mercoledì 9 maggio 2018

L'ATTESA. PER UN PUNTO (FINALMENTE) INTERROGATIVO

TUTTI ASPETTANO SILVIO




1. Si dice che Dagospia, talora, faccia eccessivo affidamento su voci e spifferi, ma, tendenzialmente, ha il pregio dell'essere tempestivo e completo quantomeno nel sintetizzare i rumors più diffusi; e ciò indipendentemente dalla loro attendibilità; e tale caratteristica non necessariamente coincide con la credibilità, comunemente intesa, che è una diversa attribuzione, propria delle notizie vere e proprie (su accadimenti già manifestatisi, ed oggetto dell'informazione giornalistica "convenzionale") e del taglio che si sceglie di dare ai fatti cui rinviano. Un'attendibilità che ben può attribuirsi alla dimensione del gossip indipendentemente dal suo fondamento fattuale. Il gossip, il "si dice", è credibile in quanto quantitativamente indicativo di un probabile e supposto andamento di fatti nonché in quanto diffuso da fonti, più o meno, direttamente coinvolte.
La fonte ideale del gossip - e che gli conferisce talora la dignità anticipatrice del vero e proprio "scoop!"- è infatti la "gola profonda" di watergatiana memoria. In ogni modo, la raccolta tempestiva di tali voci e l'abile individuazione di queste fonti è la ragione sociale, dichiarata dalla nascita, dell'ormai glorioso sito.

2. Ciò premesso, in contumacia di spiegazioni del reale più dettagliate, plausibili e esplicative, da Dagospia traiamo lo "stato dell'arte" del difficoltoso opus di ricerca di un accordo di governo tra centrodestra e M5S. Ne seleziono, riportandevoli, i passaggi che, a nostro modesto avviso, sono i più significativi.
L'incipit è perentorio: all'improvviso i duri fatti inizierebbero a delineare delle necessità di trattativa realistica:
"Ieri è scattato qualcosa ad Arcore. Silvio si è consultato con i suoi dioscuri, Fidel Confalonieri e Gianni Letta, e ambedue  hanno consigliato al vegliardo un atteggiamento “morbido” nei confronti delle trattative su un possibile governo Lega-M5S.
Fidel gli ha suggerito di spingere verso un accordo tra tutto il centrodestra e il Movimento 5 Stelle, perché così sarebbe il trio Salvini-Berlusconi-Meloni ad avere la maggioranza relativa (37% contro 32).
Questo naturalmente è lo scenario più favorevole al Cav., ma si scontra con i dettami del M5s, che Silvio in maggioranza proprio non lo può far digerire al proprio elettorato.
Più concreta l’eminenza azzurrina: caro Silvio, se facciamo i duri e andiamo al voto anticipato, Forza Italia rischia di sprofondare all’8% e gli unici parlamentari che eleggerà saranno quelli all’uninominale sostenuti dalla Lega".

2.1. Emerge, poi, con una certa pragmatica esplicitazione, ciò che, finalmente, getta (getterebbe) una luce di concretezza sugli interessi in gioco per ciascuna delle parti coinvolte:
"Al momento lo scenario più fattibile è l’appoggio esterno con due/tre ministri di area berlusconiana. Con dicasteri pesanti, e per pesanti si intendono Esteri, Sviluppo Economico (che include le fondamentali deleghe alle Comunicazioni), Economia, Interno o Giustizia.
...
Ecco, e qui sono i problemi. Il Movimento è spaccato tra puristi e governisti. Tra questi ultimi ovviamente c’è Di Maio con il suo cerchio magico che sta trattando in queste ore, composto da Spadafora, Buffagni, Giulia Grillo, Toninelli e Barbara Lezzi, graziata.
 Luigino si gioca tutto, e ha una grande smania di chiudere l’accordo: alle urne il M5S guidato da lui potrebbe perdere consensi, e a quel punto la sua carriera politica sarebbe finita: Grillo riprenderebbe il controllo di tutto a colpi di vaffa e piazzerebbe al vertice il suo ariete favorito Alessandro Di Battista.
Ancora peggio, se Mattarella riuscisse a tirare fuori un governo che duri oltre l’estate, Dibba potrebbe addirittura soffiargli il posto da candidato. Niente da fare, bisogna allearsi con Salvini a tutti i costi, quando gli ricapita a Luigino da Pomigliano...?".

