mercoledì 12 marzo 2014

GLOSSARIO (guida semantico-concettuale nel mondo degli inferi ordoliberista)



Glossario del blog (volto a fornire definizioni univoche per i nuovi "utenti" e a scongiurare un metalinguaggio "esoterico"). Per le spiegazioni tecnico-economiche abbiamo, ove necessario, inserito i link ai post relativi.
La mera elencazione dei concetti rivela le connessioni tra essi; e la connessione delinea una strategia. Quella che abbiamo finora subito.

Ordoliberismo: veste €uro-attuale del neo-liberismo che, imperniata sull'obiettivo del lavoro-merce, prende atto dell'ostacolo delle Costituzioni sociali contemporanee (fondate sul lavoro), ed agisce divenendo "ordinamentale", cioè impadronendosi delle istituzioni democratiche per portarle gradualmente ad agire in senso invertito rispetto alle previsioni costituzionali.

Banca centrale indipendente "pura": primo e più agevole punto d'attacco alle istituzioni costituzionali in funzione di "inversione", creandosi la costituzionalizzazione de facto di un ente ausiliario e ponendosi le basi per condizionare (fino a sopprimere), attaverso la influenza esclusivamente deflazionista e anti-spesa pubblica dell'ente, la stessa efficacia e libertà del processo elettivo.

Grancassa mediatica: l'azione strategica dell'ordoliberismo esige l'indispensabile controllo, da parte della finanza quale principale attore della ri-trasformazione sociale, dei mezzi di informazione. I media sono poi manovrati in modo "concertato" al fine di creare un nuovo linguaggio che dissimuli gli scopi effettivi dell'azione sul fronte istituzionale e mantenga il simulacro della democrazia (ridotta al "metodo del voto"). 
Non rifugge dall'uso ossessivo di spiegazioni apparenti o di supercazzole ossimoriche. Es. di nuovo linguaggio: economia sociale di mercato (art.3, par.3, Trattato UE, normachiave) o debitopubblicocastacorruzionespesapubblicaimproduttiva.
Nei suoi fini ultimi, il sistema della "grancassa" controlla l'informazione e la controinformazione, creando un falso contrappunto che mimetizza l'unicità della manipolazione.


Ordoliberismo "pop": la diffusione e accettazione del nuovo linguaggio, con la trasformazione del contenuto dei concetti, si realizza attraverso la riduzione a slogan-jingle di ogni aspetto della cultura, compresa l'economia, tramite l'azione incessante dei media. La finalità perseguita attraverso il riduzionismo - del discorso (a)critico e delle spiegazioni causali- è creare nuove priorità artificiali della vita sociale, divaricate dalla realtà della progressiva e incessante realizzazione del lavoro-merce.

Teoria omnibus della corruzione: il processo riduzionistico "pop", trova il suo culmine nell'uso strategico della sopravvalutazione fattuale, e sovraesposizione mediatica, della corruzione, utilizzata come spiegazione/movente (in termini patologici) di ogni possibile e immaginabile aspetto dell'intervento pubblico e della finanza statale. 
Dal punto di vista strategico-mediatico è il pendant della critica sarcastica al "complottismo", utilizzata a sua volta per porre in cattiva luce ogni processo critico che possa svelare i fatti che contraddicono l'artificiosità degli sglogan-jingle ripetuti ossessivamente dagli esponenti politico-mediatici dell'ordoliberismo.

Doppia verità: originariamente l'atteggiamento comunicativo liberista verso la democrazia. Gli appartenenti all'oligarchia fra di loro concordano di dover reprimere la democrazia come sistema disfunzionale, limitativo della "loro" libertà e offrono un concetto di libertà artificiale e illusoria ai lavoratori-merce, attraverso la "libera" stampa, definendola quale affrancamento dallo Stato "balia" o "oppressore fiscale"; in tali ultimi termini (di oppressore) da loro stessi deliberatamente creato allorchè adottano la strategia ordoliberista.

Il messaggio è essenzialmente avvalorato dalla ribellione fiscale e porta ad offrire, all'uomo comune, il falso recupero di una fittizia "possibilità di scelta", associandolo nell'odio verso lo Stato del welfare (cfr; par.7); la libertà di scelta è accuratamente esclusa dai meccanismi istituzionali del neo-liberismo che predicano l'eguaglianza formale e impediscono la mobilità sociale come "immeritata".
Nell'ambito "contemporaneo" dell'ordoliberismo pop la doppia verità è accompagnata dalla offerta mediatica di modelli identificativi di apparente liberazione: veline, tronisti, protagonisti di talent show, calciatori, attrici, ovviamente cantanti pop e naturalmente "principi e principesse" pop (per questi ultimi, la loro identità mediatica non va confusa con la loro tradizionale identità intellettiva "reale", in senso di effettivo :-); cioè con la consueta sub-cultura egomaniaca delle classi aristocratiche e oligarchiche che non devono mai lavorare per vivere, perchè considerato disonorevole).

