domenica 9 settembre 2018

VACCINI OBBLIGATORI: FENOMENOLOGIA DEL POSITIVISMO SCIENTISTA A SOSTEGNO DELLE POLITICHE TECNOCRATICHE

Post di Bazaar

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Vaccini obbligatori: fenomenologia del positivismo scientista a sostegno delle politiche tecnocratiche.


Il dibattito sui vaccini obbligatori, e sulle misure da prendere per chi non rispetta la profilassi, infiamma da tempo.

Graziano Delrio esulta a causa dell’approvazione del decreto Lorenzin in un modo piuttosto singolare: « Ha vinto la ragione, ha vinto la scienza ».


Insomma, un decreto legislativo che dovrebbe essere frutto della dialettica politica intorno ai dati empirici offerti dalla dialettica scientifica, si trasforma in uno scontro politico in cui una parte – la parte finanziariamente e mediaticamente  egemone – professa di promuovere prometeicamente un sapere obiettivamente vero, definito “scientifico”. Questa parte politica esprime biasimo verso la controparte, che trova perlopiù consenso in chi si informa al di fuori dal circuito mediatico mainstream, e che viene tacciata di essere “insipiente”, “ignorante” del metodo scientifico, “credulona” e affetta da “pregiudizi”: che soffre di un patologico “analfabetismo funzionale”.

Secondo Repubblica il Capo dello Stato avrebbe dichiarato che: «Nei confronti della scienza non possiamo esprimere indifferenza o diffidenza verso le sue affermazioni e i suoi risultati » e che «Non sempre l'uomo interpreta bene la parte di Ulisse alla ricerca della conoscenza e nel saper distinguere il vero dal falso ».

La Lorenzin, di cui porta il nome il decreto, avrebbe invece dichiarato che: « Si tratta di una vittoria della scienza su ignoranza e pregiudizio ».

Secondo il segretario del maggior partito dell’opposizione Maurizio Martina: «è stata battuta la loro visione oscurantista », ovvero la “visione” della controparte politica non favorevole all’obbligo vaccinale.

Abbiamo già tutti gli elementi per cimentarci nell’ermeneutica del frame propagandato e sviluppare una breve riflessione:

1 – «la scienza» per cui non si dovrebbe «esprimere indifferenza o diffidenza verso le sue affermazioni» è il potere rappresentato dalla classe egemone, elitista, antidemocratica che, spacciandosi lucifericamente come Prometeo, si manifesta come forza «oscurantista» portando con sé «ignoranza e pregiudizio». Attributi proiettati sui ceti subalterni.

Basti pensare che le forze che hanno definanziato lo Stato sociale sono le stesse forze che hanno destrutturato il sistema scolastico; e, considerando che negli ultimi anni di austerity la speranza di vita degli italiani si è drasticamente ridotta (così come come il QI...) è illogico, irrazionale, che l’obbligo vaccinale possa avere finalità conformi alle disposizioni inderogabili della Costituzione sulla salute.

2 – L’«uomo» che non saprebbe «distinguere il vero dal falso» senza la sedicente “élite illuminata”, portatrice della fiaccola della Verità, rappresenta chiaramente il popolo sovrano spodestato.

Come abbiamo discusso in precedenza, l’inversione dell’assiologia e degli “enunciati nomologici” sono strutturali nell’elitismo al fine di perpetuare l’egemonia culturale delle classi dominanti.

In pratica le élite (aka la scienza) impongono autocraticamente e totalitaristicamente ciò che è «vero o falso» per imporre ciò che è «bene o male», ovvero ciò che è «giusto» al di là di ogni dialettica politica (e, non tanto paradossalmente, al di là della stessa dialettica scientifica).

Nel pensiero elitista non esiste il “giusto” per chi, esiste solo il Giusto che coincide sistematicamente con gli interessi materiali dell’élite.

Insomma, considerando che il positivismo scientista è una forma di ottusa ed irrazionale religione, è chiaro che il clero tecnocratico, con tanto di codazzo politico, non può che essere esso stesso medievale ed «oscurantista».

