giovedì 28 febbraio 2013

OSSERVATORIO PUD€ 3 - LA GRILLONOMICS: NOVITA' O ACCORDI IN VISTA COL PUD€?

Flavio ci fornisce prontamente una prima "infornata" di notizie, fonti e analisi che ci possono consentire, sulla base di riscontri oggettivi, di effettuare delle valutazioni e delle previsioni meno incerte sul piano dei prossimi sviluppi politico-economici...ben al di là degli accordi parlamentari in chiave prettamente governativa e dei relativi proclami di "non possumus".
Grazie a questa sintesi ragionata intanto sappiamo come esistano, all'interno del M5S, delle non trascurabili connotazioni di "compatibilità col PUD€.
Se si vede la "credibilità sui mercati finanziari" come un valore prevalente sulla crescita - che tra l'altro è la più grande garanzia di qualunque tipo di creditore-, se si ignora il problema "democratico" del ruolo della banche centrali nel governo "nazionale" della moneta, se si identificano quasi totalmente svalutazione e inflazione, per il PUD€ non vi sono ostacoli a un "proficuo dialogo" (pro domo germanorum) e facilmente si potrebbe arrivare ad accettare, per la "credibilità sui mercati finanziari" la "svendita" (cioè "perdita di valore" nonchè di capacità produttiva strategica nazionali)..."che ci salverà". L'aporia dello slogan a cui ricorre il PUD€.
E, considerando gli appetiti stranieri sugli "assets" italiani più redditizi (al netto de...l'euro) e orientati all'export, tanto contraddizione non è. Ma tanto nessuno se ne accorge, "pensano".
E, a quanto pare, potrebbero non trovare alcuna resistenza politica: in fondo l'euro "può andare", magari "modificato" - con un nuovo "carburatore": senza Germania, ma "con" la Francia (finanziaria e "mainstream"), che da prossima vittima della prima, avrebbe invece le mani libere per scatenarsi su di noi...cosa che da secoli gli è sempre riuscita benissimo.

Per tentare di capire come evolverà la situazione politico-economica italiana nelle prossime settimane - a proposito:  avete visto lo spread ed i tassi italiani? - proviamo a conoscere qualcosa del “nuovo” che avanza. 
I media nostrani ed internazionali ci hanno fornito un immagine del Movimento alla stregua dell’armata brancaleone, fatta di un capo che tempo fa era un comico, ed una base molto legata ai suoi dettami, tanto da sembrare ai più acritica e propensa a seguirne in tutto e per tutto gli umori, piuttosto che essere incline ad elaborare razionalmente i contenuti proposti. Giusta o sbagliata che sia questa interpretazione del fenomeno, non possiamo permetterci di fare di tutta un’erba un fascio, poiché sarebbe ingiusto e ci includerebbe nel novero dello stesso main-stream pensiero che in realtà tentiamo di combattere. La base elettorale di per sé è ormai tanto vasta da dover necessariamente ripensare, o realisticamente aggiornare, la propria identità in termini di formazione "pluriculturale" e, come si diceva una volta, pluriclasse, il che non è un problema da poco.
Ma, per l'influenza che le idee programmatiche necessariamente eserciteranno su tale ripensamento occorre meglio chiarire ciò che pensa la "testa", dai cui modelli di azione politico-economica "dovrebbe" derivare (secondo una dinamica che è sempre valsa per tutti i soggetti politici) l’indirizzo alla base delle scelte che si manifesteranno nelle prossime ore.
Diamo allora uno sguardo a quanto per ora emerge dalle fonti diponibili, per farci un’idea più obiettiva e concreta, utile per capire eventuali possibili scenari futuri:
- questo è il programma economico del movimento in dieci punti. Sul quale ognuno può farsi un'idea, specie se ha effettuato un "percorso" di approfondimento delle problematiche teoriche e applicative della realtà macroeconomica italiana. E' un'idea già ampiamente chiarita come un “referendum” sull’Euro sia impraticabile sul piano della tecnica politico-monetaria, prima ancora che per vietato dalla Costituzione (art.75, comma 2, Cost.). Una eventuale fuoriuscita dovrebbe essere, come suggerisce Bootle nel paper vincitore del Wolfson Economics Prize, decisa in segreto, onde evitare inutili speculazioni al ribasso sui prezzi dei titoli di Stato e successivi attacchi di panico e corse agli sportelli, che diano vita ad un self-defeating behavior e quindi al default. Già qui non concordiamo sul modus operandi.
- qui pare emergere chi stia dietro al paradigma economico "grillino". L’articolo proviene dall’Ansa, e ci permette di focalizzare un personaggio fino ad ora poco noto (almeno ai non assidui frequentatori dell'"ambiente").
- qui possiamo dare uno sguardo al pensiero fondante del programma economico e meglio chiarire, sul piano della espressione scientifica, chi sia Mauro Gallegati, professore dell’Università della Marche. Dando uno sguardo ai suoi lavori, appare a prima vista uno studioso professore che ha espresso il suo lavoro scientifico in ambito finanziario: i suoi studi mettono in luce le criticità del leverage nell’economia e i rischi sistemici che apporta la concentrazione dei grandi istituti finanziari, oltre a riconoscere come il settore pubblico svolga un importante ruolo di mediatore fra i settori economici. E’ stato inoltre firmatario della “Lettera degli economisti” contro l'austerità e vanta una plurima e continuativa collaborazione con l’economista statunitense Joseph Stiglitz. 

