martedì 3 dicembre 2013

"TROPPO OLTRE": I PAVIDI MENTRE I TOPI "BALLANO"...ABBANDONANDO LA NAVE

Il caro vecchio Olli torna alla carica, addirittura ringalluzzito, rimproverando l'Italia sulla riduzione del debito.
Se lui rimane "scettico" sugli introiti delle privatizzazioni, che in effetti l'Italia si è formalmente impegnata con la Commissione ad effettuare per una valore di 1 punto di PIL per ciascuno dei prossimi 3 anni (almeno), si figuri noi. Vale a dire "noi" che, al contrario di "lui", siamo capaci di scontare gli effetti dei mancati introiti di profitti (ovvero di trasformazione dei profitti da entrate in welfare bancario: v. Bankitalia) sull'andamento dei conti pubblici.
La cosa veramente grave delle affermazioni di Olli, sta nel fatto che la riduzione del debito è impossibile se nel frattempo "sganciamo" all'Europa sommette per oltre 50 miliardi per salvataggi bilaterali e per la partecipazione a fondi di salvataggio di cui non potremmo godere per effetto del rating dei nostri titoli; senza contare che, inoltre, siamo gravati da un passivo annuo di 6,7 miliardi di contribuzione negativa, rispetto ai fondi teoricamente ricevuti, al bilancio dell'intera UE (che tra l'altro, secondo la Corte dei conti UE!, assegna i fondi con criteri errati e illegittimi).
E l'Olli ci batte pure di cassa, come si dice a Roma, affermando che l'Italia non potrà invocare la clausola di flessibilità a causa di questo inadempimento sull'ammontare del debito. Il fatto è che, dice il governo, noi avremmo scelto "l'aggancio alla ripresa"...!

Ma un punto emerge con assoluta chiarezza: è palese che il "vincolo esterno", a fronte di una lettura minimamente rigorosa dei trattati, è andato troppo oltre.
Siamo ormai di fronte ad un'applicazione contraria ai principi costituzionali di lecita incidenza dei trattati sull'ordinamento interno, che presuppongono la stra-detta "condizione di parità" con gli altri Stati partecipanti ad un'organizzazione internazionale, ma pure nelle spire soffocanti di un diritto opaco, vago, totalmente discrezionale e neppure più agganciabile nè alla causa cooperativa (sempre art.11 Cost.) nè alla lettera dei trattati base, intesi secondo criteri emerneutici di buona fede.

Insomma, si è veramente andati troppo "oltre". Sta di fatto che la permanenza nell'euro, - perchè di questo si tratta, anche rispetto alla via maestra di respingimento del fiscal compact- secondo ogni criterio di ragionevolezza e di costituzionalità, è ormai insostenibile.

Quindi, a partire da questi giorni state bene attenti a ciò che accade, a cominciare dal mondo ordoliberista "mascherato" (ormai malamente) dei media e delle trasmissioni PUD€.Non mi stupirei allora se, dopo il "formiglioso" (a corto di "fogni"), persino Ballarò iniziasse a prendere la distanze da se stesso. Il che costituirebbe la più grande cartina di tornasole che i topi stanno iniziando ad abbandonare la nave che affonda.
Ciò renderebbe, tra l'altro, automaticamente la pavida ed ambigua uscita di Grillo sulla questione, come una prudente posizione di retroguardia (ma insomma: se ha capito che l'euro è "il problema", lo dicesse, e cercasse di coagulare una maggioranza di governo per prendere decisioni sul punto, assumendosene la responsabilità, senza fare delle confuse analisi in cui getta il sasso e poi nasconde la mano dietro a un referendum giuridicamente improponibile e suicida dal punto di vista della vulnerabilità ai mercati).