2.2. In settimane di talk (per la verità affidati per lo più alla presenza preponderante di esponenti o informatori "simpatizzanti" del partito che aveva sorretto i governi durante l'ultima legislatura), la netta precisazione dei "do ut des" e dei margini di una trattativa che, sin dall'inizio, non poteva che svolgersi su questi concreti binari, si accompagna a un gran finale che, a pensarci bene, ci restituisce tutta la drammaticità del momento. Un gran finale che, oltretutto, confermerebbe il quadro di criticità, segnalato nel post di ieri, incontrato da qualsiasi tentativo di affidare la soluzione della crisi alla prassi nascente da precedenti di cui mancano i presupposti (costituzionali) e che, dunque, (sebbene si sia registrato uno stallo nel prenderne atto), segnalano una situazione politico-istituzionale nuova. Cioè, molto cambiata rispetto alla cultura politica che si è consolidata (quantomeno) a partire dalla formazione del governo Ciampi:
"In tutto questo, anche al povero Mattarella non dispiace questa accelerazione. Il Presidente infatti è nei guai: (tra) le personalità di spicco contattate dal suo segretario generale Ugo Zampetti in tanti gli hanno risposto picche: perché mai dovrebbero lasciare il proprio lavoro (quasi sempre dorato) per ‘sporcarsi’ con la politica, e solo per una manciata di mesi? Per alcuni scatterebbero poi le preclusioni di legge sul poter lavorare per aziende partecipate dallo Stato, e una serie infinita di rogne in cambio di ben poca gloria.
Al Quirinale l’aria è pesante: l’esecutivo che si profilerebbe sarebbe composto principalmente da alti funzionari pubblici, persone che potrebbero tranquillamente tornare al loro posto dopo la breve avventura governativa. L’esatto contrario di un dream team, che logorerebbe ulteriormente l’immagine" ...del Capo dello Stato [NdQ: così da noi interpolato per evidenti ragioni di rispetto della persona che incarna l'alta carica].

3. Questa parte conclusiva, ci riporta ai temi consueti, di cui abbiamo tante volte parlato, relativi ai rapporti di forza pregiuridici che regolano, come diceva Calamandrei (qui, p.3), "lo stato meramente politico in cui le forze politiche sarebbero di nuovo in libertà senza avere più nessuna costrizione di carattere legalitario" allorché, in virtù della praticamente totalitaria predeterminazione dell'indirizzo politico in sede €uropea, una democrazia sociale si (ri)trasforma in una democrazia "liberale" (v. qui, p.14.1).. 
E attenzione, se così non fosse la principale costrizione di carattere legalitario sarebbe stata non la minaccia dell'applicazione delle clausole di salvaguardia, bensì, la Costituzione fondata sul lavoro, e cioè sul perseguimento obbligato, per le istituzioni democratiche e rappresentative pluriclasse, della piena occupazione e della connessa rimozione delle condizioni che impediscono la piena partecipazione di tutti i lavoratori alla vita democratica del paese).

4. In sostanza, proprio un commento di Arturo che riportava una complessa ma chirurgica analisi di Carl Schmitt, ci aveva rammentato come, in una democrazia liberale, cioè una volta verificatosi il ribaltamento del modello socio-economico accolto in Costituzione (qui, p.5), si può sostanzialmente affermare che forze apartitiche o sovrapartitiche governano, per così dire, sottobanco, potendo imporsi, in luogo di uffici ed istanze costituzionalmente previste - e divenute incapaci di una volontà unitaria, nell'assumere il ruolo dello Stato.
Sia chiaro: questa fenomenologia è vista da Schmitt come non patologica ma, anzi, del tutto funzionale e giustificabile in ogni circostanza, poiché, ci dice, lo stesso Parlamento non ha nessun imperituro monopolio nel determinare l'indirizzo politico a seguito del suo raccordo con l'elettorato. 

