domenica 5 ottobre 2014

VANE PAROLE


Qualcuno, non si capisce bene a che scopo, soffia sul fuoco delle polemiche e delle accuse velenose. E cerca di spaccare la, pur piccola, comunità di coloro che, in qualsiasi modo - ognuno ha, almeno fin'ora, la libertà di perseguire il proprio-, stanno cercando di "capire" e di trovare un sistema per diffondere e consolidare una coscienza della democrazia costituzionale: per proporla, come rimedio di "legalità", al baratro in cui il nostro paese sta cadendo.
Non è possibile che questa strategia di discredito ed insinuazione, porti, a chi la persegue, un qualche vantaggio. Semplicemente perchè ogni tentativo di svilire altri non innalza chi lo compie

Se qualcuno avesse l'aspirazione a divenire un soggetto di riferimento generale nella società italiana, capace di rilevanza politico-elettorale, si accomodasse: significa che ritiene di aver fatto bene i suoi calcoli su che tipo di azione e di risorse siano idonei a tale scopo.
Non è un'aspirazione che troverà resistenza o "concorrenza" da parte di chi si occupa di tutt'altro ed è interessato soltanto a diffondere cultura della democrazia.

Se i fatti consentiranno a questo qualcuno di avere fortuna nella direzione "politico-elettorale" cui aspira, ed il contenuto della visione che propone è veramente conforme a quello della lezione costituzionale, tanto meglio.

Ma, nel cercare di ottenere ciò, non può essergli di giovamento lo spegnere, con il metodo dell'insinuazione e dell'epiteto suggestivo, le voci che ritiene possano fargli concorrenza
Questo qualcuno dovrebbe riflettere sul fatto che la conquista del "mercato del consenso" - se questo evidentemente è ciò che gli interessa, in prospettiva più o meno immediata- si gioca su ben altri fronti e contro ben altri avversari. 
C'è un intero P.U.O. radicato nell'opinione di massa ad attestarlo.

Non comprenderlo fa ripiombare chi si rende protagonista di ciò in un vicolo cieco di settarismo, sterile e, a dir poco, supeminoritario.

Chiunque può sbagliare, anche impegnandosi con tutte - ed anche al di là de- le sue scarse forze (se queste fossero state ingenti, la situazione non sarebbe quella che è...)
Ma degli errori può assumersi la responsabilità e, nelle circostante attuali, avvedersi che può solo cercare di andare lo stesso avanti, ovviamente migliorando la propria espressione, la propria linea di azione possibile.
Ed invece, scaricare le proprie responsabilità additando quelle, vere o presunte, di altri, che lavorano nella stessa direzione, - o almeno così si dovrebbe presumere-, significa autocondannarsi alla irrilevanza: l'unico modo di dimostrare la propria autoproclamata legittimazione a gettare discredito su altri, seppure questo sia mai servito a qualcosa, è riuscire in quello che si professa e raggiungere gli obiettivi che, sempre assumendosene la responsabilità, si sono annunciati.
Sempre che non debba ammettere che questi sono irraggiungibili; più che mai, poi, facendo a meno degli "altri"...che vengono attaccati in quanto visti, in una visione di conquista del "potere" politico, come concorrenti: ma del tutto immaginari.
Ma anche rendersi conto di questa irrealizzabilità, totale o prevalente, sarebbe segno di cultura (auto)critica e di flessibilità: doti indispensabili anche solo per scalfire un blocco di potere che ha infinite risorse.
Il resto sono vane parole senza costrutto.
E non ci tornerò più sopra.

18 commenti:

  1. Esoterismo....ma a chi si riferisce?

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    1. Ma sì, facciamo che sia esoterismo..."Non ci tornerò più sopra".
      C'è sicuramente di meglio da fare

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  2. Si può ignorare il "fenomeno" solo se ci si rassegna a stare in un cantuccio, ma chi vuol dire la sua deve affrontarlo (il "fenomeno") a viso aperto, visto che si è piazzato sul passo e randella chiunque osi avvicinarsi. Magari è meno temibile di quanto si pensi...
    Se rissa deve essere, rissa sia! Chi ha detto che bisogna comportarsi sempre come gentiluomini?