27 commenti:

  1. Piccolo esempio di come, nelle pastoie del pareggio di bilancio, poco si può fare per la ripresa. Confcommercio, infatti, ci dice che....

    http://www.corriere.it/editoriali/13_dicembre_03/intrappolati-un-girotondo-1b1dc9f4-5be1-11e3-bc7d-68ebf7f6255f.shtml

    Per il resto, il panorama che ci offre il PUDE è quasi schizofrenico (almeno ai miei occhi). Renzi promette di rilanciare il lavoro creando gli esodati nel settore pubblico. "Interessant". Gli fa eco Sartori sul Corsera (http://www.corriere.it/editoriali/13_dicembre_03/intrappolati-un-girotondo-1b1dc9f4-5be1-11e3-bc7d-68ebf7f6255f.shtml): "La soppressione delle Province forse andrà in porto: ma con l’assicurazione che il loro personale verrà salvato e manterrà lo stipendio che aveva. E allora siamo sempre nel circolo vizioso di partenza". Come a dire, creando milioni di barboni-ex dipendenti pubblici rilanceremo l'economia. Ma allo stesso tempo, secondo l'ineffabile Sartori, il lavoro nell'UE deve tornare facendo come fanno gli inglesi: proteggendosi quando occorre (i vecchi e cari "dazi", il vecchio e caro "protezionismo"). Peccato che, per proteggere davvero l'economia italiana, dovremmo mettere un dazio sui beni tedeschi piuttosto che su quelli cinesi.
    Ma in fondo, qualcosa di giusto sembra dirla. Dal tenore dell'articolo, infatti, sembra emergere la proposta che -per i singoli paesi- sia la BCE ad autorizzare le "misure protezionistiche". Viene scoperta (forse? sbaglio?), l'acqua calda: l'euro può essere difeso solo limitando i movimenti di capitale tra gli stati membri al fine di far fronte agli squilibri macroeconomici senza incorrere nella disoccupazione/deflazione salariale. Peccato che ciò richieda (uso un termine blasfemo), una "pianificazione economica" decisamente incompatibile con l'europa odierna, dove le "letterine riservate" della BCE "in nome dei mercati", contano più di una direttiva. Siamo alla fantascienza. L'autore -forse- se ne rende conto e si appella, in ultima analisi ed in chiusura, al vecchio, caro e classico anatema contro la svalutazione..... per quanto ancora funzionerà con i fedeli di questa "chiesa" sempre più corrotta?

    Intanto, mentre "Minosse" dice che non è colpa della Germania ma nostra (http://paolomanasse.blogspot.it/2013/11/amico-di-angela.html), ed Attali dice che il vero "malato d'Europa" è proprio la virtuosa.... Germania (http://vocidallagermania.blogspot.it/2013/12/jacques-attali-e-la-germania-il-vero.html), Prodi ci ricorda che per "purificarci in nome dell'€uro" serviranno almeno 15 anni di crisi (così saremo purificati, ed avremmo centrato l'obiettivo di convergere con l'africa sub-sahariana), invocando improbabili "Triplici intese" mediterranee per evitare proprio la purificazione di cui sopra.

    Non so davvero cosa commentare........
    Dall'altra parte, mentre "Minosse" dice che non è colpa della Germania (

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    1. Ma questa è paccottiglia da fine regime.
      O, se mi sbaglio del tutto, di inizio di un regime feroce (e d'altra parte se riescono a mobilitare le folle ucraine, dicono a pagamento, per farsi fregare dall'europa, non ci sarebbe limite al dilagare dell'ordoliberismo catartico: "soffri e sarai purificato")

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    2. Questa è la cosa da temere. E, nel "regime feroce", Renzi sarebbe un eccellente "gerarca" di punta, questo è fuori di dubbio.

      Piccola osservazione sulle "folle ucraine", che -perfino a un ex-kgb come Putin ci si deve ridurre a dare ragione- ricordano i "pogrom": ma...... non sarebbe "pericoloso populismo", questo?
      Ah, ma dimenticavo: quello pro-UE è "populismo buono". Pupulismo che porterà alla democrazia. La stessa che, oggi, si vede in Grecia e Portogallo......

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  2. Grande articolo.!!!

