giovedì 3 luglio 2014

TELEMACO E L'EREDITA' DELL'EURO...CON BENEFICIO D'INVENTARIO (cum grano salis)

 






















 










In margine al "discorso di ieri", svolto per l'apertura del semestre di presidenza italiana dell'UE, partiamo da questo commento al post di ieri, per focalizzare come la vulgata pop della crisi, recentemente evolutasi in modo "generico" (o meglio atecnico), non vada confusa con la "consapevolezza" effettiva della stessa, nei suoi integrali ed univoci legami con l'Europa della moneta unica.
Quest'ultima, a rigor di logica, costituisce null'altro che una eredità in pesante passivo, che qualsiasi Telemaco cum grano salis accetterebbe "con beneficio d'inventario"; cioè prendendone decisamente le distanze e non facendosi carico di debiti contratti da altri ("padri della Patria") e con un'imprudenza che ha fatto il gioco di creditori in ampia male fede (se non altro nel prestare, e nel non cooperare rispetto all'assolvimento delle obbligazioni che il trattato poneva, anche e specialmente, a loro stesso carico). Ecco il commento:
"Non so se finirà nei libri di storia .... vediamo come passa l'autunno. Il discorso di ieri dimostra che Renzi conosce benissimo dove sono i nodi del problema .... e ha cominciato a prendere le distanze dall'Europa e dalla Germania (a parole). Occorre vedere i fatti. Penso che una manovra recessiva nella legge finanziara 2015 potrebbe determinarne una fine prematura."


Vedi qual'è il problema? 
Non pare affatto conoscere "benissimo" i nodi del problema. O almeno non tiene comportamenti che rivelino tale conoscenza.
Altrimenti, tanto per cominciare, non avrebbe fatto cenno alla patrimonializzazione dell'Italia, in replica al tedesco...che nel frattempo aveva abbandonato l'aula con una scortesia che Scultz, Scultz! (l'amico del giaguaro), in altri casi avrebbe stigmatizzato; ma non in questo ("strano" no?).
L'argomento in replica usato da Renzi è quello tipico del debitore "scaduto" (dai termini di pagamento), di fronte al creditore che avanza pretese eccessive ma, che si riconoscono comunque fondate. Cioè è una ricognizione di debito, avanzandosi semplicemente una rivendicazione di solvenza di fronte alla pretesa stessa. 
Il tedesco, usando un trito argomento di economia ordoliberista pop, ha fatto riferimento all'aumento del debito a seguito di aumento del deficit e all'influenza di ciò sulla crescita (in soldoni).
Se Renzi avesse "capito i nodi", avrebbe potuto replicare:
- che la sostenibilità del debito italiano è, secondo la commissione UE (!), la migliore tra i grandi paesi UEM, 
- che tuttavia le misure che hanno portato a questo risultato (che il crucco dovrebbe stamparsi bene nel capoccione semivuoto), stanno conducendo alla morte industriale italiana;
- che la crescita stimolata dal deficit è l'unica via possibile di fronte al molto più reale problema della pluriennale caduta della domanda italiana causata dalle politiche imposte dall'UEM;
- che il problema, in caso di  aumento del deficit pubblico, è semmai la domanda estera, cioè gli squilibri commerciali (debito privato) che proprio le violazioni tedesche citate dallo stesso Renzi avevano contribuito ad aggravare in tutta UEM con atteggiamento doppiamente violativo dei trattati;
- che il problema dunque era essenzialmente l'assetto della moneta unica e che, se non lo si affrontava, questa era a rischio e, perciò, al tedesco conveniva essere più conciliante e meno ignorante, perchè la sua Germania è quella che rischia di più in caso di euro-break.
Devo continuare?

Anche solo accennare ad una parte di queste argomentazioni avrebbe avuto un effetto NEGOZIALE effettivo ed incisivo, per la stessa ottica di rilancio dell'UE che Renzi invoca, non solo per l'Italia.
Ma per farlo occorreva avere una effettiva conoscenza dei "nodi".
Invece, risulta con molta chiarezza, - dalle infinite apparizioni televisive delle "giannizzere" del P.U.O.I. (partito unico ordoliberista italiano), adepte di Renzi, e dalle stesse posizioni ufficiali del governo sulla politica economica e fiscale interna-, come tale chiarezza sia del tutto assente
Al contrario, come detto in questo post, si continua nell'autoinflizione del consolidamento fiscale suicida. Semmai, in accelerazione sul lato patrimoniale (ben presto in disastrosa devalorizzazione)

45 commenti:

  1. Che dire? Questi sono i cosiddetti "pugni sul tavolo" battuti durante il semestre europeo. Pugni che non fanno rumore, in quanto sono -par di capire- semplicemente mimati.
    Ma che il potere costituito europeo fosse assolutamente refrattario a riconsiderare se stesso, lo si vede dalle recenti nomine: L'eterno (e parziale, a quanto pare), Schultz alla presidenza del Parlamento europeo e Juncker alla Commissione (con buona pace dei livorosi italiani che chiacchierano di gerontocrazzzzzzia e cose del genere).

    Mi riallaccio quindi al post precedente dove si parlava di involuzione anti-parlamentare. Chiara, ormai, come il sole (l'unico dubbio è se assimilare l'attuale momento ai tempi di Di Rudinì e Pelloux ovvero a quelli di Mussolini). Si vuole una forma di governo esecutivo-centrica e basta, con un parlamento ratificatore.

    Ora: la legge n. 2263 del 1925 recitava (art. 6): "Nessun oggetto può essere messo all’ordine del giorno di una delle due camere, senza l’adesione del capo del governo."
    (La legge di nonno Benito, proprio lei).

    Mi si dica se, nei fatti, un ddl costituzionale presentato dall'esecutivo che ne pretende un'approvazione (quasi) integrale, dove si detta uno specifico contingentamento dei tempi di esame dei disegni di legge non si uniformi alla medesima ratio.
    Ma a sciogliere i dubbi, ci pensa la lettera b) dell'articolo 10, del citato ddl Renzi-Boschi, che recita: "Il Governo può chiedere alla Camera dei deputati di deliberare che un disegno di legge sia iscritto con priorità all'ordine del giorno e sottoposto alla votazione finale entro sessanta giorni dalla richiesta ovvero entro un termine inferiore determinato in base al regolamento tenuto conto della complessità della materia. Decorso il termine, il testo proposto o accolto dal Governo, su sua richiesta, è posto in votazione, senza modifiche, articolo per articolo e con votazione finale. In tali casi, i termini di cui all'articolo 70, terzo comma, sono ridotti della metà".

    Attenzione: non stiamo parlando di decretazione d'urgenza, ma di legislazione ORDINARIA. Lo so che il livoroso della strada non coglie la differenza. Non capisce come probabilmente non capiva suo nonno, nel 1925. Però, che questo governo "di sinistra" si ispiri a metodi e teorie (almeno per quanto concerne la forma di governo), fasciste ormai credo sia fuori di dubbio.

    La riforma costituzionale Renzi-Boschi è -a mio personale avviso- una legge "fascistissima", che si differenzia forse nello sforzo di proporre l'involuzione autoritaria in termini politicamente corretti (cioè in nulla). L'allarme è ormai noto alle menti più accorte (perfino Scalfari). Non so veramente cosa altro dire, se non sperare che non passino 20 anni prima di arrivare al 25 luglio.

