lunedì 10 febbraio 2014

AUTOMATIC G€N€RATOR. IT'S FUN!


Qualcuno di voi lo conoscerà già. 
Ma ritengo che non faccia male assumerne una qualche dose, così, in preparazione dei talk show PUD€ (per i coraggiosi che ancora se li sciroppano).
Sull'ordoliberismo, breve inciso: gli €urofili non sanno cos'è, non ne conoscono le origini e il concetto, e addirittura qualcuno afferma che non "ha nulla a che fare con von Hayek"...ma lo praticano, ah se lo praticano!
Si tratta, infatti, dell'azione concertata di istituzioni corrispondenti all'ordinamento formalmente democratico, ma sostanzialmente volte al perseguimento di interessi opposti a quelli per cui tali istituzioni sono state create dalle Costituzioni democratiche; e ciò grazie alla investitura elettorale (anche se non è indispensabile), ed alla titolarità di tali istituzioni (soprattutto), che gli esponenti liberisti ottengono in forza del controllo - "pop"- del sistema mediatico di cui detengono il controllo diretto o indiretto (totalitario). 
Insomma, un fenomeno di manipolazione programmata dell'opinione pubblica, per consentire l'abolizione progressiva dei diritti fondamentali che caratterizzano la sovranità democratica popolare, grazie alla cooperazione dei soggetti "lesi". 
Un capolavoro.

Ma un capolavoro trash (riduzionistico), come direbbe Philippe Daverio, specificando un genus fondamentale del "pop" (strategicamente ordoliberista). 
Se ne ha la conferma dal suddetto generatore, che, infatti, così si presenta:
"Sei italiano? Credi nell'Europa? Hai frequentato un prestigioso ateneo milanese? O meglio ancora, ti sei formato sugli editoriali di Eugenio? Nessuno meglio di te può sapere che la terribile crisi economica e sociale che sta attanagliando il nostro paese ha un solo colpevole: noi, gli italiani. Egoisti, corrotti, improduttivi. Per 20 anni abbiamo votato Berlusconi vivendo di rendita e accumulando debiti, come la proverbiale cicala. E oggi, invece di recitare un doveroso mea culpa, ci lamentiamo del Governo (che fa del suo meglio), dell'Europa (che ci ha accolto nonostante fossimo poco credibili) e finanche dell'euro (che ci protegge dagli spekulatori kattivi).
Questo strumento è stato pensato per te, che lotti solitario contro un popolo che non ti merita. Un popolo ingrato che non capisce che il tempo delle fiabe è finito ed è ora di diventare adulti abbracciando un modello economico che sia allaltezzadellesfidepoliticheesocialidellaglobalità. Le frasi che troverai su questa pagina ti aiuteranno a far sapere agli amici, ai compagni di impegno politico, ai parenti e (soprattutto) agli avventori del bar sottocasa, quanto ti fa schifo il paese in cui vivi. Anche se non sai nulla di ciò che accade nel mondo - o non sai nulla in genere - che ti frega: l'Italia è sicuramente la peggiore tra le nazioni ed essere italiani è una vergogna. Basta nascondersi. È giusto che tutti lo sappiano!
Facciamocome™ è un generatore random di supercazzole esterofile e piddine. Dal 07/02/2014 abbiamo orgogliosamente generato 103.461".

Cimentatevi! E' estremamente divertente e vi fa sentire "leggeri": vi mostra con quale facilità potreste liberarvi dal peso di complesse confutazioni delle suddette supercazzole, dandovi il break di immaginare per un attimo (fortunatamente fuggente) quanto sarebbe facile, e gradevolmente opprimente degli altri, vivacchiare aderendo al "luogomunismo mainstream". 



