mercoledì 14 agosto 2013

CASSA DEPOSITI E PRESTITI: UN OSCURO OGGETTO DEL DESIDERIO. L'€URO-FOGNO ERETTO A SISTEMA DI POTERE



Questo ottimo post di PoggioPoggiolini, ci consente una carrellata di topoi e "genii loci", cioè personaggi mitologici nella "narrazione" crepuscolare della €urosognante seconda Repubblica; quindi ci illumina, con torce e fiaccole, appropriate alle alchimie moderne di un capitalismo finanziario rivissuto in forma primitiva, su ruoli e funzioni.
Alla base di tutto una questione. L'instabilità finanziaria UE e le sofferenze bancarie italiane, hanno un solo demiurgo: le €UROASIMMETRIE COMMERCIALI (debito privato su posizioni estere divergenti nei vari paesi) nonchè L'€URO(FANATISMO) ANTIITALIANO di una intera classe di governo, impegnata da 20 anni a nascondere la verità sul demenziale assetto contrario agli interessi economici e democratici di un intero paese (anestetizzato: basta leggersi il Sole24h di oggi)...


CASSA DEPOSITI&PRESTITI (CDP): un oscuro oggetto di desiderio

In questa, non solo meteorologica, rovente calura agostana torna imperiosamente alla ribalta nei programmi del governo Letta la Cassa Depositi e Prestiti (CDP), il grande salvadanaio del risparmio domestico, con significativi progetti di intervento.

Rispolverare la storia vecchia della CDP (nata a Torino nel 1850) e il ruolo che riveste nel panorama economico italiana può esser utile a comprendere cosa e come si sta muovendo sotto l’ombrellone sopiti da cronache sempre più “dispersive”.
CDP gestisce parte rilevante del risparmio nazionale privato italiano attraverso la raccolta di 14.000 sportelli postali in buoni fruttiferi (BFP) e libretti di risparmio.
(gli approfondimenti sul risparmio a pag 168 del
rapporto Banca Italia
come interessante è l’analisi della gestione del risparmio di KPMG nel rapporto annuale .

Cosa sia e faccia CDP, la società per azioni azioni a controllo pubblico, lo si legge direttamente nel sito .

Un quadro di sintesi (bilancio 2012 riclassificato):
i.) capitale sociale: 35 mld €
ii.) azionariato: 80,1% Ministero Economia e Finanze, 18,4% Fondazioni bancarie, 1,5% azioni proprie,
iii.) totale attività patrimoniali riclassificati: 338,55 mld €
iv.) disponibilità liquide e impieghi: 144, 66 mld €
v.) crediti verso banche e clienti: 102,78 mld €
vi.) partecipazioni e azioni: 21,24 mld €
vii.) raccolta postale: 233,63 mld €
viii.) altra raccolta: 21,47 mld €
ix.) patrimonio netto: 18,18 mld €
x.) utile: 3,23 mld €
xi.) partecipazioni: ENI (25,76%), TERNA (29,9%), SNAM (30,0%), FINTECNA (100%), ,SFI (100%), SACE (100%), ect, società di gestione risparmio e fondi di private equity
xii.) organigramma:
a. Presidente:
Franco Bassanini , noto per le “riforme Bassanini”, fondate sulla europeistica hayekiana L. 59/1997: semplificazioni amministrativa dello Stato, federalismo amministrativo, riorganizzazione del pubblico impiego, privatizzazione dei molti servizi pubblici, riforma del sistema scolastico attraverso le semplificazione legislative delle “leggi delega”, che conferirono sostanzialmente al Governo il potere di attuare il programma di riforme attraverso l’emanazione di “decreti delegati”; nonchè consulente con M Monti nel 2007/8 nella “commissione Attali”, lo stesso J Attali consigliere economico di Mitterand durante la costruzione dell’euro, voluta da Sarkozy per il rilancio francese nel 2007 attraverso la cultura tecnocratica dell’austerità eurista e, gossip da ombrellone, marito di Linda Lanzillotta con un trapassato politico che attraversa l’intero arco politico, dalla militanza a fianco di M Santoro, R Mannheimer, B Pollastrini per “Servire il Popolo”, poi nel PSI, Margherita, PD fino a Lista Civica di M Monti, dai think tank della familiare ASTRID alla hayekiana FONDAZIONE LEONI, dai meno fausti assessorati romani di Rutelli , alle, anch’esse ricche per una laureata in Lettere, consulenze per JP Morgan fino alla attuale vicepresidenza del Senato in quota montiana.
b. AD e DG: Giovanni Gorno Tempini , lunga esperienza estera con JP Morgan, grande esperto di private equity, richiamato in patria dalla finanza bresciana, quella “bianca” di Bazoli di MITTEL e di INTESA SANPAOLO che vanta crediti complessivi di circa 500 mld € vs lo Stato Italiano, poi concesso “controvoglia e malvolentieri” dallo stesso Bazoli, ma sotto pressione di Tremonti, alla direzione della CDP.
c. Organi societari di (stra)ordinazia amministrazione

