mercoledì 21 gennaio 2015

SE TUTTO VA BENE SIAMO ROVINATI...IL "DEMANSIONAMENTO" DEL PIL 2015

SE TUTTO VA BENE SIAMO ROVINATI- ITA - copertine - cover dvd

Sia Bankitalia che il FMI prevedono per il 2015 una crescita del PIL italiano allo 0,4.

Crisi: Fmi taglia stime crescita Italia, Pil +0,4% nel 2015

 Bankitalia taglia le stime del Pil 2015

 Ora, facendola breve, bisogna rammentare che le previsioni di questi istituti, quand'anche pretesamente prudenziali, si sono rivelate costantemente sovrastimate, e non di poco, rispetto alla realtà.

E' dunque facile prevedere che anche quest'anno siano calcoli sbagliati. Il punto è (semmai): di quanto?

Una piccola anticipazione: come possono i consumi, scesi nel 2014 di "soli" 0,2 punti, riprendersi con il dilagare della disoccupazione e, ancor di più, della flessibilità deflazionatrice, che comporta come minimo assunzioni al costante ribasso dei trattamenti salariali e il prossimo dilagare del "demansionamento" (RICORDATEVI QUESTO VOCABOLO), - teorizzato come benefico effetto del jobs act-, che smonta integralmente la tutela dello statuto dei lavoratori? (Infatti nessuno oserà più opporsi al demansionamento perchè altrimenti si ritroverà sicuramente a perdere il posto).

E come possono riprendersi gli investimenti, che nel 2014 hanno segnato un -2,3 (!), già smentendo clamorosamente le previsioni degli stessi istituti (e della Commissione UE) secondo cui, nello stesso anno, sarebbero stati una spinta alla ripresa?

Quali investimenti ridiverrebbero appetibili se la domanda interna non dà segnali se non di debolezza, e quella estera solo di incertezza, acuita da quella guerra valutaria che, come preannuncia Frances Coppola, il QE-a-mezzo-servizio non potrà che ulteriormente acuire?

Vedremo molto presto, cosa accadrà: un effetto depressivo fiscale lo abbiamo già stimato: -1,6...ma loro non sanno avvedersene.

Allo stato, e volendo non essere pessimisti, nel 2015 avremo una (de)crescita di -0,4. Il che tra l'altro è un livello perfettamente coerente col grado di errore "normale" delle previsioni FMI e Bankitalia.

Ma solo, come sempre avvertiamo, se la Commissione UE non ci imporrà una correzione aggiuntiva e se non ci saranno shock sui mercati finanziari mondiali (v.par.3).

Il che è già di per sè una scommessa "ottimista".

21 commenti:

  1. "DEMANSIONAMENTO"
    A Reggio Emilia, come sempre, sono ..... avanti con i ...lavori...
    http://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2014/11/14/news/la-cna-disdice-i-contratti-ai-dipendenti-1.10313449

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    1. Prevedibile: ma credo che tra non molto sarà un effetto dilagante. E i consumi saranno qelli che saranno...e gli investimenti pure...

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  2. Cosa vedo! E così Giavazzi e Tabellini buttano a mare austerità espansiva, teoria quantitativa della moneta ed equivalenza ricardiana...(If, as is plausible, Ricardian equivalence does not hold, the expansion of aggregate demand can only occur if the government exploits the additional fiscal space created by QE to run a larger deficit, through tax cuts or *spending increases*.), così, come se niente fosse. Lo so che non dovrei neanche stupirmi, ma...

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    1. Eppure Giavazzi non è nuovo a queste teorie...
      http://orizzonte48.blogspot.it/2013/04/europa-disinformatja-linganno-infinito.html

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    2. Lo credevamo da tempo redento sulla via...di Berlino. In effetti - l'ho scoperto leggendo Blyth - come tante utili e feconde idee che ci hanno accompagnato in questi anni, anche la moderna versione dell'austerità espansiva è un parto delle illuminate menti dei nostri partner tedeschi: "The locus classicus for expansionary fiscal consolidation is Francesco Giavazzi and Marco Pagano’s “Can Severe Fiscal Contractions be Expansionary? Tales of Two Small European Countries.” The answer to that question is, once again, yes. This piece has an interesting ordoliberal slant to it insofar as it draws inspiration from an idea plucked from the German Council of Economic Advisors Report from the summer of 1981: cutting spending can increase growth by improving expectations. Giavazzi and Pagano picked up this idea and ran with it."
      A quanto pare il nostro sta ricadendo nell'Errore...

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    3. E notare l'ordoliberal slant...

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    4. Anche il timing colpisce: nel 1989 firma l'articolo con Spaventa; passa un anno, va giù un Muro e hop!

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  3. Premetto che il discorso è in senso ironico.....

    Ma perché tormentarsi su queste cifre? Con la nuova camera dei fasc... rectius: deputati, e con la nuova legge elettorale finalmente la governabilità sarà garantita. Questo abbatterà d'un sol colpo la corruzione, anche perché buona parte dei servizi saranno gestiti da onesti ed integerrimi attori privati (come la onesta Siemens, altro che i corrotticorruttori di Finmeccanica!), che, garantiti da un sostanziale monopolio potranno fare i loro interess... rectius: gli interessi dei consumatori.
    Questo consentirà una crescita a ritmi cinesi e ci renderà competitivi come i tedeschi!
    E poi, l'icona di sinistra d'oltre oceano ha proclamato che "la crisi è finita", No?

    Mamma mia come è facile "pensare mainstream". Prendi un editoriale di "Repubblica", lo infarcisci di qualche dettaglio emerso da trasmissioni televisive, ed il gioco è fatto........ e ti scambiano pure per una persona seria!

    Esaurita l'ironia, torno alla sconcertante constatazione dei fatti, riassumibili nel celebre "mala tempora currunt"......

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    1. Caro Lorenzo, rimanendo in tema di ironia, dobbiamo riconoscere però che la situazione è grave ma non è seria... quando sento parlare Draghi o leggo fogli rosa economici, utili più al fuoco che all'informazione, la prima cosa che mi viene in mente è questa...

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  4. Ringrazio per la segnalazione su Giavazzi e Tabellini, perché quando stamattina ho sentito casta-corruzione-brutto Barisoni - voce della Sacra Confindustria Unita - parlare di inefficacia del QE e di necessità di un intervento pubblico, stavo cadendo giù dal mio letto da infermo.

    Mancava giusto quel quid... tipo il ritorno al mercato delle valute, confermando l'inquietanto scenario di chaos recentemente paventato dalla Granville.

    Se a ciò si uniscono le considerazioni di Lorenzo... aiuto.

    Certo è che era Soros che chiedeva all'Europa di effettuare del deficit spending per portare la libertà in Russia che, nel frattempo, si sta organizzando per lasciarci al freddo.

    Come dimostra il caso greco, se costoro non lo hanno ancora capito oggi, non capisco perché dovrebbero farlo i cittadini francesi.

    In Italia la sindrome di Stoccolma è evidente: le persone non è che semplicemente non capiscono, non vogliono capire. Il livore diventa sempre più espressione non elaborata della paura oltre che della frustrazione.

    La dissociazione cognitiva è troppo forte e il meccanismo di funzionamento del bipensiero diventa incredibilmente naturale.

    È normale che si considerino le più autorevoli istituzioni mondiali, in un periodo come questo, inattendibili?

    Quando l'assurdo viene accettato, lentamente, dolorosamente, si comincia a considerare l'assurdità normale.

    Tutto quello che sta succedendo in Europa potrebbe essere rappresentato da quel simpatico stivale di cui parlava Orwell.

    Sempre il romanziere inglese ci ricordava che i dati di produzione venivano continuamente manomessi poiché i previsionali del governo non venivano mai rispettati (chiaramente in difetto): e giù tutti a riscrivere la storia.... per glorificare il nuovo successo anche se le lamette da barba non si trovavano.

    (Il comunismo creava crisi dal lato dell'offerta, l'ordoliberismo dal lato della domanda: il risultato è lo stesso: la barba da clochard di spunta comunque).

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  5. «Political language is designed to make lies sound truthful and murder respectable, and to give an appearance of solidity to pure wind.

    But if thought corrupts language, language can also corrupt thought.

    Don’t you see the whole aim of Newspeak is to narrow the language of thought? In the end we shall make thoughtcrime literally impossible because there will be no words in which to express it.
    »

    Messa così solo un cigno nero pare possa cambiare traiettoria culturale.

    Cos'è poi, se non Newspeak, il Partito Democratico di Renzi (o di Obama...)?

    Tra i liberal della finanza e gli anarco-libertarians repubblicani del complesso bellico ed industriale, al centro dell'impero ci siamo già giocati le parole "libertà", "democratico" e "repubblica".

    A queso punto, a supporto dell'ipotesi frattalica, propongo una anti-distopia.

    Aiuterei gli Americani a fondare un terzo polo, tipo... non so: il Partito per l'uguaglianza sostanziale, The Substantial Equality Party, il temibilissimo SEP.

    Il partito avrebbe alcuni punti programmatici fondamentali che verranno diffusi ricordando prima che gli Americani sono in 300 milioni, oligarchi ed accoliti, poche migliaia.

    1 - Espropriazione di tutti i patrimoni degli oligarchi fino alla terza generazione e suddivisione dei frutti dei beni patrimoniali tra tutti i cittadini con diritto di prelazione ai collaboratori, funzionari e ad eventuali "eserciti privati" in possesso di costoro.

    2 - Nazionalizzazione delle "Fondazioni" senza modificarne l'oggetto sociale e indisponibilità perpetua dei patrimoni nei paradisi fiscali con azione internazionale per applicare sanzioni a chi fa del dumping fiscale.

    3 - Nazionalizzazione del sistema del credito e di tutti i servizi fondamentali: istruzione, poste, sanità, comparto assicurativo, energia, ecc.

    4 - Ad ex-oligarchi e parenti si garantisce loro, a titolo risarcitorio, il reddito di cittadinanza con la fantastica possibilità di inserirsi nella pubblica amministrazione con contratti a tutela crescente.

    Tutto questo in nome del Primo Emendamento.

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    1. Parrebbe perfido ma è lungimirante e persino equamente non violento.
      Un giorno, che forse, - nei tempi della Storia-, non è neppure così lontano, questo programma potrebbe persino apparire moderato.

      Lo dico perchè o si scivola nel neo-medioevo - e allora ESSI perderanno tutto con la violenta conquista di popoli "invasori-di-ritorno" (parliamo della rivincita di Montezuma e altri, demograficamente inevitabile)- oppure l'oscillazione dialettica dei sommovimenti sociali, sarà tale che il "consumismo senza senso" diverrà un reato capitale.
      Lì nel West non è un paese per vecchi..

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    2. "equamente non violento": beh, dovrebbe proprio essere il senso ultimo del sostantivo democrazia.

      (...e credo che sia anche il motivo per cui Hayek auspicava all'uso del termine "demarchia"...)

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    3. VEDI CARA, E’ DIFFICILE SPIEGARE, E’ DIFFICILE PARLARE DEI FANTASMI DI UNA (forse due) MENTE
      (F Guccini, “Due anni dopo” - 1970)

      Per altri è più difficile capire le parole “cianciate al vento nelle ore sbagliate” sapendo cosa vendono ma non cosa si comprano di migliore.

      Il “pathos” della “logos” è un articolato straordinario che può produrre ai 360.000 consumatori della “testata” (una probabile "demos") effetti psicotropi superiori a quelli della sostituzione allenica nella chimica lisergica.

      Dai dubbi degli impatti macroeconomici di frazioni percentuali nel ricalcolo “astruso” della commissione UE, ai richiami allo Stato di non “sprecare” risorse in infrastrutture, alle di/sperate attese della tipografia della BCE nel rilancio dell’economia del Vecchio Continente fino a giungere alla GLORIFICAZIONE del JOB ACT e della SPENDING REVIEW che consentirebbero di tornare a competere ad armi pari con i Paesi dell’Europa del Nord.

      Una domanda sorge il/lecita: MA E’ QUESTA L’UNIONE EUROPEA CHE DESIDERIAMO FONDATA SULL’INASPRIMENTO DELLE DISUGUAGLIANZE SOCIALI?

      Meglio un giro a Davos per ascoltare di “cambiamenti climatici” e delle strategie per “fare di meglio” che si agenda l’1% della popolazione che detiene il 50% delle risorse, almeno essi, cioè essi, sono meno .. AMENI.

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    4. Alla fine credo che a Davos aleggi sempre la cara vecchia eugenetica.Bazaar forse ne sa di più :-)

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    5. Non so più niente, ora che son sfebbrato ho bisogno di fare un po' di grounding con Myrdal e Kaldor, non vorrei - come ammoniva Nietzsche - passar troppo tempo a scrutare nell'abisso.

      Però effettivamente Davos è in sintonia con ciò che Aldous Huxley chiamava "Malthusian belt"... quando non si potrà più limitare l'offerta con i vari "gold-standard", sarà necessario limitare - ed efficentare! - la domanda.

      Per il resto sono assolutamente a favore dell'eugenetica: grazie ai Tartari le Siberiane hanno degli zigomi che sono opere d'arte. Con una punta di giorgiano, un pizzico di finlandese, e due manciate di svedese per dare quel portamento un po' elfico ed etereo, e la slava è preparata ad arte.

      Bon appétit!


      (Bazaar, chef e buongustaio)

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    6. Darei un certo peso alla mentalità da allevatori di cavalli (la regina d'Inghilterra, per fare un esempio) :-)

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    7. @Bazaar
      (OTC .. all'arc/angelo sterminatore "eugenetico" buneliano)

      S'ha da comprendere - con la tua scienza e conoscenza - i quadri della geopolitica del deserto e del cammelli ringraziandoti - con il cuore e la .. mente - alle immagini degli ZIGOMI

      Un abbraccio grande arc/angelo .. il Bel Paese ha IL NECESSITATO BISOGNO DI VOI

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    8. Ha bisogno di NOI...E sapevo che l'eugenetica si sarebbe prestata a appassionanti disquisizioni umoristiche (i reali d'Inghilterra, almeno lato femminile, si prestano all'ippica fino alla mimesi fisiognomica)

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    9. Bè', ma il risultato migliore della regina è unanimamente riconosciuto il principe Carlo: un capolavoro di eugenetica equina: non ha mai perso una corsa.



      (clicca e trova le differenze)

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    10. @ '48

      NOI ..
      viene difficile cultura, storia e memoria degli appartenenti umani che - indefessi - coltivano la r/esistente e consapevole l'APPARTENENZA quando "altri" affermano suggestioni e narrazioni ..

      Tiremm innanza ..! e grato per quello che fai '48 ..

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