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    1. Eh caro Flavio, "frattalicamente" egli non è il monarca, identificato nel caimano. E comunque, questa dichiarazione è un ottimo indizio di inizio del riposizionamento. Infatti, di questo passo, quando si conclamerà la disastrosità del fiscal compact, con un precedente del genere, il falimento pressocchè certo, di ogni trattativa con i crucchi e gli Olli&co. obbligherà QUALUNQUE governo italiano a trarne le dovute conseguenze...Nel corso del 2014, finito il quale la manovrona di "pareggio" dovrà essere stata effettuata e pure approvata a Bruxelles.
      Come vedi i nodi vengono al pettine...

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    2. Lo so, lo so... ;) Però hai sentito cosa ha detto Letta del nostro "carOlli"? Qualcosa, come ben dici, bolle in pentola...

      Nel frattempo, non so a te, ma a me vedere che le parole più sagge vengono dal Papa fa molto strano. Addirittura attirandosi le critiche di economisti JP Morgan, che non capiscono come (anzi lo capiscono, ma a loro che je frega, mica vivono in Somalia), in merito al sottosviluppo qualche piccolo dettaglio: "Underdevelopment is neither an original nor traditional social position. Hence, it cannot be assumed that the contemporary position of the Third World can be understood as solely a reflections of its internal historically specific social, political, economic, and organizational characteristics. The process by which monopoly capital in economic advanced countries extract surplus from less-developed countries through capital exports limits the latter’s ability to achieve the status of the former"...

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  4. La fede dei media italiani nell'euro e nel nuovo ordine neoliberista Hayekiano è irriducibile, non credo che Floris e gli altri faranno registrare novità. Mi aspetto, anzi, che le direttive del gerarca finlandese Rehn verranno subito riproposte questa sera nei soliti termini: come facciamo a tagliare ancora la spesa pubblica per rientrare nei parametri? E avremo di sicuro uno della solita compagnia di giro che rilancerà le consuete ricette che ci stanno affondando da anni. D'altronde, il prossimo Presidente del consiglio Renzi straparla di un "grande piano per il lavoro" da finanziare con l'abolizione del Senato. In nessuna delle innumerevoli interviste che concede ha mai spiegato come intende far fronte dal 2014 al fiscal compact, che impone all'Italia mostruosi avanzi di bilancio per rientrare dal debito: altro che piani per il lavoro. Ma naturalmente il sindaco conosce bene la lezione di Berlusconi: per farsi votare contano il marketing e gli slogan, non certo la sostanza.

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    1. Ciò che dici, tatticamente è vero, sia per Ballarò che per Renzi. Ma, strategicamente, quantomeno per Ballarò, non è già oggi più così; pensa solo che nella lotta interna può convenire isolare Renzi che si impicchi sempre più nelle sue politiche tea-party, segnando una demarcazione dal resto del PD, qualora volesse prendere spunto per una presa di distanza, proprio basandosi sulle iniziali aperture di Napolitano (v. commento di Flavio sopra), che appaiono già come una sosta di risposta a Olli (che uno come Renzi non è in posizione di dare, perchè è attestato sulla linea: "è colpa nostra, solo io sono in grado di raddrizzare l'Italia")

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  5. Ohhh!!! Il Piddino che si leva il prosciutto da uno degli occhi!!! Tutti e due, è pretendere troppo.... ;-)

    http://it.notizie.yahoo.com/crisi-pittella-rehn-avversario-non-piu-39-commissario-foto-123800463.html