27 commenti:

  1. Direi, però,che siamo arrivati alle "comiche finali". Per parafrasare Che Guevara: l'autorazzismo come malattia senile dell'ordoliberismo (almeno su scala locale). Quando finisce ogni argomento logico (perchè illogico), si punta, freudianamente, sul senso di colpa (d'altra parte l'inventore della propaganda fu il nipotino di Siegmund, Edward Bernays). La Santa Madre Chiesa, per assicurare l'ortoprassi da parte delle masse ha sempre usato questa strategia (critico la componente secolare, non quella spirituale). credo che il gioco stia per crollare o che stia per assumere altre forme. Così come mi sembra di vedere che, negli ultimi 12 mesi abbiano aperto gli occhi in tanti (diciamo 14, contando da Pescara 1). Staremo a vedere

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    1. Però, l'autorazzismo è un elemento costitutivo e (purtroppo) non senile dell'ordoliberismo: esso fonda il vincolo esterno fin dalla fine degli anni '70.
      Diviene ordoliberista grazie alla sua fuoriuscita dai circoli reazionari che soffrivano la democrazia costituzionale pluriclasse, allorchè si "sposa" coi grandi partiti popolari di massa, "rigenerati" dalla "questione morale"
      http://gondrano.blogspot.it/search/label/Federico%20Caff%C3%A8%20%281982%29%20Processo%20a%20Berlinguer
      http://gondrano.blogspot.it/search/label/Federico%20Caff%C3%A8%20%281978%29%20La%20vera%20emergenza%20non%20%C3%A8%20il%20%E2%80%9Cpopulismo%E2%80%9D%20ma%20una%20normalizzazione%20di%20tipo%20moderato
      (in quest'ultimo notare la chiara connessione, evidenziata da Caffè, tra Hayek e la revanche del "mercato" accettata dai partiti allora dominanti: e siamo alla vigilia del voto sullo SME).

      Insomma, il senso di colpa è espediente di vecchia e "originaria" data: quello che denuncia la senilità della strategia, semmai, è l'uso nuovo dei diritti cosmetici e delle riforme istituzionali, nel tentativo di rigenerare la loro provenienza grazie all'internazionalismo, inteso come radice positiva di civiltà avanzata, ma non avendo, in tal modo, sufficiente presa sulla crisi di rigetto socio-economica che gli esiti ultimi stanno irresistibilmente suscitando.

      Quando al parlare di nuove riforme sulle alchimie costituzionali, e della questione matrimoni gay (che ovviamente sono cinicamente utilizzati in modo strumentale, ben al di là del merito sostanziale della questione), o di "femminicidio", o di legge elettorale, "Essi" non avranno più ascolto ma rigetto, - e si avrà molta più gente che ha capito cosa significa Electrolux (su scala nazionale) e "riforme strutturali"-, allora saremo alle comiche finali...

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    2. "L'autorazzismo" è documentato come strategia sovversiva e colonialista da parte del foreign office britannico da almeno la fine degli anni '50.

      Quando gli inglesi si accorsero dell'impossibilità di gestire il conflitto d'interessi dell'alleato italico che, guidato da un gruppo dirigente troppo passionario e spregiudicato, lisciava l'ovest ma guardava ad oriente, dovettero cambiare lo stile di propaganda nel loro giardino sul mediterraneo.

      In particolare si erano conto di certe "carenze culturali" nei circoli sindacali che non erano sufficientemente preparati per divulgare le veline del vecchio Impero: veline che volevano trasmettere quale fosse la reale sostanza del socialismo reale.

      Nonostante l'assassinio di Matteotti e le rassicurazioni collaborazioniste dei dirigenti italiani, tutto l'arco parlamentare faceva buon viso e cattivo gioco nel cercare la propria emancipazione energetica, economica e quindi politica. Nulla da fare per i Lord.

      La cinica e subdola strategia fu proprio quella di spezzare la coscienza culturale dei giovani popoli di questa vecchia e gloriosa terra: e i collaborazionisti anglofili, come ben si sa, non son mai mancati. Reazionari e vili.

      La prima significativa testimonianza è stata, appunto, la promozione di Italians, con i primi sedimenti per la costruzione della maschera che si sarebbe dovuta appiccicare ai coloni.

      Il "familismo amorale" dell'italico entra nel peggiore degli stereotipi internazionali: l'obiettivo era colpire il giovane cuore del carattere nazionale.

      Paese che vai propaganda che trovi: lo sa bene chi studia marketing nelle aziende globali.

      Rimanderei da altri spunti di analisi già postati sul tema.

