venerdì 18 dicembre 2015

LA GRANDE TRANVATA: LA VERA EUROPA DEI VERI TRASFERIMENTI AL TEMPO DELL'UNIONE BANCARIA


http://www.ilrestodelcarlino.it/polopoly_fs/1.1250413.1440701973!/httpImage/image.JPG_gen/derivatives/wide_680/image.JPG

1. Oggi ho comprato il FQ per leggermi l'articolo di Alberto Bagnai sul salvataggio delle ormai famose "4 banche". 
https://pbs.twimg.com/media/CWfnGdgXIAI0bAk.jpg:large


Con l'occasione, nello sfogliare, con un comprensibile filo di angoscia, le pagine del giornale, mi sono imbattuto in un articolo che rappresenta il complemento del pezzo di Alberto, in quanto prospetta lo scenario molto più ampio del nostro futuro all'interno dell'Unione bancaria. Cioè, ben al di là delle "4-banche-4".
Di questo scenario abbiamo ampiamente parlato qui e qui (almeno...).
L'articolo in questione, non casualmente, è di Marco Palombi (pag.5): un giornalista fra i meno versati nella tiritera autorazzista e moralista che tende a nascondere, in tutti i modi, le assolutamente prevalenti cause euro-necessitate dell'attuale (strisciante e innescata) crisi bancaria diffusa.
Questa, come è utile sempre ripetere, è determinata dalla contrazione ("distruzione montiana"), per via di politiche fiscali €uroimposte, della domanda interna, e dalle conseguenti insolvenze nell'economia "reale", effettivamente alla base dell'attuale prospettiva di crisi sistemica bancaria, da sanare, appunto, con il bail-in (a carico nostro).

2. L'articolo di Palombi è "eloquente" perchè, in essenza, si limita a riportare (criticamente) alcuni significativi passaggi dell'audizione di Carmelo Barbagallo alla commissione finanze della Camera, svoltasi lo scorso 9 dicembre.
Ed è interessante perché ci mostra come, nonostante l'analisi e i fatti piuttosto eclatanti riferiti da Barbagallo, che è il capo della vigilanza della Banca d'Italia, cioè quello che nel nostro Paese dovrebbe essere il più informato e competente conoscitore della materia in questione, il dibattito politico, specialmente in parlamento, prosegue imperterrito su binari che non vogliono prendere atto della crudezza della prospettiva aperta dalle parole dello stesso Barbagallo.

3. Dice in estrema sintesi Barbagallo:
"L'eccezionale gravità della recessione (in Italia: e dovuta a..chissàcosa..., ndr.), ha inciso significativamente sulla qualità degli attivi delle banche italiane, divenuta il principale fattore di vulnerabilità del sistema. A fine giugno i prestiti deteriorati ammontavano a 360 miliardi di euro, il 18% del totale; all'interno di questo aggregato, le sofferenze ammontavano a 210 miliardi (10,3%)...Insomma (soggiunge Palombi, ndr.), la crisi sta uccidendo aziende e famiglie che non pagano più i loro debiti e "quanto fatto finora potrebbe non bastare di fronte all'ingente massa di crediti anomali".
Prosegue Barbagallo: "E' bene fugare ogni illusione riguardo alla possibilità di evitare del tutto crisi di banche, specie in contesti di eccezionale difficoltà".

Chiarisce quindi Barbagallo, (noi lo sappiamo già: i talk e il dibattito politico paiono non prenderne atto...), che dal 1° gennaio 2016, con la piena entrata in vigore della disciplina del bail-in, essendo vietato ogni intervento dello Stato, nel caso delle "4-banche-4", - cioè di quella che, come preannuncia Barbagallo, potrebbe essere solo una prima e parziale vicenda di insolvenza di un istituto bancario nazionale-, "non sarebbe stata assicurata la continuità delle banche: a 200mila piccole imprese (ndr; in quel limitato e "primo" ma probabilmente non ultimo caso), si sarebbe dovuto chiedere il rientro immediato, con danni ingentissimi per le economie locali; sarebbero stati tutelati solo i portatori di depositi garantiti (...???, vedremo appena sotto "quanto", ndr.), sacrificando i crediti di un milione di risparmiatori e i posti di 6mila lavoratori..."

4. Allora, queste le certezze sulle quali sarà meglio non illudersi:
a) dal 1° gennaio le banche saltano sul serio (senza "potersi fare illusioni" che ciò effettivamente non accada): e ciò, senza alcun paracadute per azionisti, investitori obbligazionari di ogni tipo, e specialmente, correntisti e clienti, cioè imprese e famiglie, che abbiano ricevuto credito, su cui, in termini obiettivamente probabili (lo dice lo stesso Barbagallo),   si abbatte la prospettiva del "rientro" (senza essere stati loro a determinare l'insolvenza, e quindi anche avendo tenuto fino ad allora un diligente flusso di restituzione dei soldi mutuati);
b) i depositi "garantiti" sono tali se...esiste un sistema di garanzia attuale. 
E questo non solo non è attuale, perché entrerà in funzione veramente, a livello europeo solo nel 2024, (a livello nazionale, i fondi sono attualmente largamente "improbabili" rispetto a qualsiasi serio contagio sistemico), ma i principali contributori a tale fondo, come al solito, non sono affatto d'accordo nel parteciparvi. Tranne che...come vedremo tra breve...

5. Se le parole del capo della vigilanza fossero state minimamente intese nel loro senso oggettivo dalla nostra classe politica, di opposizione e di governo, il senso di allarme, se non di emergenza assoluta, che ne dovrebbe derivare, li avrebbe dovuti condurre ad un'immediata riflessione sulla sostenibilità della nostra permanenza nella moneta unica e nel conseguente sistema di Unione bancaria
Questo sistema, infatti, attualmente e per molti  e cruciali anni a venire, risulta privo di sistema assicurativo comune, che, nelle more della possibile ondata di insolvenze e conseguenti bail-in, cioè espropri dei risparmi dei correntiti e piccoli investitori, andrebbe forse attivato fra 8 anni; anche se, appunto, la Germania già dice di non essere interessata...

6. Ovvero, è interessata ma con una ben precisa condizionalità nel proprio interesse esclusivo: cioè imponendo di ripristinare un sistema che sostanzialmente riaumenti gli spread e consenta al loro asfittico sistema di risparmio, a fini assicurativi e pensionistici, di lucrare sui rendimenti differenziali (ridivenuti, grazie all'Unione bancaria) molto più alti dei nostri titoli del debito pubblico. 
I prezzi di collocamento e i connessi tassi di  interesse passivi (a carico dei contribuenti italiani), infatti, sarebbero fissabili SOLO dai sottoscrittori privati finanziari esteri (che rimarrebbero, nel sistema preteso dai tedeschi, praticamente gli unici sottoscrittori legittimati sul mercato primario, al collocamento):

Dopo la supervisione comune e la risoluzione unica, la Commissione europea ha svelato le caratteristiche del terzo pilastro dell'Unione Bancaria europea: lo schema unico di assicurazione dei depositi (Edis). Il fondo entrerà definitivamente in vigore a partire dal 2024 seguendo un processo in tre fasi - Ecco quali sono le sue caratteristiche.

Assicurazione dell’Eurozona sui conti correnti? Se il piano c’era, ora rischia di saltare. O anzi, come scrive Federico Fubini in un articolo pubblicato su Il Corriere della Sera, “per adesso l’assicurazione europea non si farà”. Motivo? Il veto della Germania. Berlino infatti dirà no a “qualunque assicurazione comune sui depositi fino a quando le banche in Europa del Sud non saranno protette dal rischio di una crisi sul debito pubblico”.
Come? Secondo i tedeschi, per evitare che le banche del Sud europea vengano travolte da una crisi che torni a colpire il debito pubblico, è fondamentale che le banche stesse riducano gli investimenti in titoli di Stato del proprio Paese; nel caso dell’Italia, dunque, che le banche italiane riducano l’esposizione verso i BTP.
E’ questo il motivo per cui, le parole che l’agenzia di Reuters aveva riportato nella bozza di conclusioni dell’ultimo vertice europeo – “I capi di Stato e di governo sottolineano l’importanza di completare l’unione bancaria – poi sono sparite dal documento finale."

