sabato 3 giugno 2017

L'€UROPA VA ALLA GUERRA SUL TINA DELL'ACCORDO DI PARIGI (I MILIARDARI ANDRANO SEMPRE SU JETS E YACHTS PRIVATI)

https://pics.me.me/barack-obamar-super-concerned-about-man-made-climate-change-taking-private-20424273.png
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1. La storia del riscaldamento globale e della sua connessione con le emissioni di anidride carbonica è, da punto di vista dei fatti scientifici, abbastanza controversa.
Ce ne fornisce una spiegazione, naturalmente ben argomentata proprio sulla univocità dei fatti e sulla evidente incongruenza dei rimedi, il Nobel Rubbia (che infatti alla fine dell'intervento si pone la domanda del perché le ricerche che lui stesso sta effettuando, e che potrebbero condurre a tecnologie applicate risolutive, non suscitino alcun interesse tra i politici):

2. Zero Hedge pone una serie di questioni, abbastanza convincenti (sul piano logico-politico), che si compendiano nell'affermazione per cui, pur ipotizzando di superare i problemi di attendibilità del "fattore antropogenico" riguardo al mutamento del clima (con nessun significativo "riscaldamento" registrato negli ultimi 14 anni, in cui la temperatura media della Terra è invece diminuita di 0,2 gradi!): 
"per gli scienziati.. — cioè, persone che non sanno nulla di economia o di istituzioni politiche (anche se Rubbia con la sua analisi fattuale e, di più, il suo interrogativo finale, dimostra che, usando la logica, anche l'approccio economico-istituzionale può manifetarsi corretto in uno "scienziato") la public policy è come un trucco di magia. Un gruppo di politici si riunisce, dichiarano che risolveranno un problema X (e rammentiamo che, comunque, rimane dubbia l'esatta identificazione di cause ed effetti che consentono di identifcare il problema stesso), e poi il problema X è magicamente risolto, in quanto ognuno supporti la "soluzione".
Che poi, è un frame accusatorio: "Guai a te se non la supporti! (Anche se non ti abbiamo fatto capire nulla...).

3. L'articolo linkato postula, - per far uscire i desiderata degli scienziati (che imperversano sui media mainstream con la stessa allarmata sicumera con cui gli espertologi economisti neo-liberisti ci parlano della austerità espansiva "senza alternative") dalla dimensione della visione "magica" dell'alveo della politica- che l'accordo di Parigi sul clima, per essere una valida soluzione, dovrebbe rispondere ad un serie di condizioni concomitanti:
1. Deve fondarsi su una scientificità affidabile sul clima.



2. Deve predire accuratamente gli effetti del cambiamento del clima sugli standards di vita.



3. Deve condurre all'applicazione di public policies che abbiano un qualche rilievo effettivo nel mitigare gli effetti negativi del cambiamento climatico sugli "standards of living".



4. Deve dimostrare che le public policies potranno in effetti mitigare gli effetti del cambiamento climatico.



5. L'accordo (di Parigi) deve poi dimostrare che i costi delle public policies proposte siano  più bassi dei costi del cambiamento climatico. 
4. Rubbia, senza molti sforzi (tranne voler disconoscere le serie storiche dei dati climatici e i dubbi più ragionevoli sui nessi causa/effetto), pone in discussione il punto 1: gli scienziati che non pensano in termini economico-istituzionali "magici", infatti, continuano a nutrire dei dubbi e, perciò, discutono e verificano ancora i dati, ne acquisiscono di ulteriori, ne indagano le correlazioni.
Sul punto 2, chiunque sia ragionevole (anche se fosse uno "scienziato"), potrebbe convenire sul fatto (accennato da Rubbia al "ministro" che immediatamente voleva opporle), che l'accordo "sia fondato su previsioni di policy fortemente speculative. Cioè sul tentativo di fare predizioni sull'economia globale riguardanti i prossimi decenni (un comportamento notoriamente inaffidabile) e omettono di considerare onestamente i veri costi dell'imporre prezzi dell'energia molto più alti sulla maggioranza delle classi lavoratrici e di poveri di tutto il mondo  — cosa che l'accordo provocherà inevitabilmente."

5. Nessuno mai parla, infatti, del meccanismo della traslazione, sui prezzi al consumo, di costi fiscali e oneri "pubblici", da parte dei produttori: l'accordo di Parigi sembra che voglia colpire la grande industria cattiva, cinica e energivora, ma si limita a determinare un aumento del prezzo di offerta dell'energia, a fronte di una domanda, inevitabilmente, piuttosto rigida
A meno che non vogliate di buon grado razionare, o praticamente eliminare, l'illuminazione elettrica e l'uso di altri elettrodomestici nelle vostre case.
Un comportamento collettivo pure possibile, ma che non dovrebbe essere costrittivo, cioè scisso da qualsiasi stima minima delle conseguenze sociali, demografiche, occupazionali e igienico-sanitarie per i destinatari e, prima ancora, imposto senza adeguata informazione da parte dei "potenti" che si riuniscono (trionfalmente, per fare il "bene"), e che decidono in base al pensiero magico degli scienziati. Anzi, di una parte soltanto degli "scienziati": e chissà come è stata prescelta questa "parte" degli scienziati che tante certezze dà ai politici che, si sa, negli ultimi decenni sono preoccupatissimi delle condizioni di vita e di benessere delle masse... 

6. I potenti di riuniscono e - guarda caso, come quando decidono le sorti dell'economia mondiale, aperta e liberoscambista -, finiscono per decidere qualcosa che, "per il nostro bene" (ora, evitare le "guerre" che nascerebbero solo dal "protezionismo" e mai dall'imperialismo liberoscambista, ora preservarci dal...riscaldamento globale), incide negativamente, e in modo molto più immediato, sulla qualità di vita e, anzi, proprio sul benessere minimo della vita dei non potenti, impoverendoli.

7. Prosegue Zero Hedge:
"In effetti, l'accordo neppure menziona il costo per le famiglie, che dovranno fronteggiare maggior spesa per l'energia nella vigenza dell'accordo stesso. 
Gli unici costi menzionati sono quelli di "adattamento" al cambiamento climatico! In altre parole, l'accordo assume che non ci siano inconvenienti per le famiglie derivanti dalle sue previsioni. Questa è un'enorme bandiera rossa di allarme! 
Altrettanto ignorato è il "costo opportunità" dell'adottare tali norme precettive. 
Nella vita reale, l'adozione di prescrizioni conformi all'accordo di Parigi, diminuirà la crescita riducendo l'accesso a risorse energetiche fondamentali.
In aggiunta al ridurre il potere di acquisto delle famiglie, ciò ridurrà anche le entrate fiscali. Il denaro speso nel produrre energia a costi più alti, è denaro che non può essere speso in altri settori - in cose come la cura della salute, la ricerca e l'investimento in miglioramenti delle tecniche agricole. 
Tuttavia, allo stesso tempo, l'accordo impone una massiccia redistribuzione di ricchezza e notevoli livelli di spesa pubblica su vari programmi come "la preparazione collettiva all'emergenza" (ndr; una cosa che sa molto di propaganda ufficiale e di minuzioso e capillare insegnamento, nella stessa pubblica istruzione,   al fine di rendere orwellianamente TINA l'ulteriore impoverimento prossimo venturo), nonchè spesa in "assicurazioni" governative in vista dei pagamenti per gli effetti di disastri naturali".
E  cioè, il rischio legato alle poco affidabili previsioni su decenni, le cui basi, per di più, non sono scientificamente incontroverse, si traduce immediatamente in spiazzamento della spesa pubblica, cioè dei soldi prelevati dagli impoveriti, verso il settore finanziario delle grandi assicurazioni!
"In tal modo, l'accordo esige una maggiore spesa, mentre riduce l'attitudine sia del settore pubblico che di quello privato di "potersi permettere" quella spesa. Questo è uno sforzo self-defeating."

8. Più sbrigativamente, il bollettino Italert del 1° giugno 2017, conclude, commentando gli esiti del summit G7 di Taormina: 
"Uno degli aspetti positivi è il rifiuto da parte della delegazione americana di appoggiare la creazione di un Fondo per il Clima, così come era stato deciso alla Conferenza di Parigi. Come i nostri lettori dovrebbero sapere, la caccia alle streghe globale contro le emissioni di CO2 nulla ha a che vedere con il contrasto ai cambiamenti climatici, ma è un'operazione politica: negare il progresso tecnologico ai Paesi in via di sviluppo e imporre una tassa inutile sull'economia reale, che si aggiunge all'austerità fiscale. A dispetto dei neoflagellanti osannati dai media, vale la pena ripetere che i cambiamenti climatici non sono causati dall'uomo ma riflettono cicli naturali, documentati storicamente, del nostro sistema solare e della nostra galassia.".