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    1. Hai perfettamente ragione: "il livoroso della strada non coglie la differenza. Non capisce come probabilmente non capiva suo nonno, nel 1925".
      La differenza è che il Mussolini del 25 era oligarchico ma pur sempre protezionista delle prerogative capitaliste nostrane...In seguito, negli anni '30 intraprese persino delle ampie politiche di welfare (so che ogni volta qui se ne discute, ma poi, questa essenziale distinzione di fasi rimane agli atti delle leggi approvate).
      Qui, nonostante politiche dissimulate a livello mediatico, si sta semplicemente completando un processo di colonizzazione che consegue a una disfatta economico-europeistica, ab origine controllata dagli interessi franco-tedeschi, ormai solo tedeschi.
      Per questo ci vedo ancora una risonanza col periodo del 1943, trasponendo il tutto sul piano economico. Compresa una pallida e insostenibile (almeno da parte degli ordoliberisti ancora convinti e al potere) resistenza alla "occupazione" germanica..

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    2. Concordo con questa tua analisi. Il fascismo era e rimase un fenomeno "nazionale". Un periodo di involuzione autoritaria comunque vissuto da un paese sovrano.

      L'involuzione autoritaria di oggi, che -a mio avviso- ne ricalca i metodi con dei parallelismi e delle analogie sorprendenti, è finalizzata, sostanzialmente, alla trasformazione del Paese in uno -non vorrei dirlo, forse esagero- stato-fantoccio, come lo erano la RSI o il Manciukuò.

      Ovviamente in maniera più "bianca", in quanto il processo non consegue ad una occupazione militare ma ad un progressivo (e perfino consensuale) spogliamento della sovranità, unito all'instaurazione, ancora prima del regime, di una propaganda di regime che facesse sembrare il processo non solo ineluttabile (questo lo dicono adesso), ma addirittura necessario a rafforzare le stesse garanzie sociali protette dalla Costituzione che oggi sono sotto attacco.

      La nota negativa che vedo, rispetto al passato, è l'atteggiamento americano. In fondo, ho quasi l'impressione che l'accettazione delle politiche tedesche abbia, come conseguenza, l' "americanizzazione" delle società dei paesi in crisi. E la creazione di modelli sociali più uniformi al proprio, sarebbe -cinicamente- da salutare positivamente in vista del TTIP.

      Quindi quando arriveranno, i "liberatori"? Probabilmente quando -sotto questo aspetto- i tedeschi non gli serviranno semplicemente più, ed anzi, si correrà il rischio di vederli diventare anche troppo potenti.

      Ma sono pensieri in libertà......

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    3. Attenzione:

      quell'editoriale di Scalfari, quel suo indicare come la democrazia stia traballando, secondo me è da leggere più come fattore di pressione su Renzi per ottenere riforme diverse

      ad esempio ricordo che a Scalfari sarebbe sempre piaciuto un senato d'elite, in gran parte di nomina dal PdR, composto da personalità d'alto profilo - professori dell'accademia dei lincei, ecc... - e dunque la popolarizzazione del senato, formato prevalentemente da sindaci e consiglieri regionali, urta la sua idea di democrazia oligarchica.


      Non penso che Scalfari sia preoccupato dall'involuzione autoritaria...lui stesso la auspica. è che vuole un autoritarismo più sotto controllo, più teleguidabile dai poteri che rappresenta. e Renzi, secondo lui, può anche smetterla di fare il tamarro in tv ad ogni occasione....che le elezioni sono passate e non si rivedranno per altri 4 anni sperabilmente per lui.

      Insomma come ogni leader politico, è buono fino a quando resta strettamente sotto controllo dell'oligarchia che rappresenta....e quell'editoriale era secondo me un invito a prendere meno iniziative autonome. essendo che Renzi fondamentalmente sta su perchè ha un consenso mediatico totale....beh bisogna che riconosca questa cosa e stia nei ranghi.

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    4. E' probabile, Luca, che la tua chiave di lettura dell'editoriale di scalfari sia corretta. Forse sono troppo ottimista, probabilmente perché fino alla fine dei '90 lo apprezzavo. Certo, se fosse veramente così, il nostro si troverebbe nella stessa posizione di uno scienziato pazzo (sotto l'aspetto politico-istituzionale): prima dà vita alla "creatura", poi, ha paura di non poterla controllare......

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    5. eh ma era anche quello che sii ipotizzava fosse successo tra Craxi e Berlusconi al tempo mi pare.

      qui sopra no? io fin là non arrivo.

      però se questa lettura è giusta, è vero che Renzi oggi ha il potere di fare decisioni anche fuori dal seminato perchè ha un consenso consistente. ma una volta che avrà applicato certe manovre correttive il sostegno dei media potrebbe essere essenziale per la sua sopravvivenza politica.

      Oggi Renzi penso abbia un vero potere decisionale. lo frena un parlamento più frazionato (che infatti vuole ridurre a passacarte) però ha in teoria una grande libertà d'azione secondo me. però un domani neanche lontano potrebbe "avere bisogno" per mantenere il potere....e finire vittima del gioco.

      al gioco dell'europa o vinci o muori politicamente.

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  2. Ma in soldoni, circa gli esiti pratici di questa congiuntura politica, ove l'attenzione è spostata sulle mirabolanti campagne europee, riproduco questa risposta a Frank che commentava nel post di ieri sulla "mancanza di preparazione mediatica" relativa ad una manovra di stabilità stile Monti, aspetto che, perciò, metterebbe in pericolo il consenso raccolto dall'attuale governo:
    "...in linea logica il tuo ragionamento è ineccepibile. Manca la preparazione alla "nascita della (nuova) tragedia".
    Ma credo che non vada sottovalutato un aspetto che rientra appieno nel bagaglio economicistico neo-liberista di chi circonda Renzi: l'incisione fiscale fondamentale sarà sul patrimonio sia immobiliare che finanziario. Oltre che sul taglio della spesa pubblica (i soliti dipendenti pubblici selezionati e pensioni).
    L'idea è che non solo questo tipo di interventi siano ben visti da un pubblico sobillato al livore (anti-casta e anti-presunti-ricchi, identificati demagogicamente e fuori dalla realtà), ma che, comunque, incidere sul patrimonio non abbia effetti su consumi e investimenti, mentre tagliare la spesa pubblica, addirittura, favorirebbe questi ultimi.
    Cioè la manovra sarà presentata come salvifica e, specialmente, EQUA. I media si affretteranno a dire che non saranno colpiti i "soliti" e acrediteranno mirabolanti effetti di "ripresa" legati a tale impostazione..."
    Questo almeno nei loro calcoli "comunicativi"