7. Insomma, per i tedeschi, va bene, fra 8 anni, compartecipare al sistema assicurativo dei correntisti-depositanti bancari: ma purchè, nel frattempo, POSSA INNESCARSI UN COLOSSALE TRASFERIMENTO FINANZIARIO - via interessi sul debito pubblico italiano a sottoscrizione "riservata" alle banche tedesche e "core"- DA PARTE DEI CONTRIBUENTI DEI PAESI DEBITORI VERSO LE BANCHE E I RISPARMIATORI DEI  PAESI CREDITORI. 
Cioè gli stessi tedeschi, in primis: che dovendo conservare la loro bella deflazione salariale competitiva e selvaggia, si trovano a dover proseguire a collocare il loro debito a rendimenti negativi o pressocchè pari a zero. Mentre la popolazione tedesca invecchia, gli immigrati lavoreranno "umanitariamente" a 1 euro all'ora (p.3), e, si sa, l'elettorato merkelian-schaubeliano, poi, "mormora".

8. Quindi, nel complesso di questa "trasparente" manovra "condizionale" tedesca, pensioni e prestazioni previdenziali assicurative tedesche, per la più parte possibile, dobbiamo contribuire a pagarle noi.
NATURALMENTE, VIGENDO IL PAREGGIO DI BILANCIO, ATTRAVERSO LA RINUNCIA AL NOSTRO WELFARE E QUINDI, INNANZITUTTO, AL NOSTRO SISTEMA PENSIONISTICO. 
Capite?
Questa è l'unica €uropa dei trasferimenti che vi stanno preparando e che presto vi ritroverete a vivere, senza aver potuto mai avere una qualche forma di protezione e di tutela dell'interesse nazionale. 
Questa è la pace e la cooperazione del grande "sogno" €uropeo che avete tanta paura di perdere!  

9. Questo, tra l'altro, ci fa comprendere come e perchè, in questi giorni, i nostri "responsabili" della spesa pensionistica si stiano affrettando a proporre di tagliarla e di sottoporla a limiti e decadenze, in modo da poter risparmiare sulle erogazioni e consentire al bilancio della Stato italiano, via interessi crescenti sul debito, di poter meglio contribuire, coi soldi dei contribuenti italiani, al pagamento delle rendite finanziarie di banche e risparmiatori tedeschi.

Boeri (Inps) sulle pensioni: taglio fino al 12% sopra quota 80 mila euro 

Il grosso verrebbe dal taglio delle pensioni più alte dei lavoratori «normali». Anche in questo caso la sforbiciata sarebbe progressiva. E potrebbe essere affiancata, per alcune categorie, da una revisione del cosiddetto coefficiente di trasformazione, la formula che consente di calcolare la pensione a partire dai contributi versati.

Pensioni: Boeri conferma in parlamento la voglia di tagliare le pensioni che ritiene alte 

Via le integrazioni al minimo per i pensionati che emigrano fuori dall’Ue - Il documento di 69 pagine, che oltre all’articolato contiene le motivazioni e la valutazione di costi ed effetti distributivi di ogni misura, è intitolato Non per cassa ma per equità. E prevede tra il resto il riordino delle prestazioni assistenziali per gli ultra 65enni, una stretta sulle pensioni dei sindacalisti ma anche l’eliminazione delle integrazioni al minimo e maggiorazioni degli assegni versati ai pensionati italiani che risiedono fuori dall’Unione europea. Persone che, ha spiegato Boeri poche settimane fa, hanno già diritto all’assistenza di base nel Paese in cui si sono trasferiti. - Reddito minimo di 500 euro per gli over 55 - Gli obiettivi della proposta? “Abbattere del 50% la povertà” tra i lavoratori senior che non hanno ancora maturato i requisiti per l’assegno, dare più libertà di scelta sull’età di uscita dal lavoro e “aumentare il benessere delle famiglie”, ma anche migliorare la “sostenibilità finanziaria del sistema” e “complessivamente ridurre il debito pubblico”. In ultima analisi, il risultato sarebbe quello di “rendere il sistema previdenziale più equo e dunque anche socialmente più sostenibile”. Non per niente l”articolo 1 prevede l’introduzione di un reddito minimo garantito di 500 euro a regime (400 euro nel 2016 e nel 2017) per le famiglie con almeno un componente ultra cinquantacinquenne. Una famiglia formata da due adulti di cui uno con più di 55 anni e redditi da lavoro complessivi di 500 euro avrebbe per esempio diritto a 250 euro al mese.


10. Dovesse accadere che salta una banca italiana e che, magari dopo che sia stata acquisita a prezzi di saldo da una tedesca (o francese, fate voi), poi non si abbiano i soldini per provare a ripagare i correntisti fino a 100.000 euro!

Chè, poi, tanto, il "pericolo" (per il fondo assicurativo €uropeo) che in futuro, dopo il 2024!, ANCORA esistano correntisti italiani da garantire diverrà molto teorico.
Avete pensato a come diavolo mai si potrebbe risparmiare con questo mercato del lavoro, questi livelli di precarizzazione e di deflazione salariale riversata sui nuovi occupati, e in assenza di un sistema pensionistico pubblico riconvertito in sistema di trasferimenti a favore dei padroni tedeschi?
Ed infatti, nei grandi numeri della società italiana che nella visione "boerica" si va irresistibilmente formando, avranno TUTTI (gli italiani), tranne i soliti e pochi noti, 500 euro al mese di reddito minimo garantito, su misura per futuri ultracinquantacinquenni invecchiati da precari: e questo, inevitabilmente, in sostituzione di pensioni pubbliche ormai divenute un ricordo di un passato (che naturalmente era "al di sopra dei nostri mezzi); ma solo se va bene...

11. Certo, se gli italiani, invece di aggirarsi sulle spoglie del latte versato in Etruria, non fossero distratti dal treno che sta arrivando sullo stesso binario a velocità accelerata (dalle stesse pensate dei nostri "responsabili"), forse si sveglierebbero dal torpore €uropeista (e autorazzista).
In un disperato istinto di sopravvivenza, probabilmente farebbero capire ai propri governanti (ove mai debbano eleggerli), e finché sono in tempo, di non essere d'accordo.
Ma non c'è modo che si sveglino, con questa grancassa mediatica, a disposizione dei creditori e rentiers esteri...
E dunque non c'è modo che la nostra classe politica si ponga lontanamente il problema di quanto sia urgente, dal 1° gennaio 2016, più che mai, uscire dall'eurofollia: ormai non più depressiva, ma giunta sulle soglie di un'incalcolabile e irreversibile distruzione della società italiana.

45 commenti:

  1. Quanto può realisticamente incidere sul dibattito pubblico (gestito perlopiù da gente che sa e non parla quando non addirittura da gente che non sa perché non vuole sapere) un articolo pubblicato a pagina 11 de Il Fatto Quotidiano del 18 dicembre 2015 - non che contesti l'iniziativa, sia ben chiaro: si lavora inevitabilmente con ciò che si ha a disposizione -, quando Federico Caffè poteva esprimersi, inascoltato, in questi termini sull'edizione de Il Manifesto del 7 dicembre 1978: La vera emergenza non è nell’economia, il cui quadro è molto meno allarmante di quanto lo si prospetti con orchestrata ma deformante abilità; bensì nel tentativo di bloccare ancora una volta l’ascesa, necessariamente convulsa, dei ceti popolari, mediante una normalizzazione di tipo moderato. Non per nulla, l’istruzione impartita “nelle zone esclusive della città” viene considerata a priori come valida; mentre la fatica quotidiana intesa a rompere il monopolio delle conoscenze viene ritenuta, per definizione, squalificata e squalificante. Ma che il fastidio del tutto esplicito per le soluzioni non elitarie e l’artificiosa attribuzione della qualifica di “populismo” a ogni aspirazione di avanzamento sociale avvengano con la tacita acquiescenza delle forze politicamente progressiste è ciò che rende particolarmente amaro il periodo che viviamo.
    Se realmente si è ancora disposti a seguire “programmaticamente” il ricatto dell’appello allo straniero; se realmente ci si propongono come modelli di efficienza paesi che scaricano le difficoltà cicliche sui lavoratori stranieri, o associano le virtù tecnocratiche alla più elevata maldistribuzione del reddito; allora non resta che una soluzione alla Guicciardini. Intesa però, correttamente, non come egoistico rifugio nell’interesse individuale; bensì “come disperata dedizione al proprio dovere personale, familiare, professionale, quando non ci sia possibilità di azione e impegno civile”.
    ?
    Non c'è niente da fare: l'esprorio collettivizzante comunista si è evoluto anche lui in esproprio privatizzante liberista. In nome della tutela del libero mercato e della proprietà privata dei rentiers.