9. Capaci di superare in un sol balzo, e nell'assenza di ogni dubbio, tutti i non trascurabili aspetti critici appena (sommariamente) riassunti, invece, i governi Italiano, tedesco e francese, se ne escono con un bel comunicato il cui succo è: "L'accordo di Parigi non si tocca (mai e poi mai): gli USA sbagliano e possiamo solo sperare che si ravvedano."


Il che conferma che, se ai poveri e ai lavoratori viene occultato, dalla solita grancassa mediatica, il vero onere che dovranno sopportare per via di queste "prescrizioni" così vaghe circa l'efficacia e la necessità dei loro presupposti e risultati, i miliardari, che pure girano tranquillamente in jets privati, che emettono ragguardevoli emissioni, e certo non ci rinunceranno, sanno molto bene da che parte stare (se non altro sanno come si comporteranno i titoli del settore assicurativo, alimentato da giganteschi premi a carico pubblico...e coperti da austere misure in pareggio di bilancio). E non parliamo della gara ad avere il megayacht "più lungo" (naturalmente ecologico...).

11. D'altra parte, i precedenti non mancano e sono più "illustri" che mai:


E anche a risvolti di grande attualità:


49 commenti:

  1. Liberoscambismo e Malthusianesimo. Matrimonio strutturale.

    Se vuoi un bel mondo fatto su misura di rentier, lo vuoi poco abitato.

    Bisogna sfoltire tutti quegli sdentati, sessualmente incontinenti, che con quelle gengive consumano famelicamente.... le risorse "scarse"

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    1. Ma che dici?!
      Non sai che "dall'alto dei cieli" ESSI ci osservano e vedono ciò che i comuni mortali non scorgono?

      Non sai che la ricerca scientifica è SEMPRE E COMPLETAMENTE INDIPENDENTE dal finanziamento dei soggetti economici dominanti, sicché la "cultura del sospetto" è sempre complottismo disfattista che semina sfiducia sull'azione delle MENTI ILLUMINATE?

      E che i governi vagliano accuratamente e imparzialmente (per definizione) TUTTE le teorie scientifiche (prima di tutte quelle economiche), sicché le norme che impongono sono le uniche rispondenti alla massimizzazione dell'interesse generale?

      E, infine, non sai che gli accertamenti dell'impatto regolatorio, secondo metodologie prestabilite, aperti al pubblico e trasparente dibattito fra gli interessati, sono fatti SEMPRE, anche se non ce ne accorgiamo?

      E soprattutto, NON TI RENDI CONTO CHE "LOVUOLEL'EUROPA"?

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  2. Malthusiani maledetti, la ringrazio 48 non avevo ben chiare le radici concettuali dell'ambientalismo, ma grazie a lei ho letto maltush e mi sono informato, adesso sò che dietro un gran parlare di ambiente altro non c'è che un programma di esproprio e privazioni per il popolo, ina brama di arricchimento e accentramento dei mezzi di produzione, al fine di creare un nuovo mondo vergine dove i tecnopadroni possano prosperare a spese di tutti gli altri.

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  3. Il quadro, il progetto elitista, o etilista, si disvela nella sua grandezza, solo attraverso l'analisi e la consapevolezza multidisciplinare; per questo risulta, il più delle volte, difficile da comprendere nella sua profondità; una sola disciplina a volte ci dà molte informazioni, ma l'analisi di più discipline ci disvela la sottile coerenza della Guerra di classe sterminazionista e degli instrumentum regni "religiosi" che le élite concepiscono al fine, soprattutto, di asservire le menti, prima che i corpi, dei subalterni.
    L'ambientalismo malthusiano del global warming e l'economia liberista non hanno nulla di scientifico, sono teologia ammantata da scienza, al servizio del potere, come è stato il cattolicesimo (ma anche altre religioni) nei secoli dei secoli; sono mitologia del peccato e della colpa che i subalterni devono espiare. Il deBBito pubblico che i malvagi e corrotti stati nazionali devono ripagare per rimettersi sulla Retta Via; l'austerità come punizione per aver vissuto da "dissoluti" al di sopra delle nostre possibilità; i peccatori "egoisti" che consumano CO2 e che finiranno bruciati tra le fiamme del riscaldamento globale dell'ira di Gaia...
    La bellezza, la vera grandezza, della propaganda elitista, è però quella di presentarsi "dar basso" come interesse del popolo, come "etica", come "giusta", come "bene" per la gente comune e per il Pianeta; la sua vera grandezza è quella di essere un virus non riconosciuto, che trova le difese spalancate, come il meme che si impianta nelle menti degli altermondialisti e dei noborders; un meme carico di "emotività" che spinge a lottare per la "giustizia", e tale da radicarsi nell'intimo, come una convinzione profonda che non ha bisogno di ulteriori prove o discussioni.

    D'altronde, noi peccatori, abbiamo vissuto veramente al di sopra delle nostre possibilità, ci siamo moltiplicati a dismisura tramite atti dissoluti, non ci siamo accontentati di quel poco, abbiamo distrutto le risorse del pianeta, fatto salire la CO2, e adesso l'ira di Gaia ci spazzerà via tutti....tranne i soliti che sappiamo, che continueranno a spassarsela nei loro megayacht e jet privati!

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  4. Ennesimo eccellente post.
    A suo tempo ho litigato coi signori della decrescita felice per il carattere reazionario delle loro follie illogiche.
    La cosa ridicola, è che, con tipico spirito postmodernista, è sufficiente pronunciare una parola "proibita", come ad es. carbone, perché in moltissimi scatti una reazione pavloviana. Ora, bruciare carbone è una porcheria. Ma idrogenare il carbone liquefacendolo e poi distillandolo, dà come risultato gli stessi prodotti della distillazione del greggio, ma più puliti. E' una tecnologia tedesca, si tratta della famosa "benzina sintetica" della IIGM. Durante l'apartheid il Sud Africa funzionava distillando carbone idrogenato. Mussolini aveva fatto costruire un impianto a Livorno che doveva utilizzare il carbone Sulcis. L'Italia potrebbe rimpiazzare le importazioni di petrolio, interamente, per un decennio almeno, estraendo tutto il carbone sardo. Non è molto, ma "diluendolo" con carbone d'importazione potrebbe aiutarci non poco, e le miniere sarde potrebbe funzionare a pieno regime per qualche decennio. Il giorno in cui le batterie avranno la stessa densità energetica dei combustibili fossili e non divoreranno terre rare per essere prodotte e potranno essere facilmente riciclate, riparleremo delle sorti magnifiche e progressive delle auto elettriche. Vento, geotermico e solare (e specialmente il solare termodinamico di Rubbia) devono essere sfruttati al meglio. Ma immaginare di fare a meno dei fossili è un po' come quelli che straparlano di passare dalla gomma al ferro per i trasporti delle merci. Suona bene, ma è una monumentale sciocchezza.

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    1. In realtà, non bisogna scordare il metano e il gas da biomassa che sono una risorsa immensa,
      Per non parlare del nucleare, che rappresenta una grossa fonte di energia pulita salvo incidenti, in aggiunta investendo in ricerca sui reattori a fusione toroidali avremmo in giorno una cospicua fonte di energia praticamente inesauribile, ovviamente i combustibili fossili non sono sostituibili a pieno, ma possono essere gradualmente sostituiti solo attraverso investimenti e ricerca da parte dello stato.

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    2. Appunto: i miliardari che passano il tempo proprio ad attaccare lo Stato perché "spiazzerebbe" i loro più "efficienti" investimenti in tecnologie derivanti da ricerca avanzata, non hanno alcuna credibilità nell'abbracciare "per il bene di tutti", alcuna teoria scientifica (che è agevolmente deducibile che sia stata da loro preorientata mediante opportuni finanziamenti).

      Che poi quando questi potenti decisori (che sarebbero "i mercati"), - che sono già stati in grado di imporre sistema monetario, modello di banca centrale, mobilità mondiale della manodopera, e ogni possibile credenza per via mediatica-, abbiano il controllo dei processi elettorali e, di conseguenza, della preposizione dei governanti, proprio al fine di far adottare ogni genere di trattati, appartiene alla più ovvia fisiologia del diritto internazionale privatizzato.

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    3. Sulla fusione da segnalare ITER

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  5. Dal Libro della Genesi
    http://www.vatican.va/archive/bible/genesis/documents/bible_genesis_it.html

    27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.
    28 Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra».

    Strano vero?
    Nessun accenno alla 'teoria gender' (maschio e femmina li creo'), nessun accenno ai protocolli di Parigi, solo un perentorio 'siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra'.

    Sulla teoria della presunta preponderanza degli effetti antropici sul clima non diro' nulla, bufala e' e bufala rimarra', 'in omnia saecula saeculorum'.

    Ma di teorie terroristiche ne abbiamo gia' sentite altre.

