martedì 26 agosto 2014

VALLS, MONTEBOURG, SIEMENS, GENERAL ELECTRIC: TUTTI I SALMI FINISCONO IN ERF (con "larghe intese").


1. Le parole non riescono a esprimere...I'm speechless.
Ci stavo riflettendo, mentre in questi giorni, come molti di voi, assistevo sgomento all'aggiornamento delle vicende politico-finanziarie UE. 
Non che siano da meno, in termini di sgomento, le vicissitudini geopolitiche in senso proprio, come la questione mediorientale, in tutte le sue varie aree di crisi che si rincorrono in massacri arcaici e modernissimi, con colpi di scena tutti da decifrare; se non altro perchè un anno fa, tanto per dire, gli USA parevano voler "democratizzare" definitivamente la Siria ed ora, invece, il governo Assad diviene interlocutore, se non alleato, su cui fare affidamento per la questione del "califfato", manifestatosi come il nuovo pericolo dell'inarrestabile terrorismo islamico (asceso a tal punto così "misteriosamente" e imprevedibilmente!?). 
Una cosa che viene narrata oggi dai media senza soffermarsi troppo sulla contraddizione plateale: qualcuno si è sbagliato e va avanti senza autocritica e, specialmente, senza dare l'impressione di aver compreso le ragioni dei propri errori, macroscopici ed epocali. 
Ma le cose vanno così nell'occidente così sicuro del suo pensiero unico, della sua teologia dei mercati globalizzati: qualcosa che, sotto le ceneri di notizie oggi, non a caso, non troppo alla ribalta, ci restituisce l'immagine di una irresponsabilità pari solo all'arroganza con cui viene reclamato uno strapotere che non è affatto così scontato.

2. E, per tornare al tema di partenza, l'€uropa è sicuramente l'esempio più clamoroso di questa sicumera pervicacemente votata al "cupio dissolvi", ammantato da incontestabilità "scientifica" delle proprie soluzioni. 
Gli odiatori dell'umanità, - agevomente identificata nella massa degli "aventi diritto", cittadini delle ex-democrazie del welfare (divenuto nel frattempo una brutta parola), non più degni di essere esentati dalla durezza del vivere-, pensano di minacciare guerra e sanzioni contro la Russia, su una questione ucraina che, in termini di principi del diritto internazionale, quantomeno di rispetto della sovranità e della presunta democraticità dell'ordinamento internazionale, ha dell'incredibile. Il governo legittimo viene fatto saltare da manovre finanziate ed attuate da potenze straniere, e poi si demonizza la componente etnica russa senza chiedersi come mai, prima di queste interferenze straniere, non avesse certo costituito un problema, pur dopo l'indipendenza raggiunta successivamente alla caduta della Cortina di ferro.
Ma siamo veramente alla frutta: questo euro-sistema produce una quantità di sofferenze, tangibili effetti negativi e contraddizioni, prevedibili quanto inutili, - ed aggravati ogni volta che adotta un qualsiasi tipo di decisione-, che, agli occhi di un osservatore critico, si manifesta la situazione tipica che, in ogni periodo storico, prelude ad un crollo rovinoso quanto apparentemente inspiegabile fino al...giorno prima.

3. Ora la questione Montebourg pare agitare le acque stagnanti del lento suicidio €uropeo. 
La risposta di sistema, al momento, vista nei suoi termini sostanziali, è sconfortante: si insiste su Valls e si sconfessa ogni possibile dissenso francese rispetto alla linea imposta dalla Germania, cosa che non sarebbe possibile se non ci fosse una profonda saldatura all'interno della classe dirigente politica ed industriale francese (e, ovviamente, a totale dispetto di un elettorato che non pare poprio essere d'accordo).
Valls è visto come il più amato dei socialisti dalla destra tradizionale, cioè neo-liberista, e questo prelude, in chiave elettorale, più che ad un'emergenza che sfoci in elezioni anticipate, con la forte, se non vittoriosa, affermazione elettorale della Le Pen, all'inizio di un progressivo avvicinamento "necessitato" tra i socialisti e i "moderati" francesi di ogni tipo. 
Insomma, l'impressione è che la Francia covi, pur nelle difficoltà del digerire Hollande, una ragion di Stato ordoliberista del tutto analoga a quella italiana, che conduca alle inevitabili larghe intese. 
Pur di non mollare l'assoluta preferenza per le supply-side unite al principio del "pareggio di bilancio", in omaggio alla dilagante indifferenza con cui, in Europa, si rifiuta ogni presa d'atto del fallimento del gold standard dotato di autorità morale e del modello di (non)crescita che esso impone. 

