mercoledì 9 agosto 2017

L'INESISTENTE DIRITTO ALL'EMIGRAZIONE TRA TOTALITARISMO LIBERISTA E MAFIE ANARCO-CAPITALISTE


http://imojito.com/subido/2014/02/anarcocapi.png

1. Approfitto del dibattito seguito al precedente post per accoppiare i più recenti commenti, postati in sequenza, di Bazaar e Arturo. 
L'argomento di cui muovono, sviluppandone differenti aspetti (collegati), inerisce alla intrinseca natura di quella colossale operazione verticistica, di imposizione del globalismo neo-liberista, che corrisponde all'immigrazione senza limiti dall'Africa, in nome di un "diritto all'emigrazione" che non solo è giuridicamente inesistente - al di fuori di enunciazioni politiche e mediatiche che sono sostanzialmente propaganda per interessi molto privati-, ma che è anzi contrario al diritto internazionale generale. Almeno de iure condito, fino a che questi giganteschi interessi privati riusciranno, com'è già accaduto con l'unione politica e monetaria €uropea, ad affermarsi in una qualche forma di tratttato internazionale liberoscambista (contro il "protezionismo operaio", come avrebbe auspicato Einaudi all'inizio del '900, poco prima di teorizzare l'esaltazione del fascismo come ripristino dell'ordine del mercato, v.p.3,, e, successivamente, "l'abolizione delle frontiere economiche tra Stato e Stato").

2. Questa contrarietà al diritto internazionale generale, in particolare, si riallaccia allo ius cogens sancito dall'art.23 della "Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo", che come abbiamo visto (qui p.6), ricalca sostanzialmente l'art.4 della nostra Costituzione, estendendo a tutti gli Stati aderenti alle Nazioni Unite un obbligo di perseguire politiche di piena occupazione, in altrettanto piena indipendenza sovrana da influenze antisociali di forze interne e, peggio ancora, esterne, cioè da parte di poteri antisociali e anti-tutela del lavoro, costituiti da forze economiche private estere o, ormai sempre di più, da organizzazioni economiche create dal diritto internazionale (attuatrici degli obiettivi di quelle private). 

3. Se in nome di questo inesistente e inconfigurabile "diritto all'emigrazione", che poi null'altro è che un paradossale diritto...allo sradicamento umano e alla sofferenza, "necessitato" dalle condizioni di miseria e disordine di interi continenti, che le grandi organizzazioni economiche si preoccupano di perpetuare, si arriva a formulare un "dovere di accoglienza" incondizionato a carico dei paesi di destinazione, il cerchio si chiude
Non solo viene così deturpato il senso del diritto internazionale inderogabile della Dichiarazione universale, ma si calpesta anche il nucleo più essenziale dei principi della nostra Costituzione (artt.1 e 4), attribuendo a questa devastazione sociale ed economica persino una veste giuridica, cioè di regola (teoricamente) volta a perseguire la giustizia (v.p.1): come diceva Basso (qui, p.3) ancora una volta "un'apparenza ideale" va a "coprire la brutale politica del capitalismo imperialista" onde farla accettare "a molta gente in buona fede".

4. Il commento di Bazaar contiene una schematizzazione dell'ideologia deforme (dilagante nel nostro tempo, ma che risale probabilmente agli albori dell'età del Ferro) che può portare a queste conseguenze aberranti senza che né noi, come cittadini delle comunità di destinazione assoggettate, né gli emigranti, si sia mai potuta esprimere una "libera volontà, esente da errori e raggiri":

"In realtà considero "cancro" il pensiero elitista, in quanto antiumano (e antiestetico) per definizione.
Cancerogeno, nella modernità, è l'impersonale capitalismo liberale.

L'elitismo è un pensiero tumorale da sempre nella Storia, in quanto è promosso da persone psichiatricamente malate che non riescono ad accettare che è la Struttura ad essere pericolosamente deformata e, non casualmente, a permettere certi smodati privilegi; non sicuramente questi privilegi nascono massivamente da una qualche virtù genetica-spirituale-mitologica-religiosa-morale o da tutta quella sequela di cazzate che si sono prodotte nella sovrastruttura falsocoscienziale dei dominanti; forse già dagli albori dell'Età del ferro.

Non darei così per scontato che la razionalità di fare i propri interessi materiali, o gli interessi del più forte", sia così "razionale". Lo definirei più... non so: animalesco, bestiale. In qualche modo disumano. Non sicuramente di prodotto di quell'intelligenza che contraddistingue l'essere umano nell'ecosistema e che lo fa "pricipe della noosfera".

Il liberalismo attuale è la forma più avanzata di totalitarismo mai espressa nella storia, facendo proprio sia il liberalismo imperialista anglosassone, sia quello neomedievale e teocratico della scuola austriaca, sia il modernismo reazionario tipico del nazismo
Tutto strutturato demograficamente insieme al più feroce malthusianesimo e cosmetizzato in modo (geograficamente) globalista e (religiosamente) universalista nella più beceramente razzista e classista sussidiarietà di stampo cattolico-romano; riverniciata, poi, di moralismo modernista à la Soros (o à la Francesco...), tutto gay pride, aborti, eutanasia e distintivo. (Distintivo con la M di Malthus).

Che poi siano le classi medie - "oscillanti", come definiva la "piccola borghesia" Lenin - a dover acquisire coscienza, bè, lo darei per assodato. Un struttura rigidamente gerarchica non può non essere costruita da una "falange di utili idioti" o parassiti in malafede.

Credo che il contributo più "curioso" che potrei dare ora in questa discussione e riflessione, è che si potrebbe considerare il lavoratore del settore ICT il moderno proletario. (L'operaio del 2000, come lo definiva un mio carissimo amico).
Le eccezioni di pensiero cosciente nella borghesia semicolta credo dovrebbero indirizzare i propri sforzi verso questo ceto di subalterni che mi par essere l'unico con caratteristiche "rivoluzionarie".
(Questo Casaleggio pare lo avesse intuito: solo che era infarcito di liberalismo reazionario british-style fin sopra le orecchie... svolgendo quindi egregiamente la sua funzione di raccoglitore e sterminatore del dissenso)."

5. Il commento di Arturo si riallaccia sempre alle inevitabili applicazioni di questo stesso pensiero, che, nel caso del traffico di esseri umani, si erano evidenziate, nel post, col parallelismo rispetto al traffico di stupefacenti che, notoriamente, alimenta i profitti delle varie "mafie"; sicché, non ci sarebbe motivo di dubitare che anche la "tratta" di esseri umani sia svolta da queste stesse, o del tutto simili, organizzazioni criminali, nelle varie diramazioni territoriali in cui si sviluppa: 
"Sapete che alcuni anarco-liberisti han fatto l'elogio della mafia?

Leggere per credere:

"Organized crime is essentially anarcho-capitalist, a productive industry struggling to govern itself; apart from attempts to monopolize and injure competitors, it is productive and non-aggressive."
Firmato, Murray Rothbard.

E giustappunto ecco spuntare la difesa anarco-liberista delle ONG. Sempre più surreale".