    Negli anni settanta del secolo scorso andavano molto di moda i 'rapporti sui limiti dello sviluppo' (che ovviamente non azzeccarono nessuna previsione).

    La resa dei terreni arabili e' costantemente aumentata piu' del tasso di crescita della popolazione e la messa a coltura di nuovi terreni e' andata di pari passo con lo sviluppo economico (e' la domanda che spinge gli aumenti di produttivita' e la produzione).

    Vogliamo poi parlare della teoria del 'peak oil' (evento che viene continuamente spostato in avanti nel tempo)?

    Qualcuno (ad eccezione di alcuni scienziati sovietici) ha mai proposto un meccanismo credibile di formazione del petrolio?

    Come avrebbero fatto i vegetali (che vivono nella biosfera) a finire decine di chilometri nel sottosuolo in modo da formare il petrolio?

    E perche' il petrolio e' disciolto in tutte le rocce profonde del pianeta (petrolio di scisto/shale gas)?

    Non sara' che la formazione del petrolio e' dovuta a meccanismi termo-meccanici NATURALI nelle rocce terrestri esposte alle temperature e pressioni della zona fre crosta e mantello?

    Se cosi' fosse (ed i sovietici ci credevano, tanto da andare a colpo sicuro nelle loro prospezioni petrolifere) il petrolio si forma naturalmente nelle profondita' della terra e risale in corrispondenza delle fratture della crosta terrestre, dove nessuna materia organica avrebbe mai potuto arrivare.

    Quindi niente 'peak oil' e niente scarsita' di petrolio nei secoli a venire.

    Cosi' come non c'e' nessuna scarsita' di carbone.

    Ma come fare allora ad impedire il libero sfruttamento delle risorse naturali che potrebbero facilitare la felicita' umana nel rispetto del precetto 'riempite la terra'?

    Ci si inventano i semi transgenici ed i protocolli di Parigi, di modo che l'oligarchia finanziaria (gli esseri 'che strisciano sulla terra' menzionati nella Genesi) possa rendere schiavo il lavoro.

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  6. Uno si aspetterebbe che questi nazisti globali, allorché si riuniscono pasteggiando con champagne e caviale, parlassero di riduzione della povertà e miglioramento delle condizioni di vita di milioni di lavoratori. Ed invece parlano di ecologismo e mutamenti climatici, come dire: abbassiamo la temperatura, così il miserabile, nella sua dignitosa frugalità, potrà crepare in modo confortevole e con un clima più temperato.

    Man mano che la crisi del capitalismo avanza e le contraddizioni si inaspriscono, si cercherà di raschiare sempre di più il fondo del barile con qualsiasi supercazzola che possa tirar su profitto in favore delle élite a danno della maggioranza della popolazione del Pianeta.

    Un’orgia assurda fatta di ambientalisti liberal di sinistra fricchettoni appoggiati dall’instrumentum regni cattolico del Laudato sì. L’ambientalismo è espressione della più becera e cosmetica ideologia borghese; esso non si pone assolutamente in contrasto con la produzione per il profitto privato basato sul mito della scarsità. Se non si capisce l’anima del capitalismo non se ne esce. Così Engels .

    … Il singolo industriale o commerciante è soddisfatto se vende la merce fabbricata o comprata con l'usuale profittarello e non lo preoccupa quello che in seguito accadrà alla merce o al compratore. Lo stesso si dica per gli effetti di tale attività sulla natura. Prendiamo il caso dei piantatori spagnoli a Cuba, che bruciarono completamente i boschi sui pendii e trovarono nella cenere concime sufficiente per una generazione di piante di caffè altamente remunerative. Cosa importava loro che dopo di ciò le piogge tropicali portassero via l'ormai indifeso "humus" e lasciassero dietro di sé solo nude rocce? Nell'attuale modo di produzione viene preso prevalentemente in considerazione, sia di fronte alla natura che di fronte alla società, solo il primo, più palpabile risultato. E poi ci si meraviglia ancora che gli effetti più remoti delle attività rivolte a un dato scopo siano completamente diversi e per lo più portino allo scopo opposto; che l'armonia tra la domanda e l'offerta si trasformi nella sua opposizione polare, come mostra l'andamento di ogni ciclo industriale decennale (e anche la Germania, nel "crac", ne ha esperimentato un piccolo preludio); ci si meraviglia che la proprietà privata basata sul lavoro personale porti come necessaria conseguenza del suo sviluppo alla mancanza di ogni proprietà per i lavoratori, mentre tutti i possessi si concentrano sempre di più nelle mani di chi non lavora” [F. ENGELS, Parte avuta dal lavoro nel processo di umanizzazione della scimmia, 1876].

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    1. Vi seguo da tempo e concordo con buona parte delle vostre analisi ma sul clima siete completamente fuori strada. Ridurre il problema ad un "pasteggiando con champagne" non solo è fuorviante ma peggio errato. I gas serra sono il punto nodale del problema climatico. Vapor d'acqua, CO2 ,metano CH4, biossido di azoto NO2, ozono O3 insieme ai CFC,HCFC ed HFC.
      Che fanno ? Fanno i gas serra cioè alzano la temperatura al suolo da -18° a +15°. Il maggior contributo è data dal vapor d'acqua: basta guardare le nubi in cielo.
      E gli altri ? Contribuiscono in misura minore nel seguente ordine CO2, CH4, NO2 ed ozono. Che c'entra la "magica scienza" con questi "fatti"?
      Gli autori di queste scoperte sono Fourier, Arrehnius, Tyndall! Nel 1931 con la meccanica quantistica sono state scoperte e verificate sperimentalmente le bande molecolari della CO2. Contributo determinante quello di Fermi premio Nobel come Rubbia. Erano maghi e tifavano (come si fa nel calcio per la "magica Roma") per la "magica scienza" ? Come contribuiscono i gas serra all'effetto serra cioè ai 33 gradi di differenza? Facendo "effetto serra"!. Il massimo contributo è dato dal vapor d'acqua e poi ci sono anche gli altri CO2,CH4,NO2 etc!
      Quale è stata la variazione negli ultimi 800000 anni di questi gas serra (vedi paleo-clima) ? La CO2 ha oscillato tra 200 e 280 ppm ora è 410 ppm il metano anche lui ha oscillato da 400 ppb a 750 ppb ora è 1750 ppb ! domanda che ci stanno a fare lì un "petit dejeneur dans l'atmosphère" ?
      Forse la scienza climatica, ma basterebbe la termodinamica del sovietico Landau, non è proprio tutto elitismo malthusiano annegato nello champagne radical-chic!

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    2. Le scontate considerazioni su principi scientifici che TUTTI gli scienziati conoscono benissimo (mentre sulle rilevazioni di dati e la loro corretta disamina esistono legittime e prudenti riserve), non hanno quasi nulla a che fare coll'argomento del post.
      Non aggiungo altro perché è evidente che la lettura è stata affetta da irrinunciabile precomprensione.

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    3. Più che precomprensione, si tratta di incomprensione. E’ il distillato morale della borghesia insinuatasi mediaticamente nelle midolla dei malcapitati, di quella morale che considera istintivamente il suo potere di sfruttamento come facente organicamente parte della sua concezione della personalità e della libertà, e che si accorda molto bene con l’oppressione totale, mediante la mimetizzazione con discorsi da tavola periodica.

      Sono i rigurgiti del pensiero filosofico dell’imperialismo classico, impregnato di neokantismo e positivismo, quello dei professori: preoccuparsi delle sole acquisizioni delle scienze, specializzate e separate le une dalle altre. L’agnosticismo che porta a non oltrepassare i limiti ottusi definiti dalle scienze affinché alcuno osi trarre dalle scienze economiche e sociali conclusioni che rischierebbero di screditare il regime. E’ la conseguente morale che ripudia per principio le ricerche tendenti a elaborare una concezione coerente del mondo, dal momento che una visione d’insieme definirebbe i limiti tracciati dalla scienza (spesso manipolata) che essa considera come l’autorità suprema. Un pantano che, come affermava Lukcs, esercita un disastroso effetto anti-dialettico sul pensiero. Quella stessa morale che, nella sua fase suprema, è diventata esistenzialismo.

      La scienza e la ricerca (che, se autentiche e non foraggiate in via esclusiva dalle élite che hanno manu militari sottratto il campo allo Stato sovrano, possono aspirare solo alla certezza, ma mai alla verità) mi interessa solo in quanto possa servire a migliorare realmente le condizioni dell’uomo essere sociale inteso come fine, e non per occultare macchinazioni cosmetiche dirette a giustificare sempre di più la divaricazione tra oppressori ed oppressi (di cui ovviamente non si deve rigorosamente parlare in queste riunioni di ipocriti).