I suoi interventi sul blog di Beppe Grillo, ad esempio questo, dove parla di possibile inflazione al momento della svalutazione, oppure questo, segnalato dal lettore Cittadino Qualsiasi, denotano però una visione dei problemi dell’Eurozona non molto lontana dal solito angoscioso catastrofismo diffuso nei vari dibattiti politici imperanti su tv e giornali. A prima vista, sembra quindi che il substrato economico che sta dietro alla linea del movimento non sia molto diverso da quanto già ben indicato sia da Alberto Bagnai che da 48.



Si evidenziano ad esempio questi limiti di interpretazione:
- non si riconosce che le divergenze fra produttività e reddito sono il segnale della lotta di classe al contrario che premia il profitto schiacciando il salario
- in caso di euro-exit, un pass through in un range 0.1-0,3% di inflazione per ogni punto di svalutazione, non crea le condizioni per l’impennata inflazionistica descritta nel post apparso a metà 2012 sul blog di Beppe Grillo;
- il ritorno dell’Italia alla valuta nazionale,  accompagnato da opportune scelte a livello monetario, fiscale, di assetto macroeconomico, comporterebbe di certo dei sacrifici, ma di gran lunga inferiori a quanti già ne stiamo subendo grazie all’austerità imposta dalla BCE-Bundesbank;
- la ridenominazione in altra valuta dei propri titoli non presuppone il default in quanto lo Stato italiano, a conti fatti, vanta un cospicuo avanzo primario a cui va aggiunto il ritorno della Banca d’Italia quale Lender of Last Resort che ne garantirebbe il pagamento (o il pay-roll) a scadenza;
- non si fa affidamento per l’analisi di eventuale Euroxit alla condizione di Marshall Lerner, per cui una svalutazione diventa “salutare” se la somma dei valori dell’elasticità delle esportazioni e delle importazioni è maggiore di 1, fenomeno che vedrebbe l’Italia, caratterizzata da un'alta elasticità dell'import-export, considerevolmente avvantaggiata sul piano commerciale da una eventuale fuoriuscita dalla moneta unica;
- non si fa affidamento sui documenti dell’Unione Europea stessa che affermano che la “competitività di prezzo” (per tornare all’articolo segnalato da Cittadino Qualsiasi) è la variabile che fa la differenza in UEM, molto più di quella “non di prezzo” (R&D, ecc.),smentendo il luogo comunismo spiccio che afferma che al di fuori dell’Euro, con la nostra liretta , dovremmo vedercela con la Cina;
- si incorre in misunderstanding in merito all’alta inflazione in periferia: l’inflazione è aumentata di più rispetto al core, come dimostra questo studio, a causa del capital inflow proveniente dal centro come le considerazioni finali chiariscono “…European financial integration during the monetary union led to an inflow of capital to the peripheral countries of the Eurozone (see, for example, Lane and Pels 2012). The inflow of capital boosted domestic demand. The increase in demand in turn pushed the prices of non-tradables while also leading to an increase of imports... Put simply, rising unit labour costs were not a cause but a symptom of the demand shock triggered by the inflow of capital and they were not associated with losses in exporters' competitiveness.”. Tipico caso di Ciclo mynskyano o di Frenkel.
- non si capisce infine come, dato per assodato il fatto che le banche ci stiano strozzando per ripagare loro gli interessi, ci si debba preoccupare della “perdita di credibilità” sui mercati. I mercati temono che i crediti che hanno concesso non vengano ripagati. Punto. Se l’Italia ritornasse a crescere, presupposto che all’interno dell’UEM non potrà mai avverarsi, non vediamo come un’economia che si rimette in moto, con redditi-occupazione che ritornano a livelli accettabili, non possa assicurare ai mercati la remunerazione che essi temono di perdere. Queste sono solo alcune considerazioni. Tutti i Vostri commenti non faranno che apportare nuovi e significativi contributivi aggiuntivi alla discussione. Siete i benvenuti.