36 commenti:

  1. Volevo rispondere a Bazaar, lo farò qui.
    Il mio "razionale" e il tuo (mi concedi il "tu"?) "animalesco" credo siano la stessa cosa: conformità alla loro nicchia ecologica. È "razionale" un lupo che caccia un cervo. È "razionale" un liberale che diffonde ordolibersmo come un untore.
    La nicchia ecologica del liberale È quella dello sfruttatore sistematico ed è naturale che diffonda nella sovrastruttura una narrazione che rafforzi il suo controllo parassitario sulla struttura economica.
    Malthuse, Ricardo, Hayek, sono "razionali" perché costruiscono narrazioni capaci di reprimere le forze a loro contrarie ("razionale" odio di classe e razionale teoria scientifica che dimostra la loro dannosità per il sistema sociale umano).
    Ciò che trovo "irrazionale" è che zoones politikoi che non hanno interesse a coltivare narrazioni tossiche liberali siano di esse preda.
    In altri termini: per me è assodata la sociopatia (più che psicopatia) dei liberali. Non riesco a darmi ragione dell'"ordocatteria" dei Medi (orwelliani) e credo sia questo il vero piano di lavoro.
    Posto che un liberale è un "cancro impersonato", perché il pensionato, l'operaio ITC, l'imprenditore wage-led sono piddini/ordolibersti? Come curarli dal cancro?
    Ma soprattutto: cosa rende refrattari i soggetti sopraddetti alle analisi fatte qui, su goofy ecc...?
    Azzardando un ardito paragone (preferisco sempre lord Beveridge): come convinciamo i nostri marinai di Kronstadt, i nostri operai della Pulitov, i nostri Fucilieri Lettoni?

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    1. Non puoi convincerli.
      E' irrazionale pensare di riuscire a farlo al di fuori dell'esistenza di partiti di massa e di un sistema dell'informazione conforme a Costituzione, come ben spiegava Gramsci (citato da Arturo; http://orizzonte48.blogspot.it/2016/08/spencer-gramsci-e-il-regno-del-terrore.html):

      "Non è certo vero che il numero sia legge suprema, né che il peso dell'opinione di ogni elettore sia "esattamente" uguale.
      I numeri, anche in questo caso, sono un semplice valore strumentale, che danno una misura e un rapporto e niente di più. E che cosa si misura?
      Si misura proprio l'efficacia e la capacità di espansione e di persuasione delle opinioni di pochi, delle minoranze attive, delle élites, delle avanguardie ecc. ecc., cioè la loro razionalità o storicità o funzionalità concreta. Ciò vuol dire anche che non è vero che il peso delle opinioni dei singoli sia esattamente uguale"...
      "La numerazione dei "voti" è la manifestazione terminale di un lungo processo in cui l'influsso massimo appartiene proprio a quelli che "dedicano allo Stato e alla Nazione le loro migliori forze" (quando lo sono).
      Se questi presunti ottimati, nonostante le forze materiali sterminate che possiedono, non hanno il consenso della maggioranze, saranno da giudicare inetti e non rappresentanti gli'interessi "nazionali", che non possono non essere prevalenti nell'indurre la volontà in un senso piuttosto che nell'altro.
      "Disgraziatamente" ognuno è portato a confondere il proprio particolare con l'intersse nazionale e quindi a trovare orribile ecc. che sia la "legge del numero" a decidere.
      Non si tratta quindi di chi "ha molto" che si sente ridotto al livello di uno qualsiasi, ma proprio di chi "ha molto" che vuole togliere a ogni qualsiasi anche quella frazione infinitesima di potere che questo possiede di decidere sul corso della vita dello Stato.".

      Sul controllo sociale realizzato in via mediatica al fine di porre sotto controllo i parlamenti v.ivi e molto altro nel blog, a cominciare dalla citazione di Hayek su "il controllo dell'economia non è il controllo di un settore della soscietà...".
      Per non dire di Basso e della sua denuncia sulla struttura "inevitabile" dell'offerta mediatica.

      Ma il punto è un altro: gli esseri umani effettivamente razionali sono una sparuta minoranza. Processi di proiezione identificativa con gli oppressori, inversione dei rapporti causa/effetti, e assoggettabilità alla suggestione emotiva dei paralogismi sono assolutamente prevalenti.

      Ma anche su questo abbiamo scritto tanti post: da quello sulla tecnocrazia-pop a quello sull'effetto Dunning-Kruger, passando per l'illusione della democrazia diretta e per la neutralizzazione dei partiti di massa tramite i trattati L€uropei...

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    2. "Razionale" lo intendevo proprio nel senso usato dal liberale, ossia proprio come "l'agente razionale" che scambia valore con la sua "morale commutativa" nel favoloso mondo dell'economia neoclassica.

      È razionale e tendenzialmente legittimo fare i propri interessi di classe; certamente. Ma solletica il modo "positivista" con cui viene usato il termine "razionale" da costoro: ossia viene usato nel senso di "naturale". È "razionale" in quanto "naturale" come la giungla; quindi è "giusto" (di converso sulla medesima fallacia logica c'è infatti chi ha sempre pensato che Hegel sia un "giustificazionista").

      Cioè per l'elitista con la bandierina col teschio del free market, l'idealismo è "irrazionale".

      Cosa è più efficiente? Farti schiavizzare o morire mettendoti di traverso al più forte?

      I nativi americani sono stati per costoro "irrazionali" in confronto agli afroamericani che hanno accettato (razionalmente) le proprie catene.

      L'autodeterminazione politica e il "libero arbitrio" sono idealismo, irrazionalità, governo irrazionale della struttura sociale.

      Per costoro la tecnocrazia è quindi "razionale" e, quindi, una tirannia può essere illuminata. Da cosa? Dalla ragione.

      Per questo lucifero viene tanto amato!

      La ragione è - per l'elitista e il liberale classico - la "ragione del più forte".

      Che poi abbiano capito o meno che il Potere è altra cosa dal potente e, al di là dall'essere democratici o meno, che riescano a leggere con profitto un autore come Schmitt, direi che è fuori dalle possibilità di costoro... (che ovviamente si prendono con orgoglio la responsabilità delle sorti del genere umano).

      Pensano veramente di essere "potenti" loro. ESSI.

      Le élite hanno coscienza di classe ma non hanno coscienza morale: i piddini della classe media né una né l'altra.

      Rimane il fatto che la sociopatia rimane per definizione medica il prodotto di una psicopatia.

      Se capiamo che il sistema sociale umano è come se fosse un sistema organico chiamato Uomo, è logicamente evidente che coloro che si autodefiniscono "aristocrazie" siano il cancro dell'umanità. Ma il problema è strutturale.

      La "deformità" della struttura socioeconomica crea queste piaghe nel corpo sociale in cui si depositano queste formazioni purulente e maligne chiamate élite.

      Il pensiero di costoro è solo naturale secrezione di questa patologia.

      Il parassitismo di queste metastasi vorrebbe condurre ad una nuova costituzione sovranazionale dei mercati fondata sulla rendita; ciò pur essendo noto che è il lavoro a dar letteralmente la vita, in quanto - per definizione - attività antientropica.

      A cosa può portare questo progetto perseguito così pervicacemente?

      p.s.
      Coscienza morale e coscienza umana sono la medesima cosa.