4. Il vantaggio enorme, scorto dalle oligarchie bancarie e grandindustriali, è quello del corollario, a noi ben noto: la crisi di partite correnti, che provoca indebitamento estero e instabilità finanziaria, si risolve cercando la competitività, cioè la deflazione salariale in attesa che essa, in un futuro fatto essenzialmente dalla conquista della domanda estera, aumenti la produttività. 
Questa è l'unica condizione che rende accettabile la stessa esistenza della...occupazione. A prescindere dalla proprietà dell'industria che, un tempo, poteva definirsi nazionale. Strano come la competitività finisca per essere riferita al sistema industriale prescindendo dalla nazionalità del controllo dell'industria stessa.

Il paradosso è che si creano assi bipartisan "per la governabilità" da parte di partiti che, nel loro insieme, dovrebbero rispecchiare la "solidarietà nazionale": ma questi stessi partiti, in nome della competitività, che poi sarebbe associare la crescita esclusivamente alle quote dei mercati internazionali, perseguono politiche che portano profitti e ricchezza nazionale nelle mani di soggetti stranieri

Non ultimi i tedeschi (i soliti noti di Siemens), ma per un Valls, come nel caso Alstom (nel quale Monteboutg aveva ipotizzato una reindustrializzazione nazionalizzata, simile alla formula del "ci facciamo buttare fuori"), potrebbero andare bene anche gli americani (e riciccia General Electric). 
Un film a(n)saldo già visto nella versione italiana, con repliche (vicenda Nuovo Pignone, che sacrificò le turbine italiane, i profitti relativi e salvò la concorrenza Siemens, tutto in un volta).

5. E poi, si sa, siamo tutti europei, anche i tedeschi che se lo ricordano solo per rammentare ai partners UEM di svolgere politiche che li avvantaggiano unilateralmente; e se non fossero europei, presto, molto presto, ci sarà il TTIP e l'allargamento dei mercati transatlantici ci renderà tutti solidali e fratelli. 
Tutti accomunati dal mercato del lavoro flessibile e dalla privatizzazione di ogni possibile compito per la promozione del benessere generale in precedenza svolta dagli Stati.
Questo sono le grandi intese; italiane, in prospettiva francesi, o comunque, - a dimostrazione che l'ordoliberismo è orgoliosamente "oltre" la stupida rivendicazione della sovranità democratica degli obsoleti Stati-, della stessa UE-UEM nel suo complesso (Parlamento-passacarte e Commissione tecnocratica in tutte le sue promanazioni e connessioni istituzionali).

6. Insomma, l'internazionalismo "cooperativo" della nuova frontiera, non passa per la fermata "democrazia dei popoli", tutt'altro
Non vive, ormai più, come avevamo detto, "sulla base di una convergenza che non sia forzata su parametri economici, altrimenti naturalmente divergenti tra i soggetti di diritto internazionale, cioè gli Stati; e quindi, invece, sulla base di una forza identificativa dei soggetti detentori della sovranità, cioè i popoli". 
No e mille volte no: vive al contrario sulla convergenza della forza autoidentificativa delle elites liberoscambiste ossessionate dalla competitività, dalle riforme flessibilizzanti del lavoro, dalla tutela deflattiva dei  creditori privati (meglio se esteri), dalla stabilità finanziaria pubblica saccheggiata dallasacralizzazione dell'investitore salvifico apportatore del capitali estero.
Proprio come in Italy...

7. Intanto si prepara, entro settembre, al Parlamento UE, il menu pret-a-porter dell'ERF : notare che il propugnatore italiano è entusiasta, ma dice di "non conoscere i dettagli tecnici",  (non sia mai!), della cessione in pegno di asset pubblici, inclusi oro, riserve, partecipazioni industriali, e quota di tributi nazionali. Condizioni ribadite come non negoziabili dalla Germania.
E questo per non sbagliarsi sulle irreversibilità dei danni dell'euro - col debito "ceduto" al fondo di redenzione, non più convertibile (e svalutabile) in una recuperata valuta nazionale e le garanzie allegramente escusse dagli Stati concorrenti del paese "aiutato"!-, nel suo rabbioso tramonto...

15 commenti:

  1. Su ERF (DRF/P) riserve d'oro e earmarking delle tasse ripropongo questi brani tratti dai doc ufficiali (sotto) ove mi pare di capire che, rispetto ad oro e riserve, in sede europea ritengano preferibile ottenere il gettito da tasse come l'IVA o da patrimoniali apposite.
    (poi magari prenderanno l'oro e interpreteranno i trattati come gli pare come al solito e purché sia a nostro danno).