      Lei, caro Roberto, è fuori strada e farebbe bene a rimettersi in carreggiata, perché ne va della sua pelle almeno quanto ne va della mia. E non parlo del clima

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  7. La fusione fredda funziona, le interviste a Emilio del Giudice
    Giuliano Preparata , Antonella De Ninno , Carlo Rubbia (rapporto 41) (cercate questi nomi su youtube) non lasciano dubbi.
    Cercate anche "il segreto delle 3 pallottole" e si capiscono le ragioni della "copertura" .
    Con queste informazioni si comprende meglio la bufula del cambiamento climatico e l'abbassamento tendenziale del prezzo del petrolio e il totale disinvestimento da parte di Siemens nelle ricerche sul solare a concentrazione (tipo Rubbia pwer intenderci) .


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    1. Consiglio - sono un troll (??) - qualche approfondimento scientifico sui CLATRATI dei quali gli onorevoli di Commissione Ambiente conoscono etimologia del "clathra¯tu(m), deriv. di clathra¯re 'chiudere con sbarre'..

      eh si, CHIUDERE CON SBARRE nella caverna di Platone ..

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  8. È sempre la tua Panda che inquina. Mai le loro Lamborghini. Semplice no?

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  9. I FRAUDOLENTI
    (otc .. frullano e rodono)

    Tra' ti avante, Alichino, e Calcabrina",
    cominciò elli a dire, "e tu, Cagnazzo;
    e Barbariccia guidi la decina.

    Libicocco vegn'oltre e Draghignazzo,
    Cirïatto sannuto e Graffiacane
    e Farfarello e Rubicante pazzo.
    ..
    ma prima avea ciascun la lingua stretta coi denti
    verso lor duca, per cenno;
    ed elli avea del cul fatto trombetta
    (Dante, Inferno XXI vv 118-123, 136-139)

    Alla malizia malizievole della presentazione fattuale, mancavano i Malebranche dell' “ottava borsa”- nomen omen est, ovvero de “la malvagità malvagia del creditore (privato) - a mostrate la “sozza immagine di chi froda”.

    Eh si .. "la faccia d'uom giusto”, ovvero l'ISTAT, che certifica autorefente - “corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato” - l'aumento del PIL dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell'1,2% nei confronti del primo trimestre del 2016.

    Urca .. una notizia (malizievole) da spendere e da spandere ..

    ps: io, me stesso, SENZA PAROLE

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    1. A proposito di ISTAT, mi sono sempre domandato (in senso retorico ovviamente) perche' i dati essenziali dell'Italia (per intenderci quelli che vengono valutati dai diplomatici di tutto il mondo) non vengano pubblicati in maniera chiara e comprensibile da parte degli elettori (in possesso anche della sola licenza elementare).

      Penso ad una tabella di questo tipo (le cifre sono ovviamente approssimate) aiuterebbe molto in occasione delle elezioni:

      Residenti: 62 milioni

      Nascite giornaliere: 1000
      Decessi giornalieri: 1000

      Occupati: 22 milioni
      Pensionati: 18 milioni

      Persone in eta' da lavoro che NON lavorano: 10 milioni

      Residenti non ancora in eta' da lavoro: 12 milioni

      Pensione netta mensile media: 1200

      Stipendio netto mensile medio: 1500

      PIL annuale: 1500 miliardi
      Tasse annuali: 700 miliardi

      Spesa sanitaria in carico SSN annuale: 110 miliardi

      Per valutare ex-post l'azione di governo sarebbe tutto piu' semplice: basterebbe una semplice tabella con due sole colonne - e SENZA percentuali - contenenti i dati di inizio e fine periodo....

      Poi per carita', ben vengano tutte le supercazzole ISTAT per esteti delle statistiche e delle percentuali, ma in appendice per carita'!

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  10. I potenti si riuniscono e - guarda caso, come quando decidono le sorti dell'economia mondiale, aperta e liberoscambista -, finiscono per decidere qualcosa che, "per il nostro bene...”

    Questa asserzione è il nucleo essenziale di tutto il post, infatti chiarisce che “lo faccio per il tuo bene” non è altro che ipocrisia: è il discorso del prepotente che finge di esser buono. Il tiranno vuole sempre mostrare una buona faccia e dopo ogni prepotenza afferma sciocchezze del tipo:
    lo faccio per il tuo bene (poiché soltanto io fra tutte le persone al mondo so qual è il bene, tu non lo sai);
    lo faccio perché ho a cuore la tua felicità (poiché decido io cosa ti deve rendere felice, tu non puoi stabilire cosa ti rende felice perché lo stabilisco io);
    lo faccio per renderti una persona migliore (secondo i miei canoni su cosa sia migliore e su come una persona migliore debba essere strutturata);
    lo faccio per riportarti sulla retta via (poiché soltanto io a questo mondo so qual è la retta via da percorrere, tu della vita non sai niente e non hai mai capito niente).

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  11. Molto umilmente credo che si Luciano in questo caso a non aver compreso del tutto l'ntervento di Roberto.
    Perchè affermare che la questione sia abbastanza controversa e poi attribuire a Rubbia parola finale mi pare poco coerente.
    Guardate che persino io ,che comprendo la metà per difetto di quello che scrivete di solito) capisco il senso del post. Se "loro" iniziano ad occuparsi della tua salute è per accoparti meglio !
    Roberto ti contesta solo la scientificità di quel "spiegazione, naturalmente ben argomentata proprio sulla univocità dei fatti" data da Rubbia che non è un climatologo. Punto
    OT
    Io abito nel Sulcis dove c'è una disoccupazione allucinante e un altrettanto allucinante inquinamneto del territorio. Ora per riaprire la fabbrica dell'alluminio devono aggiungere una seconda centrale a carbone e rialzare il bacino dei fanghi rossi. Esce sempre qualche scienziato a mostrare nuove tecnologie pulite come quella raccontata da Giovanni B ,nel frattempo scopriamo che gli organi di controllo del territorio mentono omettono ecc.
    Se non bonificano ( ed è chiaro che non se lo potranno permettere mai con i vincoli esterni) moriremo avvelenati. Se non bonificano e danno lavoro a 300 bocche ci avvelenano più in fretta,nel'altra si morirà di fame più in fretta tutto il territorio.

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    1. "Molto umilmente" non mi pare: nessuno ha attribuito a Rubbia alcuna "parola finale".
      E nè poteva essere, posto che il punto: a) della opinabilità della rilevazione dei dati e b)delle inferenze (normative) che ne sono tratte, - punto che, pure, ha un suo peso non trascurabile v. http://daltonsminima.altervista.org/2014/01/04/controllo-distorsione-e-falsificazione-della-realta-dei-fatti/ - non è centrale nel post.

      Ed è vero: la "univocità" dei fatti non si esaurisce in quelli selezionati (e quindi esemplificativi e potenzialmente non risolutivi) da Rubbia; ma questi stessi dati, comunque, mostrano la non "univocità" di quelli avversi.

      Dati "avversi", ormai pastura per il mainstream mediatico-finanziario (chiedere a Bloomberg&co.)

      Questi dati "ufficializzati" (senza che possa dirsi chiuso il dibattito scientifico, come pare evidente), a quanto pare, non sono più discutibili, senza suscitare la reazione indignata di chi ritiene che la sua salute sia minacciata NON dagli effetti IMMANCABILI (e ripetitivi da secoli) del capitalismo sfrenato, ma dalla presunta inerzia degli Stati nell'adottare, in pareggio di bilancio (cioè sacrificando il welfare...e la tutela pubblica della salute!), le misure escogitate dai sostenitori del libero mercato globalizzato.

      Dunque, la decisione è presa, incontestabile, e guarda caso, sostenuta dagli stessi operatori, mediatici e politico-finanziari, che sostengono tutto il resto; dall'euro al lavoro-merce, sempre passando per Stato-brutto-spesapubblicaimproduttiva.

      Gli obblighi di bonifica, com'è arcinoto, gli apparati pubblici non sono in grado di sostenerli; gli "investitori" privati se ne guardano bene e, anche se volessero, non risulta per loro (e per nessuno, in queste condizioni di economie aperte e liberalizzate) economicamente sostenibile.

      E comunque, PUNTO PREGUDIZIALE, quello esemplificato è una forma di inquinamento per la quale c'è già un abbondante sistema di regole e sanzioni; ma non c'è più, per Stato e enti territoriali, alcuna capacità di intervento finanziario (come per i terremoti, d'altra parte). Si chiama "vincolo esterno" e "obblighi assunto verso l'Unione economica e monetaria".

      Poichè invece, gli enti politici territoriali, "devono" (mostrare di) trovare soluzioni che possono passare solo per iniziative private, che sono economicamente fattibili in sostanziale aggiramento degli obblighi di bonifica (fosse solo in via di rivalsa pubblica sul proprietario acquirente di uno stabilimento), è chiaro che "omettono e mentono": non hanno alternative, tranne dichiarare che non hanno i fondi per applicare la legge già vigente.

