lunedì 1 aprile 2013

IL VINCOLO ESTERNO, LA DECISIONE PUBBLICA E LA CORRUZIONE

Dedicato non tanto ai "saggi", quanto alla parte consapevole del M5S, se ha a cuore l'Italia. E perciò dedicato a chiunque abbia a cuore il nostro Paese.

La corruzione, comunque la si voglia vedere, è il prezzo attribuito a titolo privato ad un pubblico decidente come compenso di intermediazione per l'assetto di interessi= "effettiva distribuzione della ricchezza", conseguente ad una concreta decisione del pubblico potere.
Ora, più elevato è il numero delle opzioni alternative insite nella decisione, cioè più numerosi sono i momenti di discrezionalità (tecnica e amministrativa), più elevata è la probabilità e la stessa organizzazione del fenomeno corruttivo.
Facciamo un esempio; se occorre costruire una strada o una linea ferroviaria da un luogo pianeggiante ad un altro, passando per una pianura (appunto), e, si badi bene, senza che in mezzo vi sia una ampia serie di insediamenti industriali (manifatturieri o anche agricoli) o di insediamenti civili aventi un particolare valore giuridicamente tutelato (storico, archeologico, architettonico, paesaggistico), la probabilità che l'opzione decisionale del pubblico potere sia limitata ad un'unica soluzione tecnicamente razionale (con limitate varianti), condurrà ad una bassa probabilità di corruzione.
In tutti i casi in cui ricorrano diverse condizioni, o meglio, come in Italia, ricorrano simultaneamente tutte le condizioni di massima variabilità delle opzioni e di massima comprensenza di interessi rilevanti, e variamente comprimibili, nell'ambito della decisione da assumere, le probabilità di corruzione, cioè di compensi di intermediazione per il perseguimento di un assetto piuttosto che un altro, sono molto elevate.
Ma anche supponendo, in questa situazione di complessità di "variabili", che non vi sia alcun accordo illecito e si applichino solo le regole previste per l'adozione della decisione (cioè decisione puramente legale), si avrà probabilmente:
a) connaturale -quindi inevitabile- complessità (normativa, ma prima ancora, "di fatto", cioè nella realtà naturale) del processo decisionale e quindi sua conseguente lunghezza temporale;
b) controvertibilità elevata della decisione assunta;
c) alto margine di erroneità nel merito (cioè tecnico-razionale) della decisione stessa;
d) spostamento della correzione degli errori o delle violazioni di legge (non dolose), che hanno importato indebito e irrazionale sacrificio di taluni interessi in luogo di altri,  nella sede giurisdizionale;
e) esito della verifica giurisdizionale di legittimità-razionalità (ragionevolezza e attendibilità) della decisione pubblica dipendente da vari sottofattori:
- e1) volume delle risorse dedicate dall'ordinamento alla predisposizione del controllo giurisdizionale, cioè sufficiente in base a realistiche considerazioni di politica della giustizia;
- e2) tendenza inevitabile al prevalere degli interessi economicamente più forti che possono dedicare maggiori risorse sia alla introduzione delle loro ragioni nel contenzioso-processo, sia a precostituire momenti decisionali pubblici di difficile sindacabilità nel merito da parte dello stesso giudice.

Quali che siano le risposte che un ordinamento fornisce a tutte queste problematiche - e in Italia, afflitta dalla trentennale crociata contro spesa corrente e investimenti pubblici, è facile immaginare quale sia il "livello" sub-ottimale di risposta- un fenomeno sarà comunque registrabile con certezza: l'assetto perseguito, cioè gli interessi materiali sottostanti, saranno sempre realizzabili a costi più elevati rispetto a realtà geo-politiche che non soffrano di una comparabile situazione di "congestione-complessità" degli interessi in conflitto.
Tra questi costi, rientra la corruzione, ma, - e, sia chiaro, senza alcuna ombra di cinismo-, non è detto che il suo irrompere nel quadro, conduca necessariamente a una crescita dei costi rispetto alla situazione di ipotetica osservanza integrale della legalità.
La corruzione può sia sveltire la decisione, e normalmente questa è una delle sue ragioni di convenienza per l'operatore che corrisponde il relativo compenso, sia eliminare in tutto o in parte il costo del contemperamento della decisione con interessi contrapposti a quelli economici prevalenti, che tendono ad avere l'iniziativa nel quadro sociale delle economie capitaliste "complesse". Cioè in società comunque caratterizzate dalla complessità, tecnologica e sociale,  stratificatasi nel tumultuoso sviluppo del capitalismo, sospeso nella continua tensione ad aumentare l'efficienza della produzione, e quindi il profitto, sia attraverso la compressione della tutela del lavoro sia attraverso l'innovazione di processo e di prodotto.  

