giovedì 20 febbraio 2014

G20 P.V.: THE BAD SAMARITANS STRAIGHT ON THE VERGE OF NERVOUS BREAKDOWN

 
Il prossimo G20 di Sydney avrebbe potuto e dovuto essere importante
Ma, a quanto pare, non lo sarà: l'assetto della governance FMI, la creazione di una sorta di (comunque scarsamente utile) "BRICS-ESM", peraltro con lo status di development bank (a differenza del "vero" ESM, il cui effetto leva rimane vago e sostanzialmente privato in partenza di qualsiasi utilità), un qualche tipo di dialogo sul "tapering"; tutto ciò rimarrà sullo sfondo di un documento finale che già si preannuncia incapace di contenere autentici breakthroughs.
Nessuna ipotesi di rimettere in contestazione la liberalizzazione del mercato dei capitali, il modello di banca universale e quello delle Banche centrali indipendenti, che governano goffamente il "fatto compiuto" col piglio sicuro di chi...non ha idea di come uscirne, e, piuttosto, di reintrodurre in modo concordato una qualche forma di quella regolazione "prudenziale" o "repressione" finanziaria (leggete se non altro le interessanti "conclusioni"), che potrebbe veramente prevenire i problemi che il mondo globalizzato sul liberoscambismo sembra destinato ad affrontare. 
Drammaticamente e molto presto. 
Dunque non si realizzerà, se non in un futuro sempre più incerto, neppure la revisione della governance del FMI e scatterà inesorabile la consueta "condizionalità" (ad imposizione implicitamente sovranazionale) che si lega all'accumulo di posizioni debitorie, regolarmente incentivate senza alcuna remora (eh, gli investitori esteri!) e poi scoppiate in faccia ai governi che - chissà perchè- pensavano, in assoluta prevalenza, che l'afflusso di capitali non finisse mai e che la domanda interna fosse indirizzabile sugli investimenti e le supply side

Questo quadro si riflette eccome anche sulla situazione italiana: il problema non è tanto che, i prossimi 22-23 febbraio, non è chiaro chi andrà come ministro economico ad accompagnare il governatore Visco, è proprio che chiunque andrà a rappresentare l'Italia, per irreversibile impostazione ideologica, non dirà una parola su questa prospettiva.

La cosa "divertente" è che il FMI internazionale esorta Draghi a tagliare i tassi in UEM,  con la Lagarde che esplicitamente connette il grave rischio della deflazione all'evenienza di un incombente "shock" economico negativo (lei naturalmente dice "choc"). Cioè quel rischio che si profila da quanto detto nella prima parte. 
Ma i tedeschi, - ormai tutti presi nella parte del villain-, della deflazione se ne fregano altamente, dicendo, da un lato, alla presidenza australiana che rifiuteranno ogni documento con l'espresso obiettivo di un incremento coordinato delle politiche per la crescita (id est; con aumento dell'occupazione), dall'altro, insistendo per la super-patrimoniale in Italia. Cioè per uno scenario di sicura deflazione distruttiva.

Povera Europa che, anche di fronte alla deflazione interna ed una sempre più probabile forte flessione della domanda extra-UEM, continua a credere che l'Italia crescerà se "qualcuno" accelererà le indispensabili riforme strutturali (flessibilità assoluta in uscita del rapporto di lavoro) e attirerà "investitori esteri".
Mentre il Portogallo, invece pure, si beccherà la nuova (recessiva) ondata di austerità, in esito al trionfale risultato che il suo rating è peggiore di quello di Romania e Bulgaria e che "l'ondata" sarà espliticamente richiesta dalla oversight degli €uro-creditori di uno Stato ormai commissariato
E nonostante che abbia posto fine alla stabilità del rapporto di lavoro a tempo intedeterminato (il che dovrebbe farci riflettere...ma non accadrà). "Strano" no?

21 commenti:

  1. Ritengo possibile che sia proprio l'applicazione concreta della patrimoniale il limite di sostenibilità, da parte italiana, della politica tedesca.