      Il caso del Sulcis, non isolato in Italia, non riguarda, cioè, gli effetti della tassazione e degli oneri connessi alla riduzione delle SOLE emissioni Co2, che deriverebbero dall'accordo di Parigi, assunto come piacerebbe alla Merkel (come ormai appare evidente).

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  12. Sul clima in generale lasciamo stare, ma avere una migliore qualità dell'aria (cioè meno automobili nelle città) pare farebbe molto bene al mio apparato respiratorio, con tutto cio' che ne deriva, e forse, chissà, non solo al mio.
    Che poi il modo per ottenerla non sia una tassa occulta sulle famiglie pare ragionevole, che le politiche liberiste abbiano imparato a sfruttare perfettamente le apparenze di temi un tempo tutt'altro che insignificanti lo si sa tutti, ma la coscienza almeno del problema forse bisognerebbe non nasconderla sotto l'antipatia politica.

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  13. Ringrazio 48 ,ma a questo punto ne faccio una questione di "classe" ;-)
    Nel senso che se questo blog é una libera università, 48 il rettore, Arturo & C gli insegnati, poi esistono gli studenti.
    Magari preparati come stopmonetaunica che è quasi assistente precario...
    Poi esistono quelli che leggono.comprendendo a vari livelli. Quindi come rappresentante di classe degli Asini come devo domandare: Io non capisco ,so che tu hai ragione anche se mi sembra che tu abbia torto e ciò e chiaramente impossibile ?
    Molto umilmente significa questo,ma se preferisci un altra forma fallo sapere.
    Se appare qualcuno che non sia evidentemente un Troll , non va intimidito:
    Altrimenti veramente rischi il fatto che questa bellissima università diventi un parlarvi addosso tra appunto solo professori.

    In questo blog non c'è il carisma di Bagnai (che sa usare anche la bacchetta) c'è solo tanta sapienza e saggezza.

    Da una mancata comprensione di un intervento di un lettore potreste comprendere che il tema forse va approfondito in più post (non il vincolo esterno : l'avevo scritto pure io ;-))

    Non tutto l'ecologismo è malthus , hayeck,decrescismo ?
    L'effetto serra sulle citta esiste: qualsiasi soluzione attualmente andrebbe contro il popolo?
    I terreni danno più resa senza impoverirsi ?
    Il fallimento dell'Ilva e conseguente svendita all'estero e disoccupazione a valanga è colpa della magistratura ?
    Ok vado a scrivere sulla lavagna 100 volte: Non far perdere del tempo a 48.

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    1. Ma vedi, il fatto è che questi post di precedente trattazione esistono: mi pare che basti fare una ricerca.

      Le stesse domande che poni alla fine di questa replica sono peraltro indicative della incomprensione del post e della precedente "non" frequentazione di quanto già detto: si tratta infatti di una serie di induzioni, in forma di domanda retorica, tratte da tue personali convinzioni, per obiettare ad un qualche negazionismo sul problema ambientale che qui non è mai stato sostenuto.

      Siamo ai confini della descrizione del Kitsch fatta da Kundera: "chi può NON amare i bambini che corrono sul prato"?
      E così: chi può essere a favore dell'effetto serra e dell'inquinamento urbano?

      Più ancora, da tali domande deriva una serie di approcci, a vari ed eterogenei problemi, molto legati alla cronaca e all'agenda mediatica.
      Reclamo che se anche non sono stati direttamente trattati nel blog, questo non di meno, ha GIA' fornito la metodologia per potersi dare delle soddisfacenti risposte.

      Mi sorprende poi che tu abbia trovato "intimidente" la risposta al tuo primo commento: mi pare di aver fornito una paziente spiegazione che difficilmente potresti aver ottenuto da qualunque altra parte.
      Altrove avresti potuto avere risposte molto più sbrigative e "personali".

      La soluzione più semplice è tentare di seguire e di ricostruire il percorso di questo blog su ciascun argomento trattato: qui si fa analisi economica del diritto pubblico, ovverosia fenomenologia istituzionale dell'economia.
      Non è dunque qui che si affronta il "merito" di problemi, che so, farmacologici, biologici, etologici, fisico atmosferici etc...
      Se talora si interviene su vicende particolari, è per ricondurle ad un quadro più generale, appunto istituzionale e macroeconomico.

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  14. Più del 99% degli scienziati che si occupano di clima concordano con l'esistenza del cambiamento climatico e sulla causa antropica. L'IPCC, organismo ufficiale per lo studio dei cambiamenti climatici ritiene la probabilità della causa antropica superiore al 95%. Come per i vaccini, e altre questioni scientifiche, occorre prendere atto delle conclusioni della comunità scientifica., Così come giustamente si ricordano i pronunciamenti del mainstream economico sulla insostenibilità delle unioni monetarie. Altro discorso è la gestione e le risposte al "fatto" costituito dai cambiamenti climatici. La mia opinione in estrema sintesi è la seguente. Trump sul clima è il lupo cattivo, ma le nazioni europee non sono delle innocenti Cappuccetti rossi. Alcune hanno rispettato il protocollo di Kyoto grazie alla parziale riconversione delle centrali a carbone con quelle a gas naturale (Germania), importato da quell'altro lupo cattivo di Putin, altre come l'Italia, solo grazie alla riduzione dei consumi energetici conseguente alla crisi economica.
    Obama fa il fighetto, ma il suo piano non ha ottenuto grandi risultati concreti.
    Le scomode verità che i miei amici ambientalisti non vogliono pronunciare sono:
    1) le rinnovabili non sono ancora un'alternativa praticabile e reale alle fossili e probabilmente non lo saranno mai.
    2) Anche se lo diventassero, il modello economico e demografico che domina sul pianeta è comunque intrinsecamente insostenibile.
    3) Siccome non esiste la decrescita felice, l'umanità proseguirà tranquillamente ad accrescere il proprio impatto ambientale, fino al collasso finale.
    4) Per i motivi precedenti, l'obiettivo del 20% di ulteriore riduzione delle emissioni di gas serra, che si vorrebbe introdurre in nuovi protocolli internazionali, non verrà accettato o rispettato.
    5) L'unica cosa sensata da fare è investire in tecnologie che consentano di gestire l'inevitabile declino.

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    1. Mi consenta: la climatologia è una scienza veramente molto simile all'economia.
      Il mainstream economico, nelle sue varie forme tutte neo-liberiste, si rivela essenzialmente essere un'ideologia (rectius: una teologia) in cui i modelli matematici (detti "stocastici") validano ex post dei postulati fondamentalmente "etici" (cioè a priori si stabilisce ciò che è buono e si va alla dimostrazione del perché è cattivo ciò che è già considerato cattivo).

      In climatologia i processi cognitivi, oggettivamente per una sua SOPRAVVENUTA RILEVANZA AI FINI DEI PROCESSI DECISIONALI DELLE CLASSI DOMINANTI, ricalcano le problematiche proprie dell'economia mainstream (ben evidenziate da Chang e Galbraith).

      Basti rammentare che:
      "Ogni ricerca sul clima è però resa difficoltosa dalla grandezza della scala a cui si lavora, dall'ampiezza dei periodi di tempo che si considerano e dall'intrinseca complessità dei processi che governano l'atmosfera; oggi è generalmente accettato che esso è governato da equazioni differenziali che trovano fondamento nelle leggi della fisica, in particolare nella dinamica dei fluidi e nel trasferimento radiativo.
      Il clima è a volte rappresentato come un processo stocastico, anche se ciò è ritenuto un'approssimazione di processi altrimenti complicati da analizzare.
      Inserendo o togliendo dal modello determinate forzanti climatiche e facendo girare il modello, una volta validato, sui dati passati si possono fare studi di attribution ovvero attribuzione di cause (naturali o antropiche) sui cambiamenti climatici passati in base al confronto tra i risultati ottenuti dal modello e quelli storicamente rilevati".
      https://it.wikipedia.org/wiki/Climatologia

      Un problemino non da poco, quando si va alla quantificazione di un consensus super-maggioritario che riposa su una certa propensione alla tuttologia del climatologo e della sua potenziale ragion d'essere, anche e specialmente, in relazione al finanziamento della ricerca:
      "La Climatologia è dunque una scienza estremamente multidisciplinare in stretto legame con molte altre branche delle Scienze della Terra e non solo: in essa convergono infatti discipline come l'astrofisica, la chimica, l'ecologia, la geologia, la geofisica, la glaciologia, l'idrologia, l'oceanografia e la vulcanologia".

      Ciò chiarito (sul perché non dovrebbe suscitare molta suggestione un consensus al 95%, dato che ricalca quello ottenibile da un convegno tra banchieri centrali, relativamente alla indispensabilità dell'indipendenza delle BC), il punto 5) è condivisibile in via di principio.

