mercoledì 4 dicembre 2013

L'ORO D'ITALIA (con aggiornamento frattalico: inevitabile "slancio" tea-party salmonato)


Cominciamo col dire che non si bene dove sia materialmente depositato. E che nello stato patrimoniale di Bankitalia la voce "oro e crediti in oro" ammonta a € 99.417.221.610,000.
Dopo di che, come e perchè la nuova "privatizzazione", in forma di public company - il "public" è riferito alla diffusione dell'azionariato privato e non certo a un vincolo posto nell'interesse generale- inevitabilmente coinvolga anche questo oro, risulta una cosa di una gravità ordinamentale senza precedenti nella storia delle democrazie contemporanee.
Al riguardo, consiglio di leggere questo articolo di Mario Esposito. Con molta attenzione.

Aggiungiamo alcune considerazioni:
1. diversamente dall'articolo, non condividiamo che rispetto ad una moneta "fiduciaria" (c.d. "fiat", ontologicamente diversa da quella "merce" basata sul "gold standard"), le riserve in oro servano a garantire l'emissione monetaria. Questa è in sè garantita dalla ricchezza della Nazione, che la funzione monetaria dovrebbe, attraverso l'intervento dello Stato, contribuire ad incrementare. Tuttavia, certamente, quell'oro è un potente mezzo di intervento sui corsi valutari, qualora vi fosse necessità di difendere il livello di cambio della moneta. E questo conterebbe moltissimo, ove si ritornasse ad una moneta nazionale e sovrana, in un regime di cambi flessibili: specialmente nella prima fase, gli interventi del titolare della funzione monetaria, pubblica e sovrana (e quindi coessenzialmente democratica), mediante l'utilizzo delle riserve in oro, potrebbero rivelarsi importantissimi;

2. quell'oro figura nel patrimonio di Bankitalia, ma non gli appartiene; esso appartiene allo Stato , inteso come ente esponenziale della sovranità popolare e dunque come bene dal regime sostanzialmente demaniale di assoluta indisponibilità , comunque "funzionalmente" disponibile e cioè "se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi" (art.823 cod.civ.) che riguardino tale bene;

3. le "leggi" che coinvolgano tali modi e limiti non potranno che riflettere il vincolo a perseguire la funzione di primario interesse generale propria dell'oro, nei termini sopra indicati, direttamente attinenti ad un aspetto fondamentale della sovranità, che, in questo caso più che mai, è esercizio necessitato di potere nell'interesse del popolo sovrano (art.1 Cost.). L'art.822, comma 2, include nei beni demaniali anche alcune tipologie di beni mobili di interesse pubblico considerato assolutamente preminente, facendo in conclusione riferimento, oltre che a quelli (essenzialmente storico-archeologici) menzionati, agli "altri beni che sono dalla legge assoggettati al regime proprio del demanio pubblico";

4. se le leggi che regolano "modi e limiti" di disposizione dell'oro deragliassero dal vincolo a perseguire l'interesse della Nazione, e quindi non assoggettasero l'oro "al regime proprio del demanio pubblico", risulterebbero contrarie alla Costituzione;

5. ed infatti, l'oro di proprietà originariamente acquisita in mano pubblica, a seguito di operazioni derivanti dall'esercizio di pubbliche funzioni necessitate (come le operazioni della banca centrale o quelle del preesistente Ufficio Italiano Cambi- UIC), non può che essere vincolato alla sua "funzione sociale", unica logicamente e legittimamente proponibile. Dunque Bankitalia, di tale oro, è semplice depositaria e gestore "tecnico", in nome e per conto del popolo sovrano, asservita agli obiettivi di interesse generale che deve obbligatoriamente perseguire;

6. ciò discende inoppugnabilmente dall'art.42 Cost. in virtù del quale "la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto. di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti";

7. In virtù di tale disposizione, se la funzione sociale necessitata di un bene di proprietà pubblica, come l'oro dello Stato, può soltanto rispondere all'interesse generale essenziale del popolo sovrano - la sua proprietà non può essere, direttamente o indirettamente, trasferita a privati se non per obiettivi strettamente e costantemente legati all'esercizio della funzione pubblica monetaria. Quindi non per ragioni legate a manovre fiscali, per di più derivanti da vincoli internazionali costituzionalmente illegittimi. La funzione sociale di quel bene, in sintesi, può essere solo pubblicistica e di conseguenza il suo regime di proprietà

8. In conclusione, non avendo più la titolarità della funzione monetaria, unico titolo legittimo per adottare atti di disposizione da parte dell'Istituto, ora mero depositario, essendo essa devoluta alla BCE in base ai trattati UE-UEM (artt.127-133 TFUE):
a) Bankitalia non può disporre di quell'oro, anche indirettamente, a favore di soggetti privati (peggio ancora se "vigilati" dallo stesso Istituto o dall'autorità monetaria in genere, di cui l'Istituto è comunque componente);
b) lo Stato non può autorizzarla a farlo consentendo mutamenti contra constitutionem dello Statuto Bankitalia (o anche consentendo il permanere di un assetto azionario privato che coinvolga la proprietà di tale oro), e tantomeno mediante una legge contraria all'art.42 Cost.

