mercoledì 6 febbraio 2013

HOLLANDE E L'EURO. E SEDAN. E IL 1943.

Nel precedente post di oggi dicevo che "rispetto" agli obblighi del "fiscal compact", la Francia non appare allineata allo zelo italiano. Perchè non vuole proprio finire in recessione e doversi appellare al pareggio di bilancio "tecnico" (che esclude dal computo, in base a una formula matematica, gli effetti recessivi del "ciclo" cioè proprio del "fiscal compact"). Senonchè, grazie a "Vocidall'estero", apprendiamo che i francesi si rendono conto del fattore aggiuntivo, fondamentale, della rigidità deflazionistica della Germania e della conseguente enorme vulnerabilità commerciale che ciò genera nei paesi UEM (tutti) con l'esposizione, indifesi, alle politiche svalutative intraprese da Obama e Aso-Abe.
Wow! A 'sto punto, la Francia, come ben mostra l'articolo di Sapir tradotto da Carmen, conscia che la BCE ha poche armi contro tali svalutazioni e per di più non le vuole utilizzare, ha due opzioni:
a) riconoscere di non poter mantenere, nella "immodificabile" struttura attuale dell'UEM, il carattere di superpotenza continentale paritaria con la Germania (la ben nota previsione di Dornbusch!), non potendo quindi più tollerare il suo controllo assoluto sulla BCE. Perciò, nel cercare di evitare una recessione sicura, crescente con l'applicazione del fiscal compact, e esiziale per il suo equilibrio sociale (quello di cui se ne fregano i nostri governanti, dato che la disoccupazione -!!!!- è imputata a debitopubblicospesapubblicaimproduttivabrutti), dovrà USCIRE DALL'EURO;
b) ovvero accettare la propria capitis deminutio a satellite della Germania, proseguendo un'esperienza di sostanziale sudditanza che, se intrapresa dagli italiani non sorprende, ma che nel loro caso "ripete" Sedan. E la prima occupazione di Parigi dal crucco. A cui seguì la "rivoluzione" della "Comune".
"Tertium non datur".

A conferma di ciò si veda sul Financial Times di oggi l'articolo "Hollande e l'euro" (pag.14), dove è detto: "Hollande ha ragione a sottolineare le difficoltà di un sistema globale di cambi fluttuanti (riferito alle attuali politiche della "major economies" di "suppress the value of their currencies"). E' difficile mantenere la testa sulle spalle quando i banchieri centrali e i loro amici stanno perdendo la propria (ma qui il FT già inizia a perdere serenità di giudizio, dato che questi banchieri sanno bene quello che stanno facendo, invece, ndr.). Tuttavia Hollande potrebbe rilevare che indebolire la moneta unica non è la sola via per dare una, "artificiale", revitalizzazione della forza economica continentale...I paesi (con alti livelli di surpllus commerciale) dovrebbero spingere sulla propria domanda interna per consentire la ripresa degli altri..."
Poi l'articolo se ne esce in un delirio per cui ciò provocherebbe "in una unione monetaria, effetti analoghi a rendere il denaro francese più a buon mercato di quello della Germania". Non sia mai! Solo la Germania, per il FT, può farlo con le svalutazioni salariali interne agendo sui tassi di cambio reale! Se lo fa la Francia, infatti, "ciò non accresce la capacità produttiva totale dell'euro zona". Ma va?  E' proprio ciò che ha fino ad oggi provocato senza alcun scrupolo la Germania e che non sta bene agli USA  (quindi per il FT, se lo faceva la Germania andava bene, perchè era anti-inflattivo...).

Ma al di là delle ansiose incoerenze del FT, l'alternativa indicata sopra segna, di fatto, il destino della moneta unica.
Non potrà sopravvivere alla inevitabile esigenza di "resa" e successiva colonizzazione francese, anche perchè la Germania, ostinata nella sua politica deflattiva (che tanto piace anche agli inglesi, dunque), si trova nello stesso problema di perdita di competitività extra-UEM e la accetta solo perchè può inscenare la gigantesca appropriazione di tutti gli assets dei paesi UEM in difficoltà.
Ma travolgendo ciò la Francia, il gioco ha superato il limite. Vogliamo vedere?
E allora, mi sa che gli USA, stressando il mercato dei cambi e delle asimmetrie ipocrite pro-germania (e Olanda ecc.), sono di nuovo "sbarcati in Europa". Come nel 1943 (Sicilia). E dunque siamo solo agli inizi del nuovo finale della egemonia tedesca...


