giovedì 13 febbraio 2014

CRISI €CONOMICA E POLITICA INTERNA- DEMOCRACY (fractalic) UPWARD TREND



Abbiamo parlato nel precedente post della dimensione internazionale della crisi attuale, indicando lo scenario giuridico-economico in cui vanno collocati i trattati in genere, e, quale punta di diamante del neo-liberismo (ordinamentale), quello UE-UEM.
E cercando di chiarire come non si possa proporre, in un corretto intendimento del fenomeno dei trattati, un'alternativa "ideologica" degli stessi con la Costituzione, inevitabilmente basata su un arbirtrario accostamento di fonti disomogenee per legittimazione, gerarchia, funzione e destinatari.
E' cioè del tutto improponibile, sul piano della teoria generale delle fonti, rivendicare una pari vincolatività giuridica dell'internazionalismo rispetto alla determinazione sovrana dell'assetto democratico propria delle Costituzioni, per il diverso piano su cui si muovono i due fenomeni giuridici: l'uno volto a ratificare i rapporti di forza socio-economici tra i soggetti "Stato", che si svolgono nell'agone della comunità internazionale, l'altro nascente dal "potere costituente" formato dall'identificazione comunitaria di un popolo, che si autoorganizza per fissare i diritti fondamentali, che caratterizzano la sovranità democratica e le istituzioni che li dovranno tutelare.
Eppure questo capolavoro ossimorico è riuscito ai "costruttori dell'€uropa", ma come la stessa moneta unica, è una costruzione insostenibile, non solo logicamente, ma anche economicamente. E i suoi effetti insopprimibili la travolgeranno.

Oggi facciamo alcune schematiche considerazioni di politica interna.
Lo schema "frattalico" ci suggerisce qualcosa che ha a che vedere con la "omotetia" interna al susseguirsi delle situazioni storico-politiche che tendono a riprodursi.
Il principio ha anche a che vedere con la realtà delle dinamiche sociali e con la ciclicità delle ascese che seguono alla compressione di una qualsiasi forza.
Come nel mercato dei titoli, quotati o over the counter, l'upward trend è insito nel prezzo troppo basso formatosi su un certo bene, allorchè la sua sostanza reale (cioè sociale), rappresentata dal fenomeno di intrapresa economica sottostante, non giustifichi quel prezzo in assenza di un eccesso di offerta (ad es; sovraproduzione o espressione del prezzo di offerta in una valuta sopravvalutata, specie in un sistema di cambi fissi), o di una debolezza della sua domanda.
Ciò vale per la democrazia nel suo complesso: se questa è tutela dei diritti fondamentali sociali da parte di istituzioni che devono perseguirli, ritraendo esclusivamente da ciò la loro legittimazione, e se l'euro, in primo luogo, unitamente ai "vincoli" fiscali e istituzionali che gli si accompagnano, si risolve nella negazione programmatica del perseguimento di tali diritti fondamentali sociali, la conseguente espropriazione delle politiche monetarie, fiscali ed economiche, in nome della adozione e della conservazione della stessa moneta unica, si risolve in un deprezzamento della democrazia.

Ma poichè la stessa corrisponde a un fenomeno sociale di dignità umana diffusa (pluriclasse), istituzionalizzata da norme superiori che non possono essere giuridicamente oscurate dai vincoli europei (come paradossalmente dimostra l'atteggiamento istituzionale tedesco), - fenomeno che determina la stessa crescita del benessere e la promozione di quel progresso economico, culturale, tecnologico, in un substrato sociale che è abituato a considerarlo come un dato "esistenziale"-, questo deprezzamento della democrazia non ha alcuna giustificazione sociale, economica o giuridica.
Anche se tentano di giustificarlo come "globalizzazione", come pretesa interdipendenza dall'ascesa economica di altre aree del mondo, che sottrarrebbero le mitiche quote di mercato, e di ricchezza, e di occupazione, alle nostre comunità sociali.
Quanto questa bizzarra teoria sia legata alla fallace idea della "competizione" tra Stati visti come maxi-imprese in concorrenza tra loro, affidando il presunto benessere dell'uno alla sottrazione di quote di mercato all'altro, e trascurando la prevalente e insopprimibile rilevanza della domanda interna, ci venne illustrato da Krugman (nel 1994, a "prima lettura" del trattato di Maastricht), nella famosa metafora circa l'illusione che la crescita della Coca-Cola potesse realizzarsi solo vendendo il prodotto ai dipendenti della Pepsi.