Illusione finanziaria: indica una "tecnica di governo" fondata sulla comunicazione "istituzionale", mirata, (tra l'altro) a far sentire come minore il peso di misure fiscali restrittive (nuovi tributi o tagli alla spesa pubblica), in modo da rendere meno forte il dissenso a politiche di "lungo termine" che, nel breve termine, potrebbero portare a reazioni da parte dell'opinione pubblica, in termini di perdita di consenso per il governo.
Nell'ordoliberismo, data l'appropriazione strisciante delle istituzioni da parte dell'oligarchia finanziaria, diviene tecnica di comunicazione pubblico-privato, forma di partenariato che certifica non solo il cointeresse gestionale sulle imprese di servizio pubblico, ma proprio la contitolarità di fatto dello stesso indirizzo politico-fiscale e la conseguente concertazione comunicativa pubblica e privata


Diritti cosmetici: manifestazione della trasformazione di diritti speciali della persona in priorità artificiali, secondo la tipica tecnica ordoliberista pop. 
Il diritto fondamentale "speciale" - cioè differenziato da quello "base" della eguaglianza sostanziale e della tutela del lavoro-, non è più formulato come posizione costituzionalmente protetta dallo Stato e dal suo intervento attivo. Esso viene distaccato dalla sua realtà pubblico-comunitaria statuale e affidato a fonti "sovranazionali" accreditandole come portatrici, in ogni materia, di maggiore giustizia: se la fonte sovranazionale è più buona e "efficiente" nel tutelare la "priorità" del diritto individuale, ciò deve valere anche per la sua tutela della emergenza economica.
Entrambe, priorità e emergenza, sono artificiali, in quanto create  strategicamente dall'ordoliberismo e dai suoi media.
Il diritto cosmetico si rivela essenziale, nella cultura collettiva, per affermare la priorità artificiale-emergenziale del fenomeno sovranazionale a detrimento della sovranità democratico-costituzionale: esso consente di ricorrere, intimidendo ogni opposizione, alla falsificazione mediatica della sua dimensione di fatto e di diritto, cioè ignorando intenzionalmente il fenomeno reale, falsificandolo o scollegandolo dalle norme statali che già se ne occupano. 
E' un diritto cioè a "costo zero", il più amato dagli ordoliberisti: rafforza la contrapposizione dell'opinione pubblica allo Stato, criticato come incapace o intrusivo, ma sempre dopo aver accuratamente sottratto allo Stato ogni risorsa per proteggere tale diritto nell'ambito dei suoi ordinari compiti di pubblica sicurezza o di servizio sanitario.
Il diritto cosmetico diviene così la radice di una diffusa censura morale a carico di tutti gli altri membri della comunità sociale, colpevolizzati in quanto maggioranza, dei problemi di una minoranza di cui la stampa ordoliberista si fa interprete unica. Ciò non curandosi affatto della realtà e della efficacia della pretesa divulgata. L'esito di tale strumento è il rafforzamento della associazione tra Stato inefficiente e sovranità=oppressione nazionalistica e totalitaria.

Staccato il diritto della persona dalla sua realtà solidaristica legata ai compiti dello Stato, la grancassa sui diritti cosmetici svolge un ruolo di primaria importanza per oscurare l'azione di smantellamento dei diritti fondamentali sociali appartenenti a tutti (compresi gli appartenenti alla minoranza in quanto cittadini): cioè tutela del lavoro, del risparmio, della salute e della previdenza.



Per finire un neo-logismo (o neo-locuzione). 
Antistalismo libertario "liceale": luogo comune del neoliberista pretesamente "colto" (...con le mani nel sacco), da inserire nell'ambito della "doppia verità.  Con tale luogo comune si instaura una sequenza deduttiva, di cultura semplificata liceale, immaginando una contrapposizione tra fase salvifica attual€ e passato statuale-totalitario unificato:
Hegel-->Marx--> Stato assoluto--> comunismo&nazismo-->
democrazia sociale-->coartazione statale dei diritti
          <-->
dispersione sovranità-->
moneta unica-->
governo dei mercati (evviva!). 

ADDENDUM: qualora vi fossero ulteriori lemmi e locuzioni meritevoli di chiarimento, l'indicazione è ben accetta...