Sulla funzione e attività di altre Cassa Depositi e Prestiti nel panorama UEM, esempi importanti arrivano dalla austera Germania, la tedesca Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW), 80% Stato federale e 20% Lander pubblici, che con rigorosa applicazione del cosmetica contabile UE (ESA95), ha permesso e permette di scomputare nel 2010 dal debito pubblico tedesco il 17% del PIL (428 mld di euri attraverso KfW), mentre i “furbi” italiani taroccavano nello stesso periodo il debito pubblico di soli 220 mld € attraverso la Cassa Depositi Prestiti (CDP) - di cui 90 mld in mutui erogati alle amministrazioni comunali e 130 mld prelevati dal Ministero del Tesoro per esigenze di “cassa”- oppure per dichiarare, con il “pelo” di W Schäuble, i piani di occupazione tedesca e colonizzazione ellenica.

Un marginale appunto di cronaca sul versante POSTE ITALIANE: rimane sempre aperto e spalancato il dossier di separazione tra l’attività industriale di distribuzione postale (POSTE INDUSTRIALI) e quella della raccolta finanziaria (BANCOPOSTA), con i precedenti in Germania acquisite da Deutsche Bank mentre tra revisioni delle analisi costi/benefici dell’operazione, tra il computo degli interessi e delle provvigioni tra venditori e acquirenti, restano in mezzo al “guano” 150.000 addetti al servizio e 14.000 sportelli che in epoca di deflazione salariale e di emergenza finanziaria trovano sempre collocazioni “condivise”..

Dopo il quadro di sintesi, il “tesoretto” della raccolta postale, già consistente, si consolida con l’apporto del patrimonio immobiliare pubblico da dismettere, conferito dal Tesoro con gli ultimi atti di un V Grilli, sempre più amletico, che rende finalmente operativa la SGR, pensata da Tremonti, con V Fortunato e E Spitz al timone tra gole profonde che sparlano..

Qualche riflessione sui programmi di intervento che vedono emergere prepotente la CDP nel ruolo di attore protagonista, sia per la “dote” liquida in cassaforte, chiavi salde nelle mani dei grand commis sempre più indipendenti (anche Monti ha capitolato davanti ai poteri “occulti”) da ogni controllo di una politica resa evanescente per interesse, per incapacità e per sogno, sia per assetti societari incerti, frastagliati, mutevoli nel panorama finanziario UEM scosso dal progetto di una unione bancaria avversato dalla Germania.