44 commenti:

  1. Ho due domande.

    La prima: Ma questo Gallegati ricopre una qualche posizione ufficiale all'interno del movimento 5 stelle? ha un ruolo simile a quello di Fassina nel PD per esempio? non ho capito questo.

    Seconda domanda: Uno come lui, che per curriculum e posizione dovrebbe esser in grado di fare analisi economiche corrette sulla situazione europea, come può invece formulare ipotesi così grossolane in caso di euro-exit quali quelle descritte sul post nel blog di Grillo? Non penso possa essere in buona fede a questo punto. Voi che ne pensate?

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    1. Un non-partito "liquido", webbizzato e per comunità territoriali coordinate ma autonome, pare avere un "non-organigramma".
      Le materie di ci si è occupato scientificamente sono molto legate ad aspetti finanziari, macroeconomici e mesoeconomici. Non è detto che abbia portato la sua riflessione sui problemi rilevanti (ma trascurati in Italia) legati alle aree valutarie e agli effetti sull'economia reale, la crescita e la distribuzione della ricchezza proprio dei capitalismi deflazionisti e con prevalenza politica dei mercati dei capitali "liberalizzati" (paradigma radicalmente posto in discussione nelle riflessioni più recenti degli economisti più attenti, ma ancora alla base del mainstream)

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    2. Concordo. Ma avete visto poi come toppa alla grande in merito alla "ricaduta" interessi debito pubblico? Le quote (scusate il documento datato 2011 ma fonte veloce e più vicina a noi non ho trovato) di pagina 61 dicono si che le famiglie sono il primo investitore italiano, ma rappresentano solo il 14%. Il resto al tempo era 46,2 in mano estere (di cui 4,3 riconducibili però a risparmiatori italiani) quota in calo deciso visti gli LTRO e successive operazioni di rifinanziamento via BCE, 43,8% in mano Bankitalia, Fondi comuni, Banche e Altre istituzioni finanziarie...dire quindi che l'uscita, oltre alla cara inflazzzzione galoppante, colpirà il ceto medio detentore di gran parte del debito vuol dire sparare una cavolata grossa così...che poi, se io ho un titolo italiano che ieri valeva 1 Euro, oggi mi ritrovo con lo stesso titolo che vale 0,75. C'ho guadagnato? Me par de no...e siamo in mercato "ribassista" a quanto pare: interesse sale, prezzo scende. Se domani, in caso di uscita e ridenominazione in Lire dei TdS secondo Lex Monetae (derivante da titoli soggetti a legislazione italiana e non internazionale) con parità 1 a 1 mi ritrovo in mano una obbligazione (ponendo il caso che non "svaluti" ancora) che vale 0,75Lire, ci perdo? 0,75 era, 0,75 rimane...con la differenza che con una economia che riparte, il titolo tenderà al rialzo a mio avviso...

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  2. Grazie! Ottimi spunti e anche argomenti di dicussione con la base grillina
    B

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  3. Concordo, segnalo inoltre che l'idea di metterci sotto tutela Francese non e' nuova

    It is crucial that France stays in the southern bloc, otherwise the instant devaluation of the south would be too great, and France’s banks would blow up on Italian debt

    e aggiungerei che oltre che a tutelare le banche Francesi facendo pagare noi questo servirebbe a proseguire nei loro progetti e controllarci, hai visto mai dovessimo svalutare troppo (e magari riprenderci troppo).

    Ciao

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    1. La seconda che hai detto...è la più insidiosa. E' il paradosso colonialista intrinseca alle AVO: servono sempre per assoggettare o, almeno, per neutralizzare il paese con inflazione strutturale pregressa più alta. Nel caso della francia rispetto a noi, a entrambe le cose (banche+eliminazione concorrenza commerciale+acquisizioni). alleluja!