In termini pratici, poi, questa invarianza della maggior costosità della congestione di interessi (a radice geo-storica-culturale, come in Italia), simultaneamente meritevoli di tutela negli ordinamenti democratici, conduce ad una maggior inflazione relativa rispetto a paesi con diverse situazioni geo-culturali. Piaccia o no.

Senza allargare troppo il discorso (cosa che richiederebbe un libro o forse più d'uno), ciò significa che, anche adottando tutte le best practices decisionali, cioè introducendo leggi "innovative" e "grandi riforme", adottate in altri paesi, asseritamente più "progrediti" del nostro - ma che diavolo può voler dire se non abbiamo la prova di come saprebbero gestire una situazione come la nostra?-, la nostra inflazione "relativa" sarebbe sempre maggiore di paesi che hanno condizioni essenziali diverse dalle nostre.
E questo, abbiamo visto, anche eliminando al 100% la corruzione, che sul versante delle forze economiche, tende semmai a risolversi in un abbassamento di costi, salvo poi gravi esternalità a scapito degli interessi collettivi: ambientali, paesaggistici, storico-archeologici ecc.
Occorre menzionare il caso dell'ILVA? O rammentare perchè a Roma non è, solo e principalmente, la corruzione che impedisce di avere un sistema di metropolitane con costi e tempi sopportabili?
Certo il palazzo della Cancelleria (edificato tra il 1483 e il 1513) è attribuito al Bramante e a Bregno e contiene un gigantesco affresco del Vasari, e tante altre meraviglie rinascimentali; ma è costato lo smantellamento (ulteriore) dei marmi del Colosseo nonchè dell'intero Teatro di Pompeo (I sec A.C.). E si sovrappone a un Mitreo e alla tomba dell'illustre console Aulo Irzio. Se si fossero applicati i criteri di tutela artistica e archeologica dell'attuale Costituzione non sarebbe mai stato edificato; comunque mai in questa attuale conformazione.
E la sua edificazione sarebbe comunque costata infinitamente di più.

Tutto questo per dire che, realisticamente, se non è possibile avere i costi, e quindi l'inflazione che hanno altri paesi, più poveri di storia, di arte, di bellezza e di esigenze composite di tutela, del nostro, non si entra in un sistema di moneta unica con questi paesi.
Anche perchè poi questi stessi paesi, accortisi di questa ricchezza collettiva, che si riflette anche in quella privata (un appartamento sul Canal Grande, a Fiesole, o a Piazza Navona, vale necessariamente di più di uno comparabile di Magonza, per quanto questa sia una bellissima cittadina...ricostruita), invece di cooperare alla sua tutela, sopportandone i costi come la pretesa natura politico-unitaria dei trattati UE imporrebbe, vorranno appropriarsene, spingendo per la liquidazione di tali beni come garanzia dei loro crediti (determinati dai differenziali di inflazione deliberatamente perseguiti!). 

E questo a meno che, dal giorno dopo l'entrata nell'UEM, non si fosse deciso che deportazioni di insediamenti umani, senza indennizzo se non meramente simbolico, distruzione di siti storici e paesaggistici (dalle coste a Pompei), e irrilevanza della tutela della salubrità e dell'ambiente urbano e lavorativo, non siano immediatamente operabili in nome della moneta unica e quindi, "dell'Europa".
Il che, in fondo, è sempre meglio del raggiungere, mediante un prolungato stillicidio di tagli e austerity, gli stessi risultati, ripetendo ipocritamente "lovuolel'europa", sperando che la gente non se ne accorga.
O, meglio ancora, che pur accorgendosene, debba stare zitta perchè colpevole di "aver vissuto al di sopra delle proprie possibilità".
Perchè questo è quello che sta accadendo da trent'anni, da quando cioè si è innalzato sopra la Costituzione il "vincolo esterno".