 
Sul piano economico, è vero piuttosto il contrario, e cioè che la capacità esportativa di un paese dipende dagli investimenti effettuabili nel medio-lungo periodo, che a loro volta dipendono dal livello del risparmio e dalla presupposta crescita della domanda interna.
Quest'ultima, a sua volta, è costituita dai consumi e dagli investimenti privati e certamente anche da quelli pubblici, mentre, invece, l'idea che reprimendo drasticamente questi ultimi, procedendo alle "mitizzate" privatizzazioni, e tagliando drasticamente il livello dell'intervento pubblico portasse a maggior crescita degli investimenti e dei profitti privati (crowding-out), cioè tutto quanto si accompagna all'ulteriore limite della moneta unica modulata sulla disinflazione e sulla riduzione dell'indebitamento pubblico, porta, al contrario, ad un sequenza infernale di caduta dell'occupazione, dei redditi, delle stesse entrate fiscali: e con ciò, inevitabilmente, alla caduta di risparmio e investimento, costringendo, in una logica che ricalca quella del gold-standard, a poter soltanto predicare una ulteriore deflazione salariale come unico mezzo di ripristino della "competitività" e dell'attivo delle partite correnti. Effetti effimeri, se realizzati a costo del "deserto" della deindustrializzazione inevitabile.

Dunque la democrazia, come sopra connessa all'uso razionale degli strumenti della sovanità monetaria e fiscale, diviene così un "bene scarso", e proprio mentre la domanda di tale bene raggiunge il massimo dei suoi livelli legittimi, in misura direttamente proporzionale al livello della disoccupazione e inversamente proporzionale a quello dell'inflazione.
Perciò, se fossi un ipotetico investitore in "titoli" della fenomenologia politico-economica, oggi, data la scarsità e la simultanea forte domanda, al prezzo basso, anzi ridicolo, che gli si continua ad atttribuire, predicando come impossibile l'uscita dall'euro e il "più Europa" come unica soluzione, punterei con decisione sul bene "democrazia".

E non fatevi "emozionare" dalle vicende cui assistiamo in questi giorni: sono solo rigurgiti ante mortem di un sistema di potere basato sulla irresponabile comprensione delle ragioni della crisi economica.
Gli attuali attori, per "nuovi" che credano di essere, si ritroveranno solo ad acuire le ragioni della crisi che non hanno compreso e che, anzi, non possono geneticamente (sul piano politico-culturale), comprendere.
Mantenendo il sangue freddo, come si addice a chi ha capito l'irrazionalità suicida in cui spesso si avvita il "mercato", basterà attendere l'autoeliminazione di questi attori crepuscolari, tutti, nel loro insieme ambiguo e tortuosamente legato a dissimulare la fascinazione liberista a cui non trovano alternative.
Sulla questione dell'euro, in particolare, si verificheranno, nei prossimi mesi (ma forse, tristemente in ritardo, "anni"), scissioni e riposizionamenti a 180°, oggi inimagginabili (nella "loro" visione culturale alterata).

Non potrà sopravvivere nessuno di quelli che, prima e specialmente oggi (ultimo tocco della "campana"), avevano l'ultima occasione per abbandonare ogni ambiguità e puntare sulla democrazia e sul recupero della sovranità (democratica), cioè sull'eliminazione delle ragioni strutturali e programmatiche della crisi.
La loro occasione l'hanno avuta: potevano scegliere tra la guerra e il disonore (dell'ammettere di aver sbagliato un "enorme investimento politico"); hanno scelto il disonore (contro la democrazia) e avranno la guerra (di liberazione).
Be patient: abbiamo subito tanto a lungo, che adesso possiamo aspettare ancora un poco...Poco (non pochissimo).

