venerdì 9 maggio 2014

IL TRAGICOMICO DISCORSO FINALE DI BARROSO TRA ELOGIO DEL FISCAL COMPACT E FASTIDIO PER I PARLAMENTI

Josè Manuel Barroso, Angela Merkel, Mario Monti e Mariano Rajoy.  

Questo il discorso appena rilasciato da Barroso come una sorta di tragicomico commiato.
E' inutilmente lungo e ripetitivo e occorre andare con attenzione (e vincendo la noia e la boria che ne trasudano), a cercarsi qualcosa che, ridotto all'osso, non sia "l'Europa è una cosa meravigliosa e ci cuole più Europa".
Vengono proposte arzigogolate nuove alchimie istituzionali per rafforzare il potere della Commissione, ma si insinua il risultato, esplicitamente forzato, che il Consiglio europeo, composto dai capi di governo (e secondo il caso dai ministri competenti per materia) sia la "seconda camera", insieme con il Parlamento, dotata di pari legittimazione democratica (!), - rispetto all'intera comunità sociale di tutti i popoli europei. 
Con ciò suggerendo una "bicamerale" impegnata, col Parlamento UE sotto tutela dei capi di governo, a riscrivere le regole e a predeterminarne i risultati che i parlamenti nazionali dovranno ratificare.(When democratic decision-makers refuse to acknowledge, defend and endorse their common decisions, European legitimacy will always suffer...!).  Non fatelo soffrire!

Insomma, è solo un problema di "forma", di regole ancora più vincolanti e di vincolo esterno ancora maggiore per i parlamenti.
Riemerge la sprezzante implicita valutazione di "stolidità" dei parlamenti per la loro ostinazione a non voler considerare la "fattibilità" delle soluzioni che si ostinano a richiedere ad emendamento di quello che Commissione e Consiglio, illuminati ed efficienti, hanno deciso per il "comune interesse" (delle lobbies che bivaccano a Bruxelles). Persino il Parlamento UE appare troppo scarso in "piùeuropa-politik"! Infatti:
"The temptation to demand without regard for feasibility – namely the underestimation of the political conditions for some decisions – is not fully overcome by all players in the European Parliament."

Quindi, sappiate, la politica buona e "fattibile" è solo quella che la Commissione giudica tale, in accordo, al più, con i "governativi" Consigli europei...che però, lamenta, con mille giri di parole, hanno il brutto vizio di tornare davanti ai rispettivi parlamenti.
Letteralmente ossessionato dal decisionismo illuminato si pone pure, alquanto stizzito, queste domande:
"So now, before we discuss the technical details of yet another treaty, we must answer the question: what kind of communality do we acknowledge as necessary, indispensable, unavoidable between the capitals and Brussels? What do we recognize as things we must decide to do together, no matter what? What is the agreed, settled, joint purpose of our Union? To what extent do we join our destinies, irrevocably, and without reserve?"

Capite? Le cose che si decidono devono essere fatte "no matter what" e i nostri destini devono essere uniti "irrevocabilmente" su scelte "inevitabili"...E al diavolo i parlamenti.

Non si può fare a meno di rammentare, ancora una volta, questa fatidica frase di Spencer: "La funzione del liberalismo in passato fu quella di porre un limite ai poteri del re. La funzione del vero liberalismo in futuro sarà quella di porre un limite ai poteri del Parlamento".
Barroso sì che è un vero liberista in piena tradizione ottocentesca!
Continua è l'invocazione della "democracy", ma mai connessa in alcun modo ad un sistema di valori: solo al "metodo idraulico" che serva, con voti coartati dall'irrevocabilità degli obblighi, a fare le scelte "inevitabili". 

Chicca finale, immancabile, che vale quanto il tristemente noto "la Grecia è il più grande successo dell'euro", ci propina una laudatio del fiscal compact come attestazione di "inevitabilità" delle decisioni illuminate della Commissione: "...there is no better illustration of the inevitability of the Commission's role than the intergovernmental Fiscal Treaty".
E ci regala così una teorizzazione clamororosa del fastidio che gli arrecano le politiche dei singoli Stati, con questa assurdità delle opposizioni che contrastano le decisioni illuminate della Commissione, lasciata tutta sola a curare, in modo illuminato e inappellabile, l'interesse generale. Tale è l'unica "asimmetria" che va eliminata, mica quelle derivanti dalla moneta unica, problema del tutto e platealmente ignorato:
"There is also an asymmetry between the national political dialectics and European political dialectics. At the national level, there is a government-versus-opposition logic, so that every issue has a 'party against' as well as a 'party in favour'. In Europe, there is no such logic and hence no 'party in favour' of everything that Europe does. It is mainly the Commission, which is conceived by the treaties to be the defender of the general European interest, that is always expected to stand for the collective decisions agreed."