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  6. l'oscuratissimo - dai media mainstream , cioè tutti - VDay di Genova e la "la pavida ed ambigua uscita di Grillo" , insieme al progressivo aumento di consapevolezza dei cittadini, stano producendo risultati fino a sabato scorso IMPENSABILI, http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2013/12/03/Crisi-Napolitano-impone-correzione-rotta-Ue-_9718812.html
    Non concordo nel fatto che il M5S in questo momento debba prendere posizione di "governo" della strategia di uscita dall'euro. Non ci sono i numeri. Con chi dovrebbe trovare l'accordo per fare una maggioranza parlamentare ? Con il PUDE ? Con la Lega e Fratelli d'Italia ci potrebbe essere anche uno spazio di discussione sui temi economici ma su altre tematiche le distanze sono enormi , comunque non ci sarebbero i numeri. Nel M5S oltre ai temi strettamente monetari, vi sono moltissime altre spinte di cambiamento culturale che riguardano l'ambiente, la gestione dei beni comuni e l'uso delle risorse non rinnovabili, la democrazia diretta e la partecipazione dal basso, tutto questo garantisce una robustezza e una maggiore democraticità delle proposte economiche. Ricordo i 7 modesti punti - da considerare anche che la comunicazione di Grillo è stata semplice per arrivare a più persone possibili -
    1 Referendum per la permanenza nell'euro
    2 Abolizione del Fiscal Compact
    3 Adozione degli Eurobond
    4 Alleanza tra i Paesi mediterranei per una politica comune finalizzata eventualmente all'adozione di un Euro 2
    5 Investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3% annuo di deficit di bilancio
    6 Finanziamenti per attività agricole finalizzate ai consumi nazionali interni
    7 Abolizione del pareggio di bilancio
    io li leggo così : il punto 1 serve come detonatore democratico per sollecitare i cittadini TUTTI a discutere del tema e a prenderne coscienza , a poco a poco aumenta la consapevolezza e si comprende che le mosse DEVONO NECESSARIAMENTE essere la 2 (si intenda NO obbligo di rientro dal debito), la 5, la 6 e la 7 seguita dalla prima parte della 4 . A quel punto la 3 non ha più significato e la 1 non è più necessaria perchè il consenso democratico viene SANCITO dal voto popolare alle europee prima e alle politiche dopo. L'importante è trovare alleanze e inclusione con tutti coloro che credono in questo e RESISTERE alle contromosse PUDE impedendo la messa in servizio di strumenti coercitivi e vincolanti che , TOGLIENDO COMPLETAMENTE LA SOVRANITA' , rendano IMPOSSIBILE il processo sopra. In particolare il REDEMPTION FUND !!!

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    1. ma questo commento non lo avevi già messo nel precedente dibattito?
      Non vorrei ripetere le risposte già date in quella sede.
      Tuttavia:
      1. al V-DAY è stato dato ampio spazio mediatico. Tanto che è stato l'evento centrale di tutta la prima parte del "formiglioso" di ieri. Sul sussidiario.net, poi, c'è una dettagliata analisi di Cottarelli, punto per punto. E sono solo una parte minima degli esempi;
      2. la dichiarazione di Napolitano è stata su già riportata e commentata dall'intervento di Flavio: inutile dire che l'interpretazione è del tutto diversa. Non è realistico ritenere che sia dovuta, in alcun modo, alla posizione espressa da Grillo, ma piuttosto ad una significativa, nel contesto, esigenza di risposta all'attacco, di fatto "ingiurioso", di Olli Rehn (oggetto del presente post).
      3. Per prendere posizione sull'euro non occorre essere maggioranza o stare al governo. Questo "alibi" alla posizione oggettivamente ambigua di Grillo (in una situazione di disastro che va col tassametro "a mille"), nell'inerzia sostanziale del resto del mov., almeno sulle posizione essenziali, non regge. In tutta Europa i principali partiti di opposizione stanno crescendo proprio per delle posizioni molto ben chiarite, proprio dal punto di vista tecnico, sull'euro e sull'assetto anti-welfare.
      4. Anzi, l'idea che ribadisci, mostra proprio l'inadeguatezza della concezione politica grillina: una proposta politica che, in essenza, si richiami al ripristino della legalità costituzionale non ha bisogno nè di calcoli di praticabilità nè di opportunità. L'opposizione, esattamente al contrario, vive in democrazia proprio per la capacità di offrire alternative ben delineate sui problemi più importanti del paese, non per giocare di rimessa sugli errori del governo senza neanche inquadrarli correttamente. Come sta ora accadendo.
      5. La principale occupazione del m5s, - coltivata nell'ilusione che entrare in parlamento significhi governare e "fare" qualcosa in termini di leggi approvate (altrimenti si è colpevoli di mancanza di risultati e bisogna restituire i compensi) , convizione profondamente antidemocratica- è attaccare la casta e i costi della politica.
      6. Ebbene, questa è esattamente la linea di colpevolizzazione degli italiani in quanto popolo (coinvolgendo tale concezione con sprezzo intransigente anche l'elettorato rappresentato dagli altri partiti, visto come collettivo portatore di corruzione") che sostengono i tedeschi ordoliberisti e che alimenta l'etica "censoria" del PUD€, come confermano posizioni del mov. si problemi come: pensioni (dette "d'oro", senza distinguere dove ci sia stato l'effettivo versamento di contributi altissimi), patrimoniale, reddito di cittadinanza, incomprensione della priorità del problema della BC nonchè della connessione del pareggio di bilancio con quel welfare e quella piena occupazione che sono il clou della (ostinatamente ignorata) democrazia costituzionale.
      E questo senza dimenticare la disinformatja decrescista (portatrice di colonizzazione e/o medievalizzazione, nelle forme attualmente sostenute) che percorre il movimento e di cui abbiamo già ampiamente parlato.