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    1. Mi sfugge il riferimento alla rissa: con chi, coi compagni di osteria perchè ci si è abbrutiti ubriacandosi tutti insieme e confermando lo stato di degrado umano e culturale determinato dal "fenomeno"?
      Quanto poi a "stare in un cantuccio" mi risulta totalmente alieno. E infatti ti confermo che dire la propria è molto meno temibile di quanto si pensi...

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  3. Quarantotto ha scritto: E non ci tornerò più sopra.

    Ciao Quarantotto almeno consentemi di ringraziarti con il cuore per questo post.

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    1. E continuo a risponderti ringraziandoti a mia volta, caro Mauro, attivo e coraggioso cavaliere scalzo (come direbbe Poggio) :-)

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  4. Una singolare combinazione mi fa associare il presente post alla situazione che si è venuta a creare nel mio gruppo (situato tra il mondo reale e quello web) di Weiqi.
    Nel mondo del Weiqi ci sono periodi di studio intenso intervallati da uscite nel mondo reale in cui i vari gruppi si confrontano e scambiano idee e informazioni.
    Una persona, che va considerata un vero maestro (che chiamerò Tzu) è vicina al nostro gruppo, il che ci riempie di giusta soddisfazione. Ad una iniziativa del mio gruppo di riprendere con apparecchiature audio-video l'incontro di esperti del Weiqi che operano tra loro, Tzu ha dato il suo appoggio ed ha fornito, inoltre, supporto e stimolo oltre alla concessione di una intervista esclusiva di presentazione dell'evento.
    Ad un importante incontro tra gruppi fu stabilita, tra i presenti, la divulgazione dell'evento multimediale. Delle modalità stabilite, per un motivo o l'altro, non è stata fornita informazione ai restanti componenti del gruppo che, non avendo potuto partecipare a codesto incontro, hanno ignorato i fatti (ed anche io sono tra questi).
    Fino a pochi giorni fa quando Tzu ci ha mandato una comunicazione, fin eccessiva nei toni, in cui ci accusava di ogni nefandezza.

    Come vedi, caro Quarantotto, l'erba del vicino non è sempre verde. E spargere concime non migliora la situazione.
    Perché l'erba sia di un bel verde occorre soprattutto acqua e sole.

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    1. Ho orecchiato la diversa situazione incresciosa cui fai riferimento. Il fatto è che è stata anche presa come spunto per innescare un "tutti contro tutti" tirandoci dentro chi era tecnicamente estraneo.
      Se può consolarti: c'è grande confusione sotto il cielo...la situazione volge al meglio.
      Per cui guardiamo avanti che ce n'è di nuovi eventi...

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  5. Er Cavaliere Nero ? Ti riferivi a lui?

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    1. Ribadisco che non è un indovinello e che si tratta di un chiarimento generale sulla netta divisione tra chi desidera agire sul mercato del consenso politico, in varie forme dirette o indirette - e deve vedersela coi relativi problemi- e l'attività di mera divulgazione economico-giuridica a fini di informazione dell'opinione pubblica.

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    2. In tempi lontani ci si scannava ferocemente "sul mercato del consenso politico" con esiti decisamente penosi; ed erano tempi in cui questo consenso C'ERA! Figurarsi adesso!
      C'è, invece, TANTO spazio per fare della corretta informazione. In effetti siamo in mezzo al deserto.
      (Personalmente trovo molto utile ricordare sempre chi sono e dove stanno i nemici).