La inversione nel frame propagandato è così presto descrivibile: ciò che è àmbito dell’interesse e dell’opinione politici (doxa), viene disciplinato tirannicamente in nome della scienza (epistéme), mentre ciò che è àmbito dell’esperienza e della scienza (epistéme), viene relativisticamente ed anomicamente lasciato alla mercé dell’opinione (doxa).

Da una parte, dove la doxa si sostituisce all’epistéme, si atomizzano e si sradicano le persone dal terreno dell’esperienza, dai sensi e dal buon senso, dai dati, dall’altra – in nome di un astratto “metodo scientifico”, o meglio scientista, per cui si prevarica il dominio della doxa con l’epistéme - viene appiattita autocraticamente la dialettica politica agli interessi dell’élite che i «competenti» scienziati-tecnocrati rappresentano.

In breve: invertendo la logica degli “addendi” il risultato cambia. Eccome che cambia.

Lo scientismo tecnocratico, producendo nichilismo politico e naturalizzando l’ontologia dell’essere sociale, ha come telos la «fine della Storia»: la sempiterna vittoria di una classe sulle altre.

Occorre quindi sottolineare l’importanza della coscienza storica come antidoto a questo barbaro regresso culturale.

Mentre i nostri piccoli Mengele si adoperano per realizzare il mondo distopicamente descritto da Huxley e Orwell, respiriamo un po’ di aria fresca citando uno scienziato (astronomo) marxista, Anton Pannekoek:

«Ciò che ogni volta veniva indicato come l'esperienza più semplice e puramente personale: “Io vedo un albero”, come tale può entrare nella coscienza solo per merito della determinazione che le conferisce un nome.

Senza la terminologia ereditata delle cose, delle specie, dei concetti, l'esperienza non potrebbe essere descritta, non potrebbe diventare cosciente come tale. Dalla quantità indiscriminata del mondo delle osservazioni le parti importanti per la vita acquistano importanza solo quando vengono definite con suoni e quando vengono così espulse dal tutt'uno confuso e insignificante. Anche là dove nella costruzione filosofica — come per esempio in Carnap — non vengono impiegati i nomi, ma solo i caratteri strutturali, si presume la facoltà di pensare in modo astratto. Il pensiero concettuale, astratto non è possibile senza ricorrere al linguaggio, e si è sviluppato insieme al linguaggio. Il linguaggio e il pensiero concettuale sono però entrambi un prodotto sociale.

Un linguaggio sarebbe impossibile senza una società umana della quale esso è l'organo di comunicazione. Esso ha potuto formarsi e svilupparsi solo in una società, come mezzo ausiliario dell'attività pratica degli uomini. Questa attività è un processo sociale; essa è la base più profonda di tutte le mie esperienze. »

«Le esperienze non sono qualche cosa di personale, anche se le diversità contenutistiche corrispondono a diversità personali. Le esperienze sono a priori qualche cosa di trascendentale, in cui la società è già presupposta come ovvia in quanto base indispensabile. In questo modo il mondo diventa un'esperienza collettiva degli uomini. Il mondo oggettivo dei fenomeni, cosi come è risultato da una costruzione logica portata fino in fondo per mezzo dei dati di fatto dell'esperienza, è a priori l'esperienza collettiva dell'umanità. »

Anche Husserl (che sintetizzava la dialettica tra epistéme e doxa in «doxa cosciente») s’era fatto «storico pensante» – come diceva Hegel – per una ricerca «rizomatica» della storia della ragione. Lo stadio successivo è passare dalla storia filosofica a quella sociale, e dalla critica intellettuale a quella politica.

Per la nostra salute mentale, per spogliarci fenomenologicamente della falsa coscienza prodotta dalla propaganda, leggiamo anche Castoriadis, “L’enigma del soggetto”:

«La creazione di un tempo pubblico non è meno importante d’una simile creazione di uno spazio pubblico. Per tempo pubblico non intendo l'istituzione d’un calendario, d'un tempo “sociale”, d'un sistema di riferimenti temporali sociali – cosa che, naturalmente, esiste dovunque – ma l’emergere di una dimensione in cui la collettività possa esplorare il suo passato in quanto risultato delle proprie azioni, e in cui si apra un avvenire indeterminato come campo delle sue attività. Questo è davvero il senso della creazione della storiografia in Grecia. È sorprendente che, rigorosamente parlando, la storiografia non sia esistita che in due soli momenti della storia dell'umanità: in Grecia antica e nell’Europa moderna, cioè nelle due società dove si e sviluppato un movimento di messa in discussione delle istituzioni esistenti. Le altre società non conoscono che il regno incontrastato della tradizione e/o la semplice “consegna per iscritto degli avvenimenti” effettuata dai sacerdoti o dai cronisti dei re. Erodoto, al contrario, dichiara che le tradizioni dei greci non sono degne di fede. Il gesto dello scrollarsi di dosso la tradizione e la ricerca critica delle “vere cause” vanno naturalmente di pari passo. E questa conoscenza del passato è aperta a tutti: Erodoto, si narra, leggeva le sue Storie ai greci riuniti in occasione dei Giochi olimpici (se non è vero è ben trovato). E la “Orazione funebre” di Pericle contiene una carrellata sulla storia degli ateniesi dal punto di vista dello spirito delle generazioni successive - sintesi che arriva fino al tempo presente e che indica con chiarezza nuovi compiti per l’avvenire ».

La coscienza di quelle costruzioni umane che sono per definizione le istituzioni sociali – prodotto storico e quindi tutt’altro che “naturali” e da lasciar “amministrare” impunemente al clero tecnocratico-scientista – è necessaria per capire quanto la Weltanschauung, secondo cui queste sovrastrutture sono orientate, impatta sul benessere e sulla salute delle persone.

Facciamo nostro questo concetto con l’aiuto di questa splendida citazione del biologo e genetista Richard Lewontin, da “La biologia come ideologia”:

«La progressiva riduzione del tasso di mortalità non è stata una conseguenza, per esempio, delle misure igieniche moderne poiché le malattie che rappresentavano i principali flagelli nel secolo scorso erano quelle respiratorie e non quelle trasmesse con l’acqua. Non è chiaro se il semplice affollamento avesse molto a che fare con il processo, dal momento che alcune zone delle nostre città sono almeno altrettanto affollate quanto lo erano alla metà dell’Ottocento. Per quel che se ne può dire, la diminuzione, nel secolo xix, dei tassi di mortalità in seguito a malattie infettive è una conseguenza del generale miglioramento della nutrizione ed è connessa a un aumento dei salari effettivi.
Oggi, in paesi come il Brasile, la mortalità infantile aumenta e diminuisce con l’aumento e la diminuzione del salario minimo. L’enorme miglioramento della nutrizione spiega anche l’abbassamento dei tassi più elevati di tubercolosi tra le donne che tra gli uomini. Nel secolo XIX, e in Gran Bretagna ancora ben addentro al xx, i lavoratori erano nutriti molto meglio delle donne che stavano a casa. Spesso, in Gran Bretagna, se in una famiglia della classe lavoratrice urbana ci si poteva permettere il lusso di portare in tavola della carne, questa era riservata all’uomo. Ci sono stati complessi cambiamenti sociali, che hanno dato luogo ad aumenti dei guadagni effettivi della gran massa della gente, riflettendosi in parte in un sostanziale miglioramento della nutrizione, che sta effettivamente alla base della nostra accresciuta longevità e dell’abbassamento dei tassi di mortalità in seguito a malattie infettive. Anche se si può dire che il bacillo della tubercolosi causa la tubercolosi, siamo più vicini alla verità quando diciamo che causa della tubercolosi furono le condizioni dello sfrenato e competitivo capitalismo del secolo xix, privo di qualunque forma di regolamentazione sindacale e statale. Ma le cause sociali non rientrano nell’ambito delle scienze biologiche, e così agli studenti di medicina si continua a insegnare che la causa della tubercolosi è un bacillo. »

«La storia oltrepassa di gran lunga qualunque angusto limite venga attribuito al potere di circoscriverci sia dei geni sia dell’ambiente. Come la Camera dei Lords che distrusse il suo potere per limitare lo sviluppo politico della Gran Bretagna nei successivi Reform Acts cui dette il suo assenso, così i geni, nel rendere possibile lo sviluppo della coscienza umana, hanno rinunziato al loro potere di determinare sia l’individuo sia il suo ambiente. Essi sono stati sostituiti da un livello completamente nuovo di causa, quella dell’interazione sociale con le sue proprie leggi e la sua propria natura, che può essere compresa ed esplorata solo attraverso quella forma unica di esperienza che è l’azione sociale».