      Ma è solo il punto di inizio di una riflessione che riguarda i temi affrontati su questo blog: è di enorme importanza capire "chi" avrebbe la legittimazione ideale per fare questi investimenti, nonché per quali "obiettivi", di medio e/o lungo periodo, e "come". Cioè, in sintesi, in quale tipo di società e di assetto istituzionale: in democrazia (sostanziale) oppure no?
      Non c'è un solo problema tecnico-scientifico la cui soluzione "in concreto" non dipenda, previamente, dal sistema istituzionale...

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    2. Parlare di filosofia cognitiva, epistemologia e filosofia morale ad un ingegnere infarcito di fatalismo positivista, è sforzo tendenzialmente vano.

      Che le cause siano antropiche o meno è irrilevante.

      Semplicemente, il fatto di evidenziarlo, indica che si è malthusiani.

      Quindi liberisti.

      Quindi, consapevoli o meno, fedeli monoteisti della stessa entità che si traveste ora da Sorat, ora da Gaia.

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    3. "Alcune hanno rispettato il protocollo di Kyoto grazie alla parziale riconversione delle centrali a carbone con quelle a gas naturale (Germania)".
      In Germania da quanto ne so io è preponderante l'utilizzo del termoelettrico (carbone), e le centrali nucleari chiuse sono state sostituite da centrali... a carbone... gli amici tedeschi impongono ai vicini l'ecologia, ma in casa non fanno altrettanto (sounds familiar)...

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    4. Esatto. La Germania tra i grandi paesi è certamente quella che in proporzione ai propri consumi utilizza le fonti più "sporche".
      Come in tutte le altre bufale di regime basta documentarsi per capire che la realtà è all opposto di quel che si vuol far credere.

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    5. Bisogna conoscere i dati prima di esprimere opinioni. A chi interessasse, sulla mia pagina facebook ho allegato un grafico che ho ricavato dalle fonti ufficiali, in cui si vede di quanto sono variate le emissioni di co2 equivalente nei paesi dell'EU 28. Il rapporto si chiama "Annual European Union greenhouse gas inventory 1990–2014 and inventory report 2016". Nel periodo 1990 - 2014, complessivamente nell'UE 28, le emissioni sono diminuite del 24,4 %. La Germania ha diminuito del 27,8% (l'Italia del 19,8%). Quando si parla di emissioni di CO2 è sbagliato fare riferimento solo a quelle delle centrali termoelettriche, perchè l'energia elettrica rappresenta "solo" circa il 35% dei consumi totali di energia primaria (in Italia siamo al 38%), la restante parte deriva dai trasporti e dagli usi termici (riscaldamento domestico, usi industriali). Comunque , la riduzione della Germania è dovuta principalmente a una parziale conversione delle centrali dal carbone al metano. Anche i dati dell'Agenzia Energetica internazionale, che riguardano le sole emissioni del settore energetico (cioè senza metano e protossido di azoto), confermano questo quadro. In questo articolo, si vede di quanto è diminuito l'uso di lignite e carbone nello stesso periodo http://dataenergia.altervista.org/portale/?q=consumo_produzione_energia_elettrica_germania

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  15. Eh sì....

    Sotto il selciato c'è l'erba.

    Là dove c'era l'erba ora c'è, una città.

    E tutto d'intorno non c'era nessuno, solo il tetro contorno di torri e di fumo.

    (e come deve funzionare la "coppia più bella del mondo?)

    Direi che qualcuno ha preso Orizzonte48 per Orizzonte68.

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  16. Il mito del 97%

    Il mito in questione soddisfa il bisogno psicologico di tante persone di sentire di essere “dalla parte giusta”, ed è stato smontato sul WSJ da Joseph Bast dell’Hertland Institute e da Roy Spencer dell’UAH [Spencer è un altro nemico del popolo salvamondo, a causa dei dati satellitari non-taroccati che gli sono probabilmente valsi una salva di proiettili sulla finestra del suo ufficio in occasione della “Marcia per la Scienza”, ché notoriamente i proiettili verdi non fanno male, anzi profumano e hanno una bassa carbon footprint].

    Uno dei tanti punti che vengono contestati al mito del consenso sta nel fatto che agli scienziati era stato chiesto se concordassero sul fatto che la CO2 è aumentata, che la Terra si è scaldata un pochino, e che l’uomo può aver avuto un qualche ruolo in questo. Domanda alla quale chiunque può rispondere di sì, senza per questo avallare posizioni catastrofiste. Per non parlare della scarsa rappresentatività del campione esaminato e della tendenza generale a sparare numeri a casaccio sull’argomento, come quelli citati dal Christian Science Monitor che arriva a sostenere che di 70,000 articoli pubblicati tra il 2013 e il 2014, solo 4 sostengono che l’uomo non sia responsabile del global warming. Numeri senza senso e sbugiardati persino dallo stesso IPCC.

    Lindzen sottolinea che le statistiche sulle pubblicazioni non possono comunque esulare dal fatto che la grandissima parte della ricerca in campo climatico è sponsorizzata dai governi, prevalentemente al fine di corroborare l’ipotesi antropogenica [ché il terrorismo procura voti, mentre il buon senso li fa perdere]. In un ambiente del genere, promuovere studi o ricerche che vanno nel senso opposto al mainstream e all’orientamento stesso dello sponsor equivale ad una missione suicida, che stroncherebbe le velleità di carriera di qualsiasi ricercatore.
    http://www.climatemonitor.it/?p=44457

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  17. Sulla credibilità dell'IPCC credo sia stata stesa una pietra tombale dopo lo scandalo Climategate (finito nel buco nero della SStoria), ovvero, come si crea una teologia:

    Climate change: this is the worst scientific scandal of our generation
    Our hopelessly compromised scientific establishment cannot be allowed to get away with the Climategate whitewash, says Christopher Booker.

    http://www.telegraph.co.uk/comment/columnists/christopherbooker/6679082/Climate-change-this-is-the-worst-scientific-scandal-of-our-generation.html

    Climategate un anno dopo
    http://nwo-truthresearch.blogspot.it/2010/11/climategate-un-anno-dopo.html

    Climategate 2
    http://www.climatemonitor.it/?p=21616

    climategate 3
    "Per ora niente di nuovo, solo la conferma, ove fosse necessaria, che gli uomini sono deboli, il potere fa gola e le posizioni acquisite vanno difese costi quel che costi. Certo, leggere che un attivista di Greenpeace partecipa attivamente alla stesura dei report IPCC e viene pure redarguito perché si ostina a voler essere sia dentro che fuori il processo di generazione del report, è una conferma ma fa pure un po’ inc…."
    http://www.climatemonitor.it/?p=30979

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    1. Mojib Latif a Conferenza Ginevra nel 2009, oceanografo e meteorologo Uni Kiel, predicava una "stasi climatica"... e non era il solo ad essere scettico (pur facendo parte dell'IPCC) sul GW...

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  18. Ricordiamo inoltre che c'è anche un business, della Co2, che è certificato essere un soggetto a frodi carosello (come certificate PricewaterhouseCoopers), con grave danno alla collettività in termini di bilancia commerciale e welfare.

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  19. sono un pò perplesso su questo articolo, secondo me bisognerebbe distinguere tra cambiamenti climatici dovuti ad un sitema capitalistico che consuma tutto a ritmi impressionanti, alla ricerca del profitto (che per me è reale) e l'accordo di Parigi che invece ritengo un'operazione politica inefficace ed ipocrita per come propone soluzioni di comodo, spostate nel futuro e basate sulla buona volontà senza sanzioni. Come dice la Klein solo una rivoluzione ci salverà

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    1. Mi permetta, ma non mi sembra il massimo basare le proprie considerazioni sul permeismo; allora, le ripeto, la sua convinzione sui "cambiamenti climatici" è una convinzione basata su dati, o la sua convinzione è per lei reale perché le appare GIUSTA? D'altronde, cosa c'è di più "giusto" della lotta anticapitalista degli altermondialisti, dei decrescisti, dei noborders! Anche Latouche è un "anticapitalista"
      "Questa è la storia del pianeta, quella che conta, secondo il professor Serge Latouche, il padre della teoria della decrescita. Il mondo ridotto a merce? Guarire è possibile: archiviando il capitalismo, prima che sia troppo tardi.
      Per Latouche siamo su un’auto senza freni, lanciata contro un muro: se scegliamo la “crescita con crescita”, cioè “salvando” l’attuale economia con una spettacolare “ripresa”, ci schiantiamo a trecento chilometri orari. E se invece restiamo nella “crescitasenza crescita”? «Andiamo lo stesso a sbattere, magari solo a duecento all’ora». La salvezza? Cambiare tutto, abbandonare il capitalismo suicida."

      http://frontediliberazionedaibanchieri.it/article-latouche-il-capitalismo-condanna-il-mondo-al-suicidio-96091589.html

      Nessuno, a parte pochi, che capisca che il capitalismo "sfrenato" dei consumi di massa, dal dopoguerra fino a poco tempo fa, si basava, all'interno degli stati nazionali "occidentali", sull'intervento keynesiano, su alti salari e sul welfare.
      Allora, è il capitalismo "sfrenato" quello che vogliamo abbattere, oppure la democrazia del benessere, dei salari elevati e dei consumi di massa?
      Perché, lo sa, adesso, il trend capitalista, sembra quello di impedire sempre più consumi e una vita dignitosa alla stragrande maggioranza dei cittadini; senza lavoro, senza stipendio, non consumo, muoio!
      Come dice Bazaar: "Se vuoi un bel mondo fatto su misura di rentier, lo vuoi poco abitato."...et voilà così hai anche portato a termine la tua "rivoluzione" "dar basso" salvapianeta.