Pertanto l'idea di un costituzionalismo, cioè di una legge suprema di valori fondamentali socialmente connotati, viene rigettata e, con essa, la stessa valenza sostanziale del costituzionalismo, certamente un ingombro fastidioso, tipica espressione della pretenziosa tendenza alla democrazia dei popoli come entità concrete, non come entità astratta in nome della quale "Egli" si sente investito di un compito a legittimazione metafisica
"In the foreseeable future, I believe there will not be a European 'Philadelphia moment', the creation of a constitution from scratch. The Union's way of developing will continue to be 'permanent reform' rather than 'permanent revolution' "

Ma non solo, conscio che la situazione di opting-out sull'euro (in realtà di paese che non aderisce, programmaticamente o comunque "di fatto") è attualmente riconducibile all'art.139, come categoria generale a cui ascrivere, senza la fissazione di un termine finale, la posizione di paese con deroga, si sforza di argomentare che tutti gli altri (paesi con deroga) che non siano il Regno Unito, (che ha stabilito di non aderire "once and for all"), debbano considerarsi obbligati a entrare nell'euro, compresa la Danimarca. 
Pertanto, programma (come ulteriore modifica-risoluzione da assumere) di chiarire che la posizione di UK debba essere esplicitata come oggetto di una regola speciale, non estensibile agli altri Paesi membri con deroga.
Il fatto stesso che impieghi un buon pezzo del discorso a perorare la obbligatorietà dell'adesione all'euro, non potendo indicare alcuna previsione dei Trattati che la sancisca, mostra la debolezza e il wishful thinking che la contraddistingue
La moneta unica è preordinata per tutti gli Stati membri, vero, ma l'art.3, par.4, TFUE, si guardò bene dallo stabilire qualsiasi obbligazione di adesione all'UEM, lasciando agli Stati ogni relativa determinazione, dato che, altrimenti, non avrebbero aderito se non a costo di pesanti questioni di costituzionalità interna (quelle che in Italia ci si rifiuta di porre, ma non in Germania o in Francia):
"According to the treaties, the single currency is meant for all Member States, except for those who have a permanent opt-out. And the truth is, there is only one Member State - the UK - that has such an opt-out.
Even Denmark's status is better described as a 'possible opt-in' than as a permanent opt-out. All the others have committed to join the euro. This will take time, and certainly even more thorough preparation than in the past."
Ma se così fosse perchè la Commissione non ha avviato qualche "procedura" per mettere in mora tali paesi non dotati di "permanent opting-out"? 
E poi: quale procedura, di grazia, avrebbe mai potuto letterlamente inventarsi per coartare i governi e i parlamenti degli Stati con deroga? 
Virando sul patetico, con rumore di unghie sullo specchio, fa una breve ma significativa catilinaria sul Regno Unito, per assicurarsi che la sua elastica idea di adesione non  proliferi negli altri Stati membri, concludendo perentoriamente, e dimostrando vieppiù che excusatio non petita accusatio manifesta, con:
"But we should not confound this specificity – even if in some issues it is shared at some moments by several governments – with an overall situation of the Union." La "specificità condivisa da molti governi"; questo il suo vero incubo ordoliberista-internazionalista

E se molti governi simultaneamente si preoccupassero criticamente della ragionevolezza delle decisioni illuminate? Magari in nome dell'interesse dei rispettivi popoli, o dell'ancor più detestato consenso elettorale?
In Italia, non c'è pericolo; ma allora perchè non la nomina mai, nemmeno quando ritorna con la memoria agli anni '90 ricordando soltanto Kohl, Mitterand e Felipe Gonzales?
L'illuminato Barroso è alquanto ingrato...