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    1. L'articolo di Palombi non incide granchè (e non ho sostenuto il contrario):
      a) perchè è sul FQ che, con il resto della sua schiacciante e inarrestabile informazione, continua a rafforzare il frame del malgoverno-casta-cricca-corruzione-sprechi etc e non è proprio in grado di comprendere il meccanismo ordoliberista €uropeo nella sua essenza antidemocratica;
      b) perchè, comunque, l'articolo di Palombi, senza il resto dell'analisi qui svolta, è solo un elemento di un quadro che altrimenti sfuggirebbe.
      Proprio per la insufficienza delle risorse culturali di qualsiasi versante della informazione giornalistica italiana (insufficienza che dobbiamo considerare la migliiore delle ipotesi...)

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    2. E non sai, credo (si tratta di un testo non reperibile on line e tutt'altro che famoso: La spontaneità del mercato: nuovi teorici per vecchie tesi, seminario tenuto alla Flm a Roma l’11-12 maggio 1979, ora in La dignità del lavoro, Roma, Lit, 2014, .s.p.), come Caffè parlò (stava a sua volta citando qualcuno di ambiente "molto qualificato": chissà chi) dell'ingresso nello Sme: "La soddisfazione manifestata per l’adesione governativa allo Sme potrà essere una benemerenza padronale. Ma, se è consentito utilizzare la trasmissione orale per lasciar traccia in futuro di una frase memorabile detta in tale occasione in sede molto qualificata, può anche obiettarsi – come qualcuno ha affermato – che siamo entrati nello Sme con la stessa incoscienza con la quale a suo tempo dichiarammo guerra agli Stati Uniti d’America. E sarebbe bene, a questo riguardo, non confondere le temporanee illusioni con la dura realtà che questo vincolo comporta."

      Chissà cosa si diceva in sedi "molto qualificate" dell'ingresso dell'Italia nell'euro.

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    3. As usual, ti sei guadagnata un finestra di approfondimento :-)

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    4. Cari amici, arrivati a questo punto, a malincuore, non escludo che in certe sedi si siano fatti anche discorsi molto simili a quello che un governatore britannico della Rhodesia pronunciò negli anni Cinquanta risolvendo lapidariamente la questione razziale e dello sfruttamento delle risorse attraverso l'elaborazione di un tipo molto particolare di "partnership": ossia che il rapporto fra coloni bianchi e autoctoni negri avrebbe dovuto rispecchiare quello che si instaura fra il cavaliere e il suo cavallo.
      A smembramento dell'Italia concluso, edificheranno qualche stalla, ci metteranno a disposizione un po' di fieno e così facendo placheranno i lamenti delle loro coscienze: dal loro punto di vista, un padrone generoso è il massimo a cui possiamo ambire.

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  2. Ma questo bail-in è costituzionalmente legittimo? Scusate la mia ignoranza, ma non c'era una norma della Costituzione che tutelava il risparmio? Io vivo in UK, a Manchester; la vicenda del pensionato suicida ha suscitato sdegno persino qui. Ci prendono per matti. Possibile che nessuno si dia da fare?
    Anna Maugeri


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    1. La risposta teorica a questo quesito è stata già più volte fornita su questo blog, Es;
      http://orizzonte48.blogspot.it/2013/12/riflessioni-sulla-unione-bancaria-tra.html

      Si è persino, ingenuamente, cercato di indicare dei rimedi correttivi di certe lacune da colmare nel testo costituzionale:
      http://orizzonte48.blogspot.it/2013/12/nuova-costituente-1-risparmio-credito.html

      Ma la risposta concreta deve tener conto di una serie di interrogativi veramente inquietanti:
      a) esiste una reale possibilità di enforcement delle norme inderogabili della Costituzione in Italia?
      b) E, ancor peggio, esistono ancora delle norme costituzionali considerate inderogabili, NELLA PRATICA, di fronte a NORME EUROPEE?
      c) E esiste ancora una tutela costituzionale che si occupi, non solo per enunciati astratti e dottrinari, di questi aspetti?
      http://orizzonte48.blogspot.it/2015/05/il-redde-rationem-la-corte-in-mezzo-al.html
      http://orizzonte48.blogspot.it/2015/05/resa-totaleo-la-finzione-non-puo-piu.html

      Mi rendo conto che è "tanto" materiale: ma se lei è italiana, sono cose che possono e, per la verità, debbono tornarle utili, a prescindere da dove viva attualmente.
      Sono tali che avremmo dovuto conoscerle da sempre...

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  3. Se ho capito bene, dal 1° gennaio 2016 se una banca italiana fallisce, le conseguenze sarebbero:

    -la banca sparisce e licenzia tutti i dipendenti
    -rientro immediato di linee di credito per imprese (con conseguente fallimento delle stesse)
    -rientro immediato per famiglie che hanno prestiti e/o mutui
    -perdita completa di azioni ed obbligazioni (fondi ecc. ecc.)
    -restituzione, peraltro teorica, solo dei soldi "cash" in conto corrente fino 100.000 €
    In questo bagno di sangue che si prospetta, anche leggendo l'articolo sul sole 24ore, mi sembra di capire che: il fondo bancario di garanzia esiste già e funzionerebbe. In quanto, sempre se ho capito bene, si tratta di intervento delle banche stesse e non dello stato (non dico che sia giusto; solamente mi sembra che questo si il mero funzionamento attuale del famoso fondo interbancario).
    Ovviamente, se i soldi "cash" da restituire fossero troppi, non ci sarebbe nessuna garanzia di un "tetto" minimo per tutti.
    E' tutto giusto, oppure ho travisato qualcosa?

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  4. Ieri ho partecipato a Torino all'incontro con il prof. Bagnai organizzato da Rizzo. Eravamo un bel gruppo, in maggioranza giovani e persone di mezza età, gente semplice. In una piccola sala gremita, c'erano persone rimaste anche fuori ad ascoltare. Eravamo semplicemente cittadini che stanno prendendo pian piano coscienza del fatto che il treno di cui Lei parla non porta all'Eldorado. Il prof. Bagnai, nonostante la sua solita verve, mi ha colpito non solo per le sue parole, ma perchè aveva il volto tirato. Traspariva chiaramente preoccupazione, la stessa che leggo tra le righe di questo post e che ormai da tempo è diventata anche mia. Ho risentito parole ormai desuete che si ha quasi pudore a pronunciare, come Costituzione e patriottismo ed anche il nome di Gramsci. In treno, con nelle orecchie ancora il dibattito dell'incontro, mi sono posto una domanda, solo una domanda: quando dovesse accadere il peggio (che umanamente si spera sempre non accada) io come spiegherò tutto questo casino a mio figlio di 6 anni? Da dove iniziare a raccontare una storia così assurda?

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    1. Comincia dal concetto che ci odiano: J. Attali e T. Padoa Schioppa lo hanno espresso a chiarissime lettere.

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    2. Odiatori dell'umanità.
      Da cui "L'Italia come simbolo dell'umanità nella restaurazione ordoliberista"!

      Più della stessa Grecia, che ha avuto molto meno da perdere e la possibilità di scegliere e l'ha buttata via tre volte (oddio, non è detto che non possiamo fare altrettanto)...

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    3. Ricorda un'altra cosa dell'incontro di ieri sera: la calma.
      Tutti erano calmi, non sono volate parole grosse, neppure accese, l'analisi era fredda.
      E ho l'impressione che tutti fossero MOLTO preoccupati, con ottime ragioni.
      Mi è stato insegnato che perdere la calma nei momenti difficili è il più mortale dei peccati... letteralmente. Credo che molti dei presenti avessero studiato sugli stessi libri, e che tutti sentissimo un'aria molto brutta.
      Bagnai è partito dicendo che è inutile, che non vogliono capire e non capiranno, ma ha finito dicendo che ogni giorno qualcuno in più capisce.
      Non possiamo fare altro, e auguri a tutti noi.

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    4. Leggendo i testi che di sicuro conosci e poi raccontandoglieli. La Costituzione qualche film sull'occupazione della FIAT nel 1980 (Non mi basta mai? I giorni della FIAT ecc.), l'articolo di Padoa Schioppa sulla durezza del vivere, il rapporto della banca Morgan Stanley sulle riforme giuridiche ed economiche in Europa insieme con un po' di storia dell'URSS, della Germania, del '68-'69 (contratto dei metalmeccanici), lo Statuto dei lavoratori del 1970. Oltre a tutto quel che trovi qui. Le radici di quel che viviamo oggi vengono di lì, i programmi che guidano quanto oggi ci viene imposto sono quelli. La restaurazione.