33 commenti:

  1. Io poi ho sempre pensato che un sistema per essere privo di corruzione deve essere fortemente autoritario. E siccome un sistema autoritario è intrinsecamente corrotto, anche se lo scopriamo solo dopo che tramonta, la corruzione zero è qualcosa di non realizzabile e neppure desiderabile. Chi nasconde questa semplice verità lo fa per ingannare e spingere verso modelli elitisti e autoritari.

    Forse esiste un livello fisiologico, minimo, di corruzione tipico dei sistemi democratici, una specie di termometro della democrazia. Forse mi sono espresso in modo troppo romantico anche io, ma dalle recenti discussioni mi è sembrato che questo fosse il luogo adatto :).

    Poi la frase "tendenza inevitabile al prevalere degli interessi economicamente più forti" mi pare la malattia del nostro tempo ultrafinaziarizzato.

    Forse perché dentro l'università ho visto come l'utilizzo dei criteri di "prevalenza economica" abbia portato, a conti fatti, alla "prevalenza della mediocrità". E ancora mi brucia perchè guardando indietro scopro di aver visto nascere e crescere tutto questo senza che lo si chiamasse corruzione. E guai se non ti adegui sai, che bisogna trovare i soldi per continuare a pagarti lo stipendio.

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    1. La tendenza al prevalere degli interessi economicamente forti è un male perenne: se non c'è un'aristocrazia d'armi al potere (Sparta, i mammelucchi, gli stessi popoli vetero-germanici precristiani), c'è sempre un'oligarchia, anche nelle republiche o democrazie (schiaviste) del mondo romano-ellenistico.
      La corruzione, come insegna la stessa evoluzione della Repubblica sociale, aveva persino il paradossale compito di garantire una certa mobilità sociale (dal cavalierato verso la classe senatoriale, attraverso il cursus...honorum), alternativa alla militarizzazione autocratica.
      La finanziarizzazione è diversa e peggiore della stessa corruzione: è alienazione pura della solidarietà sociale e affrancamento totale dalle regole.
      L'Università italiana funziona come funziona in presenza del blocco della mobilità sociale determinato dalla guerra contro la spesa pubblica e contro la funzione redistributiva di benessere dello Stato.
      Ma finirà tutto questo: è andato troppo oltre e, come constati anche tu, ha portato a un governo dei mediocri

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    2. Finirà, speriamo presto perché "l'ossigeno" va diminuendo. Vedo che stasera sei ottimista, meglio così.

      Del resto, se anche una donna di quasi novantanni può avere il coraggio di esprimersi in modo così forte, forse possiamo anche non disperare.

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    3. Volevo dire "evoluzione della Republica di Roma" :-)
      Quanto all'ottimismo non è "dell'oggi"...è frattalico: la memoria che vive nella misteriosa materia della Storia riproduce le forme in incessanti regolarità; una cosa tanto mostruosa, per la sua natura di menzogna esasperata, non può che finire male...per "loro". Speriamo di meritarci una rinascita della democrazia, consci finalmente di quanto sia preziosa e delicata

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    4. Si, avevo capito che parlavi di Roma. Un lapsus fr...attalico.

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    5. Quanto mi manca una funzione modifica dei commenti :-)

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  2. Questo articolo sembra già un bell'esempio di espressione libera da ogni vincolo esterno ...

    Un cordiale saluto.
    Emilio L.

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    1. Saluti anche a te; la libertà di espressione è qualcosa che condividiamo insieme qui e che speriamo di poter esportare come un contagio. Ma bisogna sapere che non è senza costi personali...Per quanto il senso dell'esistenza stia proprio nella libertà interiore che è il modo migliore di coltivare la conoscenza :-)

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  3. M5S'INQUINO

    Giuro, m'è sgorgata evanescente ma risentendola ho il "senzo".
    "Quelo" delle "rettifiche" napolitane e delle silenti voci delle "vite degli altri".
    Anche senza Badoglio non si sa più da che parte andare a "parare" attendendo che qualche cornetta squilli.
    Ma neppure "queli" dall'altra parte della cornetta sanno più cosa dire.
    Mentre il "filo" tra le cornette prende il tempo nel tramonta di un lunedi .. dell'Angelo attendendo il martedi al "mercato" :-)

    That's all, folks!