    Comunque, a voler fare un paragone, l'UEM mi sembra una stanza piena di persone quasi tutte fumatrici ad eccezione di una (la Germania), che ha detto agli altri "io non fumo".
    Ora: per cortesia, nessuno si è acceso una sigaretta. Resta il fatto, però, che -tra gli altri avventori- più passa il tempo, più la crisi di astinenza sale.
    Nella stanza non c'è un divieto espresso. Nessun dubbio, però, che il primo ad accendersi una sigaretta farebbe la figura del maleducato. Allo stesso tempo, tuttavia, quel "maleducato" sarebbe una grande liberazione (e giustificazione) per tutti gli altri.

    Insomma, nessuno vuole fare la figuraccia, ma tutti non ne possono più di non fumare. Ognuno spera che qualcun altro, prima o poi, si accenda una maledetta sigaretta (accollandosi tutta la maledetta figuraccia).
    Non so se ho reso bene l'idea, è una sensazione personalissima, ma l'UE, oggi, sembra offrire questo spettacolo, comico, triste e grottesco.

    Perché -allora- non dire all'intransigente signora "se le dà fastidio, può andare nella stanza accanto, che è vuota"?

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    1. La "metafEra" mi piace.
      Aggiungerei che il Ttip incombente corrisponde a una situazione in cui arriva uno ancora più grosso della Merkel (diciamo un superculone) e dice che fumare (costituzionalmente sottointendendo) diventa non più sconsigliato ma un reato.
      Con tanto di imprigionamento del trasgressore disposto da un tribunale sovranazionale privato a cui assoggettare gli Stati (fumatori...potevamo usare un altro parallelismo per la democrazia, ma col politically correct, in fondo, va bene così :-)...)

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    2. Io aspetto il piddino "colto" che mi dice: "con questo commento stai subdolamente legittimando il fumo, vergogna! Antisalutista!!! E poi il fumo è associato anche al vetusto machismo alla Bogart!!! Maschilista!!!!".
      Nel mentre propone di aumentare l'imposta sui tabacchi (che per funzionare, "postula" non solo l'esistenza, ma l'aumento dei fumatori). :-)))

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    3. E magari la prima persona che si é imboscata al cesso per fumare é proprio la signora. Solo che poi ha alzato la voce dicendo: Chi sono quelli sporchi figuri(con la pelle abbronzata, il mandolino in mano e le tangenti che sporgono fuori dalle tasche dei pantaloni) che hanno fumato di nascosto mentre noi virtuosi si lavorava? E siccome tra i presenti qualcuno il desiderio di andare al cesso a fumare lo aveva avuto, ecco che scatta il senso di colpa con necessitá di autoflaggellazione. Ovviamente tutti gli altri si mettono in fila e... Giú schiaffoni, le sigarette vengono sequestrate(assieme al mandolino) e poi neanche piú di nascosto se le fumano nel salone alla faccia del malcapitato perché ormai il divieto é decaduto(per colpa dell´inaffidabile pig), che non potrá mai piú fumare.
      Questo per dire, nel mio piccolo, che forse fa comodo un po a tutti toglierci di mezzo, o almeno cosí credono.

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  2. Ah, sembrano esserci nuove novità: il "niet" travestito da "ni".....

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2014/02/20/Ue-ok-flessibilita-conti-cambio-riforme_10111542.html

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    1. Wow!
      Interessante conferma che le "contromosse" per prendere tempo sono essenziali (per "loro").
      Se non altro per far accettare il rilancio del Ttip mentre maturano i negoziati segreti.
      Vedremo come si evolve e in che direzione si consoliderà tutto questo (su cui ho mezzo approntato un post dedicato)...

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    2. Tra la notizia ANSA e la Matteonomics c'è una relazione? Un po' di tempo fa Matteo disse che va bene sforare il 3% se è per fare una riforma del lavoro come quella di Schröder.

      Safonte

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    3. NOn solo c'è, e c'era da prima, ma il "timing" ce lo conferma.
      Ma il punto è che si tratta, come noi sappiamo, di una contromossa tattica perfettamente prevista. Per ottenere meglio, facendo una falsa concessione (ci tornerò sopra), l'obiettivo di medio periodo (le riforme strutturali famigerate e la riduzione del "pubblico" in vista del Ttip)

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  3. Tabellini

    Bazaar insider trader

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    1. Dicono...il massimo dei liberisti in servizio permanente. Quando sente le parole "spesa pubblica" (specie voce "stipendi"), o anche PMI, la sua mano corre alla fondina...dove tiene la forbici.
      Sarà divertente, nel caso, vedere come si potrà distruggere la domanda interna oltre ogni giustificazione (aggiustamento CAB), ignorare la stessa vaga idea del moltiplicatore (del FMI) e, in pochi mesi, che dico, settimane, vanificare ogni illlusione di "crescita fenice". Credo che, messo alla prova, farà rimpiangere Saccomanni.

