giovedì 30 gennaio 2014

ECONOMIA, DIRITTO E ROVESCI (il misterio trinitario dell'economia della grazia)



Alle volte Alberto Bagnai ci fa piegare in due dalle risate.
Certo che se si chiede prima un euro forte per "evitare la crisi" e poi lo si vuole debole - quando proprio questa grande penZata ("economico-scientifica" dell'euro forte) la crisi l'ha invece aggravata- emerge prepotente la comicità (involontaria) del pensiero. Quando poi si arriva sostanzialmente a "confondere" l'euro con la lira (dato che si ignorano i differenziali di inflazione dei vari paesi, come criterio dei divergenti riallineamenti necessari), invocando un deprezzamento sul dollaro assolutamente irrealistico rispetto alla situazione dei tassi, dei cambi e delle bilance commerciali intra-UEM e mondiali, ci si ascrive nel novero dei wishful thinker in perenne contraddizione con se stessi.

Un uomo tormentato, dunque, nelle sue singolarissime convizioni, politiche, nel campo dell'economia.
Ma anche nel campo del diritto pubblico - quello che dovrebbe essere il pane quotidiano di chi sta al governo e, prima ancora, conclude dei trattati che incidono sulla Costituzione-, come abbiamo più volte visto, non scherza!
Dico solo: una volta che stravolgo la Costituzione italiana, in un modo che era stato evidenziato da Carli, Maiocchi, Luigi Spaventa, Graziani, Sarcinelli (id est: grandi economisti se ne erano accorti), almeno, dopo tanti anni, bisognerebbe aver compreso qualche principio elementare della democrazia costituzionale. Nella sua sostanza. O forse l' ha compresa benissimo.

15 commenti:

  1. Noi possiam riderci su ma per un non addetto ai lavori è solo l'ennesima giravolta in politichese che passa inosservata. Il problema e che ormai han capito che posson dire quel che vogliono. La politica ci si aspetta menta e basta. Sempre piu amici miei credono che basti entrare in politica per essere bugiardi e ladri. E questa menzogna reiterata è quindi funzionale a far allontanare i cittadini dallo stato e a farli brindare ad ogni privatizzazione e perdita di sovranità. C'è poco da stare allegri...

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    1. "per un non addetto ai lavori" è del tutto impossibile rendersi conto di simili giravolte: pensa alla storia dela riforma della burocrazia dopo aver promosso e compartecipato alla legislazione degli anni '90.
      La questione è che in Italia solo grandi e gravi scandali di rilevanza penale portano alla fuoriuscita dalla scena politica, e non è neppure detto: in pratica, dati cerchi legami di interessi e certe versioni mediatiche, la responsabilità politica, per errori mai ammessi, per il plateale mancato raggiungimento dei risultati promessi, praticamente non esiste.
      E non c'è legge elettorale che tenga.
      C'è solo una democrazia sondaggistica su problemi irrilevanti mentre l'€uropa ha assorbito ogni scelta sovrana...

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  2. Ciao Quarantotto, il problema è come rendere indipendente la politica dall'alta finanza, a livello nazionale, e dai comitati d'affari ( costruttori) a livello locale. Come tenere separato il mondo della politica che dovrebbe perseguire il bene comune, con il mondo degli affari che legittimamente persegue l'interesse particolare, il quale però in molte circostanze si scontra con l'interesse pubblico?
    Per me è un bel rompicapo, cmq il primo passo da fare è quello di contenere i capitali nei loro movimenti, impedire le delocalizzazioni, (chiudere stabilimenti in un area geografica per aprirli in un altra), innestare forme di democratizzazione all'interno delle grandi multinazionali, le quali hanno delle responsabilità nei confronti di quelle comunità che ospitano i loro siti produttivi. Tradotto non puoi distruggermi l'ambiente perchè tu devi fare profitti, e poi fra 5 anni te ne vai lasciando a me il deserto e i disoccupati. Regolando la circolazione dei capitali si dovrebbe in linea teorica ridurre la contaminazione fra politica e capitale.
    Io sarei dell'idea di costituire vere e proprie scuole per chi vuole fare carriera politica, se vuoi fare il Sindaco di un Comune devi avere fatto queste scuole e superato gli esami. Più esami fai più sali.


    Totalmente OT. la ns borsa negli ultimi mesi sta mostrando una maggiore forza relativa rispetto al Dax e al S&P500, ciò può esser dovuto:

    1) a semplice rotazione classica di fine trend, liquido le posizioni sui mercati che hanno corso tanto, e una parte del guadagno l'investo sui mercati che sono rimasti indietro

    2) i mercati stanno già festeggiando le svendite del patrimonio della ns disgraziata Nazione.