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    2. Precisiamo che "capitalismo sfrenato" è locuzione utilizzata da Popper per indicare il tipo di capitalismo marshalliano e marginalista ante 1929, in cui (proprio come oggi) si concepiva l'intervento dello Stato come alterazione del libero mercato e concessione clientelare di privilegi ingiustificati (ad una maggioranza di immeritevoli).

      Sta di fatto, che con l'effettiva realizzazione degli Stati del welfare si sono accresciute le aspettative di vita e di salute, in ragione della spesa pubblica in strutture assistenziali e in formazione professionale sanitaria, e in ricerca scientifica (e in generale attraverso l'elevazione delle condizioni igieniche edilizio-urbanistiche).

      Certo, poi sono aumentate le esigenze energetiche pro-capite di una massa in crescita reddituale "distribuita" (o meno concentrata).
      Ma le emissioni di Co2 sono aumentate in parallelo con l'aumento dello stato di salute medio e dell'aspettativa di vita. Strano, no?

      Problemi opposti si hanno laddove non sono aumentate allo stesso livello le disponibilità energetiche (e quindi le emissioni di Co2).
      Un bel paradosso che interroga non solo sul ruolo delle emissioni di Co2, ma proprio sul diritto che ha ogni comunità di potersi sviluppare autonomamente e giungere, per la connessa evoluzione della sua democrazia interna, ad una altrettanto autonoma valutazione dei rischi "ambientali" di cui ritiene di accettare il rischio e la condivisione "assicurativa" (in senso solidale).

      Ma lì mi limiterei a rinviare alla lettura dei "Bad Samaritans" di Chang

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    3. Non è un po curioso, caro orizzonte48, che l'aumento della CO2 sia avvenuto come conseguenza della democrazia keynesiana interventista e del benessere di massa del dopoguerra (con le sue ovvie esigenze energetiche), mentre gli "altermondialisti", i "decrecrescisti", "rivoluzionari" "dar basso" ci continuano a dire che bisogna abbattere il "capitalismo sfrenato" per fermare i "cambiamenti climatici?". Non è che si vuole suggerire nell'attivista medio che l'attività industriale che porta benessere e consumo di massa equivalgono al capitalismo sfrenato? Quindi, cosa vogliono in realtà abbattere questi "altermondialisti" e "rivoluzionari"?

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    4. Il costo e la dignità del lavoro.

      Cioè, senza aver capito perché (almeno per l'agitato medio), aiutano l'oligarchia a mercificare in forma estrema l'essere umano e chiedono in cambio, per sé, un reddito di cittadinanza e un pezzo di terra per coltivare il proprio orticello per l'autoconsumo.
      Con priorità sugli altri (per cui non ci saranno nè pezzo di terra nè "risorse" per il sussidio, perché è tutto "scarso") perché loro sono arrivati prima e si sono dati da fare per il mondo migliore voluto da ESSI.

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    5. "Wow: il Papa si scaglia contro i carbon credit, perché incoraggiano la speculazione e il consumo eccessivo". La canadese Naomi Klein, autrice di No Logo e del recente Una rivoluzione ci salverà. Perché il capitalismo non è sostenibile (Rizzoli, 2015), dedicato proprio al rapporto ambiente-ingiustizia sociale, volerà in Vaticano il 1 luglio prossimo per discutere, insieme al cardinale Peter Turkson , al professor Ottmar Edenhofer e Bernd Nilles segretario generale del CIDSE, in una conferenza stampa, la nuova enciclica, giudicata "un segnale fortissimo anche per i laici".
      ...
      L'ecologia integrale di Papa Francesco è forse pronta a scuotere equilibri geopolitici delicati. Le polemiche di Lynn White jr. sono oramai lontane e qualcuno evoca già le parole di Teilhard de Chardin (citato, non a caso, nell'Enciclica) che, nel 1931, esortava: "L’età delle nazioni è passata. Se non vogliamo perire, si tratta ora per noi di rigettare i vecchi pregiudizi e di costruire laTerra"
      http://www.vita.it/it/article/2015/06/18/papa-francesco-la-svolta-ecologica-convince-gli-ambientalisti/135546/

      Ecco da che parte sta la nostra NAOMI!
      I rentier, e la loro corte di "alternativi" "dar basso" "rivoluzionari" si travestono da "anticapitalisti" (ma in realtà sono contro la democrazia keynesiana del benessere, dei diritti e della dignità del lavoro, della piena occupazione, e dei salari elevati, dei consumi di massa) per ripristinare il LORO vero benessere, con TIMBRO di PAPA FRANCESCO: se vuoi un mondo a misura di rentier, lo vuoi ecologico, poco popolato, poco industrializzato, e che gli sdentati la smettano di pretendere lavoro, benessere, salari, welfare, industrie, consumi.
      Con tassi di disoccupazione giovanile da capogiro, sottoccupazione, povertà, bassi salari, cosa ha da dirci Papa Francesco sui giovani?
      "affrontare la vanità quotidiana, il veleno del vuoto che si insinua nelle nostre società basate sul profitto e sull'avere, che illudono i giovani con il consumismo"
      https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/papa-angelus-no-consumismo

      Chiaro, no, da dove la KLEIN abbia pescato le sue argomentazioni:

      "Una parte importante della comunità Cattolica statunitense ha fatto infatti pressioni perchè venga trattato finalmente dalla Chiesa questo importante argomento, ma gli "scettici" del Riscaldamento Globale si sono, in un certo senso, "ribellati" cercando di interloquire con il Pontefice affermando che non esistono prove certe del Global Warming.

      Nella giornata di ieri è intervenuto sull'argomento anche il Cardinale Rodriguez Maradiaga, che è uno dei massimi Consiglieri dell'attuale Pontefice.

      In una conferenza stampa a Roma, per la Caritas Internationalis, ha affermato che "L'ideologia che riguarda le questioni ambientali è troppo influenzata da un Capitalismo che non vuole rinunciare a rovinare l'ambiente perchè non vogliono rinunciare ai loro profitti".
      http://www.meteogiornale.it/notizia/38256-1-attese-e-polemiche-per-la-nuova-enciclica-di-papa-francesco-sul-riscaldamento-globale

      Il Cancro della Terra non è la CO2 proveniente dal "capitalismo sfrenato" ma sono le religioni dogmatiche e moraliste, gli instrumentum regni, ammantanti di scienza, che tanto fanno presa sulle anime pie, e che servono ai piani di dominio dell'elite.

      Elimina
    6. Enciclica. Naomi Klein in Vaticano: il coraggio del Papa
      «Il mio stupore di femminista laica: che verità potente nella Laudato si’». Esperti internazionali a convegno sul tema «Le persone e il Pianeta al primo posto: l’imperativo di cambiare rotta».
      La Laudato si’ non è rivolta solamente al mondo cattolico, ma riguarda «ogni persona che vive su questo pianeta. Posso dire che in quanto femminista, ebrea e laica è stata per me una sorpresa essere invitata in Vaticano».
      ...
      «Per cambiare tutto abbiamo bisogno di tutti. L’enciclica – ha osservato – è stata una sorpresa per il coraggio dimostrato dal Papa in un momento in cui i politici non ne manifestano, c’è una verità potente nel testo». La Laudato si’, ha ripetuto più volte Klein, «va letta interamente, non limitandosi a qualche sintesi o riassunto». L’interconnessione fra le varie questioni del nostro tempo – ha aggiunto – è il messaggio centrale del documento, e la nuova attenzione sul clima che sta emergendo «si fonda proprio sulla più coraggiosa verità espressa nell’enciclica: cioè che l’attuale sistema economico sta alimentando la crisi climatica e allo stesso tempo ci impedisce attivamente di prendere i provvedimenti necessari per evitarla». «Con questa enciclica – ha poi affermato – si forma un nuovo tipo di consapevolezza che lega la questione climatica ai temi dell’equità sociale, ed è da questo approccio che possono nascere alleanze sorprendenti».
      https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/klein-in-vaticano

      Come dice Francesco Maimone:"Un’orgia assurda fatta di ambientalisti liberal di sinistra fricchettoni appoggiati dall’instrumentum regni cattolico del Laudato sì."