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    3. Grazie Bazaar.
      E' una storia vecchia: quando riusciremo a uscirne?
      Compattamente, e spesso inconsapevolmente, la cultura di massa italica è per la preferenza per il vincolo esterno. E' come un battesimo, un tatuaggio impresso, entro i primi pochi anni di vita, a tutti quanti nascono qui. Poi a sigillarlo ci pensa la censura del nazionalismo-xenofobia legata ad ogni minima manifestazione dell'interesse comunitario (ciè la base della collettività solidale).
      E' pensabile riuscire a evitare tutto ciò, anche in futuro, quando è alla base della struttura normativa-sociale? (cioè la demenziale severità della disciplina delle minuziose leggi italiche, asseverata da conforme giurisprudenza, riflette questa idea dell'italiano come unico meritevole di essere assoggettato a draconiane forme di repressione...ma solo se si tratta di cittadino comune. Il resto pontifica above the law...ma mica la casta solo, - proprio i moralisti reggitori della cultura in conto capitalismo estero)

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    4. Mi accodo, davvero grazie Bazaar. Il "familismo amorale" non mi è nuovo. L'ho ritrovato qui. Indovinate chi fu a coniare per primo questo concetto...

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    5. in conto capitalismo estero :-)

      E' mia sommessa opinione che una chiave strategica sia proprio la necessità di togliere dalle mani della reazione nazionalista i temi identitari e renderli per ciò che sono: un fondamentale strumento culturale per i progressisti democratici. Credo esista la necessità di disgiungere dialetticamente i concetti di Patria e di nazione.

      Concetti che in realtà sono banali in antropologia e sociologia: il valore della famiglia, l'importanza del matrimonio, il senso di appartenenza alla propria terra, la lingua (i dialetti non esistono se non nella demagogia politica) e tutti quei valori che son tali poiché da essi discende direttamente il nostro benessere psicologico e sociorelazionale.

      E' necessario invece spezzare quel rifiuto perverso ed adolescenziale tra il progresso sociale e il contestuale rifiuto delle fondamenta tradizionaliste.

      Con mio sommo piacere ho visto anche il giovane Fusaro argomentare su questa linea: in modo semplice e lineare, senza la timidezza del buon Cesaratto.

      L'insostenibilità della distopia ideologica in essere passa anche attraverso la constatazione che la vita si perpetua tramite l'eterogeneità... ma, tempo al tempo...

      (ogni tanto penso che saremo noi a tirar fuor dai pasticci gli USA... dipende dall'umore :-) )

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    6. @il velo di maya
      Un cenno storico che conferma quanto il clero sia sempre stato non un gradino ma una rampa di scale avanti.
      La PROPAGANDA diffonde DOTTRINA di fede, del mistero, dei santi e dei miracoli è inizia storicamente con il papato di Clemente VIII (1592-1605) che costituisce la Sacra Congregatio de Propaganda Fide per rilanciare ed espandere il cattolicesimo “nuovo” riavvicinando il popolo di “buona volontà” usato a diffondere il verbo.
      E il FIDE "funziona" ancora perfettamente con il prefetto della Congrega, card Crescenzo Sepe, a fianco prima di Angelo Balducci (Giubileo 2000, poi consultore della Congrega) poi di Pietro Lunardi (ex ministro trasporti) per gli affacci dal palazzo che guarda piazza di Spagna .. misteri della "FIDE".

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    7. Eh sì, caro Flavio, 'inventore del "familismo amorale" era amico e collega di Friedman e maestro di tanti studiosi conservatori.
      Però quando, coi miei amici, a 17-18 anni, iniziammo a riempirci la bocca di tale concetto, confesso senza problemi che ci sentivamo moralizzatori del sistema in modo anticonvenzionale.
      Per la verità, caro Poggio, anche coraggiosamente anti-clericali, dato che il fenomeno stesso era additato come conseguenza del cattolicesimo (il cinema degli anni 70 si divertiva a fare seriosi film in argomento).

      Sul legame tra etica (di popolo) e capitalismo, invariabilmente ricostruita a posteriori in base al successo dello sviluppo (guidato dallo Stato) di un capitalismo moderno, da non perdere l'esilarante capitolo dedicato alla questione da Chang in Bad Samaritans (devo rimettere il link al pdf?)