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  3. Sempre per agevolare la comprensione della stessa (tragica) congiuntura, reinserisco la risposta data nel post sulle audizioni-contentino dei costituzionalisti, la cui tardiva presa di posizione oggi trova spiegazione nell'EUROSTRABISMO (cioè nell'indifferenza etico-giuridica a 20 anni di saccheggio della effettiva applicazione della Costituzione):
    "Ribadisco che l'eurostrabismo è tutto frutto di un "fattoide" giuridico: e cioè che il principio di (libera) concorrenza sia anzitutto corrispondente, come potenzialità realizzabile, alla realtà del capitalismo "reale" -laddove già con la crisi del '29 si evidenziò l'inadeguatezza della teoria neo-classica di fronte alla schiacciante prevalenza di oligopoli e monopoli nell'offerta- dall'altro, che tal principio sia di pari dignità a quelli dell'intervento disegnati nella Costituzione economica.
    Come conseguenza di tale supposizione, svincolata da dati e adeguate conoscenze economiche, si ritiene la disattivazione della Costituzione economica, e con essa le privatizzazioni e liberalizzazioni, uno strumento neutrale, ininfluente sui principi fondamentali della Costituzione, e come tale, "equivalente e moderno" nel perseguimento del benessere e della piena occupazione.
    Colpevolmente o meno che sia, questa concezione riesce a malapena a contrastare il riduzionismo della democrazia a "metodo", perchè indebolisce i presupposti stessa di tale contrasto, ignorando che non la "forte concorrenza", ma la stabilità dei prezzi e il concetto di piena occupazione neo-classico siano il fulcro della costruzione europea.
    Da qui anche la sopravvalutazione del sistema antitrust e delle autorità indipendenti, che sono il rafforzamento e non il bilanciamento sociale della prevalenza del neo-liberismo istituzionalizzato (ordoliberismo: termine che ho visto finalmente usare da Sapelli in un articolo di oggi)

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  4. L'ALTRO VOLTO DI TELEMACO OSSIA IL VUOTO CHE AVANZA

    Quali siano i “suggeritori” e quali i “coreografi” – in ultima analisi gli spin-doctors - del discorso di aperturta di Matteo del semestre UE non è dato si sapere.
    Come superflui sono i cinquettii e il commentario sulla retorica delle narrazioni scelte per presentare il documento programmatico ancora da analizzare tra le pieghe del “vuoto” pneumatico.

    Per certo di Telemaco e del suo “complesso”, la rappresentazione animota messa in scena a Strasburgo non ha considerato la densità delle trasformazioni antropologiche indotte sulle generazioni “nuove” dalle radicali trasformazioni economiche, sociali e politiche avvenute nel “secolo breve” operate mdai “padri”
    .
    Per certo è da ritenere che del recente saggio breve di di M Recalcati sia stato letto solo il titolo e qualche fumosa recensione.
    Probabilmente la parte morbosa di clinica-psicologica che affronta la conflittualità generazionale che rivela il passaggio moderno da Edipo a Telemaco, certamente - con qualche beneficio d’inventario sull’aspetto culturale degli spin-doctor suggeritori - trascurata quella politico-filosofica del ruolo delle nuove generazioni e il loro rapporto con la Memoria della Storia.

    La prima - quella clinica – molto bene rappresentata nelle pellicole introspettive di N Moretti (Palombella Rossa o Habemus papam), nella filmografia recente di C Eastwood o nelle pagine toccanti di P Roth (Patrimonio).
    La seconda – quella politica-filosofica – che analizzare, pur sommariamente ma Recalcati è psicanalista, i modi per costruire un mondo “nuovo” e per contrastare le chiare strategie di un capitalismo finanziario che depreda la democrazia e defasta le società civili.

    Telemaco, da solo, non riesce a trovare il padre Odisseo se non per intervento di Atena – dea ex machina - e c’è il grande rischio è che questa volta la Natura sia volta da un’altra parte e meno benevola con Telemaco e che il “patrigno” possa essere un Procio trafestito.

    La risoluzione del “complesso” non risulta possibile dalla “generazione Telemaco” che guarda il mare aspettando i “padri” di una generazione che dopo aver ucciso il prorpio padre sta ora facendo strage e scempio dei propri figli.

    Rimangono le risoluzioni di alcuni vecchi Telemaco che sono cresciuti guardando gli orizzonti sul mare della Memoria, coscienti e consapevoli che il loro di padre non sarebbe mai più tornato.

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    1. NOn è che Recalcati mi convinca molto con la sua pseudo e fuorviante spiegazione generazionale.
      Mio padre, ancor prima di me è sempre stato contrario all'euro. E molti di quelli che potrebbero essere miei figli non devono certo alla mia generazione la situazione innescata da un elite di odiatori dell'umanità che briga, impadronendosi delle istituzioni e imponendo "vincoli esterni", dall'inizio degli anni 80. Come sappiamo: alla fine, siamo già alla seconda "generazione perduta" in nome di "lovuolel'europa".
      Se ci pensi problema che evidenziò proprio Luigi Spaventa nel suo mitico discorso in parlamento sullo SME.
      Altro che Telemachi e Ulissi!
      Qua semmai dovremmo parlare di Grandi Vecchi e Giovani ordoliberisti d'assalto, in una continuità dilagante della concentrazione di potere e ricchezza avverse alle democrazia costituzionale...

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    2. Ho innescato il Furio ... :-)

      Di Luigi S ho la Memoria di ogni frase articolata in ogni parola e in ogni concetto economico e ccostituzionale che ancora abbiamo da dar senso prima che lo perdano ... perchè quando lo perdono ..
      Sono consderazioni, le mie, come sempre, di derivative sistemiche del senso del "umano dell'uomo" che narra V Grossman senza le quali - spesso mi permetto interventi OT/OTC - senza i quali solo il "vuoto".
      La RISCOSSA si edifica sul "mattone" :-)
      Un abbraccio

      ps: m'ho cavato gli occhi di Edipo e m'appare il maiuscolato dell'ordoliberista .. :-)
      .

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  5. Ciò che mi preoccupa maggiormente sono i "danni" psicologici che sono stati inferti alla collettività.

    Dl mio punto di vista, questo spettacolo raccapricciante di ignoranza totale da parte di tutte le "pubbliche personalità", dall'informazione ai ruoli istituzionali, è di una gravità senza precedenti: non solo nella tragedia italiana, nella sua massima espressione “totalitaria”, ma nel panorama internazionale nel suo insieme.

    Il “riduzionismo pop” è assolutamente global, come i McDonald's: in trent'anni è rimasto solo il “guscio intorno” mentre è stato svuotato tutto il “contenuto”.

    Il fascismo è “culturale” e dura già da almeno vent'anni: dopo Mani Pulite il P.U.O.I. è stato il Partito. È stato ed è the Big Brother.

    La disattivazione costituzionale è avvenuta per via esogena, nel senso che il primo “vincolismo” è stato quello da prodotti culturali “alieni” ed “alienanti”: l'attacco neo-liberale è stato proprio “far portare la scarpe dei contadini Timberland” (con le cuciture esterne e le stringhe per strangolare un cinghiale) a qualche noto faccione televisivo nel Paese che faceva le scarpe più belle del mondo: ecco che i “san babilini” son diventati “paninari” e via, tutti in giro vestiti come degli imbecilli, all'amerikana.

    Della piddinizzazione della sinistra è meglio calare un velo pietoso: tolta la “sostanza” è rimasto solo il sorrisino ebete di qualche conduttore di rai tre.

    Mettiamo che dopo la prossima finanziaria vedremo morire i nostri affetti perché cominceremo a non essere più in grado di comprare i medicinali per cure non fornite più dal welfare: si scende tutti in piazza? A rivendicare che? A prendere mazzate sui denti nel coraggioso tentativo di chiedere come soluzione lo stesso male che ci ha mandato in miseria?