19 commenti:

  1. Caro Quarantotto,

    Quanto tempo e non riesco a starti e starvi dietro: ai Tuoi articoli come ai conseguenziali commenti altrettanto di spessore.
    Mi premeva un commento, oggi, data la coincidenza (forse) di riflettere sugli obblighi del Fiscal Compact da un lato e sulla "gendarmeria" dall'altro.
    Commentando in altro loco è stato spontaneo per me analizzare l'incongruenza tra i vincoli di rientro del debito "esterni" (Eurozona) ed i margini di manovra fiscale.economica.sociale "interni" (Italia). Sottolineandone l'insostenibilità e l'impraticabilità senza un totale asservimento nei fatti delle proprie pratiche istituzionali.
    Questo in merito al FC. Diversamente, per riprendere il concetto di gendarmeria mi resta a cuore un mio pensiero (oserei dire del secolo scorso) in cui prefiguravo un tentativo egemone della potenza continentale (allora identificabile con quella tedesca nel mio scritto..guarda caso!) attraverso l'espansione egemone sulle aree economiche a maggior profitto.
    In sostanza, dove non si era riusciti con la guerra di conquista militare si ovviava con la guerra economica "tout court". Pensieri che risalgono a circa vent'anni orsono, ossia all'inaugurazione delle "Deregulation" che tanto hanno compiuto in termini di assetto delle attuali "governance" multinazionali e sovraistituzionali.
    In conclusione, ciò cui aspira Hollande è ciò cui aspira anche il ns Mario.
    E' in nome di chi e.o di cosa che purtroppo non ci si pone correttamente la domanda oggigiorno.
    Probabilmente perché l'inerzia intellettuale è talmente diffusa e tale che a far pensar gli altri ci si guadagna in fiato, respiro ma soprattutto in sonno rispetto ad un destino già bellèpronto delegato!

    Un caro saluto,
    Elmoamf Massimo Paglia

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    1. Ma vedi Massimo, le aspirazioni di Hollande hanno un limite: la sovranità nazionale e il benessere del suo popolo, che lui non potrà impunemente a lungo calpestare, come si sostiene qui.
      Invece da noi, si è deciso da tempo che tutto questo "calpestio" è una cosa buona, anzi "sacra"...e li votano pure, acclamandoli

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  2. Anche il "grande economista" (a sua insaputa)Luciano De Crescenzo, con abbondante anticipo su altri (lo spezzone che linko sarà vecchio almeno di 20 anni), aveva capito con precisione certosina (si osservi la cartina che mostra) le cagioni del conflitto che sarebbero sfociate nella crisi della zona euro. E persino il ruolo chiave della Francia:
    http://www.youtube.com/watch?v=zN2GMmL-xnk

    Ovviamnete sto scherzando....ma anche no ;-)

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    1. Peccato che questi "profeti" siano "nemo" in patria, annacquando tra mille facezie quello che azzeccano ogni tanto...involontariamente beninteso...

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  3. "Il governo tedesco della cancelliera Angela Merkel ha approvato stamani una proposta di legge che impone a banche e assicurazioni la separazione delle attivita' finanziarie speculative dalle normali attivita' creditizie e di risparmio. La proposta inasprisce inoltre le pene per i banchieri che mettano dolosamente a rischio la sopravvivenza degli istituti di credito attraverso speculazioni inappropriate, prevedendo fino a 5 anni di carcere." notizia Ansa di oggi pomeriggio...

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    1. Ma questa è una norma di autoprotezione dalla certezza di futuri e imminenti sconquassi: brutto segno!, E, tra l'altro, avrebbe dovuto essere anch'essa concordata con i partner UE, e anche sottoposta al parere BCE, dato che finisce per risovrapporre un controllo statale interno a quello da poco devoluto alla BCE. E che controllo! Addirittura sulla "tipologia soggettiva", quello più sostanziale che prevedeva la nostra legge bancaria del 1936!
      A fortiori attendo la 2a parte (e tu sai di cosa :-))

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    2. MA POI HO VISTO UN TERRIFICANTE ATTACCO DI NAPOLITANO AGLI USA IN TV, APPENA APPENA MITIGATO DA UNA DEBOLE SVIOLINATA FINALE A OBAMA...MA CHI LO CONSIGLIA? Non mi pare molto diplomatico svilire gli USA, e farne una svalutazione politico-economica proprio mentre stanno dimostrando che, liberandosi dagli eccessi monetaristi-deflazionisti e dalla governance bancaria, contano molto, eccome se contano!