28 commenti:

  1. Dunque, quello a cui sembrerebbe di assistere, con la ormai probabile nascita del Governo Renzi, è proprio il "chiudersi a riccio" della casta ordoliberista.
    Dovrebbero essere quelli a cui, parafrasando il Giolitti del 1897, "pare ormai troppo liberale lo stesso ministero Pelloux" e che vogliono completare, fino al 2018, l'involuzione anti-democratica del sistema.
    E già lo si vede dal modo in cui il podestà di Firenze vuole raggiungere Palazzo Chigi, come se la legittimazione ricevuta dalle primarie interne fosse sostanzialmente equivalente a quella conferita dal Corpo elettorale. Il suo antenato Benito, forse, fu più furbo: consapevole che il primo incarico non originava dal risultato di un'elezione, cambiò la legge elettorale e si procurò, nel 1924, la legittimità che gli serviva....
    ... assieme alla maggioranza parlamentare. Dato importante, questo. Se vuoi fare come ti pare, ti serve un Parlamento che te lo consenta. Il nostro amico è davvero sicuro di avere la maggioranza che gli serve con questo Parlamento? E perché ha così "paura" di questa cosa chiamata "voto", come Dracula alla vista della croce?

    Secondo me, questo anno sarà in effetti decisivo. Quale ipotesi frattalica si verificherà? Siamo nel 1923, o 20 anni dopo? Siamo all'inizio di una cupa involuzione autoritaria, o -quanto meno- dell'implosione della stessa, ossia della pre-condizione di una possibile rinascita democratica?

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    1. Il problema me lo pongo spesso (nonostante "resista" sulla linea del Piave dell'originaria ipotesi frattalica :-))
      Ad ascoltare i media, nella loro impressionante compattezza, Renzi è universalmente conosciuto come l'uomo della Provvidenza: "l'ultima carta", "l'unico che ancora può...", "l'ultima possibilità di...cambiare"..."fare le riforme"...

      Ma proprio qui abbiamo detto dell'anomalia di questo regime: il fascismo prima conquistò il potere e poi controllò la stampa.
      Qui il preventivo controllo dei media è la causa dell'imposizione di questa svolta, la stessa forza pervasiva e monolitica che plasma "primarie" e possibili elezioni dando luogo preventivamente all'uomo che si vuole (di volta in volta) promuovere a salvatore della Patria...uso un eufemismo: più esattamente, si intende completare la "moralizzazione" rapida e violenta di un popolo "colpevole" e causa dei suoi mali, ugualmente preindicati dai media ordoliberisti in una serie di elenchi dettagliati - a circa 30 anni- cui invariabilmente occorre porre "pronto rimedio", in una sorta di perpetua ultima spiaggia (per chi non sapesse o potesse rammentare il governo Craxi, negli anni '80 in certo modo, e certamente, quello Amato nel 1992).

      Però, a (nostro?) conforto, possiamo constatare che sono 20, (o 30 anni?), che vanno avanti così, in un crescendo in cui ripetono se stessi e i temi dominanti della propaganda, riuscendo però ad essere giunti - in un tripudio di fallimenti scontati rispetto alle premesse propagandistiche- ad una fase veramente "finale".
      Quella oltre la quale NESSUNA delle parole d'ordine del regime diverrebbe più accettabile. E proprio quando hanno concquistato, dal punto di vista istituzionale, il massimo della forza repressiva della Costituzione e della democrazia.

      A livello mondiale, poi, le facciate stanno crollando rapidamente (o sono già crollate). Dal Giappone all'Ucraina, passando per la vera natura del conflitto politico interno agli USA, solo la menzogna,- in Italia rafforzata da un'esigenza totalitaria di sopravvivenza dettata dalla "irreversibilità" di quello che hanno fatto a partire da Masstricht (almeno per gli effetti strutturali-industriali)-, gli consente ancora di sedere nelle postazioni espugnate dall'ordoliberismo in danno della democrazia.
      Sono al massimo (apparente) della loro espansione, eppure...sono sull'orlo dell'abisso provocato dal disastro che si ostinano a perseguire: perchè non hanno più scelta.