    Chi sarà il prossimo Goldstein dopo Trotsky, Craxi e il Satrapo di Arcore?

    Il livore di piazza è comunque energia: energia negativa, ma energia.

    Ma come si fa a pensare che milioni di persone - anche di “livello”, almeno secondo il rispettivo “ego” - possano capacitarsi di essere vissute in una “matrix”, non aver capito una beneamata della società in cui son vissuti, aver cooperato per la sofferenza dei propri cittadini con un sorriso arrogante dipinto in faccia, ed essere stati poi sempre i primi, nella loro supponenza, ad essersi auto-inflitti atroci sofferenze...

    In questo malcelato “smarrimento” sociale, si nasconde un durissimo colpo all' autostima di una strepitosa moltitudine di individui.

    Ma può un "ragazzotto" di così dubbia cultura essere Capo di Governo di un Paese come il nostro, nel bel mezzo di una guerra economica e con tutti i cortigiani a leccargli i piedi?

    Trent'anni fa non avrebbe passato i provini per la pubblicità dei Cornetti Algida... (Ma d'altronde, se il maggior Paese del mondo ha avuto Reagan, di cosa ci rimproveriamo?)

    (Meglio tornare a lavorare... o meglio, a studiare...)

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    1. Bazaar ha anticipato -in sostanza- una domanda che sta cominciando ad assilarmi.
      Sì: i danni alla psicologia, ed anche alla coesione collettiva sono gravissimi. E a quel punto, la domanda si pone: come è potuto succedere?
      La costituzione del '48, fu il “la” all'apertura di una nuova epoca dove l'autoritarismo era confinato alle scelte del passato. Se, nell'anno 2014, ci si ritrova con l'orologio della storia rimesso al 1924, qualcosa non ha funzionato. Cosa? E perché?
      Cosa ha creato questa platea di livorosi privi di qualsiasi senso critico? Mi viene in mente una celebre frase di Pertini:

      “«Mi dica, in coscienza, lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli ed educarli? Questo non è un uomo libero. Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è libertà. La libertà senza giustizia sociale è una conquista vana.”

      E poi anche una di Pulitzer:

      “Una stampa cinica e mercenaria, prima o poi creerà un pubblico ignobile”

      Lo sappiamo: è quello che gli ordoliberisti vogliono. La trasformazione in “pubblico ignobile”, altro non è che il prodromo dell' “uomo libero di imprecare”, trasformato così con il suo stesso assenso.
      Ma come è possibile che un corpo sociale beneficiario dell'alfabetizzazione diffusa e dell'istruzione obbligatoria sia stato conquistato così facilmente? Come è possibile che l'ordinario senso critico che dovrebbe -direi conseguentemente- svilupparsi da un'istruzione media sia stato neutralizzato in questo modo? Come è possibile aver smarrito, come popolo italiano, la nostra stessa memoria storica, al punto da condannarci a “rivivere il passato”, per dirla con Santayana?

      La domanda probabilmente è retorica. Ma mi par di assistere ad una sconfitta -quella dell'istruzione nei confronti della demagogia mediatica- talmente clamorosa e vasta da lasciarmi allibito.
      Forse ci siamo accontentati di una massa istruita ma incolta? Forse i metodi di insegnamento si sono appiattiti su criteri sbagliati? Io mi interrogo.....e mi domando anche: con che genere di istruzione, impedire, per il futuro, che ciò si ripeta?

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    2. Lorenzo mi pare che l'ARS (associazione riconquistare la sovranità), non so se la conosci, dia fondamentalmente questa spiegazione alla domanda che poni: come è potuto succedere?

      Loro sostengono che col tempo il cittadino si è cullato nella convinzione che quanto guadagnato fosse per sempre dovuto e garantito e ha considerato che il suo contributo alla vita politica della società iniziasse e finisse col DIRITTO al voto.
      quindi tutto si sarebbe ridotto a un diritto.

      mentre loro sostengono che si debba trarre insegnamento e che dunque un ritorno alla civilità sia possibile solo se la società riesce a capire che il benessere è possibile e mantenibile solo con la partecipazione alla realtà politica del paese....diretta tramite forme di militanza (fenomeno che in effetti nei tempi andati aveva ben altri numeri) e indiretta tramite il tentativo di mantenersi informati...ma mantenendo la consapevolezza che informarsi è utile solo se si mantiene uno spirito critico per analizzare la realtà dei fatti. e che non è da considerare come uno svago da dopocena.

      Io penso che sia un'analisi condivisibile.
      Io mi ricordo bene come quando ero piccolo e studiavo sui libri di Storia le guerre del passato e dicevo (e se lo dicevo vorrà dire che non era idea solo di un bambino di 10 anni) che "Meno male che noi oggi viviamo senza guerre perchè ora siamo in democrazia e quindi si cerca sempre di fare del bene".

      Io non lo so non sono uno storico...ma penso che un'ingenuità tale, che era mia ma un pò di una buona fetta della società direi, non esistesse ai tempi della monarchia ad esempio. io penso che molti fra i contadini e gli operai avessero ben chiaro che chi deteneva il potere sarebbe passato sopra i loro corpi se gli sarebbe stato concesso (come del resto avvenne anche in pratica).


      Però non credo neanche si possa dare la colpa solo all'infacchimento e "imborghesimento" della società...non credo sia il termine giusto ma penso di essere chiaro. altrimenti ci toccherebbe dire che il benessere non fa per l'uomo in quanto lo rende più facilmente sottomesso e davvero dovremmo diventare dei decrescisti.
      E anzi andando un pò fuori tema e allargando forse troppo il concetto: dovremmo allora sposare le tesi (non mi ricordo di chi era forse Kalecki? o qualun altro?) di chi dice che il capitalismo non è sostenibile in quanto durante i periodi di benessere le oligarchie rinsaldano il proprio controllo sulle istituzioni portando naturalmente a periodi bui successivi...dopo i quali le masse torneranno a lottare per riconquistare potere e benessere che crederanno garantito di nuovo reinnescando il ciclo.

      Qua torna in gioco l'ipotesi di un'eventuale scatto evolutivo come dice 48....ci sarà? dopo quello involutivo ne avremo uno evolutivo?


      Non so ho scritto molto "a braccio" magari ho divagato troppo e ho finito per esser sconclusionato :-D

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    3. La manipolazione de "a curtura" non è cosa che trionfi in pochi anni. Ricordiamo l'operazione di spin del "centro ricerche Fiat", nei primi anni '60 con la creazione dei Furio Colombo e degli Umberto Eco, quest'ultimo esempio archetipico della poppizzazione, poi trionfata col 68 (non dimentichiamo iniziata nella California delle dinamiche di gruppo e di Timothy Leary, targati entrambi Langley).
      Uno scritto di Gunther Anders si intitolava: "Il mondo come fantasma e come matrice": un mondo fantasma che fa da matrice ai nostri pensieri: noi vediamo tutti quelli attorno credere in questo fantasma,e diventa difficile non credervi.

      Sul "ragazzotto" (o il giostraio di Rignano, come lo chiamo io): vero è quello che scrive Bazaar, ma è anche vero che un Heidegger credette a Hitler o un Ezra Pound a Mussolini; e costoro non difettavano certo di cultura.

