce di un rigoroso intendimento della Costituzione, si può anche trattare sul "cambio" relativo ai crediti pregressi (tipo neo-ECU per il post euro-break)

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    4. "fare una trattativa di fine guerra nel ruolo di perdenti"

      Lo trovo piuttosto seccante.
      Anche perché tutta una serie di domande di cui m'interessava la risposta non potranno essere più fatte.
      Domande del tipo : "Le disgrazie le son disgrazie, ma possibile che tutte le volte che le banche di un paese vanno a catafascio (Grecia, Spagna, Cipro) in cima alla lista dei creditori ci trovi sempre le banche tedesche?"
      E molte altre per le quali dovrò cercare dentro di me la risposta.

      ps ci si vede il 22 a V

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    5. CHE CONFUSIONE INTORNO A ME SEMBRA COME DOPO UNA .. BOMBA

      Piovono pietre e bombe e il subsonico delle deflagrazioni viene udito anche nelle cuffiette degli ego solecistici delle segreterie dei dalmati cammellati.
      Essi, cioè loro, han ben chiara la barricata della Costituzione arricchita dai grafici econometrici soprattutto ora che la "pugna" dichiarata dai "nipotini" non è più nell'algebra sconfitta dai risultati di "operazioni" errate quanto su "articoli" limitanti.
      Che palle e che fatica, occorre ancora (ri)scavare "trincee" tra gli articoli del Piave, ma ... domani si torna a (sor)ridere?

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  2. ah ah ah....quanto mi avete fatto ridere con questi commenti su PUDEYRICON ,grazie Bargazzino, grazie 48...che giornata!!!! vabbè...ora però mi vado a scolare una bottiglia di Montefalco, mi metto in disparte perchè mi sento strano,frastornato.....e dormo. Non dobbiamo fare la guerra alla Germania, vero?

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    1. Boh...ma mi sa che gliela farà qualcun altro

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  3. Confusione dici? Su twitter si sentono di quelle cose che stendere un velo pietoso è ancora niente. Per non parlare di giornali e siti di informazione più o meno indipendenti. Insomma, chi non ha avuto la fortuna di mandar giù la pillola rossa e si sta "godendo" la storia in diretta, comincia a non capire più da che parte stia soffiando il vento. Intanto comincio a pregustarmi il venticello fresco che ci sarà sabato...

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  4. Insomma in sintesi: fottuti prima e pure dopo. Sbaglio?

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    1. Il "dopo" è da vedere: come sarà dipende da molti fattori, tra cui anche quello che sarà capace di produrre chi crede nel recupero della democrazia. Insomma, dipende (un pò? Tanto?) anche da noi: arrendersi prima di giocare la partita? Meglio di no

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  5. Non c'è resa, potrebbe essere altrimenti?Ma giorno dopo giorno mi rendo conto che le forze in campo sono enormi e che la nostra dignità viene umiliata da una classe dirigente incapace e collusa.Solo tristezza,ecco solo questo.

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  6. E CONFUSIONE SIA!
    Alberto Bagnai l'8 Giugno afferma che esiste una differenza tra 'uscita della Germania (che rivaluta)' e 'uscita dell'Italia (che svaluta)'; una differenza anche psicologica per cui fa più paura la seconda della prima. E di qui, come si fa a non pensare ad Alice nel Paese delle Meraviglie quando la protagonista si trova di fronte al dilemma: o è la chiave troppo piccola o è la serratura troppo grande?
    Ora, due psciologi israeliani, Kahneman e Tversky, hanno tentato (ed evidentemente ci sono riusciti visto che tale lavoro ha fruttato il Nobel per l'economia ad uno dei due autori) a razionalizzare il concetto, riuscendo a formulare brillantemente l'assunto e formalizzarlo nella Teoria del Prospetto, che parafraso così: di fronte ad una situazione problematica che necessità una soluzione, quando si chiede di 'valutare' un'azione che ha una certa probabilità di generare perdite per il 50% di una popolazione, rispetto ad un'azione che ha una certa (la stessa) probabilità di generare profitti per il 50% di una popolazione (la stessa); pur equivalenti (in termini di utilità attesa), le due proposte vengono diversamente percepite e processate dallo stesso gruppo di persone a cui ci si è rivolti sottoponendo loro il dilemma.
    Poi, però, risolto il (falso) dilemma rimane la forza dell'istanza (di Bagnai e di tutta la 'Resistenza'): FUORI dalla trappola, asap!!