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    2. Aggiungo, a onor del vero: tutto ciò è un gran peccato, dato che le energie più vive della società sono in buona paarte orientate verso il mov. che costituirebbe, potenzialmente, un enorme riserva di progresso.
      Ma per por fine alla "involuzione" del capitalismo sfrenato occorre cultura. Storica, economica, costituzionale, umanistica (nel senso di umanitaria).
      Che non si improvvisa e che non si trova infusa nella sola buona fede: la stessa "onestà" non è un sistema occhiuto di controllo degli altri, specie se portato in base a un metro "etico" di cui non si è ben compresa l'origine e la funzione.

      E occorre la consapevolezza che questa cultura si conquista con fatica, diffidando di soluzioni e slogan suggestivi lanciati, nel modo più insidioso proprio, dalla multiforme capacità di controllo dell'avversario: cioè nella stessa rete.

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  7. grazie Quarantotto per le tue puntualizzazioni. Io personalmente cerco di studiare, aumentare la mia cultura e senso critico . il mio tentativo di divulgazione e condivisione al momento ha la sua massima possibilità di diffusione nel M5S locale e non vedo alternative con caratteristiche di massa e di partecipazione analoghe . Per quanto riguarda le tue perplessità , che a volte sono anche le mie , sul livello culturale del dibattito e sul numero di persone "culturalmente" mature posso condividere ma nello stesso tempo penso che una comunità , un movimento politico, possa funzionare con la presenza di elementi diversi ed eterogenei , basta che ci sia la passione e la fiducia negli altri e nel cambiamento . Per il momento io la percepisco. Vedremo.

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    1. Ma certo che per te è così; altrimenti non staresti qui a commentare.
      Però, i fatti da me indicati rimangono. E per un motivo che si può dire "strutturale". Ti sarai accorto inevitabilmente che il mov. ha una componente forte, se non prevalente, di "livorosi".
      Ecco, come già rispetto alle viscere profonde della Lega nella sua ascesa, con costoro sarà impossibile qualsiasi senso critico e approfondimento culturale di comprensione della società.
      Sono impliciti validatori di von Hayek. E lo subiscono senza saperlo, esattamente come stimava lui, per presunzione assoluta, sulla democrazia e i diritti politici.

      Credo che alla fine le 2 anime del mov. arriveranno ad una scissione.
      Al suo vertice ciò è già simboleggiato dal duo Grillo-Casaleggio. Non con esattezza sostanziale. Ma appunto a livello simbolico.
      Il secondo, tetro e banale, appare irriducibilmente anti-umanitario, privo di qualunque empatia. Come d'altra parte i livorosi che prosperano nelle crisi epocali, perchè c'è da schiumare odio e da linciare gli untori di turno.
      In questo metto pure il malthusianesimo (in senso lato) "decrescista", fondato su una concezione inquisitoria, violenta e colpevolizzatrice del consumo. E soprattutto errata e senza dubitarne.