      Lo spin emotivo, ovvero il livorosismo autoflagellatorio e autocolpevolizzante , si basa su archetipi che risalgono a ben prima dell'età moderna, e giocano su un ethos privo di episteme che fa breccia facilmente nell'uomo-massa (enche in quella massa che si pretende elite): debito, colpa, indegnità; l'eterno dualismo delle menti immature su cui si esercitò per secoli il pastorato, padre della Raison d'Etat, ratio status; così come l'oikonomia providentialis, ovvero la manifestazione della teofania, diventò l'economia di Quesnay, e poi Adam Smith trasformo la mano invisibile di Agostino in quella del mercato.

      La genealogia del pensiero è molto lunga, ma basta individuare gli archetipi per vedere dove si va a parare. Il Giostraio incarna un "Fuehrerprinzip pop" che è un misto di pastorato e di messianismo de noantri, aiutato da una grancassa mediatica goebbelsian-bernaysiana che crea un fantasma di mondo omnipervasivo e privo di contraddittorio che, come tale, è assai convincente, anzi, assume l'aspetto della realtà tutta
      (e poi, non dimentichiamo che l'uomo-massa, anche quello d'elite, è un essere semplice)

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    4. Carissimo Lorenzo, una certezza a dire il vero ce l'ho: se non ci sarà almeno qualcuno che, in questo disgraziato pianeta, saprà rispondere alla tua - alla nostra - domanda, come fecero i Padri della società moderna, lo spirito dell'Uomo dovrà accettare che l'ordine delle cose sia quello che l'attuale élite¹ sta edificando sul dolore e sulla sofferenza altrui.

      SIgnifica che «non può essere che così»

      Che c'hanno ragione loro, cioè "essi".

      T.I.N.A.

      E ti assicuro che me lo son sentito dire da un amico che di "segreti" ne conosce tanti, ma così tanti, ma così tanti che ormai da tempo "non parla più": ma durante un dialogo/soliloquio in riferimento all'unico "grande ordine" possibile, addirittura ricevetti un feedback: annuì con la testa e sorrise guardandomi obliquo...

      Sarà, ma visto che mi ha sempre riconosciuto "una certa saggezza", gli farei notare che farsi governare dalla razza anti-umana, quella percui «è povero chi deve lavorare per vivere», non fa sorridere neanche un po'.

      Quindi, come direbbe il nostro caro ospite, il tempo stringe, torniamo a lavorare perché, o tra noi scopriamo degli Olivetti, dei Mattei, dei Basso, dei Fanfani, dei Caffé, dei Graziani oppure, considerando il panorama attuale, la vedo piuttosto male...

      Ma io sono ottimista, ho letto Asimov da bambino e mi vorrei ritagliare il ruolo, se non disturba nessuno, dell'Hari Seldon :-)



      ¹ Èlite che ha un "sangue" diverso, più freddo direi: hai guardato i primi piani di "Draghi"? È un rettiliano o no? Poi, voglio dire, uno che si chiama "Draghi"...

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    5. «Io mi interrogo.....e mi domando anche: con che genere di istruzione, impedire, per il futuro, che ciò si ripeta?»

      «La pratica dello scetticismo è pericolosa per il potere costituito. Lo scetticismo minaccia le istituzioni. Se noi insegniamo a tutti, compresi per esempio gli studenti delle scuole superiori, abitudini di pensiero scettico, essi non limiteranno il loro scetticismo agli Ufo, alla pubblicità degli analgesici, e a presunti personaggi vissuti trentacinquemila anni fa che ci parlano attraverso medium. Essi potrebbero cominciare a porsi domande scomode sulle istituzioni economiche, o sociali, o politiche, o religiose. O forse contesterebbero le opinioni di coloro che sono al potere.» Cit. “Il mondo infestato dai demoni”, Carl Sagan.

      La risposta è: con un sano atteggiamento scettico razionale!

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    6. http://orizzonte48.blogspot.it/2013/09/la-gabbia-cio-che-gli-uomini-debbano.html

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    7. @Bazaar: Hari Seldon? beh non ti conosco ma ti piace pensare in grande :-)

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    8. @Il velo di Maya

      Bellissime e precisissime considerazioni che fanno da cornice al mitico post ricordato da Quarantotto: mi ritrovo perfettamente in tutto e ho trovato molto azzeccato il richiamo a Il mondo come fantasma e come matrice di Anders.

      Appunto solo che la "dittatura" vera e propria, cioè il "pensiero riduzionista pop" assurto a "matrice totalitaria", si è affermata nei primissimi anni '90, dopo la caduta del blocco (culturale) sovietico, nel momento in cui la controinformazione ha trovato medesima genesi della informazione/istruzione goebbelsian-bernaysiana.

      Mentre i "preparativi" e i primi grandi test di "ingegneria sociale", come giustamente ricordi, si sono attuati principalmente nei "campus" USA, dove l'attacco "alla meglio gioventù" avvenne proprio con il "libertarianism", il relativismo culturale o più beceramente con il classico "oppio", come hanno ben insegnato gli inglesi (anche in Russia, appena c'era un po' di tensione sociale, si abbassava il prezzo della vodka), nell'Europa de "a curtura" e delle Democrazie costituzionali, il collasso completo tra "tesi e antitesi" nella propaganda avviene con l'€uropa ordoliberista.

      Inoltre fai emergere come la cultura sia solo una chiave, uno strumento che, a livello "individuale" non è né necessario né tantomeno sufficiente.

      Verissimo. Totò u curtu capiva (e gestiva) situazioni complessissime ed era mezzo analfabeta.

      Ma a livello sociale, quando si edifica la "poleis", le cose stanno messe in modo diverso: il "carattere umano" deve far posto all' "episteme" e, soprattutto, alla "techne". Questa è una lezione che va ben imparata perché ce la stanno dando coloro "che non hanno bisogno di lavorare per vivere".

      Anche Einstein guardava positivamente all'ascesa nazista, Freud no: e non ci si dovrebbe stupire.

      La complessità delle questioni di ordine socio-politico nasce soprattutto dall'interdisciplinarietà e da quel necessario equilibrio di "intelligere" contemporanemanente sia ciò che è della "scienza" (tramite il logos) sia ciò che è dell' "Uomo" (tramite il pathos).

      @Luca Tonelli

      Bazaar come Seldon è più un "sognare" in grande, e so stare al mio posto :-)

      Una Fondazione di tipo asimoviano, purtroppo, è proprio "pensare" in grande: perché, salvo "cigni neri", il medioevo pare attenderci.