      Infine, caro Bazaar, hai tremendamente ragione: anche nella mia esperienza giovanile, ho constato che il condizionamento culturale e mediatico è tale che si finisce inevitabilmente verso quel "rifiuto perverso ed adolescenziale tra il progresso sociale e il contestuale rifiuto delle fondamenta tradizionaliste"; cioè, se ho ben inteso, il rifiuto del legame tra progresso sociale e fondamenta tradizionali(ste).
      In ogni modo, possiamo dare per scontato che l'atto di ribellione (adolescenziale) ha un valore autoidentificativo, di transito inevitabile, e che, peraltro, il suo quasi inevitabile fallimento, totale o parziale, ci porta a forme più o meno nevrotizzate di compensazione (narcisismo perfezionista, camuffamento ossessivo anticonformista, depressione, in molti casi, tendenza vittimistica a insicurezza paranoica).

      Ebbene tutto questo è indubbiamente accentuato sul piano sociale-collettivo, e non solo psicologico, in un sistema socio-culturale in cui è pubblicamente sanzionata ogni possibile identificazione nel contesto tradizionale-solidaristico-identitario di popolo.
      E' come se fossimo condannati ad accusare perennemente un conflitto inconscio, con forti conseguenze in comportamenti asociali (aggressivi-passivi), dovuto alla "vergogna" di accettare noi stessi nella continuità del contesto da cui proveniamo.
      Generazioni perdute nella mitizzazione alla Alberto Sordi di vari modelli esterofili, si ripiegano in se stesse, nel corso della vita, accettando solo il calcio...e un localismo livoroso, come segni accettabili di un'appartenenza che disconosciamo però a livello profondo di Nazione, distaccandoci dagli altri "consociati" PROPRIO , appunto, per la VERGOGNA di proiettarci empaticamente in loro.
      Il che implica un super-io collettivo giudicante che ci fa sentire "disapprovati" per tutta la vita, (anche senza necessariamente identificarlo nel "padre" biologico).
      A questo ci hanno portati, una volta deciso di venderci, nel trade-off con un controllo reazionario estero-guidato...

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    8. Grazie a tutti... è un po' come nell' economia dell' open source: doni un bullone e ricevi in cambio un'automobile. Somma proprietà dei beni pubblici come la conoscenza...

      (Carissimo 48, non l'ho snobbato Chang, è già scaricato e già "priorizzato"... ma vedi... io ho il cuore di una Ferrari ma la carrozzeria di una 500...)

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    9. (Più rileggo il tuo feedback e più lo trovo mostruosamente aderente al reale... la sintesi più efficace che abbia mai letto... chapeau!)

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    10. Mi spiego adesso che c'è altro che ci accomuna: questo è anche un ritrovo a forte base identitaria.
      Il mio nickname non è altro che un tentativo di trasposizione fonetica del soprannome di famiglia (originaria di un paesino della Basilicata, guarda un po'), che vorrebbe dire "ballerino". L'ho scelto solo per riaffermare il legame con le mie origini, anche se non conosco alcun passo.

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  2. Ciao Quarantotto il tuo sunto è un capolavoro, da imparare a memoria. Ieri sera, dopo tanto tempo, mi sono autoinflitto 1 ora di Piazza pultita. Non ho più resistiro quando la deputata piddina, di cui non ricordo il nome, colta da improvvisa illuminazione ha deliziato i telespettatori con le parole che riassumo così " ma vi rendete conto che ad agosto la BCE ci ha mandato la lettera con i vari punti di programma che il governo doveva fare? questa era la situazione, Napolitano non poteva fare diversamente" e mentre pronunciava queste parole, dando l'impressione che la lettera provenisse da un autorità superiore, quasi divina, a cui bisogna obbedienza, non si rendeva conto che la LETTERA STESSA rappresentava un fatto eversivo di una gravità inaudita. Una istituzione che dovrebbe essere ente ausiliario dello Stato con il compito di Tesoreria dello stesso, si trasforma in una autorità trascendente ed ultraterrena a cui si deve cieca obbedienza.
    Scusatemi ma questa è una ulteriore prova che non ci sono più con la testa. Per confutare un possibile atto incostituzionale del nostro Presidente della Repubblica, ne evocano un altro di gravità ancora maggiore.