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  6. Un post condivisibile. Unico difetto, se posso permettermi, è che la voluta mancanza di destinatari specifici permetterà a ciascuno di leggerlo come un chiarimento rivolto a qualcun altro. Ma capisco che non potevi entrare nello specifico...
    A proposito di nuovi eventi, segnalo l'articolo del tormentato Fassina: in conclusione si afferma esplicitamente l'insostenibilità dell'euro, e per la prima volta si pone l'alternativa non più fra uscire e non uscire, ma uscire in modo coordinato e cooperativo o uscire nel caos dell'inevitabile implosione, dove la seconda ipotesi è giudicata pessimisticamente la più probabile.
    Scritto da uno che un solo un anno fa aveva detto "Il PD ha investito nell'euro un capitale troppo grande per permettersi che fallisca", mi pare estremamente significativo.
    http://www.huffingtonpost.it/stefano-fassina/questo-def-e-una-nota-di-rassegnazione_b_5934640.html?utm_hp_ref=italy

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    1. Caro Mauro,
      il difetto del post che tu vedi ha una rilevanza trascurabile (e d'altra parte le insinuazioni e i sussurri "specifici", o gli anatemi "generalizzati" ci vedono, serenamente, del tutto estranei al merito e ai toni che li contraddistinguono). E poi l'importante è che sia chiaro quello che ho pure ri-precisato ad Attilio.

      Sulla seconda questione: nelle prossime settimane capiremo meglio a che condizioni si profilerà il nuovo assetto che necessariamente dovrà sostituire quello insostenibile attuale. Credo che, per questioni di sopravvivenza delle varie classi politiche coinvolte (cosche perdenti nell'ubriacatura eurista), gli eventi potrebbero avere dei risvolti e delle accelerazioni che oggi apparirebbero "inaspettati"...

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  7. Grazie.
    Una boccata d'aria fresca in un pantano.

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  8. A me pare di vedere che entrambe le parti accusano l'altra di avere mire politiche. Purtroppo ognuno, comprensibilmente, vorrebbe vedere premiato il proprio lavoro e, magari vorrebbe - legittimamente - che questo dia dei "frutti", o meglio, dia il via (o comunque aiuti) determinati eventi con dinamiche diverse. Solo penso che questo non dovrebbe portare a "punti di rottura" fra persone, gruppi, associazioni e quant'altro abbiano almeno l'obiettivo finale in comune.

    Dal mio canto, continuerò a seguire i soliti blog che seguo e non mi darò a nessuna tifoseria di sorta. Apprezzo il contributo di tutti - ognuno nel merito delle competenze di cui dispone - e non sarò mai abbastanza grato a nessuno di voi per avermi istruito (anche se poco ma lì la colpa è mia per via del fatto che ho altro da studiare e non riesco a fare tutto decentemente).

    Spero la situazione possa tornare quanto prima a una condizione quanto meno di pacifica convivenza.

    ...ovviamente questi sono pensieri miei, non faccio lezioncine a nessuno. Sia chiarissimo.

    Buona giornata, Lucianone. ;)

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    1. Non ci sono "parti". C'è una società civile estremamente eterogenea rappresentata da un unico gruppo con una particolare sensibilità condivisa.

      Ognuno ha il suo posto e il suo ruolo: non si può sperare di cambiare gloriosamente il mondo quando non si è neanche in grado di cambiar se stessi.

      Costoro diventano lo stesso abisso che hanno scrutato tutta la vita, sono le stesse persone che credono di combattere: costoro non lo sanno, ma combattono contro se stesse.

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    2. Bravo Bazaar: il concetto di "parte" presuppone un conflitto determinato dalla interferenza di interessi non simultaneamente realizzabili.
      Ma qui si precisa che, nei fatti, non c'è alcuna sovrapposizione: mentre, quanto all'interesse, - che esso sia perseguito apertamente o (con oggettiva evidenza) nei fatti-, lo lasciamo volentieri a chi si è incamminato tanto abilmente (così ci dicono) nel volerlo realizzare.
      Gli facciamo pure tanti auguri...Che faccia tanta strada e che non rischi di inoltrarsi nell'abisso.
      Per carità!
      Ci accontentiamo di rimanere tanto indietro, ma tanto: quanto basta ad essere lasciati alla nostra piccola libertà di espressione. Almeno ci si lasciasse quella, visto che non interferisce con la grandezza del cammino...e dell'interesse.

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  9. Luciano, vecchia volpe... ^^

    Post ineccepibile, tra i tanti. E ottimamente indirizzato a chi sta facendo tanto danno quanto crede di fare bene. E purtroppo non c'é un solo caso, ma tanti.

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