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    9. Tanto per dire la mia sciocchezza, mi pare che nel lungo percorso liberal-liberista nostrano si siano usate due categorie fondamentali, la "scienza economica" e "l'etica", ovviamente falsificate. Non mi azzardo a definire quali e quanti siano stati i legami, certamente fondamentali, con le corrispettive americane.
      La nostra "cultura alta" è sempre stata caratterizzata da un'impostazione letteraria, per cui la scienza è sempre stata descritta come una serie di specializzazioni abbastanza imperscrutabili gestite da appositi sacerdoti, evitando di dare conto dei dibattiti scientifici. Nel tempo la divulgazione della "scienza economica" si è cristallizzata nel pensiero unico in cui TINA. A livello "basso" le argomentazioni si sono appoggiate al "buon senso comune", quello che nei fatti ci mostra che la terra è piatta e il sole le gira attorno, ma tutto fa brodo.
      L'etica si presenta come sempre più "forte", in realtà frammentata, pervasiva (i diritti cosmetici), usata come diversione o come zeppa fra argomentazioni fallaci e/o incongruenti (la Spinelli spiega che il problema di questa Europa è "la mancanza di un'anima"). In ogni caso è un'etica severa, professata da maestri severi come Einaudi o Von Hayek (e quando si mescolano scienza ed etica è opportuno pararsi le terga). La sua versione "bassa" è il livore vendicativo verso quelli "che se ne approfittano".
      Da noi si affaccia con la "questione morale", che mi pare si ponesse come limite alla politica. E qui potrebbe stare un elemento chiave: la politica oggi trova uno spazio sempre decrescente, stretta fra una "scienza conomica" e "un'etica" che occupano praticamente tutto il campo. TINA un'altra volta, e la politica diventa inutile.
      Tutta questa diseducazione si è concretamente appoggiata sulle istanze emozionali e suggestive che sono proprie della tecnica pubblicitaria.

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    10. @Bazaar
      Sono d'accordo che l'edificio è stato completato negli anni 90, ma ciò è dato dalla concomitanza di una serie di eventi: crollo del muro, globalizzazione dei media e strapotere degli stessi sulla più umile carta stampata (in forma di libro e non di giornale); i vari WTO e atre sigle sovranazionali. Ma, soprattutto la fine dei Trente glorieuses e del concomitante attacco allo stato sociale stile Beveridge-Keynes perchè non era più utile.
      I produttori-consumatori non sono più l'oggetto del capitalismo (o come altro lo si voglia chiamare) ma, anzi, da questo punto di vista "L'uomo è antiquato".
      Consentimi un'autocitazione:

      "Siccome il pianeta è limitato, e non si può estendere; siccome la materia è finita, e non si può moltiplicare; siccome la propensione al consumo comincia a mostrare segni di stanchezza, allora è necessario addentrarsi in nuovi territori inesplorati per realizzare quella crescita che appare sempre più come una chimera. La grande illusione di questi tempi, è quella che presume che si possa realizzare un economia che prescinda da qualsiasi base materiale, smaterializzarsi, che possa vivere di puro spirito, essere distillata dalle cose per divenire quintessenza, lapis philosophorum. Perché un’economia immateriale non conoscerà più limiti alla propria espansione: il denaro si moltiplicherà con il denaro, il puro valore di scambio, affrancato dalla vile materia, creerà il nuovo miracolo economico. Così, l’economia diventa pian piano finanza e l’ essenza della finanza è quella di basarsi sulla fede e sulla speranza: è pura magia, abile prestidigitazione.

      E allora perché affidarsi a un relitto del passato, alla produzione? Non è forse meglio, disponendo di denaro, investirlo in altro modo e moltiplicarlo attraverso la magia della finanza? Non è forse più elegante liberarsi della prosaica materia ed ottenere quel profitto, da tutti agognato, attraverso la mera moltiplicazione dei numeri, la forma quintessenziale dell’economia, quella che risiede nel mondo delle idee platoniche dove il profitto distillato e smaterializzato, potrà crescere indefinitamente attraverso processi autopoietici? Non è forse più signorile emanciparsi dall’arretratezza economica della sfera produttiva, dalla sua avvilente volgarità fatta di ingranaggi, frastuono, macchine, maestranze sudate, insoddisfatte e riottose, e volare verso l’empireo della finanza, con la sua promessa di ricchezza senza fine?"

      Ma, il denaro è solo un simbolo, simbolo di tutto quello che vi è di acquistabile nel mondo e, in un'epoca di scarsità e sovrappopolazione, è necessario limitare il numero di coloro che possono possedere questo simbolo, per chè questo simbolo può essere convertito in cose che cominciano a essere scarse. Quindi è meglio una popolazione povera (non sia mai che i congolesi abbiano la sovranità sulle terre rare, quando dobbiamo costruire tanti simpatici droni). Il Capitale passa all'incasso (in assets)

      Cito da un'intervista di Marion King Hubbert (quello del peak oil):
      “Nel 1930 ero New York, Avevo un palco d’onore per assistere alla Depressione. Posso assicurarvi che fu un esperienza molto educativa. Abbiamo chiuso le serrande del paese per ragioni monetarie. Avevamo la manodopera e materie prime in abbondanza, eppure abbiamo chiuso le serrande del paese
      [...]
      Non siamo più nella posizione in cui eravamo nel 1929-30, per ciò che riguarda le prospettive future. Allora il sistema fisico era favorevole allo sviluppo, ora non più. Siamo in una crisi nell’evoluzione della società umana. E’ un fatto unico, nella storia umana e in quella geologica. Non è mai accaduto in passato e difficilmente accadrà in futuro. Si può usare il petrolio solo una volta. I metalli si possono usare solo una volta. Presto tutto il petrolio sarà andato in fumo e tutti i metalli estratti e dispersi"

      L'economia è la continuazione della guerra con altri mezzi.
      Benvenuti nel magico mondo della biopolitica

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  7. Commenti interessanti, ma il punto è uno solo: se il Presidente del Consiglio italiano e del semestre europeo non ha chiari i "nodi", salvo rinfacciare che la GERMANIA a suo tempo fece il bello ed il cattivo tempo, vi è da dubitare che sappia indicare, prima che imporre, una linea guida per una diversa politica europea. Tale lacuna rischia, a mio avviso, di pregiudicare la formazione di un asse con gli altri PAESI che hanno la stessa necessità di "cambiare verso" rispetto ad un'Europa sentita come matrigna. Anche se va detto che gli USA, nonostante la politica espansiva di questo periodo, registrano dati economici tutt'altro che confortevoli, nonostante il - poco chiaro buon - andamento del mercato borsistico, indifferente ai fondamentali delle aziende Industriali. Dobbiamo aspettarci nuove bolle speculative? Del resto apprezzo il richiamo all'opinione espressa a suo tempo da LUIGI SPAVENTA. Dunque, speriamo che il Presidente legga almeno i nodi che li sono indicati: ma chi ce lo può garantire (e che li capisca). E che ne è dell'Associazione?

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  8. Devo continure? Si! per esempio rivendicare i 6 miliardi che l'Italia da' ogni anno piu' di quanto riceve, ed i miliardi che versa nel fondo salva stati (o meglio banche tedesche, come ha fatto capire da Vespa). Mi hanno comunque colpito le dichiarazioni degli inglesi: Farage ha detto che non ha apprezzato molto, non collaborera' ma gli ha dato 7, Cameron ha dichiarato che conta di lavorare bene con Renzi. Quindi l'Italia, tardivamente ed ancora troppo poco, sembra che stia finalmente prendendo un po' le distanze dalla germania. Ovvio che quello che vuole fare (per ora) Renzi sono palliativi...Questo e' un anno particolarmente importante, oltre ai gravi litigi nella morente area euro, gli europei, tra i quali l'italia, sembra che stiano resistendo agli Usa per la questione south stream
    http://aurorasito.wordpress.com/2014/07/03/la-battaglia-per-leuropa-infuria-come-gli-usa-minano-le-relazioni-franco-russe/
    allora perche' poi non anche per il ttip, almeno che sia piu' equilibrato? Sono troppo ottimista?