      Dall'altra parte, Grillo calamita attenzione con la vis di una forma paradossale di "umanesimo": con comica empatia, dà voce ad una rabbia che tenta di essere filantropica e di creare una società "a misura d'uomo". Senza averne la cultura e fidandosi della "pancia" (in apparenza: ma questo è il messaggio che passa).
      Credo che gli aderenti al mov che finora ho conosciuto siano, ovviamente, in questa seconda categoria simbolica; solo che non vedo ancora l'apertura a uscire dallo schema.
      Forse perchè non gli è stato offerto altro e devono tutto (politicamente) ad esso. Ma la loro intelligenza li porterà giocoforza oltre questo schema. Almeno c'è da sperarlo.

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    2. consiglerei a tale tarabella la lettura di Clic!, di alessandro dal lago, un'utile igene mentale contro il fascismo web2.0 che l'accoppiata grillo&casaleggio potrebbe propinare a tutti noi se solo vincesse le elezioni..

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    3. "Ma la loro intelligenza li porterà giocoforza oltre questo schema": mi sembra che tempo fa Orizzonte48 abbia avanzato la previsione che tutti i partiti vadano incontro alla scissione.

      Se e quando si griderà ai “traditori scissionisti” (già me lo immagino) ricordiamoci che non è che per forza una una scissione sia una cosa antidemocratica, anzi va nel senso della democrazia. I parlamentari infatti, in quanto rappresentanti della Nazione, portano in sé la responsabilità di offire sia rappresentanza dei cittadini sia rappresentazione dei temi, delle lotte, dei conflitti. Se sono stati eletti con un conflitto latente ma insanabile all’interno del proprio partito, è bene che questo conflitto si esprima e si sviluppi in parlamento, e che venga, se necessario, rappresentato con una scissione dei gruppi parlamentari e relativi partiti.

      Si rappresentano i conflitti nel luogo che la democrazia ha inventato per farlo, con regole e procedimenti stabiliti, codificati e visibili per evitare che esplodano nel resto del paese. Fa parte di questa rappresentazione, drammatica finché si vuole, anche l’esito scissionistico. Non è necessario ricordare qui che ogni parlamentare “esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato” (Art. 67 Costituzione).

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    4. La scissione sarà un modulo inevitabile: tra sostenitori della legalità costituzionale e collaborazionisti €urofili ordoliberisti.
      Nel mov. questa dicotomia ancora non si manifesta (mentre negli altri partiti è per ora sotterranea), perchè apparentemente unificato da un senso della Costituzione tutto orientato sul palazzo e sulle sue geometrie di vertice. Tralasciando a piè pari la sostanza dei valori.
      Ma più che parlamentare ogni scissione dovrebbe essere autoorganizzazione sociale...

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  8. PRIMA DEL CALCIO DEL RIGORE i & ..
    Quando da adolescente, per caso e necessità, capita di vedere e guardare W Wenders appaiono ottiche della BOLLITURA LENTA e quella del BASSO della RANA
    Rimane, sfuggevole il "calindri" del logorio; e sfugge il "calpestio" della vita moderna, la "grande società" dei padri Padoa Schioppa & Co.
    Per caso e necessità, ascolto oggi le virulente insorgenze di "re" e "nipoti" contrapposte ai "mediani" al contrappunto dell' "uomo del sacco" che dichiara la PREVENTIVA CONCORDIA "concordata" DEL RATTO.
    Qui "sfuggono", cominciano a stampare manifesti strani

    ps: ermetico e ematico, parlo la lingua mia, quella umile della gente nostra, gli umani consapevoli dei quali abbiamo memoria ... e, ora ci sta, al culo tutto il resto