50 commenti:

  1. Si potrebbe quasi dire che il diritto cosmetico si concreta nella tutela strumentale dell'accidente nel mentre si aggredisce la sostanza che lo legittima.
    L'eguaglianza socialmente intesa ed il diritto ad un'esistenza dignitosa per tutte le persone, sono infatti la premessa di qualsiasi istanza di natura femminista, gay o quanto altro. Nel momento stesso, però, in cui si fa propria la "morale di Padoa Schioppa" e si accetta la diseguaglianza come principio fondante della società (al massimo temperata da politiche di assistenza alla mera sopravvivenza), come è possibile, poi, giustificare i presunti diritti di circoscritte minoranze?
    L'operazione di cosmesi, allora, penso sia riconducibile ad una strategia tesa ad ingannare l'opinione pubblica: da un lato, l'accento posto sull'elemento accidentale, induce la gente a dare per scontata la tutela del principio generale di eguaglianza che ne è alla base. Cosa che in realtà..... non è!
    In due parole: i diritti cosmetici altro non sono che volgare demagogia.

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    1. Togli il "quasi": è corretto al 100%. In "Euro e o democrazia costituzionale pervengo a ragionamento quasi identico.
      Sergio Govoni sicuramente lo aggregherà nel filone compilation intergrata post-commenti :-)

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  2. Anche questo simpatico elenco di Ha-Joon Chang, se letto in negativo, potrebbe costituire una buona integrazione.
    1. Free trade reduces freedom of choice for poor countries.
    2. Keeping foreign companies out may be good for them in the long run.
    3. Investing in a company that is going to make a loss for 17 years may be an excellent proposition.
    4. Some of the world’s best firms are owned and run by the state
    5. ‘Borrowing’ ideas from more productive foreigners is essential for economic development.
    6. Low inflation and government prudence may be harmful for economic development.
    7. Corruption exists because there is too much,not too little,market.
    8. Free market and democracy are not natural partners.
    9. Countries are poor not because their people are lazy;their people are ‘lazy’ because they are poor.
    (Bad samaritans)
    PS (OT) Come si fa ad invitarti per presentare il libro? (sarò comunque a Roma per l'evento del 12 aprile e se ne potrà eventualmente parlare)

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  3. lo ha sicuramente spiegato più volte: cos'è lo spaghetti italiano tea party?

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    1. Bravo! Finalmente un suggerimento per la prossima tornata :-)

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    2. Peraltro tema spinosissimo

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    3. ho capito che dovrebbero essere quelli del PUD€ che non sono di sinistra, ma attendo di conoscere il perché delle giubbe rosse e il significato preciso della definizione.

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  4. in india crescono più di noi perché alle elementari invece di studiare il sabato del villaggio imparano a memoria la supercazzola del conte mascetti

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  5. Ottima la necessità di puntualizzare un codice condiviso e sintetizzare nei punti di riferimenti i pilastri delle analisi.

    Il riscoprire un linguaggio ricco, etimologicamente solido, con una relazione più univoca possibile tra segni --> significanti --> significati sono gli strumenti più potenti ed efficaci contro l'infezione da batterio pop che attacca l'organismo sociale tramite l'appiattimento e la deturpazione del linguaggio. Linguaggio che è, in sostanza, la manifestazione più profonda della Cultura e dello Spirito dell'Uomo. Lo strumento che unisce l'individuo (solo come nella morte) alla sfera sociale, collettiva e solidaristica.

    Di fronte a questa constatazione e alla necessità descrittiva --> comunicativa --> logico dialettica dell'evoluzione del reale che si manifesta in forme nuove, diventa dirimente un approccio "gaddiano" che consenta neo-locuzioni e neologismi.


    (Ma io adoro il metalinguaggio esoterico! :-(

    Improvvisazione bebop su un codice condiviso... :-) )

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    1. Più che Gadda direi Dard http://it.wikipedia.org/wiki/Fr%C3%A9d%C3%A9ric_Dard
      (omaggio alla mia formazione letteraria)
      Ma non è che sei o ti stai trasformando in uno della Vergine? :-)

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    2. Non saprei, non sono molto forte in astrologia e son solo aspirante alchimista... e più che le costellazioni seguo le "lune"! :-)

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    3. Ho capito Vergine ascendente Scorpione o viceversa...Come fosse antani :-)

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    4. Drago ascendente Scimmia :-)

      Mascetti era un poeta! :-D

      (...l'ordinata confusione di un equilibrio asimmetrico di un mercato orientale...)

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    5. Quand'è così devi praticare le arti marziali con grande costanza :-)

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    6. Ci sto lavorando sulla costanza... non mia. Del maestro!