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    1. La rivendicazione di essere contribuenti netti al blancio UE Renzi l'ha fatta in realtà...Certo non può arrivare a dire anche ciò che nessuno gli ha spiegato, cioè che l'ESM ci vede contribuenti "solo" netti, dato che investe esclusivamente in tripla A, cioè in titoli crucchi e poi passa soldi ai sistemi bancari debitori di questi, (anche per fare acquisti di imprese in Italia).
      Per il resto, sì, sei troppo ottimista: ma solo perchè continui ad ipotizzare "risorse culturali" interne all'ordoliberismo. Persino per opporsi al Ttip: questa è mancanza di realismo. Gli ordoliberisti €uropei il Ttip lo vogliono eccome (questione ben diversa dall'approvvigionamento energetico comunque legato ad una situazione ormai di sovraproduzione industriale): se qualche ostacolo serio verrà frapposto sarà solo perchè salteranno gli equilibri elettorali interni alla Francia.
      Siamo sempre lì

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  9. Forse sono stato un po' precipitoso nello scritto che ha scaturito il post ... ma faccio fatica a credere che Renzi OGGI non conosca quello che tu hai spiegato benissimo nel tuo commento. Cosa sarebbe successo nel circo mediatico/politico italiano se avesse sbattuto in faccia a tutti la verità?
    Dopo anni di lavaggio del cervello pure Renzi, che ora ha paura di perdere l'enorme consenso elettorale, non mi sembra in grado in invertire la rotta senza rimetterci faccia, voti e tutto l'appoggio mediatico di cui gode. Lasciamo stare le "giannizzere" mandate a destra e a manca a ripetere la lezioncina: se gliela cambiassero da un giorno all'altro non capirebbero la differenza.
    Ma forse hai ragione tu: sono talmente ottusi da non vedere oltre la punta del naso. Vediamo le prossime mosse.

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    1. Temo che le prossime mosse siano la manovra finanziaria con patrimoniali e rivalutazioni rendite catastali etc. Il che dice tutto su quello che ESSI possono aver capito (esiste un fitta coltre di pensiero unico consolidato da media e politica saldati insieme dal potere oligarchico...impenetrabile: il mainstream a livello "scientifico" e il livore castacorruzionespesapubblicabrutto a livello di consenso)

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  10. Uhm...ho letto i post dei commentatori piddini a questo articolo di repubblica...http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0CCQQqQIwAA&url=http%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2Fpolitica%2F2014%2F07%2F03%2Fnews%2Fue_bonaf_juncker_ci_dia_spiegazioni_su_flessibilita_-90596783%2F&ei=sVe2U9f_IY_s0gXHkoHoAQ&usg=AFQjCNEEuZQE5OdsEkqivcuLjTfDZMRsJg&sig2=Oq3YqbZP-zNkD-GgDtE8PA&bvm=bv.70138588,d.d2k
    prevale il solito riflesso pavloviano: la maggior parte critica Renzi per lesa maesta' al padrone tedesco, qualcuno lo accusa di larghe intese con B. che in effetti non gli ha creato difficolta' sul senato, non gli vuole proprio creare problemi....la risposta ai tedeschi del governo in serata....chissa', chissa', intanto come sappiamo molto lentamente qualche intellettuale ed economista eurista ha cominciato a mettere le mani avanti....vediamo se ci sara' qualche nuova presa di posizione...non illudiamoci ancora, pero'....comunque Renzi se ha cominciato, si spera continui....vediamo...

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    1. Quand'anche si intesti un neo-25 luglio, insistendo (alle condizioni sbagliate evidenziate nel post) in un contrasto verso i tedeschi, non reggerebbe gli effetti della coerente escalation degli argomenti che dovrebbe via via utilizzare: a quel punto dovrebbe realisticamente avere una forte sponda USA. Ma quest'ultima lo costringerebbe alla riforma del lavoro (abolizione art.18), a vaste privatizzazioni e all'accelerazione sul Ttip.
      Insomma internazionalizzazione colonizzatrice comunque e sempre.
      Persino la sua base elettorale, in perenne stato confusionale e idolatra della Germania, sarebbe a rischio; mentre le PMI sarebbero alla disperazione e forse aprirebbero gli occhi. Altissima instabilità, intanto che, fuori da questo mattanza autorazzista, si compie il cortocircuito economico Francia-Germania...

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  11. Approfitto, sei in linea.....quantificata la probabile manovra del governo
    http://icebergfinanza.finanza.com/2014/07/04/manovra-da-10-miliardi-in-arrivo/
    e, come dice il proverbio, Bagnai e Mazzalai non sbagliano mai...
    le scaramucce in corso potrebbero quindi servire a far ritrovare un po' di orgoglio nazionale per sopportare meglio la nuova stangata, tirando a campare un altro po' e vedere che succede (Francia, ecc...), nella solita italica tradizione...preparano la solita stangatina, secondo me per es. le tasse sugli immobili aumenteranno come negli ultimi tempi, ormai lo abbiamo capito, del 10-12% annuo....

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    1. Cfr; http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/austerity-non-funziona-ultimi-due-anni-debito-pubblico-80267.htm: PMI già in rivolta e articolo che riprende quasi alla lettera questo post
      http://orizzonte48.blogspot.it/2014/07/un-anno-esatto-doporenziletta-ma-con-un.html
      Poi dalla fine del 2014 al 2015 i proprietari di immobili e le imprese di costruzioni conteranno i morti

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  12. Aggiungerei alle analisi anche le conseguenze che il crollo del muro potrebbe aver avuto sulle opzioni politiche della sinistra. Sinistra che -nei fatti- si trovò certamente spiazzata dal riflesso che un evento del genere avrebbe fisiologicamente avuto in termini di consensi.

    Ebbene,a mio avviso, forse esistevano due vie. Una che accettava la diminuzione dei consensi, ma percorreva la strada della validità e della difesa dell'idea. E' quella che è stata scartata, forse perché più rischiosa. Avevano paura di scomparire politicamente.

    L'altra, era quella volta alla mera sopravvivenza politica considerando definitivamente persa la battaglia ideale/ideologica. Da qui l'accettazione della mistificazione neo-liberista, che ha spacciato le proprie posizioni politiche per verità tecniche, per postulati di base cui ogni politica (anche di sinistra) dovesse per forza uniformarsi. Da qui il "new labour" di blair. Da qui il "rifugiarsi" nell'esasperazione dei diritti cosmetici e delle questioni di genere allo scopo di conservare una qualche forma identitaria che permettesse una continuità col passato, mentre il cancro liberista finiva, a forza di globalizzazione, di vincoli esterni e di accettazione della flessibilità del lavoro, di uccidere il malato (la sinistra, per l'appunto).

    Insomma, si fanno le petizioni per i diritti dei "diversi" mentre si accetta come ineluttabile la cosiddetta "società 20:80".

    Il risultato lo abbiamo sotto gli occhi: Hollande e Renzi, per citare i due nomi più in vista.