    E quindi, rimane il vero dilemma (o forse anche questo non lo è): chi ci va alla Trattativa? Anche questo dubbio è risolto perchè si sa benissimo dare una risposta, sia in negativo che in positivo:
    a) NON possiamo lasciarla gestire a LORO (che è quello che ha affermato Paolo Savona sul Foglio, accodandosi o candidandosi?);
    b) Sappiamo benissimo CHI vorremmo noi mandarci al Negoziato di fine del matrimonio sbagliato.
    E allora mi domando COME EVITARE che al Negoziato ci vadano il 'garzone di bottega' (e la sua schiera di indafFARati eurofanatici) e COME FARE afinchè i Nostri siano legittimati a rappresentare propriamente le istanze?

    E' forse questo il dilemma che favorisce "l'alzata della polvere che impedisce di vedere" (cit.)?

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    1. Serio problema che la germania guarda sogghignando. E che implica che prima si svolga l'8 settembre (dato che il 25 luglio imminente evidentemente non basta). E se si deve svolgere l'8 settembre, non possono non entrarci gli USA e anche la Francia.
      Il che significa che la germania, avendo pestato i peidi non solo a noi (che sarebbe il meno, persino per noi a quanto pare), potrebbe trovarsi a trattare non con soggetti deboli e non "solo" da vincitrice

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    2. riprendendo quanto detto da Alberto (bagnai) la germania potrebbe trovarsi a NON trattare , ma a farlo solo dopo l'emu break up... questa è un ipotesi che mi convince : rottura euro non controllata e concordata...

      mi convince sia nel senso che sembra piu' probabile sia è possibile che avvenga senza aspettare lustri (l'uscita dall'alto alla stiglitz della germania infatti avrebbe bisogno di molti anni ,troppi , diciamo piu' di 5 ) la germania non vuole affatto uscire ...e il nuovo partito afd
      antieuro non avra' troppo successo (il 25% di cui si parlava
      mi sembra assolutamente esagerato...)

      Ora per me è evidente che la strategia (goffa) dell'establishmente tedesco è continuare il progetto euro
      con una forte brinkmanship

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    3. AFD non è che proprio vuole uscire...intende solo mostrare che sono "disposti" a uscire se gli si chiede di sopportare costi immaginati(ri) dai monetaristi e creare un fronte di intransigenti per vincolare anche in futuro la germania alla deflazione competitiva. Certo che non raggiungeranno mai una quota consistente: la strategia ora è quella di importare manodopera dai pigs e gli sta riuscendo. Indebolendo ulteriormente i fattori della produzione (produttività-competenze) degli altri...
      Un'uscita concordata per la germania è comunque un armistizio che li costringa alla fine delle ostilità contro il resto d'Europa. Quindi devono avere qualcosa avuto di fronte una prospettiva sfavorevole molto forte alla prosecuzione, nelle varie forme mimetiche, del loro (euro)imperialismo...Questo è il fattore (non ancora concretizzatosi) che Alberto probabilmente non considera pienamente, almeno da quanto ho capito

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  7. Dunque: ho dato una scorsa al comunicato dell'ultimo consiglio dei ministri, che recava informazioni sul cosiddetto "decreto del fare".

    Effettivamente, visto così, sembrerebbe anticiclico. Due le domande, però: 1) dove si trovano le coperture, col cappio al collo del pareggio di bilancio, e 2) se i fondi stanziati siano davvero sufficienti a rilanciare l'economia.

    Che sia un mero "provvedimento di facciata"? Un segnale che si vuole mandare all'Europa nella consapevolezza che ci risponderanno picche?