4.1. Tanto che Lorenzo rammenta un suo precedente commento in cui citava Sonnino che si esprimeva lapidariamente sull'essenza della democrazia liberale (qui, in "Appendice") :  
Già alla fine dell'800, infatti, Sonnino si trovava ad affermare (nel celebre "Torniamo allo Statuto") che "In un Governo fondato quasi totalmente sull'elezione manca, nella alta direzione della cosa pubblica, la rappresentanza dell'interesse collettivo e generale". 
Il Passo citato ci dice già tutto: la composizione civile degli interessi particolari, che, a ben vedere, è alla base del confronto parlamentare deve cedere, ad avviso di Sonnino, il passo ad un preteso interesse superiore, che è visto addirittura come estraneo e sovraordinato ai meccanismi della democrazia rappresentativa, i quali, per loro natura intriseca, rappresentano addirittura qualcosa di opposto (i cattivi "interessi particolari"). 
Si tratta, in sostanza, di un perverso primato della politica che costituisce, puta caso, la "grundnorm" di un particolare "stato di eccezione", quello del "vincolo esterno" che diventa, da un punto di vista morale, una sorta di misura necessitata per, potrebbe ben dirsi, salvare la democrazia da se stessa (annullandola)".
5. Tutta questa illustrazione per dire che, ove fosse vero, il rifiuto di molti eminenti "personalità di spicco" ad assumere direttamente una carica di governo in una situazione emergenziale, risulta perfettamente coerente con quel ruolo di Stato che governa sottobanco e che corrisponde, appunto, al prevalere di forze apartitiche e sovrapartitiche. 
Queste forze, divenuta la democrazia "liberale" e quindi fondata sull'insofferenza della fondazione elettiva dell'interesse collettivo e generale, non hanno bisogno di essere parte di un governo e di sottoporsi all'incerto cimento dell'ottenere la fiducia parlamentare per farsi Stato, come diceva Schmitt, ed assumere un ruolo sostanziale di governo.

5.1. Ed è in questo punto cruciale che si ritrova in questo frangente nuovo della storia della Repubblica
Tutt'al più gli sviluppi della situazione potranno trasformare in un interrogativo la sconsolata constatazione iniziale del post sulla "ipotesi Calamandrei":  
Se adottiamo il punto di vista del ritorno alla legalità costituzionale della "Repubblica fondata sul lavoro", in contrapposizione a "l'antisovrano", si rafforza la prospettiva che la prossima legislatura sarà inutile. E sarà sicuramente tormentata dall'applicazione del massimo sforzo teso alla conservazione della  (pseudo)costituzione materiale fondata sui trattati.
Ad essere realistici, già essere nella condizione di porsi questa domanda, sospendendo al momento la forma affermativa, per la speranza di poter tornare a dubitare di un corso degli eventi "segnato", è un risultato positivo.
Una speranza un po' paradossale, date le circostanze: ma cos'altro ci resta?

21 commenti:

  1. Turani, a colazione con "un importante banchiere", ci aiuta nella messa a fuoco:

    "D. Ma cosa vuole che combini un governo, eventuale, Di Maio-Salvini.

    R. Sa, all'inizio possono fare tante cose demagogiche per procurarsi il favore popolare. E questo renderebbe ancora più difficile una loro liquidazione. Liquidazione che dovrebbe avvenire comunque per vie extra-parlamentari. Insomma, se arriva un governo populista, che fa cose populiste e che ha i voti in parlamento, poi toglierselo di torno non sarà una cosa semplice, e nemmeno indolore.
    "

    QED istantaneo.

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    1. Avevo visto questa eloquente intervista; direi un normotipo, nel suo genere.

      Vale a dire: dobbiamo considerare che esiste qualche migliaio di soggetti portatori assoluti di questa visione.
      Per sostituirli (ove cooptati in posizioni istituzionali) o neutralizzarli (laddove compongano la ghost institution OPERATIVA dello Stato "sotto banco"), cioè per ripristinare un livello decente di democrazia, ce ne vorrebbero altrettanti.

      Ed è questo il grande problema che si presenterà nei prossimi mesi ed anni...

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    2. Anche oggi il Capo delle Stato ha ribadito il "no a formule ottocentesche anti-europee". (nonché un "l'euro è espressione di solidarietà tra Paesi", che, onestamente, suscità più di una perplessità....).
      Ora, questa posizione potrebbe essere, a mio avviso, iterpretata in un duplice modo:
      a) è -frattalicamente- il "la guerra continua a fianco dell'alleato tedesco" di badogliana memoria;
      b) si preannuncia, invece, una frizione costante tra il PdR e il futuro esecutivo.

      Senza contare che, oltre ai ministri, dovrà anche essere definito un programma minimo.-.....

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    3. E' il problema che già Basso lamentava negli anni Settanta, in condizioni ben più felici rispetto alle attuali. Non basta fare la Resistenza e liberare il paese se poi nei gangli vitali- dal direttore generale del ministero al giudice e al questurino- rimane la vecchia leva fascista. Figurarsi, nel frangente di oggi, andare a lavorare in senso costituzionale avendo il 90 per cento almeno delle strutture di Stato imbottite di imbelli senza arte né parte (i mastri di opera fina, per dirla in vernacolo, non sono poi tantissimi: il resto è esercito di idioti o idiotizzati, volenterosi carnefici del moloch liberale).