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    1. Con la considerazione ulteriore che, come rammenterai che implica la spiegazione dei "diritti cosmetici", che si riteneva che il livello di benessere raggiunto, con tanto di senso di colpa per il "pianeta", fosse ormai irreversibile.
      Questo è un assioma non solo costitutivo della teoria dei diritti cosmetici, ma un portato dell'internazionalismo occidentale di chiara estrazione pop (alla Gielgud: "cancelliamo il debito", ormai un pò trascurato, per non doverlo applicare a se stessi)

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    2. Credo che il problema dei comunisti nostrani - marxisti - sia che hanno dato un incredibile contributo alla socialdemocrazia a motore keynesiano senza saperlo. (Grazie al solito Arturo per la segnalzione dell'articolo di Turci).

      In breve credo che siano stati vittime della loro stessa ideologia: è bastato modificare gli ideologemi.

      Infatti i "diritti cosmetici" sono sempre prodotto (almeno in gran parte) di quel laboratorio dell'America lisergica.

      "Liberalismi" e "libertarismi" sono pura ingegneria sociale,

      Fanfani, che "qualcosa" di "Storia del pensiero economico sapeva, si è ben guardato dal proporre come fondamento della nostra Repubblica la "libertà".

      (Caro Einaudi, non era facile come manipolare Rossi, Spinelli e compagnia sognante, vero?)

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    3. Forse non ERA facile. Ma poi, più tardi, lo è stato, con gli Andreatta e in sostanza pure gli Andreotti e i Craxi...

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    4. @ Bazaar04 luglio 2014 22:41

      Ti ringrazio del link "Storia del pensiero economico"

      All'interno si trova quanto segue:

      "In ogni dottrina economica secondo Fanfani sono riconoscibli tre interconnesse dimensioni: presupposti, osservazioni, norme.

      I presupposti influiscono su osservazioni e norme ma, a loro volta, le osservazioni retroagiscono (o dovrebbero) sui presupposti. Il presupposto che esista in natura un ordine economico razionale spinge gli economisti a ricercare e formulare le leggi, le uniformità che disciplinano quell'ordine e consigliare al principe di turno di rispettare e non violare quelle leggi. Ma se le osservazioni teoriche e fattuali, e cioè derivanti sia dalla scienza che dalla realtà, dovessero dimostrare che in natura non esiste un ordine economico o che, se esiste, non è razionale allora l'iniziale presupposto dovrebbe essere modificato e con esso l'intera struttura della dottrina. Ugualmente, il presupposto che in natura non esista un ordine economico razionale spinge l'economista a non ricercare le (inesistenti) leggi naturali e a suggerire al principe di turno una serie di precetti che consentano di costruire, deliberatamente, il desiderato ordine razionale."

      ps scusate l'OT

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  13. E mi pare molto in linea con i commenti un Sapir fresco di giornata.

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  14. inserisco qui sopra, già che siamo in tema di manipolazione mediatica, quello che IN REALTA' ha detto Weidmann. dal blog openeurope:

    "Italian Prime Minister Matteo Renzi, for instance, likens the EU to 'an old, boring aunt, who tells us what we should do.'"

    quindi questa frase non è assolutamente come riportata da Repubblica. Weidmann ha più che altro quotato Renzi. non ha lamentato ingerenze renziane nella linea europea. anche perchè essendo weidmann uno che è parte dell'oligarchia vera, evidentemente sa benissimo che uno come renzi non può molto.

    Dunque, perchè fingere una lite dove non c'è? ancora....sempre per dare a Renzi quell'aura di imbattibilità e di antagonismo che tanto fa bene per fare i gattopardi.
    Quindi.... che Renzi voglia andare ad elezioni presto per incassare i risultati di un consenso che, abbinato alla legge elettorale italicum, gli consegnerebbe 5 anni di pseudo-dittatura? e per questo stia ora montando una finta lite ove non c'è? per far credere agli italiani ormai stufi di sentire la morale (cioè tutti tranne i piddini puri) che un minimo di interesse nazionale è invece curato?

    Dopo la tiratina d'orecchie di Scalfari quindi, si riprende a spron battuto. il sistema è compattissimo. a parte i pochi maldipancia in forza italia (chi avrebbe mai detto che ci sarebbe stata più desiderio di indipendenza lì piuttosto che nel PD? chi è l'aziendalista adesso? :-D).

    Non credo proprio che un quotidiano come Repubblica titoli in prima pagina un errore di traduzione. c'è da stare attenti perchè se veramente è questo il piano...e mi parrebbe plausibile....allora c'è caso che Renzi riesca davvero a liquidare tutto quel che resta del paese e ad avere la vittoria totale. un parlamento eletto coll'italicum, con un senato troncato fuori dal processo democratico, garantirebbero a Renzi l'appoggio necessario a portare l'Italia allo scenario greco sul serio. o almeno ne avrebbero la possibilità.





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  15. E LA STAMPA COSA SCRIVE IN MERITO AL RISPETTO DEI TRATTATI?
    Scusate, cambio argomento.
    Il Renzo ha dichiarato in Italia di voler cambiare l'agenda in nome di maggior flessibilità. (Intanto c'è il rischio che il premier ignori o faccia finta di ignorare che in regime di cambi fissi questa flessibilità si tradurrà in maggiore debito e dunque maggiore dipendenza dai finanziatori del centro euro.) In sede europea pare che shauble abbia dichiarato che i NS baldi prodi non ne abbiano fatto mai menzione. Nell'intervento al parlamento euro il Renzo ha candidamente dichiarato:"NON CHIEDIAMO DI CAMBIARE I TRATTATI", però sulle questioni tecniche ha fatto rinvio al documento di programma per il semestre italiano, consegnato agli europarlamentari. Ebbene ho trovato questo documento e davvero speravo che il tema "L'EUROPA CAMBI VERSO" figurasse nel testo. INVECE NO: NON SE NE PARLA. In 81 pagine ricche dei propositi più disparati, la parola INNOVAZIONE e sue varie declinazioni è inflazionatissima. Ma non ho trovato alcun riferimento al tema tanto in voga nei NS TG e giornali, relativo alla flessibilità d'applicazione dei yrattati . Semplicemente Shauble ha dichiarato il vero: i NS ministri non hanno domandato proprio niente. (Ribadisco che questa tanto declamata, quanto inesistente, vittoria dei NS sullo specifico argomento flessibilità, in realtà dal punto di vista economico non può essere il nostro obbiettivo. Potrebbe esserlo solo se si discutesse di rimuovere contemporaneamente le cause degli squilibri infra U€. E fra le cause rientra l'adozione della moneta €).
    Saluti. Grazie al Professore e a tutti voi. Giancarlo.

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    1. altro tassello che contribuisce alla idea di "scontro europeo" totalmente montato ad arte dal sistema mediatico italiano.

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    2. E guardate cosa "stranamente" comprende Fubini, dopo alcuni anni di squilibri corretti unilateralmente e fiumi di inchiostro che spiegano come NON funziona un'area valutaria ottimale
      http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/tutti-sono-uguali-ma-berlino-piu-uguale-altri-perche-europa-tace-80338.htm

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    3. "In fondo chiedere eccezioni per sé ai vincoli che danno noia, più che esigere dal prossimo il rispetto della legge, è sempre stata una specialità italiana. Non tedesca."

      :-D due volte! come no!

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    4. Autorazzismo vs ditino (o cannone) perennemente puntato

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