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    1. La lex mercatorum pretende di ergersi sopra ogni altra, ma gli uomini che la incarnano non possono combattere la conoscenza diffusa. Tanto più che i mercati prosperano in danno di...tutti proprio basandosi sull'asimmetria di informazioni. Ma basta che le informazioni circolino sulle conoscenze rilevanti per la democrazia, che le "loro" diventano inservibili :-)

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    2. Knight,
      non diffondiamo troppo a "loro" che "altri" sanno, cioè conoscono, che il "lemon markek" svelato da Arkelof è un "rottame".

      " .. sempre allegri bisogna stare, diventan tristi se noi piangiam .. " ;-)

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  4. Buona sera Quarantotto e buona Pasqua anche se in ritardo.
    Pur in deficit di omessa lettura sul pregresso, causa quel poco per cui riesco ad aggiornarmi, spero ad ogni modo di poter esprimermi con una sufficiente e consapevole riflessione critica.
    Mi sono congedato, ultimamente, con una difesa del ruolo antagonista del M5S, se non altro per il beneficio del dubbio con cui ritengo ognuno di noi debba essere quantomeno salvaguardato. Senza nulla togliere, nondimeno, alla sostanzialità delle proposte, delle azioni e dei comportamenti od atteggiamenti.
    Alla luce dell'odierna situazione, spesso fonte di enormi diatribe tra me e la mia consorte (portatrice di valori affini ai miei ma artefice di altrettante soluzioni contrapposte), mi sovviene una considerazione, tanto amara quanto calzante rispetto ad un'istantanea fotografica della realtà.
    Dalle lezioni della "Storia" in pochi imparano ed in misura ancor minore si rivelano all'altezza degli insegnamenti.
    Ho difeso a spada tratta la genuinità delle persone ed ancor oggi mi ostino a farlo, ciò non toglie che l'opportunismo riscontrato in ogni classe sociale con cui quotidianamente ho a che fare... mi porti a riflettere sulla diffusa e "difficilmente" incontrovertibile pochezza dello spessore culturale umano.
    Ciò che mi ostino a predicare come "salto" virtuoso nella comprensione della realtà si traduce sovente in "opportuno" assestamento dei propri interessi.
    Su questo cruccio continueremo a fallire poiché se non alleviamo "persone" di giudizio difficilmente potremo pretendere giudizi congrui sulla realtà.
    Scusa la mia solita caduta filosofica e spero nel tuo perdono.
    Un saluto,
    Elmoamf Massimo Paglia

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  5. Caro 48,
    la deportazione c'è già stata. A causa dei vincoli finanziari chiudono le scuole, gli uffici postali, gli ambulatori nei piccoli comuni montani. Diminuiscono i servizi pubblici per il collegamento. Le famiglie sono costrette ad andarsene. Le strade impervie e il territorio vengono abbandanonati, abbandonando così paesini piccoli ma ricchi di storia che avevano avuto un incremento della popolazione ed avevano assistito ad un ritorno dopo l'abbandono degli anni 60 e 70. E quindi ville storiche, piccoli castelli, vengono comprati dagli stranieri, visto che con sempre meno abitanti e soldi i piccoli comuni non ce la fanno. Sono poi tutti a plaudire la scelta di "chiudere" i Comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti, accorpandoli, il che significa che certe zone impervie moriranno definitivamente.
    Già piccoli borghi qui da me, incastrati sulle montagne ma che guardano il mare, sono stati svenduti ad olandesi e tedeschi che ne hanno alterato i connotati, visto che comanda il più forte, rompendo i vincoli "interni" alla comunità, chiudendo strade comunali e vicinali che passano nel bosco, sbarrando il passo a chiunque.