APPENDICE FRATTALICA: in vista del 25 luglio, ecco il mezzo riposizionamento tea-party del Sole 24 ore.
L'austerità non ci fa crescere, e siamo discriminati nei giudizi €uroburocratici, ma è giusto così. Infatti, siccome c'è molto risparmio e patrimonializzazione da mungere (perchè questo è avere un deficit basso, o il pareggio di bilancio, con un surplus delle partite correnti), non soffriamo il simultaneo forte avanzo primario, intanto che si colma il gap della deflazione salariale (rispetto alla grande Germania) con le indispensabili riforme. E tagli della spesa pubblica. Vedremo quanto a lungo conserveranno il proprio lavoro, gli zeloti che credono che ci sia "un'Europa risanata", visto che la correzione salariale si fa solo in un modo. Che non depone certo bene per i consumi di giornali.
Attendessero che i limiti al deficit siano fatti rispettare pure alla Francia ed alla Spagna, e poi vediamolo l'ombrello tedesco. Il gesto de...

27 commenti:

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    1. Vediamo un pò se qualcuno se ne rende conto...tu sai chi, tu sai come, tu sai perchè :-)

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    2. per quanto nelle mie possibilità mi sono mosso subito, e ho passato delle domande in diretta per l'audizione di A Bagnai in commissione finanze. è stata fatta questa : " Se a Marzo 2014 , prima delle votazioni europee, i saggi incaricati da Barroso renderanno operativo il REDEMPTION FUND, a quel punto gran parte del debito italiano sarà di legislazione estera , cioè in moneta straniera ... NO MORE LEX Monetae ? " https://www.facebook.com/.../e.../permalink/155122098016363/
      vedi nei commenti i link ai documenti EU. Anche se la risposta di Bagnai : " non credo che la Germania accetterà perchè non vuole accollarsi il debito dei paesi in difficoltà " non mi ha convinto. Infatti sembrerebbe che con il redemption fund ognuno paga la sua parte, l'unico vantaggio apparente è un tasso di interesse un pò più basso ma a patto di cedere sovranità economica alla commissione EU . Ma il debito pubblico italiano che confluisce nel RF sarà di legislazione estera, come è successo a quello Greco dopo la ristrutturazione ?

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    3. Non lo so; se così fosse, la Germania potrebbe accettare per garantirsi dall'ipotesi di eurobreak, anche se al suo interno sono ormai così assatanati che contano di arrivare al commissariamento italiano senza alcun redemption fund (credono comunque che la liquidità necessaria agli acquisti ab BCE creerebbe inflazione che li obbligherebbe a pagare più alti tassi sui propri bund)

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    4. posso chiedere cosa sarebbe il redemption fund?

      non riesco ad accedere a quel link...

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  2. Grave problema 48, come tutto il resto...Ne ho parlato qui:

    http://mattiacorsini.blogspot.it/2013/12/banche-centrali-e-shock-esogeni-la.html

    E per fortuna la cosa é stata ripresa da scenari economici e rischio calcolato :(

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    1. L'avevo visto. E siamo in linea (...:-)). Qui preciso degli aspetti più specifici di costituzionalità che sono del tutto trascurati

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  3. Il progetto di questo "furto con destrezza" è apparso sul Sole24Ore ad aprile di quest'anno con il roboante titolo di "Bankoro". I due ideatori - Alberto Quadrio Curzio e Fulvio Coltorti - provengono da un milieu di sicuro affidamento: il primo è nel comitato scientifico e consulente di PROMETEIA, una delle creature di Romano Prodi, uno che di "privatizzazioni a perdere" se ne intende, e il secondo appartiene alla scuderia MEDIOBANCA, con il ruolo di Direttore emerito e Cosigliere economico dell'Area Studi - un piccolo conflitto d'interessi.
    A fine settembre Gianfranco D'Atri metteva in guardia "sull'assalto al Fort Knox italiano"; anche Mauro Bottarelli venerdì scorso ha trattato l'argomento: "[...]Il perno della proposta sta nell'oro iscritto nel bilancio della Banca d'Italia con il suo conferimento a un'entità sua affiliata e il conseguente pagamento alle casse dello Stato dell'imposta sulle plusvalenze che verrebbero realizzate. Con tali somme, lo Stato si renderebbe acquirente delle stesse quote attraverso un veicolo finanziario costituito ad hoc. Insomma, c'è il forte rischio che stiano per mettere mano sull'oro italiano[...]".
    Fossero questi i problemi; del resto la Innocenzi - a Pescara - disse che Berlusconi...