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    5. Io seguo vari blog ed ho cominciato da goofinomics a questo ; ho imparato a riprendere a studiare a 65 anni suonati (allora),ora ne ho 70; vengo dalla storia del vecchio PCI.
      Io sono molto,molto preoccupato per quanto avverrà e quanto avverrà,quando non è già stato scritto dalla Bundesbank,dalla JP Morgan ecc.,ecc.,sarà solo il risultato di scelte fatte in coscienza da una serie di criminali politici ed affini a partire dal 1992. Io sono del parere che la nostra sola salvezza è di erigere non meno di 1.000 ghigliottine e provvedere a tagliare la testa di tutti i collaborazionisti di questi ultimi 25 anni. Tra questi capiterà,come è sempre successo nella storia, qualche innocente che speriamo ci perdonerà ; se non sarà così sarà un bagno di sangue ma solo degli innocenti perchè i criminali hanno chi li difende.

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    6. Non si può cedere a questi comprensibili impulsi: si può però applicare ai responsabili la logica che essi stessi vogliono imporre, ad ogni costo, sulla pelle degli altri.

      Accertati i reati commessi (le prove documentali di tipo confessorio non mancano), suggerirei una convenzione con Putin per soggiorni di lavoro in Siberia, dove si possa sperimentare la "durezza del vivere", in comodi stage, non retribuiti ma con il solo vitto e alloggio, presso aziende estrattive e di raffinazione, nonchè di disboscamento e manutenzione della tajga.
      E' chiaro che offrire una formazione gratuita e altamente rieducativa non può che far toccare con mano l'utilità e la bontà delle teorie praticate...

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  5. Ciao Quarantotto, ma quali italiani dovrebbero capire, non possiamo secondo il mio modesto modo di vedere metterli tutti nello stesso calderone. Uso le parole del Prof Sapelli,: Abbiamo gli operai migliori del mondo, ( aggiungo io i tecnici migliori del mondo) i migliori piccoli/medi imprenditori, ma una classe dirigenziale scandalosa.
    E per classe dirigenziale intendo i direttori di Banca, i quadri medio alti d'impresa, i quadri medio/alti delle associazioni di categoria, insegnanti e docenti universitari, amministratori locali, sindacalisti e altri....
    Se mi consenti pubblico uno stralcio di un forum di finanza fra il sottoscritto e un laureato in economia con un posto di responsabilità nell'industria finanziaria.
    Nella disperazione ho preso a prestito un intervento di Lorenzo Carnimeo ( me ne scuso con l'interessato) perchè l'ho trovato di una chiarezza espositiva che anche un bambino l'avrebbe capito, questo è stato il risultato:
    Il mio intervento finale era questo:

    Riprendo il discorso del Bail-in, interrotto alcuni giorni fa. Qualcuno sostiene che gli Italiani sono strana gente perchè prendono il 7% d'interessi per una obbligazione e non si pongono domande. Sarebbe facile obiettare che i nostri amati cugini tedeschi, hanno visto sparire milioni di propri concittadini senza porsi domande, questo per amor della polemica. Ma voglio restare sul tema attuale: quando i creditori erano le grandi banche Francesi e tedesche, che prestavano a paesi come la Grecia che aveva da anni un deficit annuo sulla Bilancia dei pagamenti del 15%, le quali incassavano interessi che in patria si sarebbero sognate nessuno mise in dubbio che loro avevano prestato in maniera poco accorta, anzi il verbo fu I DEBITI SI DEVONO PAGARE. E così imposero l'Austerità a tutta l'Europa del Sud.
    Ho trovato un commento su il blog di Orizzonte 48 che sicuramente spiega in modo magistrale la doppia verità:

    In effetti, stiamo assistendo ad un capovolgimento concettuale del concetto di risparmio, anch’esso figlio (come tante altre cose) di quel sostanziale mutamento –in chiave ordoliberista- della costituzione materiale.

    Questa evoluzione, peraltro, ha anche dei risvolti particolarmente odiosi. Ad esempio: se si trasforma (forzatamente, in tutti i sensi), il correntista in investitore, sarebbe doveroso riconoscergli almeno la libertà di non investire. Libertà che invece è a sua volta compromessa dalla cosiddetta “lotta all’uso del contante” e da altre norme che, in virtù (e questo è paradossale), di pretesi interessi collettivi (lotta all’evasione, ad es.), sostanzialmente gli impongono di depositare il proprio denaro presso una qualsiasi banca anche solo per poterlo usare!

    Si tratta di un sistema –poi- che ha delle pretese moralizzatrici veramente assurde, considerato che la sua propaganda fa un uso dell’etica particolarmente allegro. Quando l’austerità ha stritolato il sud europa non si diceva che era giusto perché valeva il sacro principio che “i debiti devono comunque essere pagati”? Gli obbligazionisti sono anche loro dei creditori, ma in questo caso le laute liquidazioni di dirigenze avventate che hanno male amministrato quei soldi sono –udite udite- intoccabili e vale la regola del Marchese del Grillo: io i soldi non li caccio e tu non li becchi.

    E questa è, secondo me, l'allucinante risposta:
    Continua

    RispondiElimina
  6. Continua

    Il tutto sarebbe gradualmente e parzialmente evitabile se in questo Paese si facesse un minimi di educazione civica e finanziaria sin dalla scuola dell'obbligo.

    Se io e te andiamo in un bar, in una piazza o dove vuoi tu e chiediamo a 100 persone cos'è un investimento, cos'è un'azione, piuttosto che un'obbligazione o un pronti termine, io credo che nel migliore dei casi avremo delle risposte imbarazzanti e/o il silenzio assoluto.

    Quello che ho postato in merito al porsi domande se "qualcuno" ti offre un'obbligazione al 7% è l'emblema della cultura dell'italiano medio, il quale sa tutto di smartphone, auto, calcio e facebook...ma quando si tratta di valutare come investire i propri risparmi ecco che cede alle sirene di Ulisse senza esitare un momento.

    Tu sostieni che il risparmiatore è stato "obbligato" a diventare investitore.

    Io sostengo invece che questo obbligo non sussiste per niente, anzi bisogna proprio capire cosa significhi etimologicamente risparmiatore e cosa invece investitore; non sono sinonimi, ma hanno significati ben precisi e diversi l'un l'altro.

    Il risparmiatore non cerca e non vuole rischi, perchè vuole conservare/risparmiare quando ottenuto con il proprio reddito.

    L'investitore invece, accetta di accollarsi un rischio che qualsiasi investimento intrinsecamente porta con se e, non solo o per forza parlando di soldi. Il rischio è dato dalla natura stessa dell'investimento prescelto, dal tempo in cui questo deve svilupparsi e dalle condizioni esogene del mercato che, essendo un'incognita per definizione, nessuno può conoscere.

    Veniamo da oltre 20 anni di scandali finanziari: bond Argentina, parmalat, cirio, bipop-carire, giacomelli, Lehman etc...e ancora c'è qualcuno che si dichiara vergine e inconsapevole di ciò che significhi investire in obbligazioni?!?!?...ma non scherziamo.

    I precedenti purtroppo ci sono stati e anche numerosi, quindi se "la mia banca" mi offre un'obbligazione, io risparmiatore che ho i soldi sul cc e mi appresto a valutare di trasformarmi in investitore, sottoscrivendo l'obbligazione proposta dal direttore di filiale o dal consulente di turno, devo innanzitutto chiedere non solo il tasso, ma cosa significhi investire in un'obbligazione, l'ignoranza nel 2015 non è più contemplata e tollerata.

    Sottoscrivere un'obbligazione, etimologicamente significa essere obbligati-vincolati a prestare i soldi a qualcun'altro, quindi chi sottoscrivere un'obbligazione sta finanziando un debito di una controparte, con la speranza che quest'ultimo alla scadenza mi restituisca i miei soldi e mi paghi un interesse per la fiducia, il rischio e il tempo accordato.

    Non complichiamo ciò che complicato non è.

    Chi è stato truffato, se la vedrà in tribunale, ma credo che molti, troppi, sono quelli che in fiducia, ma anche accecati dal rendimento, condito con una buona dose di ignoranza in materia (non conoscono ciò che fanno)...hanno investito tutti i loro risparmi su un unico titolo, quindi di cosa stiamo parlando?

    E' ora di finirla di accettare, tollerare e incentivare il concetto che l'assunzione di responsabilità non esiste quando si parla di soldi e/o investimenti.

    Tutta la nostra vita implica l'assunzione di responsabilità e di rischio, in tutti gli ambiti della vita e, sinceramente non capisco perchè quando si parla di soldi il discorso della responsabilità non valga.

    Io ho un'azienda: se sono bravo nel mio business raccoglierò i frutti, se non ne sono capace perderò i miei soldi...quindi mi devo aspettare che qualcuno...lo Stato....gli amici del bar...le banche...tu...o altri vengano a rimborsarmi i soldi persi?