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    1. Sì ma vedi, lì e non solo lì, a ribattere avresti dovuto esserci tu: e invece c'era il nulla.
      Bisogna avere la pazienza di attendere, attivamente, che la risposta che tu sai dare diventi un patrimonio così diffuso che non si potranno più dire cose del genere.Quindi è un problema di comunicazione e di accesso alla informazione. Siamo sempre a questo punto. Ma il sistema è fuori controllo: solo che non c'è modo di riprendere i comandi di guida prima che il convogliio cada nell'abisso...

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  3. Ciao 48! "Quando il Brasile abbandonò il cambio fisso ci furono sparatorie nei garage".
    Il generatore automatico di supercazzole puddo-piddine mi ha messo di buon umore, (si fa per dire)...
    Anche io ieri sera mi sono autoinflitta un paio di ore formigliose, ma solo perché avevo sentito che ci sarebbe stata un'intervista a Borghi. Parzialmente d'accordo con quanto dice Daverio sul capolavoro trash dell'informazione, perché anche lui è superPUD€, non ricordo più in quali trasmissioni, riguardo a un'eventuale €xit l'ho sentito pronunciare frasi molto simili a quelle che spara il generatore di supercazzole.

    Se la democrazia diventa totalitarismo

    "La domanda è tutt’altro che scontata, soprattutto visti i risvolti attuali. I vari leader europei si mostrano molto preoccupati da quelle che vengono definite tendenze populiste e demagogiche, ma da cosa si capisce cos’è la demagogia? Ovviamente finché gli organi di informazione (qualcuno li chiamerebbe di disinformazione) saranno dalla parte delle oligarchie, nonostante le costanti critiche alla corruzione della politica non avverrà una reale delegittimazione del sistema nel suo insieme. Insomma, finché un grosso numero di persone sarà convinto che esistono mali minori e mali peggiori, elettoralmente parlando, la situazione rischia solo di deteriorarsi ulteriormente. A tal proposito rimane anche da chiedersi cosa intendano per ‘democrazia’ i politici italiani e gli eurocrati e in che cosa si sentano ‘democratici’, la questione non è affatto scontata: se si sentono ‘democratici’ alla maniera dell’Honduras, allora si possono capire tante cose. Esagerazione? Affatto, chi ha eletto Herman Van Rompuy?

    La democrazia per i greci non aveva un’accezione economico-finanziaria. Platone nella Repubblica metteva in guardia dal pericolo di assegnare cariche politiche ai mercanti. Cos’è successo quindi? Perché la rappresentazione che la democrazia fornisce di sé stessa appare oggi indissolubilmente legata a quella che viene definita economia di mercato? C’è chi parla addirittura di una futura frattura geopolitica vera e propria tra quei paesi che si piegheranno del tutto all’economia di mercato globale e quegli stati che metteranno in gioco forme più o meno forti di resistenza (Friedman, 2000, p.57). Inoltre molti paesi che hanno adottato le misure di liberismo estremo in realtà hanno peggiorato la propria situazione in maniera esponenziale. Si aggiunga che riconducendo la questione delle trasformazioni strutturali al solo problema della privatizzazione, il gergo economico assume una dimensione neologistica degna del 1984 di Orwell (Sapir, 1997, p.50); la questione peraltro non è insignificante se si pensa al significato misterioso ed esoterico che parole quali spread, bund, btp hanno avuto e continuano ad avere per una larga parte di popolazione italiana. Il liberismo da molti oramai palesemente confuso con la democrazia mostra tutte le sue tendenze autoritarie: il disegno neoliberale della società del mercato mondiale conta sulla emarginazione dello Stato e della politica. […], mentre il diritto internazionale destatalizzato si trasforma in un ordinamento privatistico su scala mondiale, che istituzionalizza il traffico del mercato globalizzato. Il dominio delle leggi che si autoeseguono non avrà più bisogno di alcuna sanzione statale, perché le funzioni di coordinamento del mercato mondiale bastano a una integrazione pre-statale della società mondiale (Habermas, 2005, pp.188-189). Domanda che sorge spontanea è: cosa c’entra tutto questo con la democrazia?"