      Il primo è già scappato... ha rifuso le quote d'iscrizione e pare lo abbiano in seguito visto per settimane praticare l'albero in cima ad un promontorio.

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  6. Come primo intervento su questo blog vorrei sapere se anche il dogma della stabilità, propagandato dai media un giorno sì e l'altro ...pure, possa trovare ospitalità nel glossario dell'ordoliberismo. Condivido le analisi che ho avuto il piacere di leggere sia qui, sia su Goofy , e da altri autori indipendenti e fuori dal coro, che hanno confermato l'idea che mi ero fatta dalla creazione della UE e della successiva moneta unica. E' inquietante che i valori per i quali i nostri nonni e genitori si sono battuti, siano minacciati così pericolosamente e impunemente.
    Grazie per tutto ciò che stai facendo.

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    1. La questione della "stabilità" e della sua definizione arbitraria è stata affrontata quasi subito su questo blog, con una ricchissima trattazione di Francesco Lenzi
      http://orizzonte48.blogspot.it/2013/01/risposte-per-una-speranza-nella.html

      Essa è stata anche inserita nel discorso complessivo del libro "Euro e(O?) democrazia costituzionale"
      http://orizzonte48.blogspot.it/2013/10/euro-eo-democrazia-costituzionale.html
      Hai fatto bene a richiamare il tema...

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    2. Ho letto la trattazione di Lenzi, che è molto interessante,
      Tuttavia, a livello mediatico, il culto della stabilità significa anche "stabilità politica", che poi certo è la precondizione di questo "valore" a prescindere che sarebbe la stabilità economico-finanziaria.
      A questo riguardo anche io nel mio piccolo (cioè - devo ammettere - con molta poca competenza in materia) avevo tentato un'analisi qui.
      Mi piacerebbe sapere Lei cosa ne pensa di quello che ho scritto, se abbia un po' di senso oppure no.
      E sempre a proposito di temi politici - anche se vado OT - mi interesserebbe sapere cosa ne pensa di questo (il tema è il ruolo dello Stato nazionale).
      Grazie.

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  7. Ciao 48, grazie per il glossario! A proposito di grancassa mediatica, secondo me, negli ultimi tempi si è fatta molto più ardita e impudente nel rivelare le aspirazioni di un'élite alquanto famelica nei nostri confronti. Evidentemente la crisi economica nonché politico-istituzionale precipitata con l'avvento del governo Monti, ha rotto gli argini (anche) a un fluire inarrestabile di orrori giornalistici, come in un paio di articoli che risalgono all'anno scorso e che avevo meticolosamente conservato nella "mia piccola bottega degli orrori dell'informazione":-) entrambi pubblicati la primavera scorsa su "Sette" l'inserto del giovedì del giornalone "Corriere della Sera":-) Eccoli: il primo (di Danilo Taino) è un omaggio all'élitocrazia illuminata, (quando non addirittura alla dittatura temporanea!?) che sola può salvare il pianeta dalla devastazione ambientale perché "la democrazia partecipativa ha fallito nell'affrontare la sfida dei cambiamenti climatici", lo sostiene Jørgen Randers, padre del dibattito sulla sostenibilità, il quale afferma: «Forse, però, il miglior esempio che io conosca è la Commissione dell’Unione europea, un’“elitocrazia” formata da persone molto competenti, e non controllate dal Parlamento europeo, che è riuscita a far passare risoluzioni che non sarebbero probabilmente mai state approvate dai singoli parlamenti nazionali, eletti democraticamente. È stata una forza leader nei negoziati sul cambiamento climatico».
    Un governo tecnocratico capace di agire rapidamente, contrapposto alla democrazia partecipativa classica: la “ricetta” politica all’italiana entusiasma l’ambientalista norvegese.
    «Ogni tanto le decisioni vanno prese velocemente, anche se con forti costi immediati. Avviene oggi nell’Italia guidata dal moderno governo tecnocratico di Monti come nella Roma di duemila anni fa governata, in situazioni di emergenza, da dittature temporanee (finché Giulio Cesare non divenne dictator perpetuus, ndr)». I giovani devono innanzitutto capire quali sono i meccanismi che governano il mondo politico attuale e poi dovrebbero dichiararsi pronti a fare la loro parte, e quindi anche a pagare più tasse e a sostenere un forte governo tecnocratico che possa agire con una visione di lungo termine.