    3) una fiamella di speranza, i mercati annusano la fine dell'euro e l'Italia sarebbe il paese che più ci guadagnerebbe, 5% di probabilità ma voglio sperare.

    Sembra che il prossimo uragano finanziario arriverà dalla Cina. Bisognerebbe informare i ns politici, che sono stati colti alla sprovvista nel 2008 e son caduti dal mondo delle nuvole. In un mondo finanziarizzato, le crisi finanziarie prima o poi arrivano sempre e sempre con maggior violenza.

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    1. Sulla prima parte: problema sociologico generale a risoluzione "strutturale", cioè attraverso vincoli che la decisione politica, cioè la legge non può varcare. Parliamo quindi di come è scritta e come si fa funzionare la Costituzione. La nostra è scritta in modo che dovrebbe impedire la (eccessiva) prevalenza del potere di fatto economico; ma presenta 2 falle:
      1) l'art.11 non ha impedito la concezione di un vincolo "esterno" prevalente sulla gran parte delle norme costituzionali (occorre renderlo più esplicito a causa della capacità del potere finanziario di catturare gli interpreti...istituzionali);
      2) il controllo di legittimità costituzionale è difficile e distanziato nel tempo, e quindi inibito, nella sua stessa libertà di giudizio, dal consolidarsi dei rapporti di forza politica.

      Le relative soluzioni qui le abbiamo già ipotizzate.

      Sul 2°: le privatizzazioni varie a "svendita" e la stessa rivalutazione delle quote bankitalia mi paiono la spiegazione più probabile. Purtroppo. E quindi fino al prossimo prevedebile imprevisto...

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  3. A proposito di "diritti e rovesci" (forse vado OT).

    Mi colpisce oggi una dichiarazione all'ANSA della Boldrini: "senza ghigliottina, italiani pagavano seconda rarta IMU".
    Ecco qua il ricatto (dritto e rovescio). Non vuoi pagare la seconda rata dell'IMU? Allora devi accettare anche le norme su Bankitalia. Un esercizio di demagogia e di ipocrisia legislativa che solo nell'era piddina poteva essere fatto. Nemmeno uno come Tremonti, sarebbe stato capace di arrivare a tanto.

    Un uso assolutamente distorto (ma a questo punto, ben potrebbe essere definito "pericoloso"), dello strumento del decreto-legge, l'ennesimo. L'ennesima testimonianaza dell'involuzione autoritaria in corso, che passa per l'uso del decreto-legge quale strumento "tout court" (riflesso dell'elezione dell'emergenzialità a metodo di governo), e l'insofferenza verso il parlamentarismo (Manzella, pur essendo favorevole al bicameralismo imperfetto, avverte del rischio connesso alla creazione di un "non Senato", che, a mio avviso, sarebbe ancora più "non" a fronte di una Camera eletta con premio di maggioranza -come ai tempi di Benito?- che avrebbe, come unico ruolo sostanziale, quello di dire "sì" al Governo).

    La cosa incredibile, è che parlando anche con persone di cultura, vedo che esse considerano la cosa "assolutamente normale"!!!!! Anche in questo caso, la Storia aiuta: un liberale come Salandra, cadde nell'illusione ottica fascista, ed alla Scala, nel 1924, pronunciò un (tristemente celebre) discorso. salvo pentirsi, poi. Quando era troppo tardi......

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    1. E' strano come in altri casi, anche recenti, d.l. ad oggetto plurimo e disomogeneo siano stati "respinti" al mittente-governo. Oppure stralciate le norme non pertinenti all'oggetto giustificativo presuntamente urgente (fermo restando che una misura tributaria come l'IMU, sbandierata ai 4 venti per mesi non si comprende come non potesse trovare posto nella manovra approvata).
      In questo caso l'uso ricattatorio del d.l. è del tutto palese.

      Sul Senato, avevo una mezza intenzione di ritornarci: ma di fronte all'attuale livello del dibattito politico mi parrebbe un esercizio quasi sterile.
      Le risorse culturali, a livello di classe politica e dirigente in genere, sono veramente esaurite e mi chiedo se abbia senso rendere una minoranza sparuta di consapevoli edotti di considerazioni che verrebbero inevitabilmente calpestate.

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    2. In effetti hai ragione. Sarebbe "vox clamantis in deserto".... :-(

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    3. Comunque, giustamente come dici, per quello che può valere, affido alle pagine di questo blog anche questa memoria storica.