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    2. ...e a far rimpiangere Saccodanni, ce ne vuole.

      Comunque vedo in giro un sacco di confusione. I media, dicono tutto e il contrario di tutto. Che non siamo competitivi, ma che è grave la mancanza di domanda interna. Che bisogna flessibilizzare il lavoro, ma che la disoccupazione è un'emergenza. Scalfari stesso, quello della "democrazia oligarchica", si interroga (udite!) su una legge elettorale che favorisce la governabilità ma mortifica la rappresentanza (ma non lo sa che alle oligarchie interessa "governare" e basta, dato che sotto l'altro aspetto si accontentano di essere rappresentative di se stesse?). Stessa cosa confindustria e centri studi vari. Tutti dicono tutto ed il contrario di tutto.
      Tutti col piede in due staffe? O è una sensazione solo mia?

      Non so in che rapporti siano Napolitano e Renzi. Che la scelta "tecnica" all'economia sia imposta dal germanofilo Re Giorgio? Comunque: è notizia di oggi che Renzi si dice ottimista, mentre l'accordo di maggioranza ancora non c'è.

      Comunque: io sono ormai rassegnato. Come l'influenza deve fare il suo corso, così per il liberismo italico. Hanno provato Monti, e ha fallito. Poi Letta/Saccodanni; hanno fallito, Ora, Renzi/Tabellini. Quanta devastazione si dovrà tollerare, prima di capire????

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    3. Lorenzo, ma che dici? Monti non è certo un liberista selvaggio: è per l'economia sociale di mercato (giuro che me la son veramente sentita dire un piddino).
      Comunque, tanto per fare il punto sui successi della internal devaluation...

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    4. Gli ossimori, non accompagnati dal sapere di cosa si stesse parlando, prosperavano fiorenti nella terra del "fogno".
      Ed è per questo che mai gli passò per la testolina che la deflazione salariale-flessibilità-precarizzazione portava all'impoverimento della produttività, alla faccia del CLUP, specie in paesi, una tempo, dotati di un sistema industriale avanzato. Ma si tratta di dati reali, non sognati. E il FMI, puntualmente, getta il sasso e poi nasconde la mano.
      L'OCSE, in compenso, con grande coerenza, getta solo sassi...

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    5. Un Bazaar viaggiatore, ironia della sorte, rimane per tre ore vis à vis con una diabolicamente affascinante donna pitonata.
      C'è feeling e un Bazaar stralunato dagli arretrati di sonno socializza... chi è costei?
      smorfie, simulata paura del giudizio e... confida:

      «...una lobbista...» (Bazaar pensa, «chi se che affari in questo periodo!»)

      E poi?
      smorfie, simulata paura del giudizio e... confida:
      «...consulente giuridicoqualcosa per una formazione politica...» (Bazaar pensa, «già che sei lì, sai com'è, business tira business...»

      Quale partito? (Bazaar, come tutti i Lord prima del polo, ama parlare delle condizioni meteo...)
      smorfie, simulata paura del giudizio e... confida:
      «...Monti...»

      Bazaar è curiosissimo di capire cosa pensa chi collabora con chi scientemente affama i popoli, distrugge per una ignorante becera ideologia sociopatica l'esistenza di centinaia di milioni di persone.

      Quindi fioccano perle una dietro l'altra...
      «Lascerei quei 12k€/mese agli On. ma fosse per me, taglierei 500k dipendenti pubblici» (Bazaar ha un groppo in gola e capsce che parlare di domanda aggregata, moltiplicatori fiscali, ecc. ad uno squalo non è molto sensato).