Peccato (per lui) che lo stesso giorno, a dimostrazione di un sistema che sta crollando come un gigante dai piedi di argilla, dal principale azionista, la Germania, arrivi un pesante colpo ad alzo zero contro la Commissione Barroso. L'IFO, istituto di ricerca tedesco, il più influente think tank del Merkel pensiero, accusa la commissione di manipolare i dati del deficit greco (fiddle: letteralmente, "suonare il violino" "sviolinare", "giocherellare"). E di farlo, udite, udite!, per motivi bassamente elettorali (pro-UE):
"The Ifo Institute, one of Germany’s most influential economic think tanks, has accused the EU institutions of “fiddling the figures” on Greece’s public deficit figures in order to “embellish” the country’s situation ahead of the May European elections."
Senza dimenticare, infine, questa cosuccia su cui, nella propria mitobiografia elogiativa, il nostro non spende una parola che sia una, sebbene venga dagli USA (Stiglitz):
“Avrei bocciato gli studenti che mi avessero sottoposto analisi come quelle presentate dalla troika”
Che fatica essere più realisti del re; anzi più liberisti dei mercantilisti (ordoliberisti e propugnatori del von Hayek per fessi").

24 commenti:

  1. I thank you for your attention and fuck the Democracy!
    Questa sarebbe stata la chiusura più appropriata di cotanto discorso.

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    1. Ma sai loro sono più "felpati" per dovere d'ufficio e lo dicono in premessa in centinaia di modi. Gli astanti, naturalmente, applaudono e si esaltano (non appena si svegliano)

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    2. a proposito dei loro modi felpati e soprattutto dei centinaia di astanti applaudenti ad ogni conferenza:

      Essendo che fondamentalmente nessun giornalista è ammesso a fare domande se (presumo) prima non le ha inviate per tempo o se non proveniente da organi di informazione sotto controllo, questi figuri stanno sviluppando un'incapacità enorme nel confronto....prima ancora che un'intolleranza.

      E' come se le loro capacità di dialogo con persone non schiave si stiano atrofizzando...anzi siano già atrofizzate.

      L'altro giorno ho visto Draghi inalberarsi....con classe ma inalberarsi e alzare la voce con evidente fastidio, solo perchè un giornalista de "La Gabbia" gli fece una domanda neanche troppo ficcante sui derivati da lui sottoscritti a inizio anni 90.

      Cioè cose su cui uno in quella posizione dovrebbe avere risposta pronta e con nonchalance.

      Altro segno di come questi esseri siano assolutamente impreparati ad avere contatti con persone fuori dalla schiera dei protetti/protettori/schiavi. E' profondamente inconcepibile per loro discutere con persone dotate di libertà di parola.

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    3. @Luca Tonelli
      La vicenda del "drago" ha cornice molto intrigante.
      Dopo il comizio in BCE, incazzato per la domanda, sale muto in macchina e parte,
      Poi ripensa, retromarcia, e torna arrogante per dichiarare che già tutto è stato chiarito.
      Risulta ancora in attesa di risposta l’Atto di Sindacato ispettivo n. 4-00463 del luglio 2013 sollecitato da FT, rilanciato da inBarbaPapà e da altri , elenco non esaustivo, perché l’affaire è sollecita il voyeurismo di molti.
      Come non mancano gli antefatti del 2012 quando il maestro elementare spiega i "titoli derivati" in tre paginette di trascrizione stenografica e perché l’ “uomo del monte” ha staccato dal conto degli Italiani nel gennaio 2012 l’assegno per la modica cifra di 3,4 mld di US$ per un “debito”, scoperto per caso dai segugi della SEC, omologa USA della CONSOB mandati a stringere i cordoni quando la “borsa” è stata svaligiata e chiudere i cancelli della stalla quando i maiali sono scappati.
      Ma siamo certi che questa volta sarà diverso perché con le oche pado(v)ane non c’è da scherzare.

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    4. Stas storia dei derivati può essere chiarita senza stare a fare domande al Drago. DI tracce ce ne sono tantissime e proprio qui in Italia. Se volessero, gabbie e barbipapà...

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    5. Domande al "drago"? ... ahahahah
      Tracce e orme del "drago"? ... ahahahah
      Capi di imputazione? ... ahahahahah

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    6. Se volessero ahahahahah! :-)

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    7. in effetti questo mi lascia interdetto
      come mai "sta cosa è uscita" proprio dagli americani , mentre qui gatta ci cova(va) ?
      in più proprio mentre a dire sì(no) c'era l'uomo del monte
      (non mi dite che in america i media sono davvero liberi perchè ci sarebbe davvero da ridere)

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    8. inoltre mi sono sempre chiesto come mai nessuno parla di CDS in merito a €xit
      voglio dire , non è per quello che sono nati ? chi punta su €xit farà tombola ?