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    1. "...il diritto internazionale destatalizzato si trasforma in un ordinamento privatistico su scala mondiale, che istituzionalizza il traffico del mercato globalizzato. Il dominio delle leggi che si autoeseguono non avrà più bisogno di alcuna sanzione statale, perché le funzioni di coordinamento del mercato mondiale bastano a una integrazione pre-statale della società mondiale".
      Brava Cristina :-)
      Questo poi è il punto d'arrivo che è anche l'origine (diciamo lo scopo strategico inizialmente prefisso: poi la tassonomia dipende dalle fonti ricostruttive utilizzate).

      Ma con la democrazia c'entra eccome.
      Al tuo interrogativo-commento, necessitano alcune precisazioni (qui peraltro lungamente fornite e ampiamente condensate nel libro :-))

      Bisognerebbe che il termine "democrazia" avesse un contenuto condiviso nei diversi interlocutori, specie se contrapposti. Ma così non è.
      Gli €urofili hanno un concetto della democrazia:
      a) avulso dal significato e dalla concreta accettazione della inderogabilità delle norme sui principi fondamentali della Costituzione (democratica, pluriclasse e redistributiva);
      b) tatticamente ridotto alla concezione "sanitaria" hayekiana, quindi come metodo elettorale di preposizione alle cariche ma PRESCINDENDO dalle dinamiche di classe del corpo sociale e, attenzione, ""a condizione che" garantisca le libertà economiche fondamentali cui è volto il trattato (es; se eleggo un parlamento UE che non può funzionare come tale, - sia per le norme che lo confinano comunque al ruolo meramente ausiliario di attuazione di un trattato internazionale, sia per la mancanza di un potere costituente che superi la divergenza nazionalistica di interessi inevitabile e anzi rafforzata dalla struttura dei trattati- poi racconto che la Commissione ne gode il voto di fiducia e ho in tal modo simulato la democrazia come "metodo in cui comunque si vota" e si prescinde da ogni considerazione dei valori condivisi e identitati di un gruppo sociale. Ruolo che viene lasciato alla propaganda manipolatoria di un inesorabile controllo mediatico).

      Insomma non importa chi abbia eletto van Rompuy, in fondo: importa se dietro alla sua elezione ci sia un potere costituente, cioè la sovranità popolare condivisa del corpo sociale, e su quali valori inderogabili sia stata formata.

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  4. a me cmq la puntata di Formigli di ieri è sembrata straordinariamente indagatoria verso i fatti del 2011. si è cercato di presentarli in parte come accettabili ma neanche così tanto alla fine. l'impressione che se ne è avuta è quella di un trafficone che pianifica a palazzo il futuro dei governi, nel bene o nel male che si voglia.
    Non capisco perchè questo seminare zizzania sull'operato di Napolitano che fino a un anno fa era considerato un dio.

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    1. MA come , davvero, non lo capisci?
      http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-il-cul-de-sac-nel-quale-si-cacciato-renzie-tutto-qui-lasciando-letta-71692.htm

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    2. ma cosa c'entra in tutto questo Napolitano? perchè attaccarlo così? non capisco. cosa non sarebbe in grado di fare lui che invece riuscirebbe meglio a qualcun altro, come Prodi?

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    3. Lucaaaaaa! Non è questione di "meglio": si tratta solo di CHI sale e chi scende e delle occasioni che sfrutta, con le dovute alleanze saldatesi nel momento attuale, per salire.
      Ti rinvio al prossimo post...