Il il Piano Industriale 2013-2015 per “dare un rilevante contributo all’attuazione delle politiche industriali del Paese, attraverso l’erogazione di credito per investimenti pubblici, infrastrutture e imprese - in chiave anticiclica e con un’ottica di medio-lungo termine - e investimenti nel capitale di rischio diretti (reti energetiche e altri asset strategici), e indiretti (tramite il Fondo Italiano di Investimento e il Fondo Strategico Italiano), finalizzati a supportare la crescita dimensionale e lo sviluppo internazionale di PMI e imprese di rilevanza strategica” sarebbe una risorsa importante, con significativi spunti anticilcici, se fosse gestita da una politica responsabile, con chiara identità e necessità dei bisogni nazionali. Una chiave di svolta per lo sviluppo ed il sostegno delle caratteristiche dell’industria manifatturiera italiana, che langue sconcertata da 8 semestri consecutivi di decremento del PIL; cioè l’inizio della (annunciata) rinascita civica e sociale dilaniata dai vincoli e dalle condizionalità dei trattati euristici.
Confido ancora nella ragionevolezza e spero che i temi dell’emergenza e della mancanza di alternativa non determinino un ulteriore infausto trasferimento di risorse dalla nostra periferia colonizzata al “core” conquistatore (vale ricordare che dal 2011, i trasferimenti diretti dall’Italia per il salvataggio dell’euro-zona attraverso EFEF, accordi bilaterali intra UEM e ESM sono valsi circa 40 mld € di risorse, con risultati che nessuno vorrebbe vedere).

Sulle dismissioni, privatizzazioni, cartolarizzazione e alchemiche proposte di Saccomanni, - un novello PonzioPilato che si lava sempre le mani con proposte alternative quando dalla plancia di comando vengono amplificati i dispacci del pilota automatico che “non ci sono alternative, perchè ce lo chiede l’Europa”-, credo valgano ancora le impietose conclusioni spesso ricordate nella Corte dei Conti dopo le privatizzazioni degli anni ’90 .
L’aggravante è il giogo della moneta unica che rende tutto più difficile..

Da ultimo per quello che ci viene “raccontato” e dato di leggere sulla CDP, il decreto Lupi “Piano casa” per contribuire alla ripresa del settore del “mattone” attraverso l’emissione bancaria di “coverent bond” garantite dalla CDP.
Oltre agli evidenti interessi delle lobbies del “mattone”, sempre meno “attori” nel “libero mercato” in “concorrenza” a/simmetrica, che trovano in Lupi un portavoce sincero, oltre alla sostanziale modifica dello statuto di CDP, (se si riforma la Carta Costituzionale per la CDP basta una nottata insonne di CDA), a me risulta paradossale il meccanismo:
il sistema bancario in crisi di liquidità che “fatica” a emettere credito alle imprese e alle famiglie (le insolvenze sui mutui cresce ma comunque confinate al 1,85%), attraverso l'emissione di 5 mld € in obbligazioni garantite (coverent bond) dalla CDP, dallo Stato e in ultima analisi dal risparmio privato delle famiglie, troverebbe liquidità per emissione di mutui per le famiglie.
Domande ingenue, lo riconosco:
i.) non sarebbe più efficiente, efficace e produttivo che l’erogazione avvenisse direttamente da CDP senza intermediazione del sistema bancario?
ii.) oltre agli interessi dell’intermediazione, chi sarebbero i beneficiari del paradosso “estivo”?

Si sa, che “si deve guadagnare il pane con il sudore, a meno che non vi capiti di avere altri mezzi” ... but this shit must go out.

6 commenti:

  1. Cavoli! Non so bene perchè, ma i links non si attivano. Cerco di aggiustare il tutto :-)
    Grande Poggio!

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    1. Ho capito il busillis: le virgolette sono anticipate separando http:// dall'URL completo...Mannaggia!

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  2. Mi sa, caro Knight, che anche tu dovrai ricorrere ad una segreteria con delega ... :-)
    Una minuscola precisazione, il post è volutamente carente di approfondimenti tecnicisti, quelli che denotano da sempre la caratura degli orizzonti di '48.
    Ha il solo scopo di richiamare attenzione sulla navigazione del FARE tra le buriane agostane.
    E' una rotta fluida, "gelatinoso" ma siano pur sempre un popoli di poeti e di navigatori e una "fonda" o un "gavitello" riusciamo sempre a trovarlo, con in tasca una bussola, una carta e osservando il cielo.
    Un augurio

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