      Non so; gli effetti e il grado di compromissione sociale sono tali che mi pare difficile che possano andare avanti in crescendo per altri 20.
      Certo è possibile che riescano, attraverso diavolerie studiate ogni giorno, a raggiungere un assetto in cui abbiano anche il voto a legittimarli.
      Ma la mia impressione è che pochi, molto pochi ci credano veramente ancora (a parte gli ignoranti che blaterano in TV per rafforzare l'attuale svolta del regime) e che, nella classe dirigente, come nella massa popolare, manchi appena un briciolo per vedere sgretolarsi tutto...sbarco in Sicilia o chissà che diavolo di altro sia

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    2. Noto che le mie perplessità sull'equivalenza "renziana" tra primarie ed elezioni politiche sono condivise niente poco di meno da uno dei sacerdoti del mainstream mediatico: tale Galli della Loggia.

      http://www.corriere.it/editoriali/14_febbraio_13/giochi-pericolosi-editoriale-409db7a6-9477-11e3-af50-9dc536a34228.shtml

      Che sia una prima "crepa", per quanto piccola del fronte mediatico?

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    3. La crepa sul "metodo" è inconfigurabile: sono solo i rigurgiti di una lotta di potere tutta interna al regime.
      Il giorno che si attaccherà la sostanza, cioè l'aggravamento in progressione della origine della crisi, da un personaggio euro-liberista all'altro (con diverse sfumature cosmetiche di apparente allentamento dell'austerità per meglio attaccare il fronte del lavoro), allora sì, sarà una crepa

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  2. Sarete giudicati sulla base delle vostre azioni
    "Nel momento in cui si sta per affrontare la fase finale della lotta, Pétain e Laval si sono adoperati per far sentire una volta di più le loro voci discordanti e per accreditate alla loro politica comune un’apparente differenza di tono. Entrambi si sono rivolti al paese e, secondo la loro tradizionale divisione del lavoro, Laval ha parlato della Germania, mentre Pétain ha finto di parlare della Francia.

    Ma per la verità parlavano tutti e due di tradimento. Semplicemente ne parlavano tutti e due con un tono di tristezza, come se il tradimento fosse divenuto di colpo un tradimento lucido. La cosa dura da due anni. Dal momento in cui ha gettato a Vichy le basi di un regime che ci ha fatto mancare tutto salvo l’umiliazione e la vergogna,"

    http://www.igiornielenotti.it/?p=12434

    Questo brano è tratto da un articolo di A. Camus apparso su Combat nel luglio del 44.
    Sembra così attuale.
    Noi vogliamo la liberazione e loro ci propongono Vichy...
    Camus era un uomo della resistenza, ma era soprattutto un uomo libero, si dissociò dalla sinistra francese che stigmatizzava i crimini del regime stalinista. Fu ovviamente isolato e trattato (lui) da fascista...
    Dunque la storia tende a ripetersi. Le ideologie, i traditori, i collaborazionisti, i morti , la negazione del male da parte di chi dovrebbe comprendere ed agire.
    Non ci si può neppure dissociare dalla sinistra italiana, perché non esiste, o meglio non esiste più in quanto sinistra.
    Abbiamo bisogno della liberazione, ma loro continuano a proporci Vichy. Avranno l'8 settembre.

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    1. Ecco, sì...salvis juribus (cioè non fino a quando la maggioranza degli italici riterrà che i trattati non abbiano a che fare con la crisi :-))

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  3. Meanwhile, il parlamento europeo, le cui elezioni taluni vorrebbero boicottare, se ne esce con questa BOMBA...

    http://ansa.it/europa/notizie/rubriche/economia/2014/02/13/Crisi-rapporto-Pe-accusa-Troika-causa-catastrofe-sociale_10068240.html

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    1. Cosa non si farebbe per non perdere la poltrona, dopo aver taciuto - o acclamato- per decenni. E pensa che non riescono nemmeno a menzionare la parola "euro".
      Grande stretta di cu...ccurucucu Paloma! :-)

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  4. Stasera sono passato dal fioraio per finanziare il vero valore aggiunto della mia unica esistenza.


    Mentre ritiravo lo scontrino dalla commessa, il simpatico proprietario dal retro piomba sul bancone: puro livore. Non aveva sbagliato il rigore il capitano della nazionale... era "caduto il governo".