    Io, inteso come contribuente, sono stanco di pagare con le mie tasse, gli errori di altri, ovvero società private (banche) che perdono.


    Se questo è il modo di ragionare della classe medio/alta italiana, chi ci salverà?

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    1. Questa stessa logica legittima ORA, che emergono quelle informazioni e NORME SOPRAVVENUTE ALLA SOTTOSCRIZIONE (ad effetto retroattivo sull'equilibrio iniziale del contratto), il fatto che i collocatori dei titoli non sentirono l'obbligo diligenziale (comunque già vigente secondo il codice civile!) di preavvertire delle prospettive di adempibilità del contratto sollecitato.
      Quindi legittima, inevitabilmente, la vendita precipitosa di quella categoria di titoli (che sta puntualmente avvenendo e che si rifletterà sulla solvibilità di tanti altri debiti, via via che si consolidano le perdite distruggendosi liquidità).

      Da ciò, sempre nella stessa logica, è giustificata la difficoltà di ricapitalizzazione di un sistema bancario affetto da crescenti sofferenze - sempre, è ovvio, facendo finta di non, o non arrivando a, capire quali siano le cause "reali" dei problemi di bilancio del sistema bancario-, e quindi la crescente prospettiva di bank-run e la conseguente attualizzazione, su altri e crescenti fronti, del bail-in, in progressione.

      Quindi è giustificato pure l'effetto del "rientro" sulle imprese che anche, e comunque, siano state solvibili dal punto di vista finanziario.

      Ergo, il "nostro" si assuma la responsabilità di un'eventuale insolvenza della sua impresa (a meno che non sia in totale autofinanziamento) determinata dall'irrompere di regole che invertono la garanzia offerta dal debitore (questi infatti risponde normalmente con tutto il suo patrimonio, presente e futuro, in base alla regola generale del 2740 c.c.)
      In questo caso non risponde e..ciao: e questo perchè si chiama banca...€uropea.

      E' singolare come il de cuius non si ponga correttamente il problema: cioè cosa c'era da aspettarsi da lui in termini di responsabilità patrimoniale, ove fosse stata la sua "azienda" (si dice impresa, ma non pretendiamo troppo), a contrarre un debito emettendo obbligazioni per necessità di mandare avanti, ricapitalizzando, la sua impresa.
      E cosa avrebbe dovuto raccontare a una banca (a meno che non disponesse di suoi creditori commerciali che fossero disposti a investire tali crediti nella sua azienda), in termini di garanzia, per farsi concedere il relativo prestito e spuntando quali condizioni.

      La verità che sfugge è che la banca non è per definizione un'impresa comune, ma l'elemento fiduciario in essa intrinseco, risponde a un interesse pubblico platealmente evidente: affermato dalla Costituzione e negato dall'€uropa.

      Il resto sono chiacchiere in libertà, imbarazzanti per la logica (e per la conoscenza minima dei principi di diritto comuni alle nazioni civili).

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    2. Qualche tempo addietro parlando con un professionista, cioè uno che per lavoro svolge una professione, nella fattispecie un avvocato (molti svolgono professioni senza professionalità, ma come se fossero lavori, metti il documento 3 nella vaschetta verde e premi Pf5 sulla tastiera per capirci...), mi diceva che il segno dei mala tempora che viviamo è "letterale", cioè terminologico, lessicale. La gente ormai "parla a quadretti". Colpa di un sistema dell'istruzione che è una merda da 35 anni o più.
      A quell'imprenditore bisognerebbe spiegare, dopo aver rammentato che grazie alle riforme in Italia siamo più laureati in economia che abitanti, che se è vero che risparmiatore e investitore non sono sinonimi, sicuramente risparmiatore non è un investitore risk adverse, come da lui indicato. Ma è un percettore di reddito che ha deciso di allocare il proprio (reddito) in modo differente rispetto al consumo totale. Guarda caso risparmiando. Quindi con una decisione che prescinde completamente dalla decisione di investire che ovviamente precede quella del come investire. Infatti Y = C + S.
      Allora se sei laureato. In economia. E non sai neanche che vuol dire Risparmio. Allora scusa per il francesismo che precede e per quello che segue, Ma 'cazzo parli? Ecco. Cominciamo a prender atto che no, non siamo tutti uguali, che c'è molta gente che non sa quando uno stramaledetto verbo è transitivo o meno, che usano le preposizioni bene come gli integrali. E poi spiegamogli il bailin. La situazione è grave. E anche seria per parafrasare Flaiano.

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  7. Prima di tutto grazie per la chiarezza e la completezza dell'informazione, poi qualche domanda.

    1 -Quanto ancora il sistema dell'informazione collusa riuscirà a tenere slegate le ragioni della compressione dei redditi e quelle che stanno dietro al nascente sistema di redistribuzione della ricchezza (perché di questo si tratta) che lei ha descritto nell'articolo?

    2 - Non crede che ad un certo punto, per tenere il sistema in piedi, la dittatura economica debba necessariamente trasformarsi in dittatura di fatto con tutti gli schemi propri del totalitarismo, aggiungendo elementi coercitivi all'accettazione della narrativa prevalente? Spesso sento dire che la democrazia è svuotata nelle pratiche di fatto ma a mio modo di vedere la possibilità che i cittadini capiscano l'inganno aumenta ad ogni passaggio ed ad un certo punto un'intervento di forza del complesso di interessi che sta dietro l'euro e l'EU dovrà palesarsi. Che ne pensa?

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    1. Che i crediti di intelligenza deteriorati dal sistema mediatico siano ormai too big to be saved.
      Basta leggersi il post di oggi su goofynomics sugli imprenditori veneti. Irredimibili nella loro sub-cultura

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  8. La vera tragedia è che questo tipo di articoli viene letto da pochissime persone.

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  9. MENZOGNE & VERITA’ DEI DRAGHI

    A insignificante margine delle suggestioni sul debito privato (imprese, spesso richiesto non per investimenti produttivi ma per fronteggiare fiscalità e salari, e famiglie, prevalentemente mutui immobiliari) causa primaria del fallimento del sistema finanziario internazionale per relative insolvenze, passano in sordine le tranvate riapparse in un working paper pubblicato dalla BCE nel aprile 2015 e redatto in ambienti BIS (“la banca dei banchieri”) titolato “Commercial Bank Failures During The Great Recession: The Real (Estate) Story” .

    Molto sinteticamente il paper si focalizza sul mercato immobiliare rilevando che le cause dei numerosi fallimenti bancari

    a.) non furono prevalentemente – e non sono come evidenziato anche nel caso delle “4-banche-4” – i mutui concessi alla famiglie rilevati insolventi ma coperti fa garanzie ipotecarie sugli immobili, ma da linee di credito - allegramente e “lautamente” concessi senza copertura in un clima di generale euforia – ad investitori privati “amici” per attività di grandi acquisizioni e sviluppo rilevatesi fallimentari per la depressione successiva del mercato.
    b.) La semplice carenza di liquidità generata dalle linee di credito concosse (mutui e prestiti) dal sistema bancario sono state tamponate dai canoni rimedi dei vari QE di FED e ora BCE senza risolvere assest che diventano illiquidi per mancanza di domanda ed esubero di offerta, fumosità di obbligazioni emesse su quelle linee di credito – non contabilizzate nei bilanci bancari – che gradualmente si spostavo dai mutui immobiliari concessi alle famiglie a prestiti “incondizionati” agli investitori attratti da remunerazione del capitale più elevato rispetto ad altre forme di investimento.
    c.) La cartolarizzazione del credito “sofferente” e la sua frammentazione negli alchemici strumenti finanziaria dei “derivati” di cui ancora oggi pochi conoscono le dimensioni reali, gli effetti sul sistema finanziario internale interconnesso con la liberalizzazione del movimento dei capitali alle velocità stellati degli algoritmi del high frequency trading (ndr, le prime 10 società producono il 99% delle transazioni HFT per volumi mensili di > 10 mld di US$ e tra queste solo 2 banche commerciali – 5° JP Morgan con 8% e 8° Barclays con 6% - le altre sono società anonime non riconducibili se non per “low profile” filantropico .

    Siamo alle solite, ma è’ il mercato .. bellezza !!