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    2. Riguardo alla Francia andrei un po' più cauto rispetto alla loro capacità di dominarci commercialmente. Gli avanzi dei primi anni 2000 (ed i conseguenti impieghi di loro capitali all'estero) sono ormai del tutto esauriti ed andando avanti così quest'anno dovrebbero avere una posizione finanziaria netta sull'estero molto vicina alla nostra intorno al -20% del PIL. La bilancia commerciale del 2012 si è chiusa con un forte disavanzo per loro (che ormai provoca parecchi grattacapo a Berlino) ed un avanzo per noi. Ovviamente, la nostra situazione non è più sostenibile a causa della eccessiva compressione della domanda interna, ma riguardo ad un loro assoluto dominio rispetto a noi non sarei proprio così sicuro. Resta comunque il fatto che una zona euro a trazione italo-francese (con la Germania fuori) rimane comunque politicamente insostenibile per le stesse ragioni dell'attuale zona euro.

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    3. Caro Francesco: intendevo dominarci "finanziariamente" cioè banche che sfruttano la posizione creditoria per "realizzare" il patrimonio del sistema debitore (acquisizioni fnanziabili e lucrose dato il livello di patrimonializzaione attuale delle nostre aziende). Quanto alla concorrenza commerciale, il riferimento, nel contesto, era all'euro-med o all'euro 2, e cioè al ricominciare (portandosi tra l'altro sulla partita redditi i profitti delle aziende italiane acquisite o acquisende) il giochino dei tassi di cambio reale, creando un'OCA a loro vantaggio, rigorosamente imperfetta, come auspicato dall'"autore" in commento (considera che rimanendo fuori la germania, saremmo inondati di citroen e renault, al posto di audi-bmw, sostenute dallo Stato francese, che le sussidia già e che sta per far aumentare la soglia del sussidio de minimis, UE legittimo, da 200.000 a 500.000, avendo simultameamente la "licenza" tedesca per sostenerne, in deficit incrementale, l'onere finanziario a differenza dell'Italia, cui è proibito dall'attuale condizionalità de facto)

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  4. Ciao 48,

    ti seguo da parecchio tempo (dai primi commenti sul FQ) e da subito il tuo blog è diventato una componente fondamentale delle mie letture (anche se alle volte faccio un po' fatica...). Bene, finita la sviolinata... ;)

    Preciso subito che questo mio post non porta nessun valore aggiunto alla discussione (infatti sentiti libero di cestinarlo...), ma a tre giorni dal voto sento il bisogno, ormai un tormento, di manifestare la mia preoccupazione (scusa se uso il tuo blog come valvola di sfogo) per cosa accadrà da adesso in poi.

    Ho votato Pud€ - "Scelta Critica" conspevole, da elettore occasionale del M5S, di tutte le contraddizioni e la confusione che il Movimento ha in materia di temi economici e con specifico riferimento all'Euro (post come questo non hanno migliorato la mia depressione "post elettorale").

    Quello che mi ha fatto mettere una croce su quel simbolo (invece di attaccare alle schede l'adesivo "Scelta Civica - con Merkel per l'Italia" che già avevo preparato e di cui vado fiero...:)) è stata la speranza, forse da ingenuo, che alla fine quella piccola percentuale che all'interno del M5S ha iniziato a interrogarsi sui veri problemi di questa crisi potesse fare la differenza.

    Per fare una metafora sciocca vedo la situazione attuale come quando casca un pallone in uno stagno e si hanno solo sassi per recuperalo, tiri le pietre sperando che le onde lo portino dove vuoi tu.

    Non so quanti altri possano avere fatto questo ragionamento votando M5S, spero solo di non essermi illuso troppo.

    Grazie ancora per tutto quello che state facendo.

    Giacomo

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    1. Le tue "metafere" mi piacciono :-)
      E l'adesivo "con merkel per...l'Italia" era una grande idea: solo avrebbe dovuto essere preceduto da "Scelta cinica" (come dice lo stesso Dago). Con la consapevolezza che era equivalente dire. "Per Monti...per la germania".
      Non ti deprimere: ripulire il "quadro" dalla propaganda confusa aiuta a fare chiarezza e la chiarezza aiuta a trovare una "vera" soluzione.
      (se verri il 16 marzo a Roma alla festa equinoziale del blog, porta gli adesivi: abbiamo bisogno di creativi come te)

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    2. Grazie dell'invito e per la dritta sull'adesivo... ;). Se riesco a liberarmi ben volentieri!