    Di sicuro stanno facendo più danni questi di Napoleone e delle SS che cercarono di portare via di tutto, anche perché glielo stiamo facendo fare senza opporre resistenza, a parte pochi casi marginali.
    Non capisco il disprezzo che nutriamo verso la nostra storia e cultura, e come sia accettabile il disprezzo degli stranieri verso di noi che però ci stanno comprando a pezzi per pochi spiccioli.

    Il vincolo esterno ha minato alla base il vincolo interno più importante, quello della democrazia, quella vera, sancita e salvaguardata nella Costituzione, non quella fasulla dell'uno vale uno via internet, ma quello dell'uno vale uno al voto.

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    1. Deportazioni, giusto. Non ci avrei pensato a chiamarle cosi' ma e' esattamente cio' che sono.

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    2. Non hai idea di come le tue parole siano attuali nella mia esperienza: per lavoro mi rapporto ai servizi territoriali, in particolare di piccoli comuni montani. E' come assistere a piante che stanno appassendo, ormai non c'è più nulla.

      Le realtà produttive stanno chiudendo e i lavoratori affollano i CPI; i servizi, sociali e sanitari, per di più frammentati dopo alcune esternalizzazioni, hanno sempre meno risposte. Ci troviamo a fornire soluzioni di breve respiro (attingendo alla spesapubblicaimproduttiva che nel mio settore per fortuna ancora non è stata drasticamente ridotta) anche se la lenta morte del tessuto produttivo ci toglie l'interlocutore progettuale.

      Chi può se ne va, chi non può incrocia le dita.

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    1. Beh, dipinge un quadro condivisibile. Speriamo che, a sua volta, riesca a farsi ascoltare in modo da raggiungere più persone possibili. Perchè questo è il problema

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    2. Diciamo che più ne siamo meglio siamo.
      Mi piace che altri, al di fuori di qui, mettano l'accento su come la Costituzione venga massacrata dai vincoli esterni e come il massacro inizi 30 anni fa.

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  7. Gran bel blog.... complimenti!

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    1. Oops, grazie...credevo che fosse troppo di nicchia e incomprensibile. Ma devo dire che quelli che lo apprezzano si stanno rivelando sempre più numerosi (che vuoi, alla fine sto faticosamente imparando l'italiano) :-)

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    2. Effettivamente per seguire le discussioni una piccola infarinatura di economia politica bisogna averla, però una volta acquisite le basi ci sono interessanti approfondimenti sulle tematiche attuali.
      Grazie per l'opera di controinformazione che fate!

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  8. Spero tutti abbiano passato delle serene festività pasquali. Il laboratorio M5S c'è già (e pare andare in direzione opposta a quanto da mesi qui si auspica): è Parma...
    @Sil-viar: a proposito di borghi e ville acquistate dagli stranieri, mi sovviene Tenuta Castelfalfi in località Montaione, borgo medievale acquistato dai tedeschi...

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    1. Che tristezza. E' il destino di chi non vuole indicare la vera radice dei mali che ci affliggono. L'euro come strumento del paradigma liberista antistato, sono prigionieri delle loro bugie esattamente come il PD.

      Il triste corso dell'eurobadoglismo, pagheremo anche questo prezzo. Ma risorgeremo scrive Bagnai, e lui ci ha preso sempre fin'ora.

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    2. Sul primo punto, qui ampiamente già evidenziato nei commenti
      http://orizzonte48.blogspot.com/2013/03/le-conseguenze-italiche-del-metodo.html?showComment=1364319751025#c3356990078220177226
      http://orizzonte48.blogspot.com/2013/03/le-conseguenze-italiche-del-metodo.html?showComment=1364318224889#c1492497424256532835

      Sul secondo punto: l'eurobadoglismo lo dobbiamo ancora vedere. E se risorgeremo non sarà per "grazia ricevuta" di un profeta, ma perchè dopo Badoglio (25 luglio e 8 settembre) ci fu la Resistenza. Stavolta sarà pure in farsa, ma "no cup of tea"

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    3. Infatti il mio commento era un "rafforzativo"...oh, visto il Niet europeo alla possibilità di sforare obiettivo deficit 3% all'Italia, ecco il decreto Salvadebiti per i debiti appunto che la PA dovrebbe saldare. Citiamo solo l'incipit:
      "Pronto il decreto salva debiti. La bozza del provvedimento, di otto articoli, fissa in ogni dettaglio il piano biennale da 40 miliardi di euro per il pagamento dei debiti di enti locali, Regioni e Pubblica amministrazione centrale nei confronti delle imprese. Dopo il via libera del Parlamento alle risoluzioni sulla nota che aggiorna i saldi di finanza pubblica, tocca ora al Consiglio dei ministri: probabile una convocazione già per domani mattina. Tra le sorprese, e sa di beffa per i cittadini, spicca la possibilità per le Regioni che utilizzeranno l'anticipo di cassa di anticipare al 2013 l'aumento dell'aliquota addizionale IRPEF". Che cetriolata...

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    4. Sintetizzando (magari troppo), prove tecniche di guerra civile fra il settore pubblico e quello privato, dopo decenni di delegittimazione del primo.

      E mentre ci scanniamo fra noi dall'estero ci acquisiscono.

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  9. faccio gli auguri di Pasqua a questo eccellente blog, mi scuso per il ritardo ma ho voluto per un po' essere completamente scollegato.

    Incredibile come alla fine in Italia si sia perso il senso della tragedia che stiamo vivendo: abbiamo dato talmente per scontati i principi Costituzionali, che non li abbiamo più, e ora riteniamo talmente normale che dall'estero vengano a comprarci i nostri tesori che non li consideriamo nemmeno più alla stregua di un'invasione, perchè se è vero che il tedesco che compra in Italia è pur sempre soggetto alle leggi italiane, è anche vero che se a comprare è una grossa banca magari di quelle che finanziano anche il debito pubblico, ecco che le leggi prendono il nome di memorandum.

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    1. Perfetto. Il corto circuito tra cessione di sovranità alla finanza UEM (tedesca) e democrazia, sta proprio nella fine della legge come espressione della volontà del popolo sovrano e nella espropriazione di fatto dell'indirizzo politico: dalle istituzioni costituzionali elette a organismi sovranazionali svincolati da qualsiai esito elettorale italiano

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  10. Rispondo a tutti sui piccoli borghi.
    Sono una miriade, per non parlare delle migliaia di ettari di terreni pregiati comprati dagli stranieri, anche attraverso vari fondi finanziari, dagli agricoltori disperati che non ce la fanno a sopravvivere. La situazione è drammatica, si sta ricreando il latifondo, quando tutta questa follia sarà finita bisognerà pensare seriamente all'agricoltura.

    Rispetto alle "deportazioni", ci sono anche quelle dei centri storici delle città, dove la vita dei pochi residenti rimasti è resa sempre più infernale e costosa, compreso il trasferimento dei presidi sanitari nelle periferie. Interi caseggiati antichi, ma abitati dai cittadini residenti, vengono svuotati e comprati dalla finanza. Si tratta a tutti gli effetti della distruzione del tessuto sociale delle città che hanno resistito per secoli perché vive e vissute. Penso a venezia, dove buona parte del degrado proviene dalla mancanza di residenti, ormai trasferiti sulla terraferma, ma penso anche alla mia Firenze che trovo sempre più snaturata, ridotta a "cornice" dell'interesse dei più forti che, a differenza degli "antichi", hanno solo una cultura di rapina.
    L'Ospedale di San Giovanni di Dio, utilizzato dalla asl e regalato dalla famiglia Vespucci alla città di Firenze (e inalienabile, come i beni del Patto di Famiglia di Maria Luisa de' Medici) è stato ceduto intero, con tutte le opere d'arte, ad un fondo pensione inglese che ci farà una casa di riposo per ricchi vecchi! E tutto questo perché non ci sono mai soldi!
    Stiamo davvero come durante la guerra, abbiamo persino gli "sfollati" a causa delle bombe del neoliberismo. E abbiamo i collaborazionisti che sono così ignoranti che non hanno nemmeno a cuore un po' le loro città. Il bamboccio bugiardo infatti di fiorentino ha solo l'accento (poi è di Rignano sull'Arno, sarà nato a Firenze per via dell'ospedale).

    Riguardo alla fine dell'€uroguerra (contro i popoli e i diritti), credo che l'euro ormai sia ritenuto dai più un morto che camminerà ancora per poco, il problema è quello di riprenderci la Costituzione e insieme i diritti per ricostruire la Nazione e una società giusta, come tante volte ormai analizzato su questo blog. Questa dovrebbe essere la prospettiva di una nuova Resistenza, oltre all'opposizione a questo regime e a cercare di far nascere una nuova coscienza nazionale.

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  11. Condivido ogni tua parola. Trenta anni sono tanti, si è avuto il tempo per inoculare questo virus che si chiama odio verso il bene pubblico, idee impensabili in passato ma l'ignoranza ha sicuramente giocato a favore. Dopo aver impiegato un'eternità per garantire la tutela e la fruizione pubblica del bene culturale, dopo aver creato istituti statali d'eccellenza e d'avanguardia rispetto al resto del mondo (altro che corruzione), oggi, a uno a uno, i nostri fiori all'occhiello sono tutti accorpati, affamati, dipendenti da finanziamenti senza senso mentre il privato avanza, umilia con restauri indecenti, sostiene l'importanza del valore economico del bene culturale (perché non ci si indigna più nel sentire svilire a questo modo il valore del bene culturale?) e della necessità di tagliare la spina a ciò che non produce reddito, pazienza se produceva cultura e orgoglio di essere italiani. Una volta scardinato il principio per cui lo Stato (cioè tutti noi) è l'unico garante del bene comune, tutto è diventato semplice. L'esercito di persone competenti e coscienti del ruolo insostituibile dello Stato sono in buona parte estromessi dal potere decisionale o addirittura dal lavoro (i concorsi statali ormai sono un'utopia). Le università relegano ormai a 'facoltà umanistiche' qualsiasi studio o formazione che prescinda da specifiche figure professionali (architetti, ingegneri) o da competenze economiche, come se la conoscenza, la tutela e la gestione dei beni culturali debbano assolutamente prescindere da competenze storiche, legislative, artistiche e letteriarie, vale a dire da tutto ciò che instilla nelle persone la coscienza di doversi occupare, con amore e rispetto, del bene comune.
    Si è già preparato il terreno per la svendita al miglior offerente.

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    1. Ecco, per riprendere il discorso sui beni culturali, leggete cosa scrive il Rag. delle oligarchie Gian Antonio Stella:
      "Come si può, davanti a questi numeri impressionanti, invocare l'intangibilità assoluta dello status quo e l'inamovibilità degli addetti che non si possono spostare da un sito archeologico all'altro, da un museo all'altro? Anche ammesso che lo Stato (dovremmo scoprire giacimenti di diamanti sui Nebrodi o in Valsugana...) potesse farsi carico di tutto, è accettabile che lo Stato copra gli stipendi annuali dei dipendenti del ministero dei Beni culturali recuperando dagli introiti per ogni addetto 9.251 euro in Toscana, 4.487 in Lombardia, 6.896 in Campania, 250 in Liguria e 56 in Molise?"
      http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/litalia-intera-con-il-piu-grande-patrimonio-artistico-del-mondo-vale-meno-del-louvre-53940.htm

      AIUTO!
      Ma qualche storico dell'arte potrebbe leggere Orizzonte48?

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  12. Per lo storico dell'arte: Tommaso Montanari, da tempo collaboratore del Fatto Quotidiano, vi si esprime sempre nettamente contro qualunque privatizzazione, svilimento e mercificazione del patrimonio storico-artistico.
    Suggerisco il nome, se qualcuno lo conosce personalmente, o se conosce qualcuno che lo conosce personalmente - perché attiri la sua attenzione a questo blog, anche se purtroppo sono convinta che i distruttori di tutto non siano sensibili ad alcuna obiezione anche proveniente da persona autorevole: le dimissioni di Salvatore Settis, tempo addietro, da un'alta funzione che non ricordo bene nell'ambito dei Beni Culturali, sembrano confermare tale realtà.
    Temo che se anche Montanari e Settis (con la compagnia di redivivi Longhi, Briganti, Bianchi Bandinelli, Zeri, Zevi, Argan, Raggghianti e altri notevoli) si alleassero nelle proteste, troverebbero comunque dei muri.

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