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    3. Il mio forse è uno sfogo e se trae origine da un'incapacità di comprensione, allora torno a lurkare in silenzio come ho fatto negli ultimi anni.
      La "conosco" e rispetto da goofy1, in cui il prof. Borghi Aquilini teorizzò che dovevamo "fregare il piddino". Dopo quasi...5 anni? siamo ancora al "fregare il piddino". Io glielo feci anche presente a Borghi, che se usciamo con la frode nulla impedirà di rientrare con la frode!
      Possibile davvero che non ci resti che aspettare la IIIGM e sperare che resti qualcun di noi a ricostruire le macerie?
      Perché se davvero il condizionamento pavloviano è così assoluto e non c'è spazio affinché il partito comunista attui una guerra di posizione, figurarsi di movimento contro il capitale, allora davvero è meglio costruire un bunker, ideologico e non, e aspettare che si autodistruggano.
      La prego, mi dia torto, vorrei avere dei figli.

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    4. Non hai torto e non faresti nulla di inutile a commentare in questa sede: ogni commento ben argomentato e frutto di riflessioni cognitivamente corrette è sempre un contributo alla consapevolezza di altri.
      Per quanto piccolo, questo contributo indica a un certo numero di persone che non sono sole e abbandonate a se stesse: e le può aiutare ad aiutare altri.

      Poi il destino di ogni (individuo di ciascuna) generazione è imperscrutabile se rapportato a delle aspettative che consistano nell'ordinario realizzarsi dei bisogni e dei desideri della vita: viviamo nell'"oceano della sofferenza", nel samsara, e continueremo a naufragarvi finchè attribuiamo una realtà oggettivata a ciò che percepiamo in base alla nostra mente pre-orientata.

      A tutto questo non c'è soluzione diversa per qualsiasi uomo n qualsiasi tempo (almeno nel tempo storicamente registrato)...

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    5. E poi torto o ragione, non hanno senso nel cercare di comprendere: la conoscenza è autormunerativa, poichè è il senso vero della coscienza individuale in questa esistenza. La vita è autoesplicativa e autosufficiente. Sempre.

      Il problema primo da affrontare è SE tu DESIDERI una prospettiva, una via d'uscita, formulabile in termini di prognosi (auto)persuasiva e legittima (dal punto di vista umanitario e della giustizia sociale: il che ti fa onore).

      Ma qualunque "desiderio", anche quello apparentemente altruistico e volto alla "giustizia", non può che essere la proiezione della nostra mente. Non del nostro intelletto cognitivo, che può solo additarci il "distacco" dalle vicende storico-sociali (cosa ben diversa dall'immoralità dei liberisti, avidi e egomaniacali): non abbiamo comunque il controllo, neppure previsionale, delle nostre esistenze individuali; figuriamoci delle evoluzioni politiche.
      Per quanto il nostro destino individuale appaia dipenderne.
      E questo vale anche per il più longevo e potente componente della timocrazia mondiale, bada bene. Longevo entro limiti che risultano ridicoli di fronte al tempo dell'universo predatorio in cui siamo immersi per nascita.

      Ma anche questa dipendenza del nostro destino da condizioni storico-economiche è illusione (persino Hayek al momento della sua morta lo avrà capito); se può consolarti.

      E' vero che i tracciati che seguiamo sono precostituiti da dinamiche sociali che li potrebbero qualificare come meccanicistici: ma a parità di "assoggettamento" a certe condizioni storico-economiche, gli individui sono capaci di produrre ben diversi livelli di consapevolezza e conoscenza del sé.

      E la prima cosa che la consapevolezza ci suggerisce è che, di fronte al tempo Infinito, siamo tutti esseri umani che nascono, si riproducono (almeno si attendono di poterlo fare) e MUOIONO (anche se quasi tutti si attendono che ciò non avvenga, agendo come se si fosse immortali).
      Dal prendere atto di ciò, nasce il distacco che consente ogni vera conoscenza, la prima delle quali, inevitabilmente, è che la ricerca della felicità è un falso problema.
      Decisamente il più grande degli inganni "diabolici" :-)

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    6. Leggo queste parole dall'India. Grazie di cuore LBC.

      In un libro di matematica per l'high school che ho appena comprato, scritto a livello centrale dal National Council of Educational Research and Training di New Delhi (e venduto agli studenti a prezzo ultra calmierato), nella seconda di copertina è riportato un brano del preambolo della costituzione indiana (ieri tra l'altro è stato l'indipendent day).

      Il brano recita:

      «WE, THE PEOPLE OF INDIA having solemnly resolved to constitute India into a SOVEREIGN SOCIALIST SECULAR* DEMOCRATIC REPUBLIC and to secure to all its citizens:

      JUSTICE, social, economic and political;

      LIBERTY of thought, expression, belief, faith and worship;

      EQUALITY of status and of opportunity; and to promote among them all;

      FRATERNITY assuring the dignity of the individual and the unity and integrity* of the Nation:

      IN OUR CONSTITUENT ASSEMBLY this twenty-sixth day of November, 1949, do HEREBY ADOPT, ENACT AND GIVE TO OURSELVES THIS CONSTITUTION.»

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    7. P.s. l'India pullula da nord a sud di lavori pubblici. Tanti, ma davvero tanti. E gli operai edili (solo quelli delle commesse pubbliche però) indossano pure il casco di protezione (anche quando non serve).

      L'altro giorno ho conosciuto un ingegnere indiano molto benestante (davvero molto!) che due anni fa era in Italia a farsi operare a cuore aperto perché "in Italia è gratis e il livello è ottimo!".

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    8. Ultimo p.s. (delLa serie i problemi son gli stessi ovunque)

      Per strada, a fianco di importanti banche, hanno tappezzato con un manifesto che riporta la seguente scritta:

      «SAVE PUBLIC SECTOR BANK

      WE DEMAND

      - Stop anti-people banking reforms

      - Do not privatise public sector bank

      - Stop plans of merger of banks

      - Do not allow corporate defaulters to kill our banks

      - Take criminal action on wilful defaulters

      - Recover corporate bad loans - Do not write-off

      - Do not pass on the burden of corporate NPAs on bank costumers through hike in service charges»

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  2. Vabbè, è assodato che l'elitismo è infantilismo con altri mezzi.

    (Economici)

    Ora, c'è chi potrebbe pensare che Rothbard sia il tipico divulgatore semialfabetizzato sponsorizzato dai soliti noti.

    Ma Hayek, che qualche studio in più lo aveva fatto, quando con gli anni non riesce più a dissimulare l'animus con cui faceva proseliti in giro per il mondo e, in particolare, alle élite (...puntini di sospensione), arriva a palesare una medesima etica come quella che si evince da chi nel XX secolo auspicava che il libero mercato dovesse far tornare i bimbi a lavorare nelle fabbriche, o si adoperava in indagini micugginistiche mozzafiato per cui « non sarebbe mai stato in grado di trovare una singola persona nel più vituperato Cile che non fosse d'accordo che la libertà personale fosse ben più grande sotto Pinochet di quanto lo fosse stata sotto Allende ».

    Sai che libertà quando ti senti librare in volo dopo essere stato gettato da un aereo.