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    1. E' un anticiclico "provvisorio": sospendono inasprimenti e mantenimenti fiscali così non devono tagliare la spesa (iniziano a sospettare l'esistenza del moltiplicatore) e sperano che il PIL cresca e con esso il restante gettito di quel tanto che, tra qualche mese, possano avere una copertura che renda non necessari i tagli. Pia illusione, dato che la domanda continua a non tirare e quanto già fatto determina già in automatico la sua contrazione (unitamente a un credit crunch che non è ovviabile col palliativo di erogazione crediti e sanzione forfettarie alle imprese, comunque di misura e tempi non sufficienti)
      http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/zanonato-il-ministro-dello-sviluppo-del-pdl-il-pd-diventa-il-partito-delliva-e-57775.htm

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  8. Come ne usciremo, dipenderà dalle forze che tratteranno la fine della guerra dell'euro. Vista la classe politica e dirigente infingarda che abbiamo, possiamo solo aspettarci che il PUDE cerchi di mantenere i suoi vantaggi di sistema, è vero che la trattativa sarà anche con gli USA, quindi dipenderà molto da quello che loro si aspettano dall'Italia. Cercando tra i "segnali" dell'attivista USA in Italia, l'intervista di Luttwak al Giornale:
    http://www.ilgiornale.it/news/interni/leuro-letale-litalia-scelga-uscire-subito-926365.html
    Luttwak afferma che l'Italia è centrale per il suo ruolo geopolitico nell'economia mondiale:
    " L'economia italiana è così poco periferica che sta creando guai in tutto il mondo.
    L'Europa e l'Italia in ginocchio per la crisi sono un problema per il Brasile, per la Cina, per gli Stati Uniti. Non conviene a nessuno. Sta saltando un equilibrio. L'Italia morente è un problema geopolitico grave."

    Questo è quanto afferma Luttwak nel 1996 sulle Banche Centrali:
    http://www.lrb.co.uk/v18/n22/edward-luttwak/central-bankism
    "Communism is dead, socialism has been repudiated by the socialists themselves, fewer and fewer Europeans are believing Christians but it seems that a fanatical new religion – also practised in America – has replaced all of them: Central Bankism. Like all religions, it has both a supreme god – hard money and a devil, inflation. Common sense suffices to oppose high inflation, and to fear hyper-inflation as the deadly disease of the currencies. But it takes the absolute faith of religion to refuse even very moderate inflation at the cost of immoderate unemployment and stagnation, as the Europeans have been doing, or to accept slow economic growth for years on end, as in the United States.
    ....
    The Nihon Ginko of Japan is housed in a solid but otherwise unremarkable office building on a side street, which is appropriate, given that until recently it was a servant of the powerful Okurasho, the ‘Treasury Ministry’, just as the Banque de France was a slave of the Ministry of Finance. As such, both were subject to the corrupting influence – dare one say it – of political decisions, though in truth both ministries are ultra-conservative élite strongholds, scarcely exposed to the vagaries of democracy.
    Like many religions, central bankism has its high priests, constantly striving to assert their independence from secular parliaments, politicians and public opinion. Although, like any other public officials, they receive their salaries from the tax-payer, central bankers claim the right to ignore the public will by invoking their duty to a higher authority – the sacrosanctity of hard money."

    Molto dipende dagli interessi altrui rispetto all'Italia, da quali "condizioni" sono considerate accettabili per il nostro "ruolo geopolitico" e molto da SE il PUDE riuscirà a cambiare in tempo la Costituzione... atto finale della shock economy, pure rischioso per "loro" che, senza più la copertura del "ce lo chiede l'Europa", sarebbero "individuati" immediatamente come i responsabili del disastro. Certo che sono davvero dei farabutti!
    Credo che la difficoltà della trattativa per gli USA sarà anche quella di trovare degli interlocutori/alleati all'altezza nei paesi in crisi, come individua El Svissero.

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    1. E alla fine questo è proprio il nodo essenzialissimo...Già è molto che inizi a riaffacciarsi l'idea che la distruzione industriale dell'Italia, come componente non trascurabile degli equilibri della domanda mondiale, non è un fatto indifferente a livello di comunità internazionale. A livello nazionale, invece, lo è...per ora...

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  9. Ancorché il post non sia più recente, credo sia in tema segnalare la "confusione" del prof. Paolo Manasse ed il dibattito che ne segue con un lettore.

    http://paolomanasse.blogspot.it/2013/06/tagliare-la-spesa-pubblica-peggiora-il.html

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