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  2. OT - In attesa che giunga la lieta novella sul fronte politico italiano...

    In occasione della parata del 9 Maggio di ieri sulla Piazza Rossa segnalo che al secondo posto alla sinistra di Putin nella tribuna d'onore vi era Netanyahu.

    E' stato inquadrato diverse volte all'inizio, durante ed alla fine della cerimonia (inclusa la stretta di mano alla fine, immediatamente prima della rassegna di Putin dei comandanti militari delle unità militari che hanno sfilato).

    Non solo, ora gli attacchi aerei israeliani in Siria vengono notificati in anticipo anche alla difesa russa.

    http://tass.com/world/1003578

    Ciò implica che USA, Israele e Russia hanno deciso di collaborare per cercare di raggiungere un qualche equilibrio pacifico in Medio Oriente e (sperabilmente) nel resto del pianeta.

    La prospettiva della III GM sembra quindi allontanarsi.

    Anzi si può anche sperare di più in un passo indietro della NATO in Europa Orientale e nella rottura pilotata dell'eurozona.

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    1. Te vojo bbbene...queste ventate di mattutino ottimismo, dovrebbero essere premiate (specialmente il grandioso finale) :-)

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    2. Comunque pare che il conflitto tra Israele, Siria ed Iran abbia preso una brutta china.

      Lo scambio di salve di missili è stato di notevole intensità ed il fatto che Israele sostenga di non aver subito danni suona un pò falso.

      https://www.veteranstoday.com/2018/05/10/syria-intercepts-70-of-israeli-missiles-targets-3-fighter-jets/

      Pare infine che a gennaio (anche se la notizia è trapelata solo oggi via Bloomberg News > Veterans Today) la nuovissima portaerei USA da un bilione di dollari classe 'Gerald Ford' si sia inaspettatamente 'immobilizzata' durante le prime prove in mare (tanto da dover precipitosamente e con molta difficoltà rientrare in porto) ed il guasto sembra sia stato dovuto ad un grave difetto di progetto dei propulsori.

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  3. Sempre Dagospia, in uno dei suoi titoli di oggi: "....I DIOSCURI (cioè Salvini e Di Maio) NON TOCCANO PALLA SU ESTERI ED ECONOMIA: DECIDE MATTARELLA"

    L'art.92 della Costituzione dice: "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri".

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  4. E proprio mentre sembra che Berlusconi si sia fatto da parte per lasciare spazio a un governo Salvini - Di Maio, ma soprattutto mentre quell’affermazione si trasforma in interrogativo, lasciandoci una speranza, ecco che Mattarella ci dà subito dentro con dichiarazioni pro €uropa, a tutela del progetto comune contro il “populismo”, reo di portare avanti un “sovranismo inattuabile”...

    http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/notizie/2018-05-10/mattarella-errore-volere-formule-ottocentesche-anti-ue--095046?fn=feed&id=SEARCH/NEWS24/AEsUpilE/a_AEZ3U5lE

    http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/notizie/2018-05-09/ecco-garanzie-che-colle-vuole-un-governo-m5s-lega-221443?fn=feed&id=SEARCH/NEWS24/AEZ3U5lE/a_AEsUpilE

    In effetti la forma di governo sta mutando, e se c’è qualcosa di ottocentesco è solo il ritorno allo Statuto Albertino, in cui il Re esercitava il potere esecutivo e di indirizzo politico.

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    1. Non dimentichiamo mai che alle ore 9 dell'8 settembre 1943 Vittorio Emanuele III avrebbe detto all'ambasciatore Rahn: "Dica al Furher che l'Italia non capitolerà mai, è legata alla Germania per la vita e per la morte".
      Personalmente sono convinto, a sensazione, che la sortita del PdR sia stata resa necessaria da malumori franco-tedeschi che hanno visto (per ora) scipparsi da sotto il naso il Governo neutrale. E questo scippo non può essere stato attuato senza un qualche semaforo verde da parte USA (a dispetto di quello che ieri esperti geopolitici diffondevano su twitter). Probabilmente è un sogno ad occhi aperti, ma in fondo non costa nulla. Lo spettacolo di livore, nervosismo, paura e panico dei nostri autorevoli commentatori non ha prezzo. Godiamocelo finchè dura.