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  9. DOPO IL CALCIO DI RIGORE: PROPAGANDA-STIFFER-WEST
    Parrebbe incredibile, eppure è proprio così.
    Neppure Nicolò Carosio avrebbe meglio raccontata la radiocronaca surreale della partita ieri.
    Una dirompente azione offensiva partita dal piede destro del « mediano » Olli, faceva scattare sulla fascia « sinistra » la difesa di Giorgio e Gianni permettendo al solito Fabrizio – un «fantasista» cos’altro può fare - di calciare la palla in rete spiazzando l’incredulo portiere.
    Anche le immagini della telecronaca mostrano il solito « schema » dettato dalle veline BCE che atterrano sui banchi di tutti gli spogliatoti UEM, ora svelato dai quotidiani sportivi UE ma che in quelle "rosa" del Belpaese viene tradotto nel dialetto macheronici delle manovre diversive della Propaganda-Stiffer-West.
    Uno «schema» ampiamente concordato tra tutti gli « allenatori economico-finanziari » del campionato UEM e riaffermato con evidente fierezza dal super-allenatore, il « mediano » Olli, nelle pagine sportive del nostro miglior Propaganda-Stiffer_West.
    Al bar del Belpaese si accaldano le diverse le interpretazioni dello scartamento a « sinistra » della difesa.
    La mia modesta esperienza di terzino è quella di manovre diversive con il sapore e l’odore della trappola per alimentare quel bricciolo di orgoglio « sinistro » rimasto in chi ha vissuto lascivamente sopra i propri mezzi e non ha saputo sfruttare i vantaggi dell’unione monetaria.
    Sullo sfondo le solite ombre/luci della sconfitta certa che si manifesterà quando si andrà ad incontrare i campioni della UEM Grosse Koalition (CDU-CSU-SPD) che rinnovano il catenaccio delle della scuola ordoliberista (destrutturazione dello stato, deflazione salariali, snellimento del welfare, della sanità, dell’istruzione, compressione degli investimenti, mercantilismo economico ..).
    Traiettorie di fuga minate da trappole di un campionato che ha poco da mostrare anche al tifoso più sfegatato.
    Cambio sport, mi do all’ippica.

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  10. La questione della legittimità è la questione centrale. Che ne pensa di rivendicare la convocazione di una Assemblea Costituente eletta con il proporzionale puro? Grazie per l'attenzione.

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    1. Mi sa che un lavoro preparatorio di una nuova Costituente già esista nei fatti. Però non dimentichiamo che il vero mandato a renderlo operativo derivò dagli USA, pressati dai carri armati di Stalin...E siamo sempre alle solite

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  11. Certo. A mio avviso, la richiesta di convocazione di una nuova assemblea costituente (già avanzata anni fa dall'Ambasciatore Romano) avrebbe valore politico importante, perché riproporrebbe all'ordine del giorno la questione della legittimità. E' poi verissimo che legittimità senza forza non basta. Ma ricominciare a parlarne e a rivendicarla, mi sembra di importanza decisiva.

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    1. Mo' te prego non mi accomunare a Romano, che aveva ben altre premesse e che dei profili e problemi qui sollevati si interessa quanto di astronomia o di poesia del 900 sudamericana

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    2. Romano, ormai millenario, non c'entra niente con te o con me, però non è l'ultimo degli scemi. Mica l'ha inventata lui l'assemblea costituente. Ciao.

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    3. Che non sia "l'ultimo degli scemi" è valutazione di tipo psicologico, (peraltro abbastanza riduttiva) ma nulla ci dice su quello che esprime nel merito delle questioni.
      Che poi sui profili e contenuti, legati alla originaria e poi aggravata illegittimità costituzionale dei trattati, abbia detto qualcosa è invece dirimente per distinguere la "ragione" della Costituente. Invocata, spesso a sproposito da molti commentatori di giornaloni, su basi tuttavia opposte a quelle qui sostenute (cioè per rafforzare e ratificare l'esproprio di sovranità e l'assetto socio-economico von Hayek).
      Quindi questione di contenuti vera discriminante, altrimenti, la Costituente la volevano pure d'Alema e Berlusconi, per costituzionalizzare la BC indipendente (cosa su cui credo che Romano sia un acceso sostenitore). Ora è più chiaro?

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  12. Molto più chiaro, grazie. Il contenuto, naturalmente, ha importanza prevalente. Però vedi, se D'Alema e Berlusconi avessero davvero voluto la costituente, l'avrebbero fatta; e invece non l'hanno fatta proprio perché non la volevano. Volevano la bicamerale, poi fallita, non che il popolo sovrano votasse con il proporzionale l'A.C. A me, quello piacerebbe. Perché in questo caso, la forma sarebbe sostanza, e sostanza che va proprio nella direzione opposta alla deriva oligarchica e alla distruzione dello Stato.

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