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  5. Vorrei soffermarmi anche su un aspetto forse poco noto della "morale ordoliberista". Forse sono io che esagero, lo premetto subito.....
    Si tratta di un attacco molto strisciante, ma continuo, contro la famiglia, ossia quella "società naturale" che costituisce, in fondo, il "welfare" privato che si affianca a quello pubblico. Cosa è la famiglia, in senso ristretto ma anche allargato, se non una società in piccolo che "aiuta i suoi piccoli ed i suoi componenti", e che gli dà dei punti di riferimento? E -mi domando- chi cresce in famiglie "destrutturate", ha più o meno possibilità di finire ad essere un futuro "disoccupato di riserva"?
    Ripeto: forse mi sbaglio..........
    Già in passato, mi sembrava di assistere ad un'eccessiva esaltazione, compiuta dai media, dell'aumento del numero delle separazioni e della diminuzione di quello dei matrimoni, quasi a vederlo come un traguardo che attestava un'avvenuta emancipazione femminile. Per carità, il divorzio è istituto sacrosanto, ma la mia personale sensazione era (ed è) quella di vederne radicalizzata la ratio in maniera forse eccessiva, come se il padre separato costretto a mangiare alla caritas fosse una specie di vittoria da celebrare in nome di chissà quale ideologia.
    Insomma, mi sembrava di vedere le istanze del femminismo radicale usate strumentalmente per qualcosa d'altro.....

    In tempi recenti, è poi arrivata una spallata continua, costante ed anche esplicita contro le figure dei genitori. Le parole "padre" e "madre", che abbiamo ripetuto per secoli sono superate. Prima i genitori sono ridotti a numeri (n.1 e n.2); poi, arrivano anche le belle dichiarazioni del ministro Carrozza: "A che servono i genitori? Praticamente a nulla, madre o padre, genitore 24 o genitore 32, è tutto uguale. E la famiglia, ma sì la famiglia, un concetto vago, da vecchi bacucchi, superato dai tempi, nostalgico e magari anche un po' “fascista”".

    http://www.informazionelibera.info/il-ministro-dellistruzione-carrozza-afferma-la-famiglia-una-stupidata-mamma-e-papa-roba-vecchia

    Papà e Mamma, quindi, secondo questa suprema fonte piddina, non devono essere nemmeno più numeri. Devono cessare di esistere. Spero sinceramente che si tratti di una bufala: la fonte è "di parte", e quindi mi auguro davvero che arrivi una smentita. Un ministro della repubblica che si esprime così, è roba da "1984" di Orwell.
    Ma comunque, quand'anche la notizia specifica non fosse vera, la spiacevole sensazione rimane, molto precisa. Come se fosse in atto, da parte dei media e di una certa politica, una specie di "offensiva morale" contro la famiglia. Con quale scopo? Forse, per il fatto, come ho detto prima, che un "senza famiglia" abbia più possibilità di crescere male, di non terminare gli studi..... di essere un buon "generico/disoccupato di riserva"?

    Spero di sbagliarmi.

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    1. Non ti sbagli.
      La famiglia si rende disfunzionale via via che si obbligano le donne ad assimilarsi al modello maschile, offrendogli come un diritto quello di potersi ufficialmente dichiarare parte dell'esercito di riserva dei disoccupati, dei precari e dei lavoratori-neo-merce.
      Un grande conquista di "pari opportunità"...di essere schiacciati dai mercati.
      Perchè anche le madri separate con figlio/i a carico non scherzano (non parliamo poi se a carico sono delle figlie!, come attestano recenti vicende di cronaca nero-porcella).
      Ora noi siamo arrivati a credere che al modello "paternalista"-maschilista-autoritario" potesse essere offerta "solo" questa alternativa.
      Ma in realtà non è così: se raddoppio la forza numerica di chi cerca lavoro, non per questo, per necessità logica, ne ho automaticamente elevato il livello culturale e ne ho garantito la mobilità sociale. Anzi.
      Poi i figli che sono venuti al mondo in queste famiglie, in effetti, sono l'ideale dal punto di vista ordoliberista; nessuna capacità di resistenza all'assimilazione, vittimismo in paranoia aggressivo-passiva, depressione diffusa e grandi ideali internazionalisti (me ne vado a Londra, viaggia' è la libertà!...).

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    2. Senza contare, dato che il ministro Carrozza parla di "reminiscenze fasciste", che anche il concetto del "prima riduco a numero e poi riduco al nulla" è una reminiscenza di quei tempi. Non fascista, ma tipica dell'alleato tedesco........

      Che il ministro abbia profetizzato la "soluzione finale" al "problema dei genitori"???