    Il pezzo si conclude con un plauso alle donne italiane (sigh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!) che detengono il triste primato di fare meno figli, io direi uniformandomi al pensiero ordoliberista, di essere meno produttive, anzi no: le meno ri-produttive al mondo. L'ambientalista norvegese a dire il vero plaude il modello involontario italiano, infatti dice: "non perché gli italiani siano più consapevoli sul fronte demografico-ambientale, ma «perché avete creato una società, negli ultimi 20 anni, che ha reso totalmente impossibile per una donna avere sia un lavoro sia un bambino. Le italiane, in modo molto saggio e razionale, hanno scelto il lavoro."

    Da notare il pezzo in cui dice: "moderno governo tecnocratico di Monti" per far passare come à la page la dittatura...

    http://www.corriere.it/sette/13_aprile_16/2013-16-gandolfi-illuminata_b35562dc-a6a0-11e2-bce2-5ecd696f115c.shtml

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  8. Il secondo articolo di cui parlavo nel commento precedente, sempre tratto da "Sette" della primavera 2013, dal titolo: "La nuova geografia delle Città-Stato", è un sentito omaggio alla metropoli globale, definita come l'oggetto d'attenzione del momento. Ecco qualche breve passo tratto dall'articolo:

    "È in città che l’economia cresce, che le persone raggiungono alti livelli di istruzione, che la creatività sboccia, che le relazioni sociali fioriscono, che il patrimonio di intelligenza collettiva si accumula. Ed è dalle nuove megalopoli, luoghi di diseguaglianza sociale estrema, che uscirà un mondo forse più giusto. E possibilmente anche uno dei sistemi politico-statuali del futuro: Nassim Nicholas Taleb — l’inventore della teoria del Cigno nero, l’analista delle conseguenze degli eventi imprevisti — sostiene che nel giro di 25 anni gli Stati Nazione saranno sostituiti da città-Stato. Per alcuni happy few, d’altra parte, è già così.

    La cosiddetta «classe dirigente globale» vola di città in città senza curarsi di quale Paese queste facciano parte. Si tratta di top manager, banchieri, artisti, star dello sport e del cinema, imprenditori e rispettive famiglie che simuovono per business tra Londra e Shanghai, fanno shopping a New York e Parigi, volano a Milano per il Salone del Mobile, fanno tappa a Dubai per un party e l’inaugurazione di una galleria d’arte. Per loro, le metropoli sono centri off-shore, non più legate al Paese e al territorio che le circonda: sono entità urbane che hanno costruito pezzi di se stesse interamente dedicati a questa élite globale dai grandi mezzi finanziari che vive come se non avesse nazionalità. È una classe nuova — o relativamente nuova — che guarda il mondo dall’alto: che arriva in aereo e osserva i canyon urbani dalla cima dei suoi grattacieli.

    E ancora:

    Sempre secondo Taleb: "Lo sviluppo di queste entità, assieme alla trasformazione parallela che si produrrà nell’hinterland che le circonda, svuoterà di senso lo Stato Nazione, che rimarrà un elemento cosmetico indebolito dai deficit e dalle inconsistenze dei politici e delle burocrazie; creerà Stati negli Stati, o città-Stato, gestiti in modo impeccabile dal punto di vista dei bilanci; addirittura potrà provocare la nascita di nuove valute più stabili, legate a valori reali.

    Saranno metropoli in concorrenza l’una con l’altra, aperte, attente alla qualità della vita e hi-tech: per attrarre denaro, competenze, talenti, creatività."

    Che dire? L'élitocrazia finanziaria globale ci sta rivelando chiaramente che cosa intende fare di noi, dicendoci anche che grazie al meno Stato avvenuto con lo svuotamento dello Stato-nazione si apriranno opportunità strepitose anche per gli ultimi della terra che vivono nelle bindonville:

    "Ciò nonostante, anche per la parte di umanità che vivrà nelle bidonville si apriranno opportunità che nelle campagne povere e superstiziose non sarebbero mai sbocciate. "

    http://lettura.corriere.it/debates/la-geografia-delle-nuove-citta-stato/

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    1. Orripilanti distopie di un futuro medioevo da film di fantascienza. Self-fulfilling prophecies?
      Pozzi che enfatizza che il modello di sviluppo accentrato è dannosissimo, sostiene che eliminati i babyboomers non ci sarà più una cultura capace di resistere a questa riorganizzazione castale del mondo industrializzato.

      Che dire? Su tw mi facevano notare che diffondere qualcosa come quanto detto in questo post, un tempo avrebbe portato alla mobilitazione di massa...Pensa tu, qua siamo numericamente al livello relativo dei Panda e il meglio che si può avere è qualche lampo di breve periodo da parte di altre isolate voci rappresentative.