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    2. Mah, se sia così o meno lo capiremo nelle prossime ore.
      In realtà, a detta de "Il Giornale", la situazione sta invece prendendo una brutta piega:
      a) "Nomi a parte, il punto è che Sergio Mattarella starebbe chiedendo delle garanzie per dare il suo benestare alla nascita di un governo Di Maio-Salvini che non solo in Europa sarebbe guardato con una certa diffidenza.
      Non è un mistero, infatti, che Washington non veda affatto di buon grado la Lega e le sue posizioni anti Nato sulla Siria, al punto che l' ambasciatore americano in Italia, Lewis Eisenberg, qualche settimana fa ha preferito non farsi trovare quando Giorgetti si è presentato nei suoi uffici di via Veneto".

      b) "Insomma, il punto è che la trattativa sull' esecutivo M5s-Lega non è affatto a due come lascerebbero intendere incontri e telefonate quotidiane tra Di Maio e Salvini. Ma a tre perché il Quirinale non ha alcuna intenzione di lasciargli carta bianca. Non solo la casella del premier, ma anche quelle degli Esteri (importante negli equilibri con gli Stati Uniti) e dell' Economia (centrale per Bruxelles) devono essere concordate con Mattarella. D' altra parte, sono quelli i fronti che preoccupano le cancellerie europee, per nulla ottimiste davanti allo scenario di un governo M5s-Lega in Italia".

      http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/hai-voluto-bicicletta-mo-rsquo-pedali-ndash-silvio-lascia-salvini-173426.htm

      Naturalmente possiamo scontare che tale fonte abbia un certo interesse a diffondere uno scenario così drammatico (si riabilita "a contrario" una figura di B. quale "navigato" e indispensabile apporto per un governo fragile e inesperto nei rapporti con USA e Bruxelles).

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    3. Che poi questa piega è l unica che la situazione avrebbe potuto prendere fin dall inizio.
      Del resto allo stesso Renzi, uomo per l establishmente ben più rassicurante di Salvini - ma anche di Di Maio - fu imposto Padoan all economia.

      Detto questo, la differenza è che Salvini e Di Maio hanno i voti...e Mattarella di fronte a un eventuale mancato rispetto di certe garanzie non potrebbe certo sciogliere le camere a maggioranza presente.
      Inoltre un eccessivo irrigidimento del PdR, dovesse portare a elezioni anticipate, rischierebbe di rafforzare l ondata populista invece di arginarla.
      Per cui tutti camminano sulle uova.
      Di sicuro vedremo di che pasta sono fatti Di Maio e Salvini...la pasta di Mattarella la conosciamo già troppo bene

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    4. io comunque ancora non mi spiego perchè il Berlusca è stato tenuto fuori dal Governo a tutti i costi; non ci credo che sia un pro forma per far contenta la base dei 5 stelle e non penso neanche che fosse un desiderata della Lega. Tutta la narrazione MM ci dice che Berlusconi sia un l€uperista ordoliberista, proviamo invece a rovesciare il racconto: Berlusconi è un uomo che si è fatto un mazzo tanto, lavorando, per costruire un piccolo impero mediatico dal niente, non avendolo ereditato da nessuno. Che poi l'abbia fatto con mezzi leciti o meno, comunque non nega il fatto che le sue imprese siano una sua "creatura", che Berlusconi sia un homo faber. Nonostante egli abbia dimostrato capacità, o "merito" per avercela fatta, secondo i più classici canoni dell'"American Dream", €ssi lo bullizzano costantemente, essendo un povero pezzente ricco non per nascita, com'è naturale, ma per bravura, fino ad arrivare al "golpe". Dall'altro lato, gli italiani, a cui le sue televisioni non volevano offrire altro che "intrattenimento" senza pensieri, come il circo, in contrasto con la programmazione "culturale" della Rai, gli danno addosso come se fosse il loro peggior nemico. Egli sa che le sue aziende finirianno in mano al capitale straniero, che la sua creatura gli verrà strappata dalle braccia, ha dovuto perfino rinunciare al Milan, un colpo al cuore ed egli ha perciò scelto la strada sovranista, a difesa delle sue creature, per cui ha speso la vita, sposando il programma economico della Lega (visto che i suoi erano completamente privi di idee), e pure per avere la soddisfazione di vendicarsi di €ssi. La rinuncia al Governo giunge la sera del 9 maggio: nei tarocchi il nono arcano maggiore è l'Eremita, il vecchio saggio guidato dalla sola lampada della propria coscienza, colui che - volente o nolente, deve mettersi da parte, affinchè l'arcano seguente, la Ruota della Fortuna, possa girare. Fine.