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  5. In Francia nei giorni scorsi i tiggì e le trasmissioni di approfondimento si ponevano molti quesiti di tipo economico, oltreché politico; parlando dell'Italia post-elezioni, ad esempio hanno detto che, stando alle sue potenzialità strutturali, l'Italia avrebbe dovuto esportare 80 miliardi in più di quanto esporta annualmente. Però, poi,la vera spiegazione, da giornalisti embedded, non l'hanno data, perché avrebbero dovuto tirare in ballo il "caro" euro. Ma la consapevolezza del "pericolo" della concorrenza commerciale italiana ce l'hanno.

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    1. L'avevo sentito anche io: e motivo di più per incazzarsi, dato che il tutto era detto in connessione alla corruzione e alla inefficienza della pubblica amministrazione (che soffre della ventennale mancanza di investimenti e non ha certo bisogno degli ulteriori tagli che indicano come soluzione demenziale). L'euro no, non può essere nominato "invano". E' il paradigma dell'efficienza europea: "ma lo sai come funziona la snaità in germania? E quanto guadagano loro che non hanno la corruzzzzione?" Sentita appena ieri dai miei amici...laureati in economia

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  6. "Beppe Grillo che non vuole uscire da euro. - Mauro Gallegati, economista e consigliere del Semplice Portavoce, spiega la sua visione dell'economia":
    "...Uscire dall’euro vuol dire impoverire la nazione di almeno il 30 per cento da un giorno all’altro. ... Svalutare non è una cosa semplice."

    Gallegati sta preparando seminari per eletti m5s con economisti della Cattolica e della Columbia

    http://www.giornalettismo.com/archives/802471/beppe-grillo-non-vuole-uscire-dalleuro/

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    1. Siamo a posto: c'ha arifatto subbbito, senza neanche pensarci un attimo.
      Passo direttamente al nostro "Gallegati-chief analyst" Flavio (sei in ascolto?:-))
      Urge un confronto Bagnai-Gallegati: amici del m5s, se qualcuno passasse da queste parti, chiedeteglielo voi, prima che i professori della Cattolica e della Columbia vi convincano che lo Stato altera l'efficiente allocazione delle risorse e che la piena (dis)occupazione naturale si raggiunge solo con una politica monetaria "credibile".
      Ma poi amici m5s: come potete accettare di farvi dare lezioni da chi pensa che il valore supremo sia "rassicurare i mercati? Non vi torna un pochino "strano"?
      Non ditemi che non avete ancora imparato come funziona la curva di Phlips (al punto che dalle nostre parti è venuto a noia) Boh...

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    2. Scandaloso...ma dai 48, che c'è da analizzare? ;)
      Uno che dice "Guardiamo l’Italia. Quando si è unita il Sud aveva produttività bassisma, il Nord elevata. La stessa differenza che c’è oggi in Europa tra i Pigs e i Paesi del Nord. Perché da noi questo squilibrio ha retto per 150 anni e in Europa non regge per 12? L’Italia è un Paese politicamente unito, l’Europa un’accozzaglia. Bisognerebbe prima unificare la politica, poi l’economia.". Innanzitutto mi offenderei come abitante del Sud in quanto, seppur non sia ferratissimo, non mi pare affatto che il Sud al tempo fosse così tanto povero...secundis: ma 'sto qua lo sa che in Italia esiste qualcosa che si chiama "trasferimenti"? Un po' come accade negli USA? Mamma mia...

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    3. Tra l'altro Grillo in piazza dice che dobbiamo riprenderci la Banca d'Italia, la sovranità monetaria... in che modo? Per farne che? E tutta la tirata sulle banche? E quella su riprendersi le reti - autostrade, ferrovie, comunicazioni, energia ecc -? Con euro e €uropa?

      Dobbiamo parlare agli eletti o candidati del m5s, nel mio piccolo ho già contattato chi mi ha scritto dopo il volantino del PUDE e gli attivisti che conosco chiedendogli di venire ad informarsi su questo blog (quello di Bagnai già lo utilizzano).