    Insomma, per capire i grandi progetti delle oligarchie non è assolutamente difficile: se le singole tattiche paiono confuse e dissimulate da strati e strati di "tecnica", la strategia di lungo respiro è la fantasia e la cupidigia di qualsiasi bebè: credo che banchieri e aristocrazie assortite abbiano bisogno di un gran bel pannolone morale.

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    1. Sono Subumani incapaci di uscire dalla fase orale con in mano le redini del mondo, non l'ho mai negato, anzi.
      La mia domanda è perché le categorie già richiamate, le loro tate, invece di subire i loro capricci, non li affoghino nella vasca. Converrebbe a loro e si meriterebbero la lode della Storia.
      Ho capito che sono ordocatte, ma voglio sperare che ci sia una cura. Perché sennò speranze non ci sono...

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    2. ADDENDUM
      Leggo solo ora la tua risposta al mio intervento, credo di poter proseguire qui.
      Ribadisco che il punto di comunione del nostro discorso è che il cancro liberale è il problema. Pregiudizialmente, però, c'è la questione dei nostri "house-negroes" piddini, che come dici tu non hanno una coscienza morale, che mi permetto di rinominare "afflatto alla socialità".
      Che dobbiamo fare con loro, con queste balie dei nostri sociopatici col ciuccio? Con le arterie che iper-vascolarizzano il tumore?
      Possiamo instilla loro un seme di coscienza morale?
      Oppure dobbiamo "fregare il piddino", fare come cimarroni e viet-cong che uccidevano prima "house-negroes" e collaborazionisti? Perché sono tanti da epurare e mi costringerebbe a rivede la mia opinione sul Terrore Rosse, che parrebbe - vera questa seconda ipotesi - l'unica possibilità di cauterizzare l'iper-vascolarizzazione del cancro.

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    3. La cura sono la coscienza e la morte.

      La dialettica è incomprimibile anche in chi cerca di annichilirla.

      Anche e soprattutto in senso morale.

      Il punto è che il tempo delle contraddizioni in cui si sviluppa la Storia non sono meramente umane, generazionali, politiche.

      La democrazia e una società non deformata dalle classi non sono nemmeno una necessità storica. Sono al limite una necessità umana.

      Bisogna agire spietatamente come persone col proprio esistenzialismo (carpe diem) E come "uomini politici": sono entrambi solo fittiziamente disgiunti, come vorrebbero l'individualismo edonistico dei liberali o, di converso, un certo idealismo ingenuo e parareligioso (E qui Francesco mi potrebbe scagliare contro Lucàcs...)

      Purtroppo la coscienza sociale e politica aliena dal qui ed ora, gettando ansia e angoscia per il futuro.

      Facendo così, però, si fa il gioco della shock doctrine e dei pinochettiani.

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  3. Mi pare che questo capiti solo in Italia e limitrofi.
    In tutti i paesi normali (anche quelli in via di sviluppo) lo stato raccoglie i privi di diritto per restare e li caccia via.
    Nel caso siano "troppi" nel passato si usarono metodi piu' spicci:
    https://en.wikipedia.org/wiki/Parsley_massacre
    Oggi le relazioni fra Haiti e Repubblica Dominicana sono ottime ed ogni giorno camion di Haitiani raccattati a vagare per il paese vengono accompagnati oltre frontiera senza essere uccisi.
    Il circolo virtuoso: io ti sbatto fuori e tu il giorno dopo paghi una gurdia di frontiera per passare ha creato una "economia di frontiera" in cui Hotel burocrati , avvocati , schiavisti , lavoratori irregolari nella canna da zuucchero e nelle costruzioni , si danno da fare per incrementare il PIL in maniera illegale.
    I dati ufficiali parlano di una diminuzione del fenomeno , la gente ride e dice che gli haitiani si riproducono con la fotocopiatrice.

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    1. Ma sai il punto non è, in fondo, la quantità di immigrazione di per sè, nè la tolleranza di entrate illegali (aspetto che lo Stato, comunque, non dovrebbe mai abbandonare alla pressione dell'interesse PRIVATO): al sistema industriale (quale che sia il range delle filiere in ciascun paese) fa sempre e comunque comodo.

      Il punto è che solo in un'ottica supply side delirante si fa entrare manodopoera aggiuntiva quando si ha una disoccupazione sostanziale oltre il 20% (ove calcolata correttamente: diciamo col parametro U6 usato dalla Fed e non con le "stranamente" benevole rilevazioni Istat).

      Uccidere la domanda interna per accelerare una caduta dei salari di entrata, che oltretutto non si connette a investimenti in capitale tecnologico e in impiego di manodopera qualificata (che infatti emigra dopo essere stata formata in Italia), serve solo alla conservazione dell'euro nel breve periodo.

      Ma l'effetto deindustrializzazione che ne consegue ci toglie di mezzo dalla competizione proprio all'interno dell'eurozona.
      Un suicidio per manifesta stupidità - anche in ottica €urofila!- che travolge un'intera nazione.

      Una ottusità illimitata che può spiegarsi solo come un servizio (gratuito?) reso ai competitor stranieri che, infatti, acquisiscono tutto l'acquisibile.


      Di questa oggettiva complicità sono corresponsabili anche quelle autorità istituzionali che, evidentemente mal consigliati da "tecnici" privi di visione dell'interesse democratico nazionale, predicano l'accoglienza illimitata di manodopera dequalificata in ulteriore eccesso, senza avere la più pallida idea degli effetti sul sistema socio-economico (almeno si spera: se ne avessero idea, sarebbe ancora più grave...).

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    2. Conosco il suo punto (e del prof. Bagnai) di vista e concordo con la sua analisi (altrimenti non leggerei il suo blog) .
      Forse lo ho scritto male (anche perche' volevo immettere solo una nota di colore , nero (?) , la differenza che noto (PIL) e' che le mafie di qui arricchisicono il paese (Repubblica Dominicana) mentre le nostre lo depauperano.

      Dissento pertanto sul concetto di "ottusita' illimitata" e' un complesso meccanismo che nasce dalle regole europee e dalla italica metodica del "franza o spagna puche' se magna" .

      Per me non e' ottusita' ma "cinismo illimitato" .

      Pertanto se torniamo ad avere la nostra sovranita' , come un qualsiasi paese delle banane , girando al nostro interesse la migrazione (organizzazione Todt ?) e' possibile che la cosa si sgonfi.

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  4. Messa in questo modo, il liberismo è un gioco "io sono puro" di Berne. La tua ricostruzione psichiatrica ha un pregio elevatissimo.

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  5. L’anarco-capitalismo alligna sotterraneo anche in figure italiche. Chi se non Luigino?

    ESSO si chiede se “i bisogni pubblici potrebbero essere soddisfatti per mezzo di intraprese private”, nel senso di “metodo di produzione dei beni stessi per mezzo di intraprese private a lavoro diviso e tra loro concorrenti”. Si prenda il caso della “sicurezza pubblica”:

    …Ciò non sarebbe totalmente assurdo e lontano dalla realtà: in certi paesi in cui c’è un governo molto imperfetto, il servizio della sicurezza pubblica è amministrato da privati; così negli Stati Uniti vi fu tempo in cui eransi costituite organizzazioni private che si incaricavano della sicurezza pubblica e assoldavano agenti, a prezzo convenuto, a chi ne aveva bisogno per difendersi. Questo servizio, che in Europa è considerato come pubblico, era dunque soddisfatto negli Stati Uniti nello stesso modo come quelli privati.