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  5. Buongiorno a tutti, è la prima volta che mi affaccio in quest'oasi di libertà per commentare.

    Vorrei solo segnalare questo e quest'altro articolo a conforto delle riflessioni qui svolte sull'esautorazione della sovranità popolare a opera del PdR.

    Riguardo invece al presunto potere di veto del Quirinale sulla nomina dei ministri, dato per certo da articoli come questo, segnalo le giuste rettiche di Luca Fantuzzi.

    A questo punto, non resta che stare a vedere come si comporterà il Colle... speriamo bene!

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  6. Mi accorgo adesso di essere stato battuto sul tempo da altri due commentatori... meglio così, segno dello spirito critico che questo blog è riuscito a costruire!

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  7. Condivido la sconsolata chiusa.
    Ma con: "Esteri, Sviluppo Economico (che include le fondamentali deleghe alle Comunicazioni), Economia, Interno o Giustizia", data la fisionomia del personaggio, che parrebbe sempre più preso in un infantilismo senile, e del relativo partito cosa sperare in questa situazione mi rimane oscuro.

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  8. il radioso futuro che ci attende è che il governo di maio-salvini altro non è che una copertura per dissimulare l'avvento di un vero e proprio governo tecnico(con i ministri chiave scelti da Mattarella in funzione della fedeltà all europa)

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    1. Non so. Per la prima volta nella vita nutro un barlume di ottimismo.

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  9. con Mattarella che si lancia in considerazioni agghiaccianti( sovranismo e,quindi, legalità costituzionale cosiderate formule ottocentesche) e con un governo i cui ministeri chiave saranno affidati solo ed esclusivamente a persone mitomani dell europa, scelti personalmente dal Presidente Mattarella, c'è veramente nulla su cui poggiare l'ottimismo, Sta per essere varato un governo tecnico e piueuropeista che piu tecnico e piueuropeista non si può e di certo non basterà celarlo dietro la sigla governo dimaio-salvini o governo 5stelle-lega per evitarci ciò che ci sta attendendo al varco:niente altro che un governo tecnico e piueuropeista camuffato, abbellito cosmeticamente dalla sigla dimaio-salvini. (non a caso il tema euro non mi pare sia mai comparso tra i continui colloqui dimaio-salvini,anzi l'euro è diventato un desaparecido nell agenda politica di dimaio-salvini. Non è difficle prevedere che la recessione presto diventerà piu profonda,la crisi e lo spread torneranno a mordere e alla fine il peggioramento di tutti i parametri economici sarà devastante, e saremo costretti ad assistere all indecente spettacolo di dimaio che accuserà salvini e salvini che finirà per accusare dimaio) Saluti a tutti e grazie per l'ospitalità.

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  10. Francamente non si capisce nulla: dimostrazione che la Storia non è scritta ed il Politico vive e lotta con noi... contro il Tecnico.

    E non mi riferisco esclusivamente a questo campo di battaglia che è il nostro Paese.

    Non c'è da essere né ottimisti né pessimisti: c'è solo da vincere.

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    1. Diciamo che quello che sta succedendo in Italia, come Bannon ha indicato non casualmente, è un indicatore che anticipa (almeno questa volta, che peraltro non è la prima), una dinamica in corso in gran parte del mondo occidentale.

      Il primo elemento che ci consentirà di capire non sarà tanto il "contratto di governo" (sarebbe un'assoluta ingenuità attribuirgli un contenuto idoneo a reggere alla prova dei fatti e degli effettivi meccanismi decisionali), quanto la composizione del governo nei suoi vari livelli.

      Il secondo, e connesso, elemento di comprensione sarà la funzionalità operativa di quest'ultimo; tanto minore quanto più la sua composizione sarà stata influenzata sia dall'interferenza delle forze del "governo sottobanco", sia dalla carenza o dalla disomogeneità delle competenze presenti in tale composizione.

      E tutto questo non è un'ovvietà. Mi pare che il caso Trump (mutatis mutandis) dimostri ampiamente la delicatezza di questi aspetti.
      La forza di reazione dello spaghetti Deep State sarà direttamente proporzionale alla "imprevidenza" delle sue linee di esplicazione: quello che tentìerà di fare è, già oggi, ampiamente scontato.

      Ma per vederlo nella sua prevedibilità occorre una coscienza (della struttura: nei suoi centri decisionali complessivi e nei suoi organigrammi) che attualmente è una merce rara e, allo stato, sottovalutata...

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