      Da "Liberalismo e Fascismo" - Discorso tenuto da Antonio Salandra al Teatro alla Scala il 19 marzo 1924. (Le maiuscole sono mie)

      "[...]La Costituzione in tal guisa interpretata e, come ho detto, snaturata, menava alla produzione a getto continuo di Governi effimeri, ignari dei loro doveri o impotenti a compierli; menava, come menò, alla insurrezione del Paese contro il Parlamento. In queste condizioni il Fascismo assunse la direzione dello Stato per un irresistibile moto antiparlamentare, non anticostituzionale. Nella Costituzione [...] senza dubbio dovremo rimanere. Occorre invece che muti [...] lo spirito con cui la nostra Costituzione era intesa negli ultimi decenni, e che dai traviamenti democratici essa sia ritratta alla purità delle sue origini.
      La Camera dei Deputati ha attraversato -non giova negarlo- un lungo periodo di espiazione. Essa ha pagato la pena [...] di aver voluto invadere e sopraffare gli altri poteri dello Stato. [...]
      [...]Come sempre, nei momenti di crisi internazionali od interne, quando bisogna raccogliere tutte le forze di un popolo, assoggettarle a dura disciplina, rivolgerle ad un unico fine, la mitica statua della libertà ha dovuto covrirsi di qualche velo.
      [...] Dello Stato elemento essenziale è l'autorità, non la libertà. La Storia registra governi di alta progressiva cività che non furono governi liberi.
      [...] Dei risultati di 17 mesi di governo fascista, il Paese deve essere ed è soddisfatto. [...]
      [...]Poniamo a raffronto quello che eravamo or sono due anni, quello che siamo oggi. [...] Innegabili sono i progressi dell'azienda dello Stato e delle private economie. Quella e queste si avvicinano con rapidi passi all'equilibrio che pareva perduto per sempre. Autorevoli stranieri [...] mi hanno in questi giorni manifestato, alcuni non senz'invidia, l'impressione che il Paese ha completamente mutato aspetto. [...]"

      Basti questo breve estratto. E si definiva un liberale, quest'uomo! Comunque: sono parole che starebbero benissimo in bocca a Renzi. Come non vedere, a prescindere dalla diversità dei presupposti, l'identità degli effetti?
      Il concetto che nei momenti di crisi, la libertà deve cedere il passo all'autorità è ripreso, con straordinaria attualità, dall'approccio paternalistico europeo incardinato sulla crisi stessa come metodo di governo, ed ha, come effetto, proprio i moti anti-parlamentari. Ma oggi, la storia, si legge sugli editoriali di giornale. Con tutto quello che ne consegue.....

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    4. Beh almeno era coerente con il suo essere liberale: l'approvazione invidiosa (addirittura!) degli stranieri, era strettamente connessa al neo-liberismo attraverso il quale questi scorgevano i presunti miglioramenti pubblici e privati. Di lì a poco, quota 90 inclusa, sarebbero stati travolti dalla crisi del '29.
      Noi, invece, ci siamo già dentro, in qualcosa che ne ricalca le tendenze distruttive del capitalismo sfrenato, e Renzi non ha neppure l'alibi del "mero apparire" delle cose che vanno bene: è solo che vuole compiacere il disegno di potere di coloro che GIA' LE STANNO MANDANDO IN MALORA...E la differenza, in peggio, non è poca.

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    5. a proposito della scarsa cultura dei nostri rappresentanti in parlamento, non intravedi almeno qualche spiraglio di luce?
      http://www.italiaincrisi.it/2014/02/04/g-grillo-m5s-la-nona-fiducia-in-nove-mesi-su-un-totale-di-20-decreti-legge/

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    6. Boh...ti rinvio al post di oggi, links e dibattito inclusi

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  4. OT: anche Ambrose Evans-Pritchard ‏si è accorto della campagna educativa bce
    ha twittato @AmbroseEP 25 min fa

    "Now it all makes sense. ECB explains everything for bears of little brain. I feel a fool for worrying about deflation http://www.ecb.europa.eu/ecb/educational/pricestab/html/index.en.html …"

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    1. Il folle laboratorio pop dell'ordoliberismo non si preoccupa mai: tanto lasciano il conto da pagare agli altri (noi) e hanno accuratamente predisposto bail-in e parametri del fiscal compact per assicurarsene.
      Il fatto è che, pare inutile ripeterlo, i popoli interessati sono rintronati dai media in mano alla stessa finanza privata. E adesso, un pò di più, anche bankitalia (come serbatoio di travaso di risorse pubbliche a "loro" favore, perchè operativamente agisce solo come "coroner" autoptico)

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  5. Banalmente si tratta di effettuare una "ripulitura" dell'eccesso di moneta, non quella generata dagli eccessi delle bolle speculative ma quella detenuta a scopo di riserva di valore dai fessi.

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    1. Eh sì: ci sono forse delle alternative?

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