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    4. Sono andato al link e trovo questa perla splendente :

      Gallegati :
      «Guardiamo l’Italia. Quando si è unita il Sud aveva produttività bassisma, il Nord elevata. ... »

      Invece :

      Carlo Ciccarelli e Stefano Fenoaltea
      Attraverso la lente d’ingrandimento: aspetti provinciali della crescita industriale nell’Italia postunitaria

      Quaderni di Storia Economica Numero 4 – Luglio 2010

      La figura 2 a pagina 35 racconta una storia diversa (analoga, ovviamente, a quella attuale : se non è zuppa è pan bagnato)

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    5. @Flavio: hai ragione non c'è da analizzare, è la esplicitazione tragica dei timori generati dal tuo screening dei lavori del tipo in questione. C'E' SOLO DA PUBBLICIZZARE E DA AVVERTIRE CRITICAMENTE LA PARTE ANCORA "SANA" DEL M5S. O se no da arrendersi di fronte all'evidenza e attendere la mattanza del neo-PUD€, neo-riunificatosi sotto le nuove spoglie. Perchè se non arriva una minima presa di distanza di grillo o una immediata ribellione dalla base è praticamente finita. Che altro possiamo fare se non pubblicizzare? Divulgare criticamente in rete sperando che la notizia sia veramente compresa?

      @Silvia. appunto de che stamo più a parlà? La banca centrale? da parte di uno che specialista nel (rassicurare il) settore dei mercati finanziari?

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    6. Flavio, non avevo riportato il resto perché mi pareva... come dire... mi viene in mente ...., invece di analisi economica. Non se ne può più di simili sconcezze! Cerco di essere positiva, ma mi deprimo. Pensa te che Gallegati collabora (forse ha collaborato tempo fa) con Stiglitz! Boh...

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    7. Si ma io dico: 'sto qua non è uno scemo. Se uno lavora con Stiglitz, un motivo c'è. Allora perchè devi fare errori così pacchiani? Nella svalutazione (ma io che avrò le Neo Lire, dove cazzo andrò a fare la spesa ogni giorno, in Germania o in Italia?!?!?!), nel dire che ci sarà l'iper-inflazione che colpirà il ceto medio (1992 no eh?), che se ci sarà la ridenominazione dei titoli colpirà il ceto medio che ne detiene la maggioranza (ma dove?!?!?). Sono condiderazioni che ti annoverano di diritto fra i partiti del PUDE... l'unica è continuare a smascherarli come si sta facendo. Nulla più ;)

      @ Neri: grande, proprio quel documento ricordavo, che dice testuali parole. "Quest’ulteriore disaggregazione rafforza le principali ipotesi revisioniste suggerite dalle stime regionali. Le stime provinciali confermano ad esempio che un decennio dopo l’Unità le vecchie capitali rimanevano centri di produzione (artigianale), che le aree industrialmente
      poco sviluppate erano le terre adriatiche e ioniche già parti periferiche di unità più vaste, che l’arretratezza evidente del Mezzogiorno alla vigilia della Grande Guerra NON era stata ereditata dalla storia preunitaria." pagina 23 e succ. di questo studio . Daje a ride!!! ;)

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    8. Si infatti ragazzi adesso entrano in gioco i disinformatori e dobbiamo neutralizzaerli, non bisogna abbassare mai la guardia, la Resistenza comincia ora.
      By the way : qualcuno qui ha parlato delle citazioni di Mortati e del diritto alla resitenza da parte del Movimento 5 stelle.
      Potreste cortesemente darmi maggiori informazioni o postare il link relativo?.
      Grazie :)

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  7. Intervista di Gallegati al FQ (se è stata già postata cestina)
    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1T4LA9

    Si legge:
    «Uscire dall’euro vuol dire impoverire la nazione di almeno il 30 per cento, da un giorno all’altro. L’Economist ha smesso di pubblicare i dati sull’Argentina. Si sono accorti che sono taroccati. L’inflazione è molto più alta di quello che dicono, l’attivo della bilancia dei pagamenti è inesistente se non negativo. Svalutare non è una cosa semplice»

    Condannati a seguire la Francia nel Sudo (euro del sud) direi.

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    1. No, non cestino: lo dobbiamo ripetere mille volte finchè siamo in tempo e nel m5s qualcuno ascolti (se c'è traccia di vera vita della democrazia)

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  8. Comunque, non so quanto potranno tirare avanti con la maschera dell'antipolitica. Non hanno capito che il voto che hanno ricevuto non è anti politico ma anti austerità?

    Se l'esordio è questo, hanno già tradito il mandato ricevuto dagli elettori, consegnandosi al PUD€.