    Gertrude Tumpel-Gugerell:
    When discussing collateral for a DRF/P or a eurobills scheme, the Treaty’s prohibition of monetary financing (Article 123 TFEU) needs to be borne in mind. This is relevant as regards gold and foreign currency reserves. In the euro area, Member States’ gold reserves are owned mostly by the national central banks (or, in a few cases, by the government, but even there the authority to manage the reserve may be entrusted by law to the central bank). Under Article 123 TFEU, the ECB or national central banks may not provide any credit facility inter alia to governments or any bodies governed by public law. This means that gold reserves held or administered by central banks may not be disposed of by the Member States, even acting in agreement with the central banks, as collateral for a scheme which serves to raise finances for national budgets. The same is true for foreign currency reserves held by national central banks.
    http://ec.europa.eu/economy_finance/articles/governance/pdf/20140331_conclusion_en.pdf

    "Earmarking the proceeds from specific taxes (such as VAT or a wealth tax) for servicing payments would be another way of making such payments more certain and reduce the potential for moral hazard. Such earmarking has been in fact used in a number of guarantee arrangements in the 19th and early 20th centuries. However, there are downsides related to legal and constitutional problems (see Chapters IV and V above)."

    http://ec.europa.eu/economy_finance/articles/governance/2014-03-31-redemption_fund_and_eurobills_en.htm

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    1. Una giustificazione ridicola di tale preferenza che conferma, sul piano di pseudoragionamenti giuridici, il disprezzo per la democrazia e la sovranità popolare da parte degli eurosauri. Come se si dovesse colpire gli Stati, debitori e cattivi, e preservare la BC, anche quando gli Stati (comunità di popoli sovrani) vengono messi in liquidazione.

      Grazie della eloquente citazione della fonte: al dunque, l'UE "concreta" si rivela sempre peggiore di quello che si immagina in via deduttiva-interpretativa

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  2. Dalle parole di Pittella c'è da restare allibiti.

    Non si capisce se sia maggiore l'incompetenza totale o l'ignoranza sui temi di cui parla.

    Il nesso causale tra ETF e l'avere maggiori risorse per la creazione di posti di lavoro è l'ennesima perla alla collana del dogmatismo europeo.

    io vorrei averli davanti sti fenomeni....per dire: "dunque fornendo risorse, quindi EROGANDOLE E PRIVANDOCENE, per l'operazione dell'ERF noi finiremo quindi per avere PIU' RISORSE da destinare alla creazione di posti di lavoro?"

    ma questi i dottorati li hanno fatti in America o al Cottolengo? qua non si parla di macroeconomia, nè di logica, ma di aritmetica da terza elementare.

    se sottraggo risorse il risultato finale delle risorse disponibili sarà INFERIORE....se sommo SUPERIORE.


    ripeta Pittella con me...addizione si scrive con la A.....

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    1. E guarda cosa arriva direttamente da Bruxelles
      http://ec.europa.eu/italy/news/2014/20140826_erf_it.htm?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter
      http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-342_it.htm

      Si gioca sul fatto che il Parlamento UE nell'approvare il twopack ha previsto l'ERF, con l'emendamento Ferreira, ma poi la commissione di esperti, incaricata dal Parlam UE stesso, non avrebbe portato a soluzione ufficialmente approvata dal governo tedesco.

      Da qui l'inattuazione da parte della Commissione UE - PER ORA- e la smentita della...esistenza della proposta sull'ERF in quanto non ANCORA ascrivibile a nessun atto della Commissione...

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    2. massì sono "solo opinioni"....dei consessi più influenti a livello continentale.

      stiamo chiaramente preoccupandoci troppo.

      davvero patetici, per noi consapevoli, nel loro giustificarsi....e sistematici e spietati nel tentativo di perpetuare indefinitamente la "strategia del fatto compiuto".



      PS: ovviamente sopra intendevo ERF anche quando ho scritto ETF :-D

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  3. E GUARDA COSA SI RIVEDE ..

    Se ne stava riparlando qualche giorno fa e, magicamente non più profeti, riappaiono i "caporali" della Francia di Holland.
    Giustiziato Montebourg, un "meddlesome outsiders", rientrano le truppe cammellate di E Marcon sui campi di battaglia dell'economia gallica da "rilanciare" e contrapporre ai recalcitranti frigi bretoni poco convinti da austerità e troika che gridano "te lo si conta noi, com’è che andò".