    Bene. Soggiungo: «dopo von MacRenziek non crescerà più uno stelo d'erba...». Mi guarda perplesso: quindi continua la sua invettiva kastakorruzZzioneStatoLadroUSAbello... incoraggiato dalla mia silenziosa attenzione mi spiega con grillosissimo buonsenso: «Vedi, io sono un imprenditore, so far di conto». E' infervorato.
    Strappa un pezzo di carta e mi illustra una partita doppia tramite un mastrino come dovrebbe funzionare uno "Stato".

    Finita la "scarica", fluentemente argomento di domanda aggregata, banca centrale non pervenuta, Costituzione... un minuto di pura... musica. Si sa, i buoni concerti rilassano (a parte quelli di musica dodecafonica che sicuramente hanno ispirato Federico Augusto e Adolfo).

    Ma appunto, musica. Un signore anziano esce dal retrobottega in canottiera: «E' vero, una volta la moneta veniva emessa in funzione dell'oro! Non come adesso!»

    Capisco che il brevissimo concerto era finito: non sarebbe bastata una vita per spiegare con la logica come poter fare i propri interessi di classe e di cittadini. E' vero. Ma è anche vero che la bellezza ha un suo linguaggio che, quanto meno, lenisce tutti i mali.

    (Carissimo 48, ho trovato il mio personale significante nel tuo nome. Nel 1948 è stato pubblicato, non a caso, 1984. E' vivo e lotta con noi)

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    1. Ci vuole tempo, tanto tempo...e mica ce l'abbiamo. Questo conduce dritti a alla dissoluzione "dissociata"...dalla logica. Ne vedremo delle belle e anche di brutte. Ma alla fine qualcuno dovrà fuggire, ma sul serio

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  5. Visto che siamo in tema, questa la fassinata del giorno: "Ma l`euro-zona è sulla rotta del Titanic e dobbiamo comunque tentare. O la svolta condivisa a Berlino e a Bruxelles. Oppure, in un`alleanza da costruire tra i Paesi soffocati nella spirale svalutazione del lavoro-recessione-debito pubblico, un piano B: la permanenza nell`euro e la rinegoziazione degli impegni sottoscritti." Lascio ad altri ogni commento.

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  6. Credo che sia stia giocando sulla cieca (e un piuttosto stolta) ambizione dell'ultimo agnello sacrificale (o dell'ultima fantesca, che dir si voglia). Ultima nel senso che sarà quella che rimarrà co cerino in mano. Non ho ancora interpretato adeguatamente l'attuale licenziamento della servitù ai vertici, ma forse può aiutare la metafisica (da Elemire Zolla):

    "In certe occasioni i cittadini radunati entrano in deliquio, e si mostrano loro i sogni che che animano la città, si inscenano su un podio o su una balconata, dove personaggi usciti dal mondo dell’immaginazione tracciano gesti alteri, pronunciano parole memorande e prive di un senso concreto; sacre, simboliche e oniriche. A tutti si rammenta così che il sogno infonde realtà a ciò che si crede reale
    [...]
    Quando mutano i sogni, i sa che la città è prossima al crollo"

    Ovvero, in questo caso, quando i fogni di pochi diventano gli incubi di troppi, il sistema diventa troppo instabile. Se le persone hanno qualcosa da perdere è sufficiente lo "stato di polizia tributaria"; quando non hanno più nulla da perdere è necessario lo stato di polizia vero e proprio. E, anche se castacriccacoruzzione non è il motivo vero di tutto questo, ne è pur sempre il front office, quindi il perfetto capro contro cui incanalare la rabbia popolare. Credo che i giovani turchi siano gli agnelli sacrificali dell'operazione, I veri prescelti non sono ancora usciti allo scoperto. Ma potrebbero anche non uscire mai, perchè tutto potrebbe crollare prima: i sistemi complessi reagiscono in maniera non lineare.