    In certe regioni d’Italia, SE UN PROPRIETARIO VOLEVA DIFENDERSI DALL’ABIGEATO (furto di bestiame) ERA TALVOLTA COSTRETTO A PAGARE I CAPI DELLA MAFIA. Senza spingersi tanto indietro, esistono anche oggi bisogni per lo più considerati pubblici che potrebbero essere entro certi limiti soddisfatti dai privati: così dove lo stato non mantiene università o scuole medie ci sono istituti privati; in Inghilterra lo stato s’ingerisce assai poco dell’istruzione media alla quale provvedono fondazioni private od istituzioni pubbliche…
    ” [L. EINAUDI, Principi di scienza della finanza, Torino, 1949, 1-10]. Quando si dice che certe regioni italiane sono arretrate!

    Fatti da un ex Presidente della Repubblica certe allusioni lasciano senza parole.

    Non c’è alcun settore, nessuno escluso, che sia precluso al mercato, quindi incluso quello della carne umana, ove le ONG sono solo imprese "umanitariste" specializzate ad operare (in regime di oligopolio), quali appaltatori o subappaltatori.

    Ma come afferma Bazaar “la dialettica è incomprimibile” e la verità, come processo, ha una sua storia (anche molto lunga); essa è tale solo se vista nel suo intero e come risultato. Perciò la disperazione e la paura a volte credo derivino dall’osservazione isolata e cosciente della contraddizione, di quella “razionalità di fare i propri interessi materiali, o gli interessi del più forte… animalesca”, di rimando (non a caso in Bazaar) al “regno animale dello spirito” in cui siamo immersi. Sembra proprio che il negativo non voglia mai avviarsi verso il suo superamento. Sono purtroppo i dolori della partoriente.

    In realtà, la coscienza di un tale processo e la prassi individuale (intesa correttamente da Bazaar, con Lucàcs, come “la funzione della soggettività nella storia”, contro ogni determinismo o individualismo positivistico) sono già principio di superamento, in attesa che divengano massa, cioè coscienza di classe, e l’alienazione venga restituita. I tempi, però, non sono preventivabili

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    1. Principi ??? (di Scienza della Finanza ). O prassi di un culto nichilistico connotato dall’odio per il Cosmos che solo può essere rappresentato, nella dimensione sociale, dallo STATO.

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  6. 1. "The migrant crisis has increased the risk of slavery and forced labour tainting supply chains in three-quarters of EU countries over the past year, researchers have found. Romania, Italy, Cyprus and Bulgaria – all key entry points into Europe for migrants vulnerable to exploitation – were identified by risk analysts as particularly vulnerable to slavery and forced labour."

    "According to Verisk Maplecroft, the presence of these vulnerable migrant populations in the primary countries of arrival is a key contributor for increases in slavery across multiple sectors in the region, such as agriculture, construction and services."

    THE ANNUAL MODERN SLAVERY INDEX:

    http://maplecroft.com/media/v_development/updatable/news/Changing_Risk_Profile_In_EU.png


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  7. 2. Quando secoli fa leggevo il manuale del primo anno e lo confrontavo con qualche autore proibito, inziavo ad intuire lo scontro tra la razionalità CAPITALISTICA e la razionalità UMANA: la violenza di un manuale marginalista che ti misura come derivata parziale (mai abbastanza produttivo!) era INIZIALMENTE INVISIBILE [Non ho ancora trovato un manuale di economia politica che non ometta la criticità (...l'irrazionalità) dell'"applicazione" del capitolo sulla produttività riferita ad un OUTPUT materiale a quella in cui l'output sia immateriale: ecco che nello stesso intervallo di tempo il medico è sicuramente più produttivo se domani dovrà occuparsi del doppio dei pazienti [RAZIONALITA' CAPITALISTICA della clinica] con un peggioramento della qualità del servizio (errori dignosi etc...). L'aumento del numero dei medici per lo stesso numero di pazienti è una scelta che risponde alle regole della RAZIONALITA' UMANA ed è CAPITALISTICAMENTE IRRAZIONALE]

    Lo stesso esempio si può fare con il giudice marginale (l'ultimo, come dicono i manuali)) rispetto al numero di sentenze o con l'insegnante marginale (sempre l'ultimo) rispetto al numero delle ore (o degli alunni).
    Poi quando leggevi il Capitale non ti tornavano i conti... capivi che il salariato non offre semplicemente merce-lavoro come vuole la microeconomia ma la merce forza-lavoro e che il LAVORO (produttivo di valore + plusvalore) semmai è il valore d'uso di questa. Ma nelle rassegne introduttive sulla storia del pensiero economico non si trova mai questa differenza essenziale...si cita direttamente Sraffa per dire che 'sì, tanto belli i classici ma non perdete troppo tempo a leggerli perché interessanti solo da un punto di vista storico'. Quando tentavi di condividere riflessioni su questo e altri temi chiamavano il 118 :).

    3. A proposito della definizione (interpretazione) costituzionalmente orientata di 'ordine pubblico' mi è venuto in mente di ricopiarvi quello che scriveva nel suo manuale (sempre del primo anno!) l'autore citato dal Luciano:
    "Ho potuto [...] comprendere perché l'Italia sia il fanalino di coda dell'Europa e presto ne sarà l'ingombrante zavorra. Per invertire questa tendenza vorrei formulare una proposta [...] così articolata:
    a) mettere in soffitta, a contemplare, tra le ragnatele, i ritratti di Marx, Togliatti, Berlinguer [ok..berlinguer pure pure, ma su gli altri due...], ministri salottieri fautori di leggi dirigiste che, rispetto alle realtà del nuovo secolo, ancora guardano al passato [...] in nome, almeno così essi dichiarano demagogicamente, degli interessi dei muratori dei cavapietre del loro collegio elettorale, anziché dell'intera collettività e, di risulta, della STESSA EUROPA con una VISIONE PROVINCIALE del governo della cosa pubblica davvero avvilente [...QUALE SAREBBE LA "SPROVINCIALIZZAZIONE" DA PERCORRERE?]
    b) avere un Parlamento che si vergogni di limitarsi a mettere un timbro su testi concordati altrove [DOVE?];
    c) stabilire che i rappresentanti sindacali, a tutti i livelli, DEVONO ESSERE ELETTI DAI DISOCCUPATI [???]
    d) Obbligare i professori di diritto del lavoro (salvo i pochi di matrice civilistica) a sostenere e superare, con cadenza almeno biennale, l'esame di diritto privato" [Francesco Gazzoni, 2000].

    AHAHAHAH...

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  8. @Luca

    Solo per far notare che il Gazzoni citato in Ordine Pubblico e' del 1987, prima che - come tanti altri giuristi, anche di diritto pubblico- forse sia stato colpito dal morbo di Fukujama.