    Come andò il "maggio francese" se ne può parlare, magari incrociando le biografie di L Lanzillotta - vice presidente del Senato morente del Belpaese, consorte di F Bassanini - di M Santoro, R Mannheimer, B Pollastrini da “servire il Popolo” a "servitù della Finanza internazionale" liberata da lacci e lacciuoli.

    Cosa accadrà in questo "settembre del nostro scontento" è tutto ancora da scrivere tra "previsioni" economiche tutte sbagliate, non tanto per trovar scuse, quanto invece per cercare assoluzione quando essi, cioè essi, saranno chiamati dalla Storia a chiederne conto.

    Intanto piove sui nostri volti silvani, ma non sono gocce, sono lacrime dei popoli dell'Europa.

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    1. Un Termidoro senza Robespierre (anche perchè i sanculotti attendono MLP)...
      Ma da 30 anni siamo in Termidoro; le rivoluzioni borghesi, per limitare i parlamenti, senza passare per il via...
      A settembre applicano ESA 2010: prendono tempo. L'avevamo detto
      http://orizzonte48.blogspot.it/2014/01/le-contromosse-dellordoliberismo-2-il.html
      Rammento la parte finale per quanto concerne l'evoluzione dello scenario. Ma l'è dura...

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    2. Non ti riferirai, forse, a quelli che vanno ancora scrivendo i “quaderni della parrocchia" da filtrare nel “cahier de doléances” che qualcuno declamarerà con autoreferenza sottolineando le “suggestioni” della “durezza della vita” (degli altri)?
      Intanto, scortati dal plotone, tiremm innanz ..

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  4. Io ormai penso solo a finire con l'università (dove mi sono iscritto perché 300€/mese in nero non mi parevano sufficienti) e vedo in quale Paese non U€ scappare. Senza sangue ormai da questa trappola non si esce. Mi pare più che evidente...

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    1. considera che fuori dall'UE non vale Schengen e alle volte è assai complicato ottenere lavori e permessi di residenza stabili.
      Trovare un buon lavoro ad esempio in Canada per un Italiano può essere complicato quanto trovarne uno in Francia.

      dico giusto per consigliarti di pianificare le cose per tempo se questa è la tua intenzione.

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    2. Dobbiamo fermarli assolutamente!
      Ma come, come?
      Sarà una catastrofe!

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    3. In questo caso, trattandosi della Francia, la situazione è meno disperata. Meno autorazzismo livoroso in circolazione, MLP già pronta (e assenza di m5s nello scenario). La Francia già inizia a scaldare i motori dell'orgoglio nazionale e della profonda radicazione della spesa sociale, come evidenziato da Brigitte Granville.
      In Italia non si pensa a fermarli, ma l'accelerazione blairiana di Hollande potrebbe rivelarsi un (n€uro)suicidio accelerato (inconcepibile in Italia, dove, pure, si continua a fare di molto peggio)

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    4. Sì so bene che fuori dall'area Schengen é difficile trovare lavoro (o "crearselo") però darsi per vinti non ha senso. Inoltre, in area Schengen la situazione inizia a farsi evidentemente scottante. Tra le leggi per il rimpatrio entro tre mesi se non si trova lavoro (e con i flussi migratori che ci sono, ci scanneremo come maiali anche per andare all'estero per lavare le scale nei condomini) e tutte le operazioni atte a spostare tutte le attività di produzione verso l'alto (multinazionali estere) invece che verso le PMI, non vedo molte altre scelte oltre a quella di andarsene via dall'UE (anche perché sono sicuro che piano piano tutti i Paesi della UE entreranno nella U€, UK a parte). Proverò a giocarmi questa carta a tempo debito. La situazione sta scappando di mano. Poco tempo fa hanno derubato una coppia di anziani qui nel mio palazzo. Lui a letto malato di cancro ha dovuto assistere inerme alla predazione. Nelle campagne qui intorno si sono ripetuti furti, soprattutto di agrumi (che momentaneamente stanno ad un prezzo più alto). Questi eventi, che ovviamente sono sempre accaduti, sono soggetti ad una escalation che non può sfuggire all'occhio. E può solo peggiorare. Non voglio vivere in un Paese che da ricco passa a Terzo Mondo e se la maggior parte dei concittadini non solo non capisce ma manco vuole capire quale sia il problema, l'unica é abbandonare la nave. Non si può fermare il vento con le mani, però si può provare a salire su di una scialuppa...e io speriamo che me la cavo.

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  5. Visto che si parla di Montebourg, resto marginalmente in tema: non illudiamoci che i nostri media siano eccezionalmente abietti, in Europa c'è una dura lotta per il peggio!

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