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  2. Articolo "illuminante" sulle cause prime dell'odierna situazione e sulla furia cieca degli "illuminati tecnocrati". Figuriamoci se i ragionieri di Bruxelles che sviolinano i dati misurabili della grecia sono in grado di considerare adeguatamente anche parametri non quantificabili , che misurano i valori costituzionali. Ma il mainstream non è più tale e le crepe nel muro porteranno i cambiamenti e i frutti nel futuro. Bisogna resistere e continuare. https://www.youtube.com/watch?v=HfoQTW9SA9Y . Interessante la protesta degli studenti di economia a Princeton contro il prof Greg Mankiw accusato di non dare una visione ampia delle teorie economiche ma limitarsi a quella mainstream . Il successo della protesta e le scuse del prof Mankiw sono un segnale incoraggiante. http://en.wikipedia.org/wiki/Greg_Mankiw

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    1. Chang ha aperto la via e lotta insieme a noi
      http://www.ft.com/intl/cms/s/2/986d6cd2-cace-11e3-9c6a-00144feabdc0.html#axzz2zyWmj0fY

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  3. In tema di previsioni economiche, uno che si sbaglia molto poco e' indubbiamente Andrea Mazzalai.
    Sulle elezioni europee prevede http://icebergfinanza.finanza.com/2014/05/09/god-bless-draghi/
    che il risultato elettorale METTERA' IN DUBBIO la sostenibilita' di questa unione monetaria, di questo euro, quindi Draghi non aspettera' giugno ma dovra' agire subito con il Qe...

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    1. Qe che non serve a ben poco peraltro: dubbio che abbassi i corsi, dubbio che, se anche fosse, non avvantaggi principalmente GER, riscatenando aspettative speculative e spread (visto che ora con l'Unione bancaria l'acquisto di debito pubbl intra moenia diviene più rischioso).
      E intanto il surplus tedesco (anche causa Russia) si assottiglia.
      E proprio di questo abbiamo parlato oggi con l'ottimo Andrea su TW

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  4. L'intervento di Stiglitz sembra non essere piaciuto al ridanciano Andrea Montanino, membro esecutivo del Fondo Monetario Internazionale; l'ex Consigliere economico di Padoa Schioppa nonché "ex economista" alla Commissione Europea ha dichiarato che è "Difficile contrastare un premio Nobel, ma credo che l'euro sia stato una grande fortuna per paesi come Italia. Basta guardare al tasso di inflazione. Inoltre ci ha aperto dei mercati", sottolineando che "giudicare ex post è molto semplice": 'parole sante', considerando che il fondamentale lavoro di J. Meade - "The balance of payments problems of a Europe an free-trade area" - è datato 1957 ed era obiettivamente difficile prevedere un simile disastro e far meglio di così.

    Resta per me un mistero quale livello e quale profondità di comprensione possa vantare uno statistico calato in ambito macroeconomico; comunque, la breve dichiarazione non poteva conchiudersi senza una rosea visione sul futuro, contenente - peraltro - una velata presa per i fondelli: "Sono ottimista, soprattutto da quando vivo fuori dall'Italia[...].
    Chissà cosa ne pensano gli italiani...

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    1. A furia di essere ottimista rischia che in Italia non ce lo faranno mai più rientrare gli italiani, una volta che si rendessero conto dei pensieri, parole, opere ed omissioni dei vari espertologi a ruota libera

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  5. Carissimo Orizzonte 48,
    Perdonami ma questi sono solo e solamente criminali alla stessa fatta di quelli nazisti e come loro dovrebbero essre giudicati dai popoli "sottomessi" e condannati ai lavori forzati a vita per meglio comprendere,nel profondo,il tristemente famoso " Arbeit macht frei ".

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  6. "Fino a che punto possiamo uniamo i nostri destini, irrevocabilmente e senza riserve?"

    Dopo quello che ho visto accadere negli ultimi anni, credo fermamente che sia funesto permettere che il destino delle popolazioni europee sia deciso da gente simile.
    Tanto più che il “decisionismo illuminato” di questi fanatici finora si è rivelato parecchio rozzo. Non solo l'Ue è responsabile del depauperamento di mezza Europa, ma ha anche appoggiato tutte le finte rivoluzioni che da circa tre anni stanno mettendo a rischio la stabilità di vaste aree a ridosso dei confini europei, fornendo sostegno a fior di mascalzoni che hanno sulla coscienza la morte di decine di migliaia di persone in Siria e che stanno mettendo a ferro e fuoco parte del nord Africa, del medio-oriente e persino dell'est Europa.
    Quanto al ruolo della Commissione, “concepito dai trattati per essere il difensore dell'interesse generale europeo”, occorre dire che tra quest'ultimo e l'agire della Commissione c'è un abisso. A meno che non si faccia coincidere tale interesse con quello delle multinazionali, in spregio ai diritti e alle aspettative della popolazione, visto che, un rapporto della ong internazionale Transparency International rileva che i funzionari Ue «possono essere facilmente corruttibili o influenzabili da lobbies [e che] molte trattative e decisioni vengono condotte a porte chiuse, e i responsabili delle istituzioni europee non sono obbligati a rivelare i loro contatti con i lobbyisti».