    Tant'e', " quando il potere e' saldamente in mano alle potenti lobby degli affari e della finanza, dei circoli mediatici e della manipolazione delle informazioni, i giuristi si abbandonano al cosmopolitismo umanitario e si arruolano nel grande partito delle buone intenzioni e delle buone maniere; magari fornendo una inconsapevole legittimazione al mantenimento dello stato di cose esistenti" (cosi' un benevolo P. Barcellona citato in La Costituzione nella palude).

    Io, che sono un po' piu' cattivo, in questi casi - con Screpanti- sono solito parlare di " mercato delle coscienze".

    Quando lo strabismo (per citare Arturo) non sia volontario, e' frutto dell'ingegneria neoliberista che punta alla modificazione antropologica. Il risultato e' il medesimo e gli effetti devastanti sono alquanto evidenti

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    1. Peraltro concorderei sull'elezione dei rappresentanti sindacali da parte dei disoccupati. Ovviamente sapendo quali siano gli scopi perseguiti con la intenzionale creazionedella disoccupazione e che,dunque, le cause della disoccupazione sono proprio l'opposto di quelle che ritiene il Gazzoni...

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Ovviamente...magari fosse come dici, anzi, come assunto proprio dalla Costituzione...io intendevo sottolineare che la tua precisazione è fondamentale per molti studenti che, inevitabilmente, subiscono gli "involontari strabismi" di docenti/autori dalle più o meno evidenti simpatie (neo)liberiste. Non so se poi è una mia esagerazione intravedere anche nostalgie dell'"ordinamento corporativo" (trattandosi spesso di autori coetanei ai miei nonni). Diciamo di liberali che in situazioni di progressiva manifestazione della conflittualità sociale ti sosterrebbero squadristi e quant'altro...ne abbiamo avuti un oceano e ne avete scritto spesso anche voi.
      In altri termini: quanta parte dei giuristi è convinta che la costituzione repubblicana è antifascista in quanto anti-liberista?
      Avevo prestato a qualche conoscente "La Costituzione nella palude" e al momento delle rispettive restituzioni parlavamo proprio del fatto che nei manuali universitari [almeno quelli più "frequentati" ai tempi: Rescigno, Mazziotti di celso, Bin-pitruzzella, Paladin, adottati per l'esame di pubblico nelle facoltà di economia, legge, scienze politiche, sociologia, filosofia, storia, scienze delle comunicazioni, statistica] non ci sono tutti questi appassionati "inviti" alla lettura dei lavori dell'assemblea (sì vabbè...c'è il link) né erano previste (stando a questo mio confronto con una decina di persone) letture integrative...nemmeno riguardo alla"la monografia del Prof da afffiancare al manuale...nessuno ha avuto mai assegnato un saggio di storia costituzionale fatto come Cristo comanda.
      Ora però mi chiedo con che coraggio un docente possa far finta che questo blog non esista...serve davvero del fegato. Si è improvvisata, e purtroppo atomisticamnte, molta autodidattica.
      Questo blog è militanza politica pura...lettura individuale e confronto collettivo. Ad avercelo avuto prima quando si aveva tempo di studiare!
      Come si fa oggi a non indicarlo a tutte le matricole?

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    4. I redattori di manuali universitari, nonché di quelli molto più pericolosi di preparazione agli esami di Stato - che ti prendono maggiormente a "difese immunitarie calate" - non sono di simpatie liberali, ma sono in dissociazione cognitiva: grandi voli sui principi lavoristi e di democrazia sostanziale, alcuni addirittura osano osservare che la "costituzione" l€uropea è in aperto contrasto con i principi sociali della nostra Costituzione, però poi è tutto un debbittopubbblicobruttto, effficcienza, pareggiodubilanciechecefatantobbene.
      Il problema è che NON SANNO NULLA DI ECONOMIA (e alcuni se ne vantano...pezzenti): uno può conoscere anche tutti gli atti dell'Assemblea Costituente, ma se poi non ha anticorpi al virus neoliberale - e ai suoi corollari risorse finite, pareggio di bilancio, banca centrale indipendente, finanziarizzazione della spesa pubblica ecc... - non può salvarsi: i diritti sociali costano e il modello liberale è deflattivo, quindi...
      Onore, anzi, al "merito" che non svaccano i principi costituzionali à la Corsega.
      D'altronde, l'unico modo di risolvere una dissociazione cognitiva è comprendere la falsità di una delle due proposizioni in conflitto, ovvero andare oltre l'economia del "bar sport".
      Aggiungo comunque, come chiosa finale, che questo blog è molto ben conosciuto ai professori universitari, ma: 1. è un blog, "tipo quello di Grillo" cit. 2. non è mainstream e hanno tutti una paura fottuta di finire a fare le pecore nere del branco accademico.

      OT: c'è qualcuno dalle parti di Treviso? Se sì, mi scrive in privato?

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  9. "Tutto strutturato demograficamente insieme al più feroce malthusianesimo e cosmetizzato in modo (geograficamente) globalista e (religiosamente) universalista nella più beceramente razzista e classista sussidiarietà di stampo cattolico-romano; riverniciata, poi, di moralismo modernista à la Soros (o à la Francesco...), tutto gay pride, aborti, eutanasia e distintivo. (Distintivo con la M di Malthus)."

    La sussidiarieta' di stampo cattolico-romano e' stato evidentemente un modello di successo (o cancro, secondo il punto di vista) ed ora non e' piu' patrimonio delle sole organizzazioni cattoliche.

    C'e' ormai un vero e proprio florilegio dell'iniziativa privata...

    Mi e' capitato in questi giorni di guardare la televisione (che non guardavo piu' da anni, accanto a mia figlia convalescente per un piccolo intervento).

    Sono rimasto basito di fonte alle continue interruzioni pubblicitarie in cui un numero ormai spropositato di organizzazioni 'benefiche' chiedono una decina di euro al mese per:

    - portare cibo e coperte ai barboni;
    - portare cibo ai bambini affamati africani;
    - vaccinare i bambini malnutriti africani;
    - fornire acqua potabile ai bambini assetati africani;
    - assistere le famiglie povere africane;
    - curare i malati africani vittime della miseria;
    - cercare cure per le malattie piu' rare.

    Tenendo conto che queste organizzazioni lavorano sul modello UNICEF, cioe' sono organizzazioni in cui il costo di struttura supera il 90% del budget disponibile, si capisce la portata e l'odiosita' dell'inganno.

    Ovviamente per convincere a donare si fa ampio uso di inquadrature ravvicinate degli occhi dei bambini sofferenti, con tanto di mosche schifose che svolazzano sulle piaghe e di braccini scheletrici rivolti verso la telecamera in posa supplichevole, mentre una voce fuori campo manipola l'emotivita' dell'ascoltatore per indurlo a donare subito.

    Alcune di queste organizzazioni chiedono anche di lasciar loro in eredita' i propri averi, proprio come succedeva con gli ordini monastici.

    A volte penso che gli odierni elitisti sociopatici, allievi liberisti di Lucifero, col loro capitalismo imperialista hanno ormai ampiamente superato il maestro.