Se non ci possiamo “vaccinare” immediatamente con un aumento dei salari ed un miglioramento dei servizi sociali, be’, vacciniamoci almeno con Bach: aria sempre fresca in questa insopportabile cappa oscurantista:

https://www.youtube.com/watch?v=3ffg4mU7FNE

8 commenti:

  1. DOMENICA DOMENICALE
    (otc)

    per i "vaccinati" economici c'è BIG FARMA, per altri c'è Scarlatti

    ps: lascio a Voi unire i "punti" :-)

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  2. «La storia oltrepassa di gran lunga qualunque angusto limite venga attribuito al potere di circoscriverci sia dei geni sia dell’ambiente. Come la Camera dei Lords che distrusse il suo potere per limitare lo sviluppo politico della Gran Bretagna nei successivi Reform Acts cui dette il suo assenso, così i geni, nel rendere possibile lo sviluppo della coscienza umana, hanno rinunziato al loro potere di determinare sia l’individuo sia il suo ambiente. Essi sono stati sostituiti da un livello completamente nuovo di causa, quella dell’interazione sociale con le sue proprie leggi e la sua propria natura, che può essere compresa ed esplorata solo attraverso quella forma unica di esperienza che è l’azione sociale».

    Questa frase mi ha fatto ricordare che anche Darwin iniziò i suoi studi perchè odiava istintivamente lo schiavismo (all'epoca ampiamente accettato e giustificato in virtù dei molti passi a favore della schiavitù contenuti nella Bibbia) e fu particolarmente ispirato dal pensiero abolizionista circa la comune discendenza dell'umanità (blood kinship). Tra l'altro anche suo padre fu sostenitore della teoria evoluzionista (senza successo) ma solo Darwin junior fece le ricerche sperimentali per verificare la teoria.
    Quindi possiamo dire che la schiavitù fu abolita, nonostante la Bibbia, grazie al pensiero evoluzionista, ma cio' che fu gettato dalla porta grazie alla teoria dell'evoluzione biologica è poi rientrato dalla finestra sotto forma di darwinismo sociale.

    La forma di vaccinazione più importante resta quindi quella di saper distinguere lascienza dalla scienza e per questo ringrazio questo blog per le continue 'dosi di richiamo' di questo vaccino.

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  3. Prima di tutto grazie, per aver affrontato il tema.


    Empiricamente l’obbligo vaccinale vale solo per i poveracci, in quanto chi può prendersi una tata o pagarsi rette esose di scuole privatissime se ne può tranquillamente sbattere.

    Come si giustifica l’obbligo vaccinale? Con le “coperture”, certo, ma non di “gregge”, bensì ex art.81, infatti si legge sul sito web dell’istituto Bruno Leoni che
    “Nonostante il diritto alla salute sia proclamato come un diritto universale garantito a tutti, la realtà è ben diversa. Le esigenze di bilancio fanno sì che le politiche sanitarie si intromettano con sempre più pervasività nelle scelte terapeutiche”
    (http://www.brunoleoni.it/risparmiando-a-ogni-costo)

    Basta veramente poco per capire che “Austerità espansiva” e “obbligo flessibile” sono due facce della stessa medaglia, il “vincolo esterno”.

    Riflessione personale: la marcia indietro della ministra Grillo che conferma l’esclusione dei bimbi non “conformi” e manda i NAS a controllare i certificati vaccinali con il plauso di tutto il PD, a parte il fatto di essere un gravissimo atto di discriminazione, è da allarme rosso (si aggiungano poi i complimenti di Calenda per Ilva, o l’approvazione di Strasburgo per il decreto spazzacoso).

    Poi sentiamo parlare di bond in dollari (già proposti da Gentiloni a febbraio 2018) e moneta cinese di riserva.