    Proprio in queste ore a Mariupol le truppe di Kiev hanno ucciso dai tre ai nove civili nel corso di un attacco con carri armati nel tentativo, fallito, di prendere il controllo della città.
    Su questo episodio l'Ue non ha speso una parola, però il portavoce di Catherine Ashton ha dichiarato che «L'Unione europea prende atto con rammarico della presenza del presidente Vladimir Putin in una parata militare a Sebastopoli».

    Attualmente la Ue sostiene con entusiasmo il governo di Yatsenyuk.
    Ora, se in nome dell'“interesse generale europeo” si può tollerare l'assassinio di chi non si allinea, è evidente che il progetto va fermato prima che sia troppo tardi.

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    1. le immagini dall'Ucraina, pubblicate tempestivamente sul Giornale MA NON ANCORA sui quotidiani più pro-UE, sono raccapriccianti.

      2 militari armati che, di fronte a poche decine di persone che avanzano lentamente verso di loro MANI IN ALTO disarmate, fanno fuoco più volte prima di ritirarsi.

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    2. l'appoggio dei governanti europei a tutto questo è qualcosa di disumano.
      eccoli i Nobel per la pace.

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    3. @ Luca Tonelli (10 maggio 2014 04:41)
      Raccapriccianti è il termine giusto anche per definire le dichiarazioni rilasciate ieri dalla portavoce del Dipartimento di Stato americano, Jen Psaki, che ha condannato “l'esplosione della violenza causata da separatisti pro-Russia a Mariupol', che ha provocato diversi morti”. In realtà i blindati di Kiev sono arrivati a Mariupol', hanno sparato su civili disarmati e cannoneggiato qualche abitazione provocando una decina di morti e il ferimento di una trentina di civili, e si sono ritirati.
      "Continuiamo a chiedere che i gruppi che hanno messo in pericolo l'ordine pubblico prendendo le armi e sequestro edifici pubblici in violazione della legge ucraina per disarmare e lasciare gli edifici che hanno sequestrati", ha detto Psaki.
      Tra le molte cose che a Washington non capiscono, una è che la Russia non è un avversario come quelli con cui sono abituati a competere, mettendo in scena in scena quello che il demografo e sociologo francese Emmanuel Todd, nel suo saggio sul declino della potenza degli Usa Dopo l’impero definisce “micromilitarismo teatrale: dimostrare la necessità della presenza dell’America nel mondo schiacciando lentamente avversari insignificanti”.
      Altra cosa che sembrano non comprendere è che chiunque voglia farsi un'idea di quanto sta accadendo in Ucraina oggi può usare internet e scoprire che ciò che raccontano i media qui in occidente altro non è che propaganda da quattro soldi.
      Prima lo capiscono e meglio è per tutti.

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    4. E' incredibile come il mondo si e' rovesciato, sono settimane che per sapere cosa succede veramente, leggo la voce della Russia , Putin fan club e latanadellorso; peccato manchi la versione in italiano della pravda, ma se tanto mi da tanto....
      anche aurorasito e' molto forte e attivo, gli va applicata una tara perche' sono troppo veterocomunisti...

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    5. Beh indicativo è il successo, persino in Russia (lo constato dalla ubicazione dei contatti) che ha avuto il post di Riccardo sull'Ucraina.
      La domanda di informazione decente è molto forte e con dinamiche sorprendenti solo per chi auspica un livello critico e culturale strettamente allineato a ordoliberismo pop.
      La lotta contro il tempo è quella a tenere vive capacità critiche che, specie nelle nuove generazioni, sono programmate come da estinguere. Folle selezione di capacità cognitive che può portare gli esseri umani alla stessa situaz di conflitto guerreggiato!

      "Essi", per consolidare il paradigma del capitalismo finanziario liberoscambista e creditore politicamente egemone, ci stanno portando oltre l'orolo del precipizio

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    6. essi, cioè essi, hanno da rendere solo il conto di quello che "essi", cioè essi, hanno combinato .. -)

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