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    3. Senza parole...veramente...

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    4. E così, l'odiata lelle glass-steagall torna di moda nel paese più neoliberista del mondo......
      Sarebbe un esempio da seguire anche in Italia, credo una priorità del nuovo governo.

      Non so quanto i nostri politici si rendano conto dei fenomeni che li circondano. Mi ricordo, a proposito di Sedan, di avere letto (non mi ricordo, ahimè, il libro o l'articolo), che nella Parigi dell'epoca i borghesi francesi erano talmente terrorizzati dallo spettro della comune da dire "meno male che ci sono i prussiani". Ecco, forse un termine di paragone lo ho trovato (e Dio solo sa come avrei voluto trovarne uno migliore.....).

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    5. Ragionando esattamente come nel "paragone" sono nati l'ideale del "vincolo" e la teoria delle BC indipendenti...Hai messo in evidenza un fattore fondamentale, mutatis mutandis, che ci ha portato a questo punto

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  4. Però la Comune (magari...) l'hanno voluta i clubs e le forze popolari parigine, mentre il governo di Versailles l'ha repressa. E non ce lo vedo il "compagno" Hollande nei panni di un comunardo. Sarà mica che Hollande s'è accorto che la guerra in Mali sta costando troppo, e allora cerca un po' di libertà di manovre finanziarie, ricordandosi della "sovranità"?

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    1. Esatto. La Comune nasce dal popolo che recupera la sovranità quando gli imperialismi falliscono e portano alla totale delegittimazione di un regime che non solo compromette il benessere generale ma porta a risultati disastrosi per la stessa sopravvivenza della Comunità...che vive e prospera nella solidarietà e nei valori umani fondamentali...Hollande che c'entra (a parte i "diritti cosmetici "fumo negli occhi)?

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    2. No, è che leggendo delle preoccupazioni del governo francese sulle fluttuazioni delle monete e sull'apprezzamento dell'euro, mi chiedevo cosa possa fare Hollande se non puntare un po' i piedi e lamentarsi un po', mica è un novello De Gaulle che le decisioni (di uscire) le prendeva, e mica è, appunto, un novello comunardo

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    3. Certo che Hollande, di suo, non vorrebbe fare cose clamorose, ma poteri di soluzione ne ha in abbondanza (recesso, denunzia dei trattati, decreto di salute pubblica...).
      E non vorrà suicidarsi politicamente quando il malcontento sarà incontenibile e la stampa allineata sull'interesse nazionale. O forse a gestire la "transizione" chiamerà una figura diversa come primo ministro...

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    4. Per quelli che...la Liretta (che poi smentisce anche il dogma della Banca Centrale Indipendente di cui commentavo sopra): "mica vorrete tornare agli anni ’70???...E’ vero che in quel periodo l’inflazione – in buona parte a causa dell’aumento nel costo del petrolio – è stata elevata... Ma se guardiamo al PIL reale pro-capite, l’Italia ha fatto passi avanti...nonostante la crisi del 1975...se stiliamo una classifica... l’Italia aveva raggiunto nel 1981 il 15mo posto, dal 17mo del 1960. L’ultimo dato, del 2010, la riporta al 19mo posto, scavalcata da Finlandia, Giappone, Regno Unito, e anche dall’Irlanda, anche se quest’ultima avrà perso posizioni negli ultimi due anni. Nell’Italia della liretta e dell’alta inflazione degli anni ’70 le prospettive per i nostri figli non erano così nere come nell’Italia dell’euro e del pareggio di bilancio.". Wow!

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    5. al dila dei dati. I miei, con umili impieghi, in quegli anni si comprarono casa e la pagarono , a parte all' inzio, con poche difficolta'.
      No. Non è il racconto alla "mi cuggino":
      insomma! Le famiglie italiane hanno la maggiore % per proprietà di prime e seconde case. Crediamo sia un caso?

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    6. ...sia un caso se vogliono espropriare il tutto con pareggio di bilancio (che rende stabilmente negatigo il risparmio privato per 20 anni) per rifarsi dei loro creditucci?

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    7. e che ci crediamo?
      I polli SANI (e mi ricollego -non so se lo noti- al tuo ultimo post) sanno bene dove andare a trovarli....
      8600 mld di risparmio/patrimonio privato sono un bel gruzzoletto...

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