    Se il destino del paese è questo, spero che, quando risorgeremo dalla catastrofe, si sia assai più rigorosi nel non ammettere alla vita pubblica i rottami del vecchio regime di quanto lo si fu dopo il 1945. Che la scusa "come potevamo sapere" non sia accettata: perché sapevano, e nonostante ciò, agivano.

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    1. No, non paiono averlo capito. E neanche la massa dei loro opinion makers e buona parte del loro elettorato luogocomunista...

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    2. O meglio, il voto al M5S è stato antipolitico in quanto la politica attuale ha portato l'austerità assassina. dunque per una persona normale sarebbe facile capire qual è il vero problema da combattere, se qualcuno le facesse notare il vero senso del voto che ha appena espresso.

      Gli Italiani hanno già votato no all'euro. in piena maggioranza (tutti i voti tranne quelli dati a pd e monti sono nei fatti dei voti contro la governance europea). solo che ancora non lo sanno. il compito nostro dev essere farglielo capire. solo che da soli....è dura. ma bisogna persistere.

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  9. Ciao Quarantotto, complimenti a Flavio e concordo con quanto scritto da Lorenzo, il voto che il Movimento 5 stelle ha ricevuto è un voto contro l'austerità e un voto per riprendersi la Sovranità perduta.
    Per quanto concerne l'intervista del Prof Gallegati, non ho parole per esprimere la mia indignazione. "Uscire dall’euro vuol dire impoverire la nazione di almeno il 30 per cento da un giorno all’altro." Però silenzio assoluto di quanto si sia impoverito il Paese in termini materiali, morali ed intellettuali in questi 12 anni di Euro. E non si accorge, visto che richiama l'unità d'Italia, alla faglia che sta allontanando sempre di più le due Italie anche grazie all'euro.
    Nel nostro Paese urge una rivoluzione culturale, a partire proprio dalla Scuola e dall'Università

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    1. Mauro Gosmin, non è che sapresti indicarmi un link ad un video o articolo dove si parla della citazione del diritto alla Resistenza e di Mortati a San Giovanni?
      Ne avevi parlato qui:
      http://orizzonte48.blogspot.com/2013/02/illusione-finanziaria-lignoranza-al.html?showComment=1361782593840#c3720309918996655932

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    2. Sandra fai prima a mettere la richiesta (anche) nei commenti al nuovo post, ipotizzando che Mauro vada prima a leggersi il medesimo :-)

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    3. ok, lo sto mettendo su tutti i post :) tipo spam:)

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  10. Insomma un altro prezzolato messo al posto giusto e le possibilità di rendere consapevoli gli italiani sono già tornate a zero. basta poco....comunque Grillo non me la racconta giusta se veramente appoggia questo Gallegati. ho visto diversi video di comizi suoi risalenti a un paio d'anni fa in cui diceva chiaramente che come paese la nostra unica speranza era uscire dall'euro perchè in questo modo eravamo alla totale mercè dei tedeschi.
    Al fatto che abbia ambiato idea non ci credo, dato che le evidenze degli ultimi 2 anni hanno portato utleriori elementi a favore di queste tesi.
    Per cui vorrei davvero capire come questo Gallegati è entrato in contatto col movimento e vedere un pò che c'è dietro.

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    1. In effetti è un interrogativo inquietante quanto rilevante a questo punto...

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  11. E' apparsa in rete l'ipotesi per cui Grillo&Co seguirebbero una strategia che consiste nel fornire frammenti di verità un poco per volta per non creare shock. Direi proprio che non regga. A me sembra offrano pezzi di puzzle diversi alla rinfusa. Evoluzione gattopardesca del PUDE, direi.
    Perché fare terrorismo con l'Argentina? Ancora con gli stati uniti d'europa?! Dite che è ignoranza? Ma i neoeletti si leggano direttamente De Grauwe 2013 o Alesina 1997. O temono gli si spappoli il cervello? https://www.youtube.com/watch?v=aEUOo0t_RHQ

    De Grauwe 2013
    More symmetric macroeconomic adjustment mechanisms are key to avoid a long and protracted deflation that will not be accepted by large parts of the Eurozone population. Indeed the greatest risk for the survival of the Eurozone today is the risk emanating from social and political upheavals in countries that are forced into a deflationary spiral. Thus while the ECB’s decision to act as a lender of last resort has reduced the risk of a financial implosion, this risk has been substituted by a new risk, i.e. the risk of implosion due to uncontrollable social and political disturbances in the South of Europe. http://www2.lse.ac.uk/europeanInstitute/LEQS/LEQSPaper57.pdf