      Noi facciamo qualche tentativo gridando contro le tenebre che avanzano. Almeno avremmo combattuto dando il meglio di noi. E anche qualcosa di più

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    2. Guardiamo anche queste tirate per quello che sono: prima di tutto, pubblicità.
      Taleb mi pare uno di quei sushi-visionari, menestrello che cerca di azzeccare il componimento più adatto ad attirare il favore dei potenti. Poi viene citato sulla grande stampa (ma su di un magazine) per alimentare una certa suggestione. Non è un vero progetto (quelli si portano avanti e non si dichiarano). Lascia un perfido gusto in bocca, ma lascia anche il tempo che trova.
      L'idea che sta dietro ai due articoli mi pare sempre quella della "competitività", che si esprime al livello alto nell'esigenza di "condottieri" capaci di fulminee e brillanti decisioni, a quello basso in una plebe abbastanza affamata e stipata che "deve" esprimere talenti naturali che schizzano via come semi. E siamo un'altra volta al darwinismo sociale.

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    3. D'accordo sulla secondarietà del personaggio. Ma non sono forse ad es; i commentatori economici dei giornaloni dei "portavoce" che non dicono nulla di fondato?
      Ma sono dunque dei portavoce; non decidono ma preparano il campo e notificano la parte divulgabile di decisioni già prese.

      La doppia verità adegua se stessa dinamicamente ai nuovi presupposti tecnologici e specialmente demografici: se non fosse l'aratura del nuovo condizionamento culturale personaggi del genere mediaticamente non esisterebbero.
      Sono come sintomi, uccelli (del malaugurio) in volo radente prima della tempesta

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    4. Buonasera,
      ho iniziato a leggere il libro postato qui qualche giorno fa "The Road from Mont Pelerin", di Mikowski. E' interessante vedere come i neo-liberali si vedessero come quattro gatti alla fine degli anni 40, sommersi dal keynesismo o collettivismo imperanti. Da questo per loro discendeva di doversi preparare ad una lotta per l'egemonia che sarebbe durata decenni. In questo forse dovremmo imparare da loro (che avevano però finanziamenti di grossi imprenditori).
      Con stima,
      Gian

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    5. Aspettarono pazientemente che le condizioni favorevoli si manifestassero. Intanto tenevano accesa la fiaccola (delle tenebre della democrazia)

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    6. Altro che sushi-visionario.
      quella del neo-feudalesimo e del ritorno alle città stato é una tedenza ben precisa già individuata da più di 10 anni da molti commentatori internazionalmente noti, tra cui io consiglio senz'altro Robert Kaplan, autore del MASTERPIECE MUST READ "Warrior politics". E' una strategia completamente intenzionale che é già arrivata alla concretizzazione in molte zone mondiali.

      un esempio che ricordo é il corridoio urbano tucson-phoenix in arizona che mentre scrivo comprende il 90% degli abitanti dell'intero stato!!!!!!1!1!

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    7. Ottimo Mattia. E in Italia, chiotta chiotta, è in atto una insospettabile (ma neppure troppo) instaurazione del corridoio Roma-Milano

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  9. Davvero "orripilantissime" distopie di questo nuovo medioevo che ci stanno confezionando, sono giunta a conclusione che quest'era è ancora più buia dell'età medievale, quando l'uomo doveva tendere a Dio e purificarsi attraverso il divino dalle esigenze materiali e corporali per riscattare la sua natura imperfetta, ma oggi? Per chi dobbiamo riscattare la nostra natura imperfetta? Per i "nostri figli", che ci chiedono i conti in ordine, torneremo poveri come nel medioevo a vivere le esperienze ascetiche nelle comunità monastiche una volta in cui fossimo ridotti a precari "globalizzati"? Trovo molto angosciante, oltre che disgustoso e offensivo, il fatto che la precarietà lavorativa ci venga sempre dipinta come "moderna" , "avveniristica", "à la page" ecc., quindi alla stregua di una condizione "desiderabile" dal Rondolino di turno in tv...