    L’impressione dall’esterno è quella di una “normalizzazione” di almeno una parte del governo, con l’altra parte attaccata su più fronti e sotto stress incapace di agire puntualmente nel contrastare questa “deriva” (sempre se vogliamo credere che Salvini faccia sul serio, anche se, onestamente, mi sono cadute le braccia per l’ingenuità(?) dimostrata in Commissione Bilancio sulla questione obbligo vaccinale).
    Se la strategia è arroccarsi su un Def che sarà inevitabilmente nel segno della continuità col precedente, visto il persistere del “vincolo esterno”, in attesa della madre di tutte le bolle, per me non arrivano a Natale, e vedrete l’astensione alle europee perchè “la gente non capiscono ed hanno un’errata peccezione”.

    Di terreno se ne è già ceduto troppo fin dall’inizio, accettando l’ingerenza presidenziale.
    Per vincere un assedio devi avere una linea di rifornimento, ed essendo completamente circondato, puoi solo sperare che arrivi un esercito *altro* a salvarti; meglio sarebbe in queste condizioni adottare tecniche di guerriglia Vietcong, per cui ti affidi in primis alla popolazione che sostiene la causa della liberazione nazionale.

    (Tra qualche giorno sarà depositata alla Camera la legge di iniziativa popolare per estendere il “modello Veneto” della raccomandazione vaccinale a tutta Italia, sintesi del buono che c’è nella coalizione di governo, vediamo che fine farà, intanto siete tutti invitati a manifestare l’11 settembre a Roma e il 23 a Bologna contro l’obbligo vaccinale :-)

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  4. Vaccini e riscaldamento globale... ohibò, non sapevo che anche 56milioni di anni fa l'uomo avesse causato questo ben 50milioni di anni prima della Sua comparsa sulla Terra... o no?

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  5. Forse un accenno,anche solo di sfuggita, a Pasteur non sarebbe stato fuori argomento.

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  6. Il teatro dell'assurdo: ridateci il PD!!!

    Scusate ... ma che coerenza c'è nel dire che si vuole, giustamente, mettere mano in modo organico al tema vaccini con un apposito disegno di legge e intanto, nelle more della riforma, imporre alle famiglie la vaccinazione obbligatoria per gli asili?
    E se il prossimo anno la riforma dimezzerà il numero dei vaccini obbligatori?
    Allora tutti quelli che hanno tenuto duro fin qui ma che giocoforza oggi DEVONO vaccinare per poter mandare i propri figli alla materna non potendo disporre di soluzioni alternative sono stati tutti dei grandissimi fessi?

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  7. Lupus in fabula
    http://ilpedante.org/post/il-blog-e-chiuso

    "Il blog chiude per protesta contro la decisione del governo di mantenere in vigore l'obbligo delle dieci vaccinazioni per l'infanzia e il correlato divieto di frequenza degli asili per gli inadempienti, come sancito dalla Legge Lorenzin n. 119/2017."

    Sono 'furioso' ma devo dire che non è una sconfitta del governo Conte.

    E' solo una 'nostra' sconfitta perchè ci siamo illusi.

    Nel programma per il governo del cambiamento si legge infatti (fine #21, pag. 41):

    "Pur con l’obiettivo di tutelare la salute individuale e collettiva, garantendo le necessarie coperture vaccinali, va affrontata la tematica del giusto equilibrio tra il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischio di esclusione sociale."

    Pacta (incluso anche anche un pactum sceleris come questo) servanda sunt.

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    1. Io prego solo che tra 50 anni i nostri discendenti non debbano registrare, mutatis mutandis, la storia dell'orrore rivelata da questo documentario (sul trattamento di stato anti-tigna, obbligatorio anche senza tigna per gli ebrei considerati 'razzialmente inferiori' all'elite ebrea dominante, a base di massiccie dosi di raggi X:

      https://www.youtube.com/watch?v=vMp1tef4lg4

      I fatti sono stati molto 'benignamente' riassunti qui

      https://en.wikipedia.org/wiki/Ringworm_affair

      ma gli interessi economici (e geopolitici) in gioco tra l'allora rampante industria nucleare e l'odierna industria farmaceutica globalista sono dello stesso ordine di grandezza.

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