      (500k dip.pubb.+400mld di patrimoniale+svendita ENI,ENEL,ecc vedi come si rilancia l'economia)

      La sacra bibbia quarantottina è sul tavolino, il demone montiano fa guizzare gli occhi sul titolo del libro, e intuisce il pericolo... (giuro, ci volevano le telecamere, avremmo potuto girare l'esorcista 2014)

      La tolgo dall'imbarazzo (?) e parlo di me: rimane sinceramente stupita sentire che lavoro con le PMI che amo e che considero parte integrante del tessuto sociale. Il sostantivo sociale non rientrava credo nel suo vocabolario.

      Si descrive "strumento di qualcosa più grande", "idealista programmatica" per cui qualche generazione poteva soffrire (giuro!) nella prospettiva di una nuova (grande) società.

      Gli rammento le considerazioni di Keynes dopo il trattato di Versailles....

      (A chi siamo in mano....)

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    6. Che dire? A memoria, mi ricordo che l'Aula di Norimberga era piena di "idealisti programmatici", ma un piddino mi direbbe subito che esagero, che cito la storia a sproposito, che oggi è diverso e così via.

      Debbo fare una confessione: qualche mese fa, con piddini e/o "idealisti programmatici" vari avevo una maggiore propensione al dialogo. Oggi, invece, li lascio semplicemente parlare, seguendo l'insegnamento del buon Schopenhauer: "Di fronte agli imbecilli non c'è che un solo modo per mostrare il proprio spirito: evitare qualsiasi conversazione con loro (Nachlass)".

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    7. Sulla contro-soluzione ...mi taccio, non porta ai boschi nordici ma all'Africa.

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    8. Io ci ho parlato parecchio, più che altro per curiosità. Il problema non è tanto che sono imbecilli (ho assistito ad arrampicate sugli specchi per negare l'evidenza che almeno un certo ingegno lo dimostravano), ma credenti (qui sto parlando proprio di piddini mannari: renziani convinti). Alla fine scatta il meccanismo ben descritto da Gramsci in quel passo dei Quaderni che era stato riportato qualche giorno fa: se riesci a schiacciarli sotto una montagna sufficiente di dati e analisi al massimo arrivano ad ammettere la propria personale inadeguatezza a sostenere l'argomento; poi però ecco l'editoriale di Scalfari, la serata con Floris, l'uscita di Renzi e gli eventuali vacillamenti della fede son puntellati, per quante e quanto grandi panzane tu sia riuscito a dimostrare che si sono bevuti. Esempio, visto che stiamo parlando di OCSE, la storia della flexsecurity danese: quanto ce l'hanno propinata? Ora salta fuori che era un'illusione statistica; attimo di perplessità e avanti la prossima.

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  4. Mi pare che l'Europa, qualunque cosa creda, dica e ripeta che l'Italia crescerà (infallibilmente) "quando avrà fatto sufficienti sacrifici". E i piddini fanno coro.
    Il meccanismo merita di essere osservato con attenzione. Una volta posta la menzogna iniziale ("noi abbiamo una scienza economica preticamente infallibile") si crea una spirale interminabile che si stringe da sola. Ogni insuccesso diventa una conferma e la dimostrazione della necessità di un passo ulteriore; potenzialmente non ci sono limiti.
    Ovviamente i limiti ci sono sempre, ma non riesco a indovinare dove possano essere.

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  5. Mi permetto di segnalare questa fonte di informazione, forse una delle poche disponibili sulla realtà greca.

    Sottolineando, in particolare due post:

    http://sopravvivereingrecia.blogspot.gr/2014_01_01_archive.html

    http://sopravvivereingrecia.blogspot.gr/2013/02/le-elezioni-sono-come-le-droghe-pesanti.html

    Li trovo davvero rivelatori. Ed inquietanti. E voi?

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    1. Abbastanza da portar avanti più attività lavorative di giorno e studiare ogni notte... per 365gg l'anno da tempo...

      Ti rispondo così.

      Chi "spera" un cambio di rotta sono coloro che hanno scelto il disonore e avranno la guerra.

      Dopo il PD è ora Grilleggio il peggior problema: chi protesta da anni contro la partitocrazia e il canone RAI?

      (Comincio a sospettare che Grillo sul Britannia c'era sul serio e non a fare degli show sulla corruzZzione di Bottino Craxi...)

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    2. Posso solo dire che il mio amico Eric aveva un'ottima vista.

      Safonte

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