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  10. Dei due articoli postati da Cristina Capra, quello di Jørgen Randers è "sensazionale"; si tratta essenzialmente di quello che definirei "pauperismo illuminato", una sorta di "spencerismo sociale indotto" con cui - secondo il "modus cogitandi" del vichingo - le élites tecnocratico/finanziarie " à la Mario Monti" aggrediscono decenni di conquiste sociali, portando milioni di persone - dapprima benestanti - ad un'esistenza precaria e priva di prospettive, motivando successivamente il tutto con un paternalistico e chiaramente falso: "è per il bene vostro e dell'ambiente".
    Il simpatico ambientalista norvegese appartiene a quella consorteria di catastrofisti capeggiata da Al Gore e dall' IPCC, già compromessa nella vicenda del
    "Climategate", che hanno fatto dell'ambientalismo militante un ottimo pretesto per costringere le persone comuni ad accettare politiche decresciste "pour cause".
    Wolfgang Behringer, nel saggio "Storia culturale del clima", smonta alcune delle tesi bislacche che ci vengono proposte; lo studioso tedesco afferma che: “La favola dell’equilibrio climatico è stata smentita; che si consideri l’ultimo milione di anni, gli ultimi 12.000 o gli ultimi 1.000, il risultato resta lo stesso: periodi caldi e periodi freddi si alternano costantemente" e ”dal punto di vista statistico il clima peculiare della Terra è dato dai periodi interglaciali, nei quali faceva molto più caldo di oggi”.
    Vista l'ora, si può ben dire che siamo nel "Latouche e dintorni".

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    1. Aggiungendo questo antidoto specifico, avremo forse, su questo blog, una vera e propria cassetta di pronto soccorso. Il problema è che al fronte cadono come mosche :-)

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    2. Erm, tendenzialmente gli ambientalisti sono a favore di piu' Stato, non meno... e quelle stesse elite economico-finanziarie che spingono per l'ordoliberismo sono piuttosto scettiche nei confronti del cambiamento climatico.

      Non lasciamoci trascinare da una giusta analisi politica delle dinamiche di potere inevitabilmente sbilanciate a favore di elite a un becero negazionismo anti-scientifico.

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    3. Terreno sdrucciolevole: il sistema controlla l'informazione e la controinformazione (v.link nel post).
      http://orizzonte48.blogspot.it/2013/11/latouche-e-leuro-la-saldatura-col.html
      http://orizzonte48.blogspot.it/2013/02/decrescismo-e-teoria-dei-mercati-saturi.html
      e above all
      http://www.orizzonte48.it/wp-content/uploads/2014/01/Contro-il-decrescismo.pdf
      http://orizzonte48.blogspot.it/2013/03/oltre-il-pud-2-oil-and-finance-thats-all.html

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    4. Non ho tempo di leggere tutto ma dando una scorsa al PDF e ricordando precedent interventi di Bagnai mi pare che la posizione nei confronti della questione ambientale propenda verso l'idea di "decoupling", la smaterializzazione del PIL mantenendo quindi crescita pur riducendo l'impatto su risorse e ambiente.

      Si tratta della stessa tesi che va per la maggiore anche nei principali circoli ambientalisti, I quali politicamente sono anche allineati su posizioni social-democratiche, interventiste e opposte all'oligopolio della finanza.

      Un esempio su tutti e' George Monbiot sul Guardian, che e' una delle poche voci "mainstream" che stanno sollevando l'allarme sul trattato di libero commercio atlantico.
      http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/mar/10/eu-us-trade-deal-give-corporations-take

      Un'altra posizione maggioritaria nelle correnti ambientaliste e' l'idea di un maxi-programma di investimenti paragonabile alla Seconda Guerra Mondiale per rendere l'Europa indipendente dai combustibili fossili. Inutile dire cosa farebbe un simile "stimolo verde" per la domanda e l'occupazione. Si tratterebbe di mettere milioni di lavoratori a rinforzare abitazioni, installare pannelli solari, pompe di calore e via dicendo.

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    5. Sono posizioni che andrebbero bene se esistesse un governo UE che facesse trasferimenti e promuovesse preventivamente investimenti su tecnologie autoctone. Lo stesso dicasi per uno Stato sovrano. Almeno il pdf prova a leggertelo (e oil and finance). Take your time

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    6. quell' articolo lo avevo segnalato anche io da altra fonte, qualche tempo fa.
      il vichingo in questione è stato vicedirettore del WWF.

      C'è pane per i tuoi denti...e per la tua penna indagadrice....Caro Riccardo.