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    7. ....aiutano l'oligarchia a mercificare in forma estrema l'essere umano e chiedono in cambio, per sé, un reddito di cittadinanza e un pezzo di terra per coltivare .....

      "Con il suo importante allarme sul cambiamento climatico “Questo cambia tutto” Naomi Klein mette insieme elementi di scienza, politica, geopolitica, economia, la “stupida crescita” e “profitti stupidi” del capitalismo, “estrattivismo”, il patriarcato, la psicologia, l’etica e l’attivismo, tra l’altro, che forma il futuro del pianeta. Essa conclude che vi è un urgente bisogno di valorizzare il lavoro che al momento non apprezziamo e cita specificamente il reddito di base o cittadinanza, dicendo: “ci deve essere una forte rete di sicurezza sociale, perché quando la gente non ha opzioni, finirà per fare scelte sbagliate”. Per Klein, il senso “universale” di reddito di base è che potrebbe contribuire a trasformare il modo in cui trattiamo e pensiamo il nostro ambiente (sociale e fisico) tutto."
      http://apocalisselaica.net/soldi-gratis-per-tutti-a-cosa-stiamo-arrivando/
      la fonte diretta:
      "That's why I talk about basic income as well, that there has to be a stronger social safety net because when people don't have options, they're going to make bad choices. Let's have better choices on the table."
      Naomi Klein

      http://www.truth-out.org/news/item/26369-naomi-klein-on-cause-of-climate-crisis-capitalism-is-stupid

      E con questo chiudiamo anche il capitolo NAOMI-LAUDATO SÌ-PATRIARCATOBRUTTO-BASIC INCOME-REDDITODELLAGLEBABELLO-KLEIN

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  20. Comunque non posso non complimentarmi per le due vignette ad inizio post... riassumono ottimamente l'ipocrisia (perchè qui si critica quella, non altro) di fondo di chi vuole imporre il bene agli altri... un pensiero che ha ben riassunto Noam Chomsky: "It's free market for you but State power for me"... Chapeau!

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    1. Farò del bene a te a qualsiasi costo: pure di impoverirti e di aumentare (involontariamente?) il mio intangibile privilegio.

      E come puoi vedere da alcuni commenti (anche su twitter), c'è pure chi crede che SICCOME COSTORO ENUNCIANO UN FINE CONDIVISIBILE IN ASTRATTO, POI EFFETTIVAMENTE LO PERSEGUANO VERAMENTE: cioè risolvendo un problema che essi stessi hanno creato e per cui la soluzione più logica è che cedessero il potere che hanno esercitato così male.

      Invece, stranamente, provvedono per il "tuo bene" concentrando ulteriormente questo potere attraverso una grande trovata: il solito trattato multilaterale!
      Notare che, poi, come dimostra la vicenda dei "certificati verdi", quel che appare vago e senza fasi di attuazione sanzionabili nel resto del mondo, in €uropa diviene prontamente quel meccanismo di oneri aggiuntivi sulla produzione che viene traslato sugli utenti, senza che alcun vantaggio ne derivi per la qualità della vita...

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  21. Io seguo sia Goofynomics che Orizzonte 48. Il fatto dell’ uscita degli Usa dall’ accordo sul clima è stato commentato in entrambi i blog essendo la notizia con la quale la grancassa mediatica (copyrigth by48) ci ha rintronato, a reti unificate ,in questo fine settimana .La traslazione sul prezzo al consumo dell’ aumento dei costi delle materie prime energetiche derivanti da questo accordo ,indicata nel post di Orizzonte 48,mi ha mosso il ricordo dell’ inflazione correlata allo shock energetico causato negli anni 70 dalla guerra del Kippur e agli inizia anni 80 da quella tra Iran ed Iraq .L’ inflazione di allora divenne l’argomento con il quale si fece passare,in maniera crescente nell’ opinione pubblica, partendo dall’ Università, lo stato sociale, finanziato con la monetizzazione del debito come incompatibile con la sopravvivenza economica di tutti i paesi che avevano adottato costituzioni simili alla nostra o pratiche costituzionali (per i paesi anglosassoni)improntate al keynesismo. In fondo l’ accordo sul clima può avere un effetto di limite all’uso di tutti i fattori produttivi, come quello che avevano le importazioni dei prodotti energetici rincarati,inducendone il sottoutilizzo (nel caso del fattore lavoro promovendo la disoccupazione).Aggiungo che dopo decine d’ anni che sento tutti parlare di riscaldamento globale ,io ci credo ancora un po’.Però inizio a dubitare vedendo che ci credono pure quelli che, per rimediare al riscaldamento globale, mi vogliono freddo all’ obitorio con un bel cartellino legato sull’ alluce ,riducendo l’ antropizzazione eccessiva dell’ ambiente.

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  22. Come se non bastassero i dati palesemente falsificati dall'IPCC (così come viene fuori inconfutabilmente dalle mail Climategate) sui quali gli "esperti" basano le proprie conclusioni e il mito della verità "vera" sul GW perché lo direbbe il 99% degli scienziati.....riporto solo alcune notizie [ma sarebbero migliaia le cose da dire]:
    qui i dati aggiornati al 2015 sulle emissioni di CO2:
    https://www.thegwpf.com/green-hypocrisy-exposed-eus-co2-emissions-on-the-rise/

    "According to new data published by the European Environment Agency (EEA), the 0.5% increase happened largely due to increasing demand for transport – better fuel efficiency in the sector was not enough to offset this.
    The report suggests a slightly colder winter across Europe also contributed to increased emissions, due to higher demand for heating.
    ...Spain, Italy and the Netherlands accounted for the largest increases in greenhouse gas emissions, with the UK showing the largest decrease (7.5%) of the European Member States."
    http://www.climatemonitor.it/?p=44715

    Conforta sapere che, secondo l'EEA, le emissioni di CO2 in L€uropa sono aumentate anche a causa dell'energia per il riscaldamento al fine di combattere un inverno più freddo [naturalmente slightly] del normale! Cosa non si fa per combattere il Global Warming!
    Io un'idea ce l'ho: al fine di abbattere la CO2, simbolo del peccato, propongo che agli sdentati debba essere inibita la pretesa "consumista" e "dissoluta" [inculcata da un capitalismo senza freni] di volersi riscaldare durante l'inverno. La prossima settimana volerò col mio jet privato da Papa Francesco e studierò con lui la prossima campagna di marketing ....ops volevo dire la prossima enciclica, a tal proposito: alla fine rilasceremo un comunicato in cui diremo che il "demoniaco" riscaldamento nelle abitazioni dei minions d'inverno è un bisogno artificialmente indotto, il frutto malato di un capitalismo senza regole che pensa solo ad aumentare i propri profitti distruggendo le risorse [scarse] del Pianeta Gaia...

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  23. Però, adesso che la CO2 nel pianeta è aumentata e questo ha avuto come conseguenza un aumento della vegetazione, il problema, naturalmente, degli allarmisti, e, ne siamo sicuri, anche quello dei Verdiecologisti, non è più la deSSSertificaZZZione, ma la verdificazione che, col suo malefico feedback, aumenta il Global Warming:
    "A substantial portion of the planet is greening in response to increasing atmospheric carbon dioxide, nitrogen deposition, global warming and land use change. The increase in leafy green coverage, or leaf area index (LAI), will hold important implications for climate change feedback loops, yet quantifying these impacts on a global scale can be challenging."
    http://www.climatemonitor.it/?p=44596
    Oddio, bisogna dirlo a Legambiente: bisogna desertificare per salvare il pianeta dal malefico feedback positivo sulla temperatura operato dalle piante!
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    Il mito dell’anno più caldo di sempre

    Lindzen comincia col sottolineare che ogni progetto di demonizzazione si basa sull’identificazione di un male assoluto, in questo caso il caldo. Eppure non risulta che i pensionati più facoltosi vadano a svernare in Artico quanto piuttosto in Florida o alle Hawaii. Allo stesso modo la “velenosa” CO2 viene pompata nelle serre per favorire la crescita delle piante e aumentarne la produttività.

    Segue una sezione piuttosto lunga e articolata in cui si fa notare come dal 1998 le temperature siano rimaste sostanzialmente stabili. Visto che nel 1998 è stato stabilito un record del caldo, consegue che tutti gli anni seguenti, a fronte di temperature sostanzialmente stabili su quei livelli, siano stati battezzati come “anni più caldi”. A nessuno, però, è parso altrettanto interessante il fatto che la stabilizzazione delle temperature implicasse l’esistenza di una forzante di intensità paragonabile a quella antropica, e di segno opposto. In altri termini, se la CO2 aumenta e le temperature rimangono stabili, come risolviamo il problema?
    http://www.climatemonitor.it/?p=44457

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