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  10. Terza Roma - Terzo Reich - Terza Internazionale

    Il nazional-bolscevismo è l'ultimo asilo dei «nemici della società aperta» - a meno che questi non vogliano persistere nelle loro dottrine superate, storicamente inadeguate e totalmente inefficaci. Se la "sinistra estrema" rifiuta di essere l'appendice venale ed opportunistica della socialdemocrazia, se la "destra estrema" non vuole essere usata come terreno di reclutamento, come frazione estremista dell'apparato repressivo del sistema liberale, se gli uomini posseduti da sentimento religioso non trovano soddisfazione nei miserabili surrogati moralistici offerti loro sul piatto dai sacerdoti di culti imbecilli o di un neospiritualismo primitivo, una sola via resta loro - il nazional-bolscevismo.

    Al di là di "destra" e "sinistra", vi è una sola indivisibile Rivoluzione , nella triade dialettica «Terza Roma - Terzo Reich - Terza Internazionale».

    Il regno del nazional-bolscevismo, il Regnum, l'Impero della Fine - ecco il compimento perfetto della più grande Rivoluzione della storia, al contempo continentale ed universale. È il ritorno degli angeli, la resurrezione degli eroi,l'insurrezione del cuore contro la dittatura della ragione.

    (Alexandr Dugin chiama a raccolta gli angeli delle nazioni per resistere all'assedio di Mammona.

    Ho trovato patria adottiva)

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    1. Caro Bazaar,
      considera che il tuo commento l'ho dovuto distinguere fra due di sedicente "teaching" chirurgo che offriva di acquistare un rene a fini di espianto e un altro di un tizio, il cui nome è a me totalmente sconosciuto, che mi accusa di averlo estromesso dai commenntatori su scenari economici (!...?) perchè "del m5s".
      Insomma, hai rischiato che l'ondata anomala travolgesse nella eliminazione pure il tuo.
      Che invece è pieno di ironia.
      Ma, di questi tempi (signora mia!), occorre mettere ricchi sottotitoli per non essere frainteso...

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    2. Caro Quarantotto, pensa che l'ironia vera sta nel fatto di aver riportato carattere per carattere - il grassetto è mio - l'omonimo sottocapitolo di «Eurasia, la rivoluzione conservatrice in Russia», del maggior esponente dell'eurasismo.

      Non mi sono inventato niente, se non il format.

      «Dugin is no longer considered to be the preacher of an ideological sect, but rather as an officially recognized specialist on geopolitical questions» (2004)

      I nostri movimenti metapolitici fanno un baffo all'esoterismo russo: in questo clima di espropri elitari, assolutamente disintossicante.

      La mia dolce metà conserva viva la memoria di quando gli amici della società aperta (e di Soros) hanno fatto collassare per la seconda volta il sistema bancario russo, e le vecchierelle non riuscivano a capire come i risparmi di una vita si siano volatilizzati.


      (Se so' magnati tutto!... più che Mammona, Pappona)





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    3. Non dubitavo dell'allusione ironica per via di una fedele citazione.

      Se (semplificando) possiamo ritenere plausibile che "Mammona è per alcuni versi simile alla divinità greca Ade, (Plutone), ed al Dis Pater romano. È probabile che sia in parte derivato da esse, particolarmente dal momento che Plutone è raffigurato nella Divina Commedia come un demone della ricchezza avente sembianze di lupo, animale associato con l'avarizia durante il Medio Evo. Tommaso d'Aquino ha metaforicamente descritto il peccato d'avarizia come "Mammona, che un lupo fa risalire dall'inferno, e che giunge per infiammare il cuore umano d'Avarizia"...

      Se possiamo dunque attenerci (sul piano storico-culturale) a questa versione morale (di Mammona e della "ingiustizia sociale" determinata dal drive della ricchezza), nulla quaestio: la descrizione del mondo operativa, per esoteristi e essoteristi, è in fondo comune, per il solo fatto di creare dicotomie a radice unica. E' un fatto di sintassi, condizionata a priori dalla forza simbolica dei concetti lessicali.

      Se dunque entri nel labirinto della Mente, trovi in egual misura strade interne alla struttura sociale dell'inferno: evidentemente non importa, data questa inavvertita premessa, se siano "diverse"...

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    4. PERCHE’ ..

      Quando noti prelati iniziano gli interventi con un “perché” poco dubitativo e molto didattico verso scolaretti intimoriti dal colore delle veste purpurea seduti alla prima messa domenicale, s’avvertono nelle ultime fila mormorii strani di fastidiosa insofferenza.
      Fortunata/mente la ricettività di certi messaggi populistici – nel senso deteriore del termine - non è uguale tra i banchi, alcuni devoti, altri curiosi che critica/mente considerano le affermazioni che sanno di “religiosa” blasfemia.

      Quando poi - seppur pregievoli e ammirevoli – le dchiarazioni di sentimenti e riconoscimento filiare divengono diffuso plauso istituzionale per mitigare eventuali responsbilità di familiari coinvolti in vicende poco edificanti e per affermare la correttezza dell’operato del governo ci sarebbe da ricordare che Capi di Stato e Ministri repubblicani hanno rassegnato dimisssioni indipiendentemente dalla presentazione di mozioni di sfiducia per scontrini inadeguati o concessioni di mutui agevolati.

      Quando ancora si confondono feroci zampate leonine con timide belati ovini senza considerare le finalità, le cause del progetto federale con gli inviti esortanti verso ad una sempre maggiore CESSIONE DI SOVRANITA’ NAZIONALE ora ulteriormente alimentata dall’unione bancaria europea, ci sarebbe da invitare il purpureo, seppur in avanzata età sui banchi delle Costituzione e dei Trattati EU ..

      Non è mai troppo tardi – siamo in novena natalizia - anche se la speranza sembrerebbe disperata e vana.

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  11. Ciao 48, innanzitutto grazie mille per l'enorme e impagabile lavoro che fai quotidianamente su questo blog.

    Avrei poi una domanda:
    Nel caso specifico delle 4 banche italiane, i soldi del bail-in a chi sono andati?

    Grazie in anticipo,
    Guido

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    1. I soldi del bail-in sono andati alle famiglie che non hanno potuto ripagare il mutuo perché il capofamiglia ha perso il lavoro.

      Sono andati alle imprese che sono fallite con il magazzino pieno.

      ESSI hanno deciso che ad ogni imprenditore impiccato deve corrispondere un risparmiatore suicidato.

      Si chiama Open Society.

      L'istituto di credito non facilita più la trasformazione del risparmio in investimento: ha per missione il controllo demografico.

      Quindi le sofferenze bancarie vengono ripagate con quelle dei famigliari delle vittime.

      A livello micro.

      A livello "macro" i soldi del bail-in sono il colossale traferimento di patrimonio dalla comunità sociale italiana verso quella tedesca, insieme ai redditi futuri degli asset che sono stati svenduti o distrutti.

      In pratica, i frutti di generazioni di ciò su cui si basa la nostra Repubblica - il lavoro - vengono saccheggiati e depredati dal capitale internazionale con il collaborazionismo di tutta la classe politica e della grande industria, mentre le classi subalterne imprenditoriali e salariate non hanno le risorse culturali per capire come mai la speranza di vita crollerà.

      Stiamo assistendo ad un genocidio al rallentatore.

      Volevamo un mondo in qualche modo migliore? Ci sarà, ma senza di noi.

      Almeno che non si trovi lo spillo con cui accoppare l'elefante.

      E conviene ragionarci infretta.

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  12. E' quando sento certi commenti da parte di italiani supposti consapevoli che mi inquieto veramente:
    " evidentemente l'italiano medio non ha ancora la pancia abbastanza vuota ed è troppa la paura di perdere anche quel poco che gli rimane. La democrazia e il benessere del passato ci hanno rammolliti: molti pensano "meglio essere schiavi con poco che rischiare tutto per tornare liberi". Quando la maggioranza capirà sarà, temo, troppo tardi..."
    http://scenarieconomici.it/italiani-popolo-di-pecoroni-di-a-m-rinaldi/
    Quindi...LA DEMOCRAZIA E IL BENESSERE SONO IL PROBLEMA....quindi...la gente capisce solo quando si trova affamata in una dittatura...cioè da affamati diventiamo tutti premi nobel di economia e ci ribelliamo alla dittatura...ma il circolo si ripresenterebbe ahime!, perché ribellandoci ripristineremo proprio quelle condizioni di DEMOCRAZIA E BENESSERE. Ma non sono proprio questi i ragionamenti del classico italiano medio incolto? Cioè quelli del QUANDO C'ERA LUI..oppure quelli del benessere come rammollimento... Cioè quelle che Lui ha appreso dalla grancassa mediatica? Cioè...abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità....una volta ci si accontentava di poco...la democrazia rammollisce i popoli.
    A me questo discorso sui "non rivoluzionari bamboccioni" che vivono "rammolliti nella democrazia e nel benessere" ricorda in maniera speculare quello che Padoa Schioppa fa nel campo economico e sociale riguardo ai bamboccioni che vivono NEL BENESSERE E NELLA DEMOCRAZIA che non si attivano per cercare lavoro. Anche se poi la realtà è quella di un'Italia che sta sempre di più precipitando verso la povertà e il sottosviluppo industriale. QUI VI E' LA RIPETIZIONE AD INFINITUM DELLA FALLACIA LOGICA CHE LA POVERTA', INTESA IN TUTTI I SENSI, (MATERIALE, ISTRUZIONE, LOTTA ALLE MALATTIE, SANITA' PENSIONE) SIA MOTRICE DI UN "RINVIGORIMENTO" DELLA SPECIE, MENTRE IL BENESSERE, LA DEMOCRAZIA E IL WELFARE SIANO CAUSA DI UN "RAMMOLLIMENTO BAMBOCCIONE" DELLA SPECIE, TALE CHE SAREBBE AUSPICABILE UNA LORO RIMOZIONE AFFINCHÉ LAGGENTE RINVIGORISCA. Non vedono questi supposti ragionamenti sono UGUALI A QUELLI DI PADOA SCHIOPPA?