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    1. Alla Innocenzi, a quanto pare, ha portato "bene" assumere quella bella posizione preconcetta :-)
      Come ho già detto a Mattia, il punto è che questi calpestano ogni limite giuridico-costituzionale. UNa cosa fastidiosa e basta queste regolucce obsolete che (in una certa solitudine) mi ostino a richiamare. Le geometrie escogitate da questi "esperti di finanza" (di ogni genere) ormai sono "legge suprema". Essendo hayekiani (più o meno còlti), de facto, la loro "Legge" riduce la sostanza costituzionale a "legislazione" subordinata (ad usum puddini)

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  4. Francesca Donato4 dicembre 2013 15:58

    Sono ogni giorno più preoccupata per le manovre criminali che questo scellerato governo continua a porre in essere dietro le quinte, mentre i cittadini sono opportunamente distratti dalle vicende politiche di Berlusconi (tanto per cambiare). La cosa grave è anche l'inerzia - dovuta probabilmente, in larga misura, a semplice ignoranza dei fatti o incapacità di comprenderne la portata - dei nostri parlamentari, specie di quelli dell'opposizione (che oggi annovera fra le sue file - pare - anche Forza Italia).
    Ritengo che la gravità delle violazioni da Lei denunciate imponga un'iniziativa immediata del parlamento, attraverso gli strumenti opportuni, per bloccare l'iter di conversione del decreto, nonché la sottoposizione del provvedimento suddetto all'attenzione dei cittadini, attraverso un'adeguata pubblicità mediatica.
    Per quanto mi riguarda, inizio subito a diffondere l'allarme con i mezzi a mia disposizione.
    Grazie per l'aver evidenziato la notizia e chiarito le sue ripercussioni.
    Francesca Donato - Presidente di "Progetto Eurexit"

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    1. Sì Francesca, ma mi chiedo quanta parte dei cittadini, pur così tanto interessati, sia raggiungibile di fronte alla disinformatja elevata a sistema...Tanto poi sentono Ballarò et similia, un esperto "di finanza" va a 8e1/2 e ci ride sopra....La Gruber sorride accondiscendente e...bonanotte al secchio

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  5. Questa è la reazione stizzita.

    Se non mi ricordo male avevo espresso preoccupazioni a proposito del controllo di Bankitalia (forse addirittura in un dialogo con Quarantotto su Goofynomics parecchio tempo addietro: dopo aver visto i titolari di voto e l'indebolimento della nostra nazione la cosa ha incominciato a preoccuparmi)

    Nell'ultimo capoverso ce n'è abbastanza per presidiare Palazzo Koch (i forconi saranno informati?)

    ps posso incominciare a chiamarla nazione?

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    1. Come avrai visto si stizzisce sulla violazione della Costituzione senza alcun riferimento a sue disposizioni e tagliando la testa al toro col richiamo ai trattati e al'indipendenza della BC, che, nella questione, c'entra come il cavolo a merenda...

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    2. I forconi sono informati, e il 6 Gennaio a Cagliari erano di fronte alla sede BdI (non potendo presenziare Palazzo Koch, per ovvi motivi): http://urly.it/2chy 4 e http://urly.it/2chz. Ma fin quando non si uscirà da "qui" e si muoveranno le folle (noi per primi), credo sarà inutile. Un saluto,
      D. Basciu

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  6. Ottimo il Post.Perfetto il Punto 5 e Sublime l'OTTAVO.Peraltro a + riprese lo stesso Draghi ha affermato che la proprietà è del Popolo Italiano.Anche perche' non è mica quello di Dongo,la cui proprietà post scippo i + la ascrivono ad una parte...di Popolo.Ma ricordo anche che il nostro Prode GS a suo tempo voleva venderne una parte,neanche il tempo di una boccata d'aria dal pegno MarcoManno.:-)

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  7. Il decreto non dovrebbe essere inviato alla consulta perché incostituzionale? In questo caso spetterebbe a Napolitano, è un suo dovere...
    Oltretutto l'aspetto contabile impone considerazioni per nulla trascurabili, sempre in relazione alle privatizzazioni, privarsi di un asset dell'attivo patrimoniale per fare cassa non è esattamente una genialata contabilmente parlando. Per quanto riguarda l'oro ecco che tornano i barbari:

    "Attila conquistò Milano e si stabilì per qualche tempo nel palazzo reale. Famoso è rimasto il modo singolare con cui affermò la propria superiorità su Roma: nel palazzo reale c'era un dipinto in cui erano raffigurati i Cesari seduti in trono e ai loro piedi i principi sciti. Attila, colpito dal dipinto, lo fece modificare: i Cesari vennero raffigurati nell'atto di vuotare supplici borse d'oro davanti al trono dello stesso Attila."