    PS. comunque le tue analisi sono sempre straordinariamente profonde

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    1. Ma lo sai che "Stato di polizia" originariamente designava quello della monarchia illuminata che elargiva la Costituzione rendendo giuridico l'obbligo del sovrano di garantire il "benessere collettivo"? Tale era l'accezione costituzionale di "polizia"=perseguimento del benessere colletivo mediante prestazione di servizi pubblici (infatti, prima di ciò, il Bargello o i gendarmi rispondevano al "signore" o alla Chiesa secondo regole il cui scopo era stabilito per l'interesse supremo astratto della Res pubblica, coincidente con la volontà del signore o sovrano "per grazia divina").
      Lo Stato repressivo-poliziesco si dovrebbe chiamare "Stato (di emergenza) per la salute pubblica" (su reminiscenza robespierrana). O, più brevemente, Stato assolutista (o potremmo dire, con crasi concettuale, ironica, "salutista").
      Quanto poi alle nostre forze dell'ordine, questi mattacchioni si sono dimenticati che sono loro quelli che subiscono più in corpore vili la tangibile percezione dei tagli "lovuolel'europa".

      Il sistema più che complesso (in realtà quello che hanno voluto realizzare è brutalmente lineare ma dissimulato strategicamente nella gradualità) è ormai "destrutturato", conformemente all'idea hayekiana della Grande Società e dello Stato minimo. Il che poi, sembra "bello" a parole (e in effetti ci sono cascati in tanti, specialmente in Italia), ma rende in effetti molto "complesso" applicare la democrazia. Quello sì

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  7. Ma il sistema persone-società-stato-economia-rapporti internazionali è complesso per sua natura, al di là delle intenzioni dei "manovratori-semplificatori". Possiamo dire che siamo in permanente "stato di eccezione", ma si stanno aprendo falle in ogni dove e, prima o poi, finiranno le toppe. Secondo me la situazione sta sfuggendo di mano, ma questo, d'altronde, è quello che dici anche tu

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    1. Ai tempi "'d'oro" del gold standard, almeno ci potevamo consolare con i maggior "classe" e humor delle oligarchie, persino quando la situazione, appunto, gli sfuggiva di mano. Perlomeno in chiave british.
      Il Lord, andato ad una festa un po' "vivace" e pluriclasse: "Questo party sta degenerando! Ridatemi le mie mutande!"

      Ora, invece, ci becchiamo i diritti cosmetici come sedativo, con tutta l'ipocrisia del moralismo asfissiante agitato dai privilegiati: vedrai quante discussioni sul "sessismo" e su...Balotelli ci dovremo beccare nei prossimi mesi di agonia. E pensa che non hanno neppure più il bunga-bunga da darci in livoroso pasto, gestito dai "giornalisti impegnati" che fanno "coraggiose inchieste"!
      Ci rimarranno solo inesauribili inchieste di Stella-Rizzo sulla casta.
      La verità? Sti' ordoliberisti vogliono sterminarci per "noia" e "serietà"...
      Nun ce so' più nemmeno i tiranni de na vorta

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    2. Almeno io non ho il televisore e mi risparmio tante cose...

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  8. Il mio primo commento è stato:"a ridicolooo!!"
    il punto è che sull'unità (poveri lettori) si continuano a pubblicare "ingenue speranze"...
    Fassina del 17 gennaio:
    "Lo status quo è il migliore dei mondi possibili per la Germania. Ma è insostenibile. L’alternativa è tra una radicale correzione di rotta e il collasso politico dell’euro e, quasi inevitabilmente, dell’Unione europea. La correzione di rotta appare un’ingenua speranza: l’opinione pubblica e una parte rilevante della classe dirigente tedesca non vedono o non vogliono vedere la dimensione sistemica dei problemi dei PIIGs e degli altri paesi via via “contaminati” (Francia e Olanda)."
    http://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-1-2014/item/3232-titanic-europa.html

    De Nardis "l'ingenua speranza" l'ha pure dettagliata nel rapporto Nomisma. Chiaramente zero probabilità che si realizzi alta inflazione in Germania e ovviamente lo sanno. Con l'euro sono possibili solo i ben noti scenari "leading PIIGS to slaughter" con un certo turn-over dei sonderkommandos che per la fretta si tagliano le mani mentre sezionano la bestia (starved)

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    1. ops scusate... il commento sopra era per Arturo a proposito della Fassinata!