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    1. Rinaldi ha un temperamento generoso e focoso, l'ho visto e sentito, e a volte si fa trascinare.
      Come dicevo sopra, in genere è meglio tenere la temperatura sotto controllo :-).

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  13. Quello che avevo fatto notare era invece LA DIFFERENZA TRA ESECUTORI DI ORDINI E VITTIME; che è un ragionamento diverso.
    Cioè la differenza tra impiegati pubblici (dai governanti al semplice impiegato dei servizi sociali affettivo) che in teoria dovrebbero prestare fedeltà alla Costituzione ma in realtà non fanno altro che prestare fedeltà al Capitale Internazionale. Il secondo problema che avevo fatto notare era quello della mancata messa in pratica del diritto allo studio gratuito ed EFFETTIVO nella nostra democrazia, più che da altre parti; questa mancata messa in pratica del diritto allo studio, e quindi all'elevazione dalla miseria culturale di una fetta degli italiani, non è da attribuire a LAGGENTE, ma ad una classe dirigente con una certa impostazione mentale, che è quella secondo cui è meglio lasciare il popolo scarsamente istruito, meglio se allo stato semibarbarico, di modo che lo si possa controllare meglio; ed in effetti è ciò che sta accadendo. Difatti molti italiani sono stati condotti dalla classe dirigente a pensare che "l'ignoranza è forza".
    https://it.wikipedia.org/wiki/L'ignoranza_%C3%A8_forza
    Per questo, per il fatto che l'ignoranza si taglia a fette (ma non solo in Italia) siamo diventati tutti economisti e diamo tutti lezioni RIVOLUZIONARIE e moraliste su LAGGENTE che non si ribella perché vive nel benessere. Non è che sotto sotto tutti questi ODIATORI DELL'UMANITÀ SECONDO LORO "RAMMOLLITA" ALL'INTERNO DELLA DEMOCRAZIA E DEL BENESSERE SONO TUTTI NOSTALGICI DELLE CAMERE A GAS, DELL'OLIO DI RICINO, DEI CANNONI E DELLA GUERRA VISTA COME "IGIENE DEI POPOLI"?
    A TUTTI I COMMENTATORI CHE AFFERMANO CHE LAGGENTE NON FA LA RIVOLUZIONE POTREI SUGGERIRE UN'UNICA COSA: "NON SIATE MORALISTI COL CULO DEGLI ALTRI, ABBANDONATE LE VOSTRE CASE PIENE DI SIMBOLI DEL BENESSERE E DEL RAMMOLLIMENTO, ANDATE ALLA SEDE CENTRALE DELLA BCE E FATEVI SALTARE IN ARIA", COSÌ FINALMENTE MORIRETE "LIBERI" come un Mujaheddin.

    Poi il secondo aspetto da tenere in considerazione è il seguente: QUANDO L'INGNORANZA, ABBINATA ALLA PANCIA VUOTA, E' LA FORZA DELLE "RIVOLUZIONI" FINANZIATE DAL CAPITALE, LO SAPPIAMO TUTTI, TUTTI, DOVE QUESTE RIVOLUZIONI POI VANNO A PARARE. CHIEDETELO A GEORGE SOROS CHE E' UN ESPERTO DI RIVOLUZIONI FATTE DA LAGGENTE CON LA PANCIA VUOTA!

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    1. Concordo con le conclusioni finali.
      Ma conoscendo Antonio Rinaldi, escluderei l'intenzionale implicazione che gli attribuisci. Più semplicemente, la sua visione non riflette una necessaria suddivisione tra esecutori e vittime, perchè vede una ben delimitata responsabilità elitaria che eteroconduce spietatamente il gioco dai tempi del "divorzio".

      Poi, certo, si può discutere del problema qui tante volte affrontato: quand'è che si finisce di essere degli esseri umani condizionati dal rigido controllo mediatico-culturale dell'oligarchia mondialista e si inizia ad essere "collaborazionisti", magari a propria insaputa?
      Tra l'altro Antonio è stato fra i primi, se non il primo, a parlare di "collaborazionisti". E non è certo chiuso al confronto su come individuare questa categoria.

      Pensa che, a distanza di 70 anni dalla caduta del nazismo, in Italia e in Francia, non si è ancora giunti a dare una risposta univoca, rispetto a quel fenomeno di diffusa indolenza solidaristica e civile che Gramsci denunciava come "conformismo" piccolo-borghese.

      Di certo, Antonio, personalmente, ha un tale cumulo di tragiche (e prolungate, peraltro, lungo tutta la vita di un figlio...e, purtroppo, non solo) esperienze familiari con l'assistenza e la sanità pubblica da rendere ingeneroso imputargli di dover abbandonare la "casa piena di simboli del benessere e del rammollimento".

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    2. Allora, innanzitutto devo specificare che colui che ha additato "la democrazia e il benessere" come la causa di tutti i mali era un commentatore e non Rinaldi stesso, il quale mi auguro non condivida queste esternazioni.
      Per quanto riguarda Gramsci, non erano certo tempi, quelli in cui parlava, dove vi erano DEMOCRAZIA O BENESSERE, oppure mi sono perso qualche pezzo della SSTORIA. Quindi, non è possibile provare scientificamente che la causa del rammollimento degli italiani sia la democrazia e il benessere, perché la storia dell'Italia (a meno che mi sia perso qualcosa) non è mai stata, se on per tempi ridotti, di democrazia e benessere, perché, a quanto pare, anche in tempi di fascismo e dittature pare che una certa parte di italiani abbia abdicato alla propria coscienza. Questi discorsi sulla democrazia e il benessere come fonti di tutti i mali non sono altro che i soliti discorsi moralisti che i nostalgici fascistoidi di tutti i colori ripropongono ogni giorno per portare acqua al loro mulino.
      Nei miei anni di università ebbi modo di studiare genetica ed eugentica, per cui imparai che molto spesso non è il solo GENOTIPO che determina un FENOTIPO, ma vi sono diversi fattori ambientali. Nel caso dell'uomo il condizionamento genetico è poi dovuto, non solo a fattori ambientali, come cibo, clima, ambiente naturale, ma anche a condizioni culturali. Quindi se non altro è lecito domandarsi quali siano gli elementi culturali che hanno condizionato l'evoluzione morale di una parte degli italiani. Questa è l'unica via che possiamo seguire se non vogliamo di nuovo rivangare il passato nazista e la pseudoscienza delle razze superiori ed inferiori.