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    1. Il Pres della Repubblica non ha poteri di rimessione alla Corte costituzionale...e neanche l'opposizione parlamentare. Diversamente da altri ordinamenti, la nostra costituzione non prevede un'ipotesi del genere.
      Una proposta di revisione costituzionale in tal senso sarebbe importantissima, di fronte a questi frangenti di dissoluzione della sovranità, ma più che proporlo in dottrina non si può fare

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    2. Grazie per la precisazione, in realtà la mia era un'amnesia già in passato ne parlammo di questo in merito ai trattati. Avrei dovuto ricordarlo, ma a volte certi lapsus sono auspici che sfuggono.
      Davvero sarebbe un passo importantissimo. Noi apriamo il dibattito:
      da cosa nasce cosa...

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    3. Ottimistona :-) Guarda in appendice frattalica come se la rigira il salmonato di fronte all'evidenza dei fatti (che negava quando invocava e stralodava Monti).
      Poi, in effetti, conferma l'ipotesi del 25 luglio aggiornata al 2014...Il che implica poi il vero 8 settembre...ma qui diviniamo un po' per celia un po' per non morir...

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    4. Sempre:) un po' per celia e un po' per non morir, crederci sempre.
      Sai trovarsi dopo l'8 settembre senza Banca d'Italia è una prospettiva cui mi da fastidio pensare, voglio almeno mentalmente rifiutarla. Per l'ipotesi frattalica noi attendiamo con impazienza l'evolvere degli eventi in ottica internazionale. Germania e Francia prima o poi cercheranno di sganciarsi. Come dicevamo tempo fa sono in un cul de Sac, o escono tornando indietro o affondano.

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  8. Io mi sono fatto l'idea (o meglio speranza) che proprio sul decreto legge su banchitalia potrebbe consumarsi qualche spaccatura. Si veda ad esempio ciò che scrive un piddino di razza come Mucchetti.

    Ovviamente, chiedo un'opinione su quali potrebbero essere le conseguenze della decisione della corte costituzionale riguardo al porcellum. Su Twitter gira addirittura voce che le leggi fatte dai parlamenti illeggitimi rischino di saltare...ma mi parrebbe assurdo, no?

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    1. Voce errata allo stato della attuale giurisprudenza della Corte; la sentenza inciderebbe sull'organo e non sull'esercizio della funzione legislativa, che in sè avrebbe rispettato le norme ad essa applicabili (in tema di deliberazioni e formazioni delle maggioranze e di iniziativa legislativa, fiducia ecc.). E' peraltro tutto da vedere anche l'effetto sull'organo; la Corte potrebbe mettere dei paletti temporali di operatività de futuro, bilanciando con altre norme costituzionali circa la continuità delle funzioni "sovrane"...si fa per dire

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  9. Quarantotto, dalla corte costituzionale arriva però questa interpretazione. Come la vedi?

    http://www.huffingtonpost.it/2013/12/05/capotosti-porcellum-incostituzionale-voto_n_4389269.html?utm_hp_ref=fb&src=sp&comm_ref=false

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  10. Da un ex membro e per di più opinabile riguardo all'esame di tutti gli aspetti.
    Ma il punto è un altro: perchè agitarsi? A quale fine UTILE?

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  11. E' pericoloso ?
    "Le risorse finanziarie
    L'Istituto detiene le riserve ufficiali del Paese( oro e attività in valuta verso non residenti nell'area dell'euro), la cui proprietà è assegnata per legge alla Banca d'Italia. La gestione ....." pag 8

    http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relann/rel11/rel11it/bilancio/rel11_22_relazione_bilancio.pdf

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  12. Risposte
    1. Perchè Visco che già in economia ne dice tante, dovrebbe essere qualificato anche a esprimere complesse valutazioni in diritto?
      Se non altro trascura che sarebbe la prima volta che beni derivanti dall'esercizio di pubbliche funzioni (signoraggio, operazioni sul mercato e plusvalenze varie sui titoli e beni in riserva) siano considerati acquisiti nella diretta proprietà di un ente che, nelle sue funzioni pubbliche soggette alla legge, è ovviamente un "mero" organo: sarebbe come se Befera dicesse che gli emolumenti dell'IRE siano di proprietà della sua agenzia (con mero utilizzo non libero: un eufmemismo che farebbe cadere l'idea stessa di Stato: ma forse è lì che si vuole arrivare)

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