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    3. Su una questione confinante, resto sempre incantato da tutte le chiacchiere su femminicidio e violenza di genere, fino ad arrivare alla proposta dell'inneffabile Boldrini di vietare le immagini di donne discinte nella pubblicità, sorvolando allegramente su tutta la messe di studi (per esempio qui, qui, qui, qui, qui, ecc.) che dimostrano la fondamentale importanza dell'autonomia economica, garantita dalla stabilità del posto di lavoro e salario e dal walfare, per una minore violenza di genere e la possibilità di sfuggirvi: i soliti diversivi cosmetici €urocompatibili.
      Ah, mi auguro non vi sia sfuggito quest'altro generatore automatico di lezzzioncine, come lui stesso si presenta, di €conomia eurista: del tutto indistinguibili da quelle vere. :-)

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    4. Fantastico.
      Si potrebbero contattare gli autori del sito per fare anche lezzzioncine sull'internazionalismo ordoliberista e i diritti cosmetici.
      Certo che poi la Boldrini è un'autentica "punta di diamante" della cultura liberista-pop, anzi una fuoriclasse!
      Dici che si considererà insultata anche da questo e la potrebbe buttare sul sessismo? (non so come, ma, essendo una fuoriclasse, lei può riuscirci)

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    5. Ma, Lorenzo.
      E' del tutto ovvio che si demonizzi la famiglia (eccetto quelle dei moderni aristocratici).

      In famiglia si pratica una attività assolutamente eversiva per l' etica liberista: LA SOLIDARIETA'.
      la solidarietà e la socialità sono il male assoluto. Ancora non avevi capito? :-)

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    6. Quello della famiglia è un problema fondamentale.

      Vorrei ricordare cosa è stato il socialismo reale in URSS o, peggio, in DDR e cosa è stata la rivoluzione culturale in Cina.

      Qualcosa di mostruoso, indicibile, raccapricciante: l'unico sollievo che han ricevuto è stato, paradossalmente, il comunismo stesso, la frustrante sicurezza dello statalismo, delle garanzie sociali minime (anche se su questo punto è necessario calare il silenzio su cosa è successo nelle campagne cinesi per decenni... se vogliamo dormire sta notte).

      Cosa dire della STASI, del KGB, del controllo sociale assoluto e... della delazione. Il tuo vicino di casa a cui non andavi molto a genio poteva riferire che al bagno usavi carta di giornale con il faccione baffuto di Stalin... ogni tanto intere famiglie sparivano.

      La propaganda sovietica diffondeva storie di bambini eroi che denunciavono i propri genitori.

      Si pranzava con i compagni di classe o con i tovarish alla mensa operaia, non in famigia: un uomo russo aveva diversi matrimoni nel corso della propria vita... ma la famiglia non era importante. Contava solo lo Stato, il Grande Fratello.

      Culture e religioni spazzate vie (tradizioni cinesi millenarie): gli intellettuali, i Maestri, tutti sterminati. L'omologazione. Tutto volto a piegare lo Spirito dell'Uomo.

      Orwell si rifà smaccatamente a queste realtà nel dipingere il futuro (?) distopico, nei suoi due romanzi politici... ma, in particolare in 1984, l'autore lascia un ultimo contributo che non può essere confinato alla realtà comunista. Ogni scrittore, in fondo, desidera esprimere se stesso e la società in cui vive.

      La tecnocrazia e l'ordoliberismo sembrano la burocrazia e il comunismo... solo che a posto del Partito, chiaramente identificabile, responsabile e "meritocratico" si sostituisce il teocratico Mercato, irresponsabile, vacuo nelle sue leggi cosmiche... ma lui sì assolutamente familista, in cui i monopoli sono gestiti per stirpe...

      Questa fu, al netto dei miei orpelli narrativi, l'opinione del socialista George Orwell dopo aver letto The Road to Serfdom di F.A. Hayek.

      (Fantastico: « There is no way out of this unless a planned economy can somehow be combined with the freedom of the intellect, which can only happen if the concept of right and wrong is restored to politics. [ndr E la realpolitik?]

      Both of these writers are aware of this, more or less; but since they can show no practicable way of bringing it about the combined effect of their books is a depressing one». [ndr "depressing" one? Senti chi parla...] )

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