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  9. Ciao Quarantotto, ennesimo articolo da incorniciare. Ci troviamo in una situazione che in analisi tecnica dei mercati finanziari, si definisce di ipervenduto ( della Democrazia) cioè in quella situazione che i prezzi scendono con volumi calanti e con gli oscillatori che iniziano a divergere dai prezzi, questi scendono, gli oscillatori salgono. Tradotto le mani forti stanno accumulando lentamente a prezzi calanti. Domanda quali sono le mani forti che stanno accumulando Democrazia mentre i ribassisti dell'ultima ora (Renzi e la squadra di ebetini cha ha dietro) stanno puntando tutto su ulteriori ribassi del nostro bene primario? Mi verrebbe da dire le Elites USA, che essendo pragmatiche, hanno capito di avere esagerato negli ultimi 30 anni. Spero di non sognare.

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    1. L'elemento apparentemente dissonante è che Renzi viene "offerto" alla nostra opinione pubblica come ben connesso e gradito agli "ambienti" USA. Il che ci riporta alla questione della irrisolta lotta di potere all'interno degli stessi USA: ad es; a leggere ciò che, nelle sue analisi di "visione", dice una Yellen (prescindiamo ovviamente da Stiglitz e Krugman) o quanto enunciano discorsi recenti di Obama, Renzi è lontanissimo dalla loro visione (si pensi solo alla bislacca idea di tagliare ancora di svariati miliardi i trattamenti pensionistici o alla definitiva abrogazione dell'art.18). Occorre ricostruire con attenzione gli sviluppi "in fieri".
      D'altra parte, è anche vero che Renzi è molto più pragmatico e meno ideologico-enfatico della maggior parte di quelli che l'hanno preceduto e quindi pure in grado di fiutare variazioni del vento e delle...parole d'ordine

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  10. Dice l'FMI che non c'è una soglia oltre la quale il debito pubblico frena la crescita:
    http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2014/wp1434.pdf
    ovviamente "The views expressed in this Working Paper are those of the author(s) and do not necessarily represent those of the IMF or IMF policy"

    però forse i soldatini si disorientano...

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    1. Interessante che due degli autori siano italiani. Prima Cottarelli faceva il cerchiobottista sul moltiplicatore.
      L'alto debito suggerisce semplice "volatilità" dei trend di crescita a causa di "pressione dei mercati" e adozione di misure di politica monetaria e fiscale.
      Ah, quanto non si parla mai abbastanza delle BC indipendenti e delle funzioni di tesoreria al servizio della democrazia!

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  11. Buongiorno, se ho ben capito si dovrebbe quindi leggere quindi "irresponabile incomprensione delle ragioni della crisi economica", cioè non le hanno capite e non ne hanno colpa, dal momento che non hanno gli strumenti per capirle?

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    1. Se sono "tecnici-espertologi" aderiscono a teorie che per assunto escludono l'individuazione delle cause della crisi: gli altri si fano fare il riassunto di quello che dino i primi, lo memorizzano e lo inseriscono nel "generatore automatico"

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  12. Ma questi hanno votato a favore di Renzi. E l'hanno fatto perché sanno che si brucerà nel perseguire le politiche sulla rotta del Titanic. Quindi sotto la cenere, nel PD, cova un'altra resa dei conti.

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  13. Scusate ma io ho un'idea un po diversa sull'ascesa di Renzi. Secondo me Renzi è stato incoraggiato da Berlusconi a tentare quest'avventura,ma il Berlusca lo ha fatto non certo per simpatia o condivisione dei suoi programmi quanto per farlo bruciare così da risultare innocuo alla prossima tornata elettorale.
    che ne dite? non potrebbero davvero stare così le cose?

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    1. Un'interpretazione del genere è tratteggiata anche da Sansonetti sul sussidiario.net, ma solo dpo aver evidenziato (con una certa cautela) un possibile sottostante scontro USA-GER.
      Le due versioni sono tra loro perfettamente compatibili, anche perchè sappiamo che agli USA non importa molto della presunta impresentabilità di B., considerato comunque un interlocutore utile e pronto
      http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2014/2/14/DIMISSIONI-LETTA-Sansonetti-scontro-Germania-Usa-dietro-al-fenomeno-Renzi-/2/467475/

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    2. Beh, c'è anche -al riguardo- l'illustre precedente di tale D'Alema, altro piddino che non vedeva un centimetro oltre al proprio narcisismo politico, che accolse "paternalisticamente" B. nella sua "bicamerale", per vederla mandata a gambe per aria........

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