    NB: implode l'eurozona non il cervello

    Alesina 1997:
    "Con ogni probabilita' i contrasti tra Paesi europei aumenteranno al crescere della tendenza a coordinare politiche monetarie, fiscali, di welfare eccetera. Costringere Paesi con culture e tradizioni diverse ad uniformare politiche di vario genere, soprattutto quando la necessita' economica del coordinamento e' alquanto dubbia, e' un'operazione inutile e potenzialmente molto pericolosa."

    http://archiviostorico.corriere.it/1997/dicembre/15/QUATTRO_GRANDI_BLUFF_DELL_UNIONE_co_0_97121514176.shtml

    NB: quindi proseguiamo pure ad accumulare tensioni che e meglio! (da leggere come farebbe Puffo Quattrocchi)

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    1. Decisamente non regge come alibi. Sanno benissimo che da certe analisi e da certe parole d'ordine non si torna più indietro. E, d'altra parte, una volta raggiunto un certo livello elettorale non potrebbero poi più suicidarsi dicendo la verità e perdendo il consenso di quegli stessi livorosi che hanno caricato a mille, e quindi perdendo il "potere": le decisioni sono prese in funzione del MODO CON CUI SI OTTIENE IL CONSENSO E NON VICECERSA. Specie se le decisioni sono in direzione diametralmente opposta al messaggio con cui si è ottenuto il consenso. Logica elementare, ma alcuni in buona fede si bevono questa spiegazione...

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    2. MACCHE' STRATEGIA
      QUESTO GALLEGATI PARLA DA PIDDINO RADICALE
      POTREBBE PRENDERE IL POSTO DELLA FASSINA A BUON DIRITTO
      http://www.corriere.it/politica/13_febbraio_28/intervista-gallegati_12ff076e-81e5-11e2-aa9e-df4f9e5f1fe2.shtml
      ANCORA MENZOGNE
      CHE DELUSIONE!!

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  12. Ciao a tutti.

    Vorrei sottolineare un aspetto che mi sembra non sia emerso nei precedenti commenti e che mi ha inquietato non poco.
    Domanda: Quindi Grillo non vuole portare l'Italia fuori dall'Euro?
    Risposta: Non gli ho mai sentito dire una cosa simile. La sua posizione è più del tipo: "invece che calare tutto dall'alto, meglio farlo maturare dal basso".

    Cioè, ho capito bene?
    Invece che usare il manganello calato dall'alto, portiamo le persone alle medesime conclusioni facendole maturare in loro? Questo non è fascismo, è retro-fascismo, fascismo inconscio.

    A me questa frase pare di una violenza inaudita e spero che voi mi diciate che ho preso un abbaglio, che ho interpretato male. Eppure così mi spiego il perché di tanta enfasi sul referendum e su quella visione di "poveri ma felici" continuamente richiamata a narrazione del domani.

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    1. Bravo! Hai colto l' essenza della "narrativa"

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  13. Gallegani colpisce ancora: intervista al corriere della sera

    http://www.corriere.it/politica/13_febbraio_28/intervista-gallegati_12ff076e-81e5-11e2-aa9e-df4f9e5f1fe2.shtml

    Ieri sera è stato a servizio pubblico, ma non l'ho visto. Voi?

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    1. Ma lo sai che nun ce l'ho fatta e perciò non l'ho visto?

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    2. Cioè ancora "stimoli" alla fuga di capitali, ma in compenso compressione salariale.

      E' proprio l'uomo della (im)provvidenza...

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  14. Caro 48,

    Malgrado l'esemplare e cristallina chiarezza di questo tuo post, ti prego di rinnovare il tuo autorevole parere sulla INAMMISSIBILITA' del referendum abrogativo sull'euro; in queste ultime settimane, l'argomento ha ripreso quota a seguito dell'iniziativa del movimento Base per l'Italia. Gli estremi normativi su cui hanno fatto leva sono indicati in questo link http://www.resapubblica.it/politica/presentato-un-referendum-per-abrogare-leuro-dal-2014-la-raccolta-delle-firme/

    Grazie anche a te per l'impegno profuso in questi anni bui

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