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  11. FATTOIDE

    Lo ripropongo dopo il genio della lampada, ’48, MEHR LICHT, MORE LIGHT o PIU' LUCE, secondo preferenze.
    Si presta al gioco delle assonanze fonetiche delle quali, per restare nella cronachistica del dopping “rosa”, la sostitutiva doppi “L” si presta, con strepitosa simmetria, al tropo metaforico che esalta l’immagine contemporanea della mancanza della capacità intellettiva di sintetizzare i “fatti” per leggere il “reale”
    Sarà la ripetuta somministrazione dello psicotropo “luogocomune” o l’esposizione alla irradiazioni della realtà “aumentata” dalla realtà lisergica, rimane il significato originario, invece, di una REALTA’ DUBBIA, fabbricata per essere VERA SENZA ALCUNA VERIDICITA’ da accettare come un fatto anche se non è vero.
    Fatti potenzialmente insignificanti che, riassemblati in informazioni dalla propaganda, giungono a sembrare veri ma non reali.
    Come si sia arrivati è storia nota: W Lippman, E L Bernays e discepoli hanno non solo teorizzato e scritto ma applicato e diffuso i metodi della creazione della “pubblica opinione” e della “propaganda” della fede con la tecnologia dell’analisi psicoanalitica freudiana.
    Propedeutico alla comprensione del FATTO e alla consapevolezza del REALE, mi permetto di riproporre la visione di “Shutter Island” di M Scorzese con particolare attenzione ai dettagli degli “sfondi” della traghettata di apertura del film, quella dell’ ”ispettore” Teddy che si reca al manicomio criminale.
    Due "orette" nelle quali si può fare qualcosa di meglio, come anche qualcosa di peggio ..

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    1. Shutter Island, a livello simbolico, mi parve più un esercizio di stile e di recupero di un certo pulp :-)

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    2. Sperimentando le prospettive eterodosse che trovo (solo) qui, mi avvedo finalmente della straordinaria opera di inebetimento che da un cinquantennio (ma forse più) viene compiuta a nostro danno, propalandoci feticci, miti e falsi nemici.
      Non posso non ringraziare l'Autore: ogni giorno leggo e rileggo le sue ultime note!
      Gli rivolgo la preghiera di non smettere, promettendogli che, nel mio piccolo contesto, farò tutto quanto io possa per illuminare le sconcezze alle quali assistiamo inerti.
      Grazie !
      andrea

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    3. E pensa che basterebbe leggersi la Storia dell'economia di Galbraith

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    4. @'48
      Al PULP aggiungo il FICTION e il cinico Bear Jew di INGLOURIOUS BASTERDS.
      Ora corro a suonare al citofono degli eventi orrizontali,l'immaginifico sarcasmo di La'me duc .
      Dello Sco(r)zese, mi permetto - oltre il degno esercizio dello stile - la cavalcata contabile pubicamente dichiarata: il doppio, triplo d'incasso per due, tre visioni per "capire" lo stile degli fondi "cosmetici" de' na traversata der eddy.
      I resti sono .. sensazioni ;-)

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  12. Altri termini letti qui che forse meriterebbero una entry:

    -nipotino di von Hayek
    -spaghetti-liberista
    -tea party (forse l'han già citato)

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    1. C'hai raggggione. Nun se fnisce mai di tassonomizzare. Per fortuna siamo tra amici e ci divertiamo :-)

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  13. Caro 48, durante il picco di €urite maniacale green, che generalmente danneggia il lobo sinistro del cervello, si può perfino arrivare a scrivere queste cose: tragico e comico vanno sempre insieme, diceva Pirandello.

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  14. Buonasera a tutti...48, dall'Ucraina sembra ci siano ancora brutte notizie http://www.sapereeundovere.it/gli-stati-uniti-stanno-programmando-una-false-flag-in-crimea-email-intercettate/
    come riporta questo blog, per me nuovo....anche la Merkel minaccia la Russia...

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  15. E una spiegazione di chi sia il piddino medio non la fa? :-D
    Che non è solo l'elettore medio del pd, ma è una logica (??) di pensiero trasversale....
    Una considerazione per l'amico ambientalista Norveggese dell'articolo di bu-bu-settete: ma il suo paese natale non è rimasto volontariamente fuori dalla Ue e dall'Eurozona? Invece che impicciarsi negli affari di casa altrui, perché invece non si preoccupa degli enormi ricavi che fa il suo paese, e di rimando anche lui cittadino, con l'esportazione di petrolio? Uno dei più corposi al mondo?
    Oppure delle baleniere Norveggesi che sono sempre state tra le più attive del pianeta?
    E poi, se gli piace tanto la dittatura (altrui), perché non la esige prima a casa sua? Gli manderemmo volentieri Monti se vuole.... magari gli farebbe una petroleum review in salsa liberal-ambientalista!

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  16. beh, pare che da stasera possiamo aggiungere "venditore di padelle" come soggetto del sistema preposto al rabbonimento della massa...

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    1. Ascrivibile alla voce "risposta mediatica al riduzionismo pop": il sistema, non dimentichiamolo, controlla informazione e controinformazione. Per sua scaturigine, la locuzione rientra nel regolamento di conti fra ordoliberisti primigeni e ordoliberisti proto-badogliani

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  17. Mi sembra che manchi la definizione di tea party.

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