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  10. Perdonatemi se vado fuori tema ma segnalo che continua l' attacco da parte del corriere della sera alla Costituzione iniziato con panebianco un mese fa http://www.corriere.it/opinioni/17_luglio_21/costituzione-2ba03ff2-6d83-11e7-8b64-8c2227f4edc4.shtml L' articolo di luca enriques apparso ieri https://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20170811/282059097098668 individua la causa del "freno all'innovazione" "nel trovare la soluzione che nel caso singolo meglio realizza il valore costituzionale della solidarietà e/o che assicura l' esercizio della proprietà e della libertà economica dentro i confini della funzione o utilità sociale."C' è poi anche il riferimento ,sia al "senso comune" che alla "CORuZZZIONEEE"dovuta,per l' autore ad una concezione del ruolo del magistrato di titolare " di un potere ,che la cultura giuridica prevalente ,rende quasi assoluto".

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    1. Si tratta di un attacco di prammatica: una versione standard atecnica e che, non a caso, si rifa all'Istituto Bruno Leoni; ma con tali e tante imprecisioni concettuali e scarse conoscenze giuridiche, se non altro ignorando palesemente la giurisprudenza della Corte costituzionale (che già oggi avvicina l'interpretazione dei principi fondamentali a quanto da costoro propugnato), che è difficile prenderla sul serio sul piano culturale.

      Più seria è la questione in sé del Corsera che dà spazio a espertologia di questo livello e contenuto.
      Ma poi basta pensare che non differisce dal resto dei luoghi comuni espressi, su tutto il possibile scibile politico-economico, dallo stesso giornale e da tutti gli altri del mainstream mediatico.

      I lettori del Corsera sono in grado di distinguere tra democrazia sostanziale, - che a loro stessi e ai loro figli garantirebbe prospettive di occupazione e di tutela (accettabile) di beni a loro riconosciuti come il diritto alla salute, alla pubblica istruzione e alla previdenza-, e democrazia liberale, cioè puramente elettorale e fondata sull'esclusivo interesse di una ristretta oligarchia finanziaria e industriale che non esiterebbe a sacrificare i loro stessi interessi vitali?
      La risposta non può che essere negativa.

      Il nostro problema è, e rimane, lo sterminio delle risorse culturali per avere la comprensione "minima" di sopravvivenza e uscire dalla crisi...

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    2. A proposito di sterminio delle risorse culturali desidero segnalare le ultime trovate tecniche per sopprimere quel poco di dibattito culturale che ancora sopravvive nei blog come questo.

      Si chiama "Perspective".

      https://www.perspectiveapi.com/

      E' una applicazione AI (Artificial Intelligence) che per ora lavora molto bene con la lingua inglese ma che a breve sara' operativa anche nelle altre lingue.

      Tutte le frasi che il sistema riterra' 'tossiche' saranno automaticamente segnalate e ne sara' impedita la diffusione: chi le volesse comunque pubblicare sara' escluso dal mondo google.

      Esiste probabilmente una versione AI occulta anche per le immagini e per i video nonche' (si sospetta) per il 'trollaggio' automatico dei blog scomodi.

      Per esempio, se si cerca con un qualunque motore di ricerca "European people history" le immagini visualizzate saranno tutte o quasi di neri, meticci o arabi (come se si volesse convincere un africano ignorante che in Europa la popolazione bianca non sia mai esistita).

      A molti poi non credo sia sfuggita la natura spesso luciferina di Google (che possiede anche Youtube).

      Una prova evidente per me e' questa: viene favorita la produzione e la diffusione di materiale per la corruzione dei bambini come quello che segue (e di cui provo vergogna e ribrezzo anche solo a parlarne).

      https://www.dailystormer.com/1-on-youtube-cartoon-teaches-schoolboys-to-ram-their-penises-up-each-others-buttholes/

      Mi piacerebbe conoscere che ne pensa Bazaar.

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    3. Non ho approfondito...ma a prima vista fra le due segnalazioni qualche elemento di preoccupazione ce lo potrebbe offrire questo API se è vero che selezionerebbe [secondo le preferenze dei proprietari privati di discussioni(a questo punto) limitatamente aperte al pubblico] interventi/contenuti tossici
      ["What's toxic? This model was trained by asking people to rate internet comments on a scale from "Very toxic" to "Very healthy" contribution. Toxic is defined as... "a rude, disrespectful, or unreasonable comment that is likely to make you leave a discussion."]

      Il cartone non credo però possa considerarsi un esempio di corruzione...mi sembra più intenzionato ad offrire nel mercato dell'animazione qualcosa che richiami l'attenzione...e sono andati sul sicuro.
      In generale, il modo in cui un bambino intellettualmente o fisicamente attratto da un suo compagno (per un giorno, occasionalmente o "per sempre") vivrà la percezione di una situazione personale tendenzialmente diversa da quella dominante dipenderà dalle risorse cognitive e culturali - SOCIALI!...siamo alle solite - di cui effettivamente (e su una Carta, aggiungerei:)) dispone. Poi ovviamente il discorso sui diritti civili...sappiamo che dal punto di vista (dell'interesse) oligarchico ha tante altre funzioni..di cui nel blog si è già discusso.
      Però scrivere che il cartone istruisce alla sodomia di un compagno (quasi) coartandone il consenso...dai, mi sembra un po' troppo.

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    4. Prima o poi dovrò leggerlo questo Bruno Leoni...dicono i suoi sostenitori e "riscopritori" che "Hayek è il Leoni italiano e non il contrario! come dicono tutti" (MA TUTTI CHI?). Andando a zonzo per i social e Youtube quest'Istituto sembra frequentato da umanisti giovani (e fomentatissimi!) che si incensano reciprocamente quando trovano collegamenti tra le affermazioni di filosofi liberali studiati all'università e qualche statistica trovata su internet. Sono vicini agli ambienti de IL FOGLIO, mi sembra di capire. Mah...ci perderò del tempo prima o poi...

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    5. Raccolgo lo stimolo "luciferino" di Luca senior.

      Ma prima riscontro l'entusiasmo di Luca junior: Bruno Leoni è fondamentale perché credo sia il più importante filosofo politico italiano cosciente del legame tra marginalismo, scuola austriaca e proto-liberalismo dei filosofi morali scolastici. Insomma – in breve – del legame tra liberalismo e monoteismo.

      Innanzitutto, pare venga considerato da Posner il padre dell'analisi economica del diritto (dalla prospettiva neoliberale - ossia fondata sulla microeconomia!).

      Il fatto che Hayek sia andato a commemorarlo al funerale non è banale, infatti, quel noto covo di sociopatici dell'individualismo metodologico della Mont Pelerin Society – padri ideologici e spirituali dei più barbari massacri e annichilimenti culturali della controrivoluzione neoliberale, di cui si ricorda il Cile di Pinochet – ha potuto vantare, oltre ad Erhard, il grande propugnatore dell'ordoliberismo eurounionista, la presenza del mitico Luigino Einaudi e, appunto, di Bruno Leoni.

      L'MPS, oramai animata più da sociologi, psicologi e neurologi (chissà perché, ma non si ponga questa domanda agli amici turboliberisti e anarco-capitalisti), è la vera fondatrice della Chiesa liberale: il risultato è stato alimentare questa orda di invasati Testimoni della libertà che ricordano molto le orde di cristiani esaltati che amputavano le braccia e deturpavano quell'inno alla vita che erano le sculture del paganesimo romano ed ellenico.

      Riscontrando gli stimoli di Luca senior: Google, non solo per chiunque capisca ad un certo livello il mondo delle telecomunicazioni digitali, è il Male.

      Tu cosa hai fatto una settimana fa non lo sai: Google lo sa.

      Ed è il male proprio in quanto è un monopolio privato libero dagli interessi generali. (Devo però ancora sentire un americano che proponga di nazionalizzare questi mostri economici...)

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    6. Che Orizzonte48 e Goofynomics stiano su questa piattaforma orwelliana ci deve allertare.

      Se si evidenzia il ruolo della Tecnica nell'ambito del capitalismo liberale, e dello scientismo positivista di cui si nutre la filosofia morale propugnata dal clero del capitalismo finanziario, è chiaro che vi è un profondo nesso – tipico dell'universalismo del monopolio monoteistico – tra tecnica finanziaria e tecnica mediatico-digitale.

      La debordiana Società dello Spettacolo – nell'era digitale – è caratterizzata dal consapevole innesto e dalla miscela confusiva di reale e virtuale, che – essendo essi due forme di realtà – permettono una manipolazione pressoché totalitaria della percezione e delle coscienze.

      Google, in particolare, come tutti i monopolisti nati in un contesto di cattura dello Stato da parte delle oligarchie finanziarie mondialiste propugnatrici della globalizzazione e – QUINDI – totalitariste, è tipicamente la faccia buona e "popperiana" del più feroce neofascismo à la Soros, democrat-clintoniano e, nella sua patente inversione assiologica tra Bene e Male, Vero e Falso, Bello e Brutto, è sicuramente considerabile luciferico.

      Voglio dire: cosa c'è di più luciferico di una "tirannia illuminata"? (Tirannia illuminata e mondialismo sono strutturalmente – per definizione – la medesima cosa)

      Il postumano, l'incesto tra uomo e macchina, l'eugenetica e – in genere – tutto il modernismo reazionario di cui Silicon Valley può essere considerata la bandiera, è tutta roba sperimentata col nazismo.

      Ma, a differenza di questo, come dimostra il neoliberismo pinochettiano di MPS – e come probabilmente già intuiva von Mises sui limiti del fascismo – la Costituzione cilena nata dalle disumane riforme strutturali ha reso il "totalitarismo del capitalismo liberale" un "nazismo" più longevo e solido, in cui l'unica libertà dello schiavo dovrebbe essere quella di ricorrere all'eutanasia e all'aborto.

      L'articolo è forte ma condivisibile, almeno nella denuncia: chi promuove diritti civili e non le riforme strutturali a favore dei diritti sociali, è malthusiano. Non ci sono cazzi. È una questione di natura strutturale.

      È de facto ingegneria sociale volta alla promozione della sessualità a fini non riproduttivi. (Inoltre è pure di fatto un "hate speech" perché innesca indirettamente conflitti sezionali non di classe, piccolo-borghesi, come quelli per motivi moralistici)

      L'autore fa congetture pure sul nome di uno degli "artisti": bè, questo non lo approvo.

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    7. Dice che "non gli interessa" ma, guarda a caso, rivela un pregiudizio tipicamente "antisemita" che capovolge l'ordine causale tra la Struttura e un particolare gruppo sociologico che né gode i privilegi monopolistici (tipicamente media di massa e moneta).

      Ora: visto che anche tra i "nostri" spopolano gli zucconi che non han capito che la sociologia marxiana non è un optional, ma distingue un'analisi seria da un mucchio di idiozie livorose ed ideologiche, per appartenenza, da gregge "de destra", questo va ribadito con forza.

      È la logica del "poiché è siciliano allora è mafioso". È roba da bar dello sport tipicamente poi strumentalizzata in ottica di conflitto di classe a svantaggio sempre e solo dei subalterni.

      Il familismo amorale è per motivi sociologici tipico di qualsiasi cordata di potere e di tutte le sovrastrutture ideologiche (vizio dei deboli e integerrima virtù dei forti...) – che sono in qualche modo classiste per definizione, nel senso "volte al mantenimento e all'ampliamento degli interessi materiali della classe egemone" – e questo è presente pure nel "Terzo livello", ovverosia nel capitalismo finanziario imperialista.

      Voglio dire: cosa c'è di più "amorale" della stessa nobiltà? Ossia di uno status che si fonda su un privilegio legato al "sangue"? Rendendo socialmente lecito un qualche istituto giuridico che propone per via dinastica e "familistica" una superiorità razziale radicata in motivazioni mitologiche, religiose o darwinistiche?

      A livello "esoterico" - e qui inizia uno spunto di riflessione per semplice sfogo intellettuale ed umano - credo che la Storia porti ad indurre che il dio di tutti i monoteismi non sia quello di Leibniz o Gödel ma, dialetticamente, un'emanazione del suo negativo, con gli attributi opposti, che lo caratterizzano come parassitario e predatorio. Bestiale....

      Nulla di strano quindi che "l'ellenistico Lucifero" – o qualsiasi altro archetipo di negatività assiologica rispetto ad una fondazione fenomenologica di etica dei valori o di qualsiasi altra filosofia morale – spopoli in qualche setta, loggia od organizzazione sociale sovrastrutturata a chi detiene la proprietà e il controllo dei mezzi di produzione di merci materiali e spirituali.

      Voglio dire: nella storia moderna si può tranquillamente affermare che la massoneria, i servizi segreti "indipendenti", o la mafia "di strada", siano soprastrutture del capitalismo finanziario.

      Ma tutto ciò è strutturale: è il capitalismo.

      Pure i riti di quel branco di avvinazzati cialtroni e pedofili che si credono l'aristocrazia del nuovo medioevo sono una impersonale sua manifestazione.

      (Comunque, per capire l'incesto tra finanza, cambiavalute, religione e tecnica totalitarista, vanno tenuti d'occhio gli schemi Ponzi delle crittomonete che stanno gonfiando una bolla mai vista proprio di fronte all'Armageddon economico per cui, probabilmente, molti stati esploderanno e molti risparmiatori cercheranno rifugio in catene di Sant'Antonio controllate dalle banche d'affari.... e scambiate per il "nuovo oro".
      D'altronde il codice sorgente degli algoritmi delle crittomonete sono disponibili, ed i "nuovi proletari" si sono messi alacremente a lustrare le proprie catene, non capendo che il "codice sorgente" della politica economica è assolutamente chiuso, necessitando quel processo di ingegneria inversa chiamata esegesi)

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    8. Stimato Bazaar, il suo riferimento al rapporto tra nobiltà e razzismo mi rende irresistibile la segnalazione del libro di R. de Milford, "Plebei ed altri animali - Il razzismo segreto della nobiltà cattolica contemporanea", uscito per le edizioni ASEQ nell'aprile di quest'anno, testo peraltro fortemente debitore (per esplicita ammissione di chi lo ha scritto) a questo blog. Se pensa possa interessarle, mi scriva a maurizioreina(at)alice.it e cercherò di fargliele avere una copia.

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