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    3. Per quanto riguarda il clima culturale non ci possiamo negare che l'influenza del Vaticano e della Chiesa Cattolica abbia avuto nel corso dei secoli un'importanza fondamentale, e direi quasi decisiva, nella formazione delle coscienze.
      E' un dato che il Vaticano e la Chiesa Cattolica non siano mai stati democratici. E' un dato che nel corso dei secoli abbiano combattuto in tutti i modi l'espressione del libero pensiero per mezzo delle torture e delle inquisizioni. E' un dato che il diritto canonico è un diritto che ha a che fare con la dittatura e non con la democrazia. E' un dato che adesso il Vaticano sia tutt'altro che una semplice "religione", ma sono veramente in pochi a capire che invece il Vaticano e la Chiesa Cattolica sono una POTENZA CAPITALISTA INTERNAZIONALISTA. Non son qui certo per fare delle guerre di religione, perché vedo anche una parte dei cosiddetti "protesanti" come collaborazionisti/protagonisti della finanza internazionalista, al pari di certi ebrei di corte sabbatiano-frankisti.
      Quando si parla di soldi e potere temporale bisogna capire che questi sono l'essenza della Chiesa Cattolica (il loro lato esoterico che viene dissimulato), mentre il lato Essoterico sono i riti e le superstizioni che tale potenza divulga per controllare le menti. Analizzando il problema vedo anche io quindi una certa parte di italiani abituati a essere servi, ma cerchiamo di analizzare il retroterra culturale, cioè quello di un clero che ha sempre accumulato potere temporale facendo il lavaggio del cervello alle masse sottomesse, abituandole ad essere serve e a vivere dell'elemosina stracciona (adesso infatti il nuovo welfare si baserà sulla Caritas). Non per nulla credo che questo serrato controllo delle istituzioni democratiche ad opera di esponenti della democrazia cristiana sia stato nel dopoguerra una fattore frenante alla messa in pratica EFFETTIVA del diritto allo studio, unico fattorre in grado di emancipare le coscienze delle classi subalterne, a meno che non si pensi in una tara genetica del popolo itaiano. Ma se la si pensa così non si è né scientifici né democratici, e sappiamo dove la storia è sfociata quando un gruppo di pazzoidi ha iniziato a pensarla così.

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    4. Ma a parte che l'intera produzione di questo blog, e il concetto stesso, dovuto a Cesare Pozzi, di "risorse culturali", è stato ampiamente e costantemente trattato in questa sede, proprio come riferimento ai PROGRAMMATICI limiti della reazione di "massa", tipico obiettivo ontologicamente perseguito dal liberismo, a parte che ti ho detto che sulle conclusioni del precedente intervento ero concorde: a parte tutto questo (che non è irrilevante), rimane il fatto che tutta la tua polemica avrebbe senso se fosse condotta su "scenari economici", con colui le cui opinioni disapprovi, e non in questa sede.

      Capisco, e lo sai, il bisogno individuale di sfogarsi e spiegarsi laddove meglio si può trovare ascolto e approfondimento, ma una dialettica per relationem ad altri blog, non è contemplabile come utile: a un certo punto, visto che non c'è opinione dialetticamente opposta, diventa un esercizio che finisce per dare importanza a qualcosa che qui non si sostiene.
      E non sarà un caso se qui non gli si dà importanza perchè non lo si sostiene...

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    5. Si quarantotto hai pienamente ragione, solo che io porto qui certi argomenti perché reputo tu e gli altri collaboratori del blog molto più maturi nell'elaborazione di queste tematiche; quindi vengo qua dove posso trovare commenti pertinenti e non troll scatenati come avviene in altri blog meno filtrati. Prendetelo come un attestato di stima

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  14. Se Orizzonte48 (che ringrazio per quello che fa, ci tengo a dirlo perché è il mio primo intervento sul blog, ho seguito su Youtube qualche suo intervento e acquistato e letto il suo primo libro 'Euro e (o?) democrazia costituzionale') lo ritiene interessante e non eccedente gli scopi del blog, potrebbe essere interessante approfondire gli aspetti de:
    - cosa può fare un debitore che si veda richiamato in caso di fallimento della banca. Un legislatore che volesse poco poco riequilibrare i rapporti di forza dovrebbe, in caso di fallimento della banca, considerare estinti ANCHE i rapporti con i debitori e non solo quelli coi creditori, ma questa è una soluzione de jure condendo come si diceva una volta...
    - più in generale, gli spazi eventualmente lasciati ai cittadini che volessero creare forme o istituti di credito più umani, come fecero i braccianti col credito cooperativo più di un secolo fa. Qui se non ci si muove con un po’ di coraggio e inventiva, abbiamo già accettato di essere schiavi ancora prima che chiudano la gabbia…
    Buona serata!

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    1. Sia la prima che la seconda soluzione che suggerisce sono esplicitamente vietate dalle norme europee (e di recepimento nazionale) in tema di effetti "consequenziali" intangibili (persino di fronte ad annullamento giurisdizionale!) del bail-in nonché da quelle, nazionali, di recente introduzione, di nuovo regime del credito cooperativo.

      Quanto all'eventuale astratta possibilità di sindacare la illegittimità costituzionale di tutto questo, non vorrei ripetere ciò che abbiamo in più post (vedere in particolare nel periodo iniziale di questo stesso anno), tristemente evidenziato.

      Se poi qualcuno avesse una visione, su questi temi, anche solo moderatamente ottimista, ma sorretta da elementi tecnico-giuridici e istituzionali che a me sfuggono, il suo approfondimento, debitamente argomentato, è sempre gradito...

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    2. Ahimè non mi aspettavo una risposta diversa ...
      In sostanza:
      a) non sono consentite soluzioni interne al sistema, che sono quelle che ciascun cittadino pacifico istintivamente preferirebbe percorrere;
      b) arrendersi al 'nuovo' regime significa essere schiavi, o forse ancora peggio prigionieri (perché a volte gli schiavi sono trattati con magnanimità dai padroni...)
      c) tanto dato, per chi voglia opporsi le prospettive di azione si semplificano molto...

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  15. Salve Quarantotto, sono un diversamente europeo come ci chiama Bagnai, ma sto facendo di tutto per migliorare; anche se devo dire la verità a volte è difficile starvi dietro, figuriamoci se uno deve riuscire a spiegarlo a chi non segue i vostri blog.
    Comunque la mia domanda è molto semplice:
    No azioni
    No opzioni
    No obbligazioni
    No titoli di stato
    No cash in banca
    ....mi pare ci sia rimasto solo il materasso finchè ci fanno prelevare?

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    1. Basta aver (anche casualmente) ascoltato la spiegazione di Visco da Fazio: non una parola sulle cause €uropee della crisi, non un accenno al concetto di domanda e di relativa eziologia della crisi specifica e obiettivamente differenziata in €uropa: ci dice che c'è la stagnazione secolare, dovuta, a quanto pare, all'invecchiamento della popolazione e all'innovazione tecnologica, "non solo Internet ma anche la robotica...il mercato del lavoro cambia", senza alcun ruolo delle scelte legali-istituzionali che provocano tale cambiamento, e dovete (voi tutti), in soldoni, rassegnarvi alla "durezza del vivere".

      Siccome questi specifici argomenti usati da Visco, tipicamente €uropei - inclusa la flexicurity dovuta alla parte "cattiva" della comunque buona globalizzazione, alla faccia di Rodrik-, sono stati ampiamente sceverati in questa sede (basta fare una rapida ricerca), e siccome, in quanto diversamente europeista, ammetti che non riesci a "starci dietro", che, tradotto, vuol dire che non ti interessa capirlo su queste fonti, ma che rimani affezionato alla fonte europea, mi pare che la risposta sia già dentro di te...

      Ed è (non solo) sbagliata (perchè è posto male il quesito), ma è quella di Visco.
      Voglio dire: almeno lui, come riferimento €uropeista e indipendente (in senso bancario) dovrebbe interessarti.
      Che vuoi che ti dica su questi modesti lidi, così poco interessanti e tanto esigenti in termini di studio?

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    2. Con tema per una possibile reprimenda e a rischio di sbagliarmi, spezzo una lancia in favore dell'Anonimo commentatore, che mi pare si sia definito "diversamente europeo" alla Bagnai maniera (cioè una persona che non conosce lingue straniere) e non "diversamente europeista" (che poi, se il modello di riferimento per il buon europeista praticante può essere indicato in un Enrico Letta, il diversamente europeista, quindi l'europeista menomato (nel suo credo) - se ben intendo la categoria - dovrebbe essere una persona in fase di ravvedimento spirituale, dunque, secondo me, da non scoraggiare proprio ora che è a un passo dall'abiura - ma capisco come sulla prassi standard da adottare in questi casi possano coesistere legittimamente più proposte).

      @ Anonimo: avendo io stesso svolto un simile ragionamento nei commenti al post precedente (mi pare) ed essendo stato fattomi cortesemente notare che la regolamentazione europeista in materia sostanzialmente obbliga ad avere un conto corrente non mettendo sul piatto la possibilità di ridurne la consistenza quantitativa ad libitum per imbottire il materasso - solo ESSI ne hanno facoltà -, nel mio piccolo non posso far altro che mettere in evidenza come nei momenti più critici della storia di una comunità il ritorno al baratto è elemento ricorrente dello scenario che si viene a delineare fra il momento in cui calano le tenebre e quello in cui la proverbiale "nuttata" è finalmente passata: ma